Contenuto
Ti trovi in: HOME »Innovazione e territorio »VI programma quadro: i risultatiVI programma quadro: i risultati
Approfondimenti
Il 6° Programma Quadro dell'Unione Europea, da sito del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR)The Network of National Contact Points (NCPs) in Member States and Associated States (CORDIS), in inglese
Le Politice europee di Ricerca, dal sito della Fondazione CRUI
I grandi obiettivi della politica europea di Ricerca, dal sito della Commissione Europea, in inglese
Documento di Orientamento Programmatico del MIUR per il Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 (compresso ZIP)
Il Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 , dal Dipartimento per le Politiche di Sviluppo del Ministero dell'Economia e delle Finanze
Gli obiettivi del Consigilio Europeo di Lisbona
Il VI Programma Quadro (2000-2006)
Si tratta dello strumento attraverso il quale si attua una politica di ricerca a livello europeo. Nel VI Programma Quadro gli obiettivi perseguiti sono stati principalmente due: il rafforzamento delle basi scientifico-tecnologiche dell’industria e lo sviluppo della sua competitività su scala mondiale.
Il VI Programma Quadro (2000-2006), come la maggior parte degli interventi riguardanti il settore della ricerca, segue le strategie indicate nelle conclusioni della Presidenza del Consiglio Europeo di Lisbona (marzo 2000), note come “Strategia di Lisbona”. Prodotto di una intensa attività fra mondo scientifico e industriale e autorità pubbliche, il VI Programma Quadro (2000-2006) si è rivolto alla creazione di uno spazio europeo per la ricerca, in seno al quale si opera su quelli che sono ancora oggi i punti deboli della ricerca europea: l’impossibilità di competere a livello mondiale, la mancanza di collaborazione fra gli attori della ricerca, l’incapacità di attrarre scienziati eccellenti.
Su tali problematiche il programma quadro interviene attraverso la concentrazione dei finanziamenti, la creazione di reti di ricerca operanti in collaborazione fra loro, e una maggiore mobilità dei ricercatori.
Principi e regole etiche del VI Programma Quadro (2000-2006)
Le attività di ricerca devono svolgersi in conformità con i principi etici, previsti nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE, e contribuire a incentivare il ruolo della donna nella ricerca e migliorare il grado di informazione dei cittadini. I ricercatori coinvolti si devono attenere, inoltre, agli orientamenti europei sul benessere degli animali.
In particolare, sono escluse dai finanziamenti alcune specifiche attività di ricerca: quelle finalizzate alla clonazione umana con fine riproduttivo, quelle volte alle modificazioni del patrimonio genetico dell’uomo e che potrebbero rendere ereditarie tali modifiche, quelle relative alla creazione di embrioni umani a scopo di ricerca o per ottenere cellule staminali.
I tre gruppi principali di attività del VI Programma Quadro
- Concentrare e integrare la ricerca europea;
- Rafforzare le basi dello spazio europeo della ricerca;
- Strutturare lo spazio europeo della ricerca.
Relativamente al primo gruppo, il programma quadro dà la priorità a 7 aree principali sulle quali basare l’economia europea per renderla più competitiva:
- Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute: in questo campo l’interesse è puntato, ad esempio, su medicinali più sicuri ed efficaci, su test in vitro che sostituiscano la sperimentazione sugli animali, su nuovi strumenti per la prevenzione e terapia, sulle strategie genomiche per la lotta contro il cancro e le malattie infettive legate alla povertà;
- Tecnologie per la società dell’informazione: la ricerca è orientata alle principali problematiche sociali ed economiche quali la sicurezza, l’e-business, ma anche di tecnologie di comunicazione, di rete e di software;
- Nanotecnologie e nanoscienze, ingegneria a sostegno dello sviluppo dei materiali, nuovi processi e dispositivi di produzione;
- Aeronautica e spazio, il primo settore si rivolge alla sicurezza del trasporto aereo, al rafforzamento della competitività grazie alla riduzione dei costi, al miglioramento del comfort dei passeggeri e alla riduzione delle emissioni di rumore. Il settore dello spazio, oltre ad occuparsi delle telecomunicazioni satellitari, cura l’evoluzione dei servizi d’informazione satellitare per il controllo dell’ambiente, della desertificazione e per la gestione delle catastrofi;
- Qualità e sicurezza degli alimenti: si interessa delle malattie e allergie legate all’alimentazione e dell’impatto che questa ha sulla salute dell’uomo, di metodi e tecnologie di produzione più sicure per l’ambiente, dell’impatto che hanno sull’uomo i prodotti destinati all’alimentazione animale;
- Sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi: ricerca su carburanti alternativi e fonti di energia pulita ed economica, su sistemi di trasporto più sicuri e rispettosi dell’ambiente. Riguardo l’ecosistema, l’interesse è puntato, ad esempio, sull’effetto serra, sulla desertificazione e i disastri naturali;
- Cittadini e governance nella società della conoscenza: migliorare la produzione, distribuzione e uso della conoscenza e il suo impatto sullo sviluppo economico e sociale. Sono oggetto di ricerca anche le questioni legate alla risoluzione dei conflitti e alla restaurazione della pace e le nuove forme di cittadinanza e di identità culturali.
Un ulteriore settore di ricerca è affidato al programma Euratom, che si concentra sulla fusione termonucleare controllata, sulla gestione dei residui radioattivi e sulla radioprotezione.
Il secondo gruppo di attività ha come obiettivo lo sviluppo di collaborazioni tra le varie attività di ricerca esistenti, in tutti i campi della scienza (ad es. salute, energia, ambiente), con l’individuazione dei settori di interesse comune. A tale scopo sono previste delle attività di coordinamento nazionali (ERA-NET, e sviluppo di un sistema di informazione su programmi di ricerca nazionali e regionali sul quale opera la Commissione europea) e a livello europeo (COST, EUREKA).
Il terzo gruppo di attività si concentra sulla risoluzione delle debolezze proprie dell’attuale ricerca europea. L’obiettivo è rivolto all’innovazione scientifica e tecnologica e a una proiezione della stessa in campo commerciale. La ricerca di risorse umane di alto livello e la promozione e sviluppo di infrastrutture, costituiscono, insieme allo sviluppo di un dialogo tra comunità scientifica e cittadini, gli altri obiettivi su cui si concentrano gli sforzi.
Tipologie dei progetti
Si hanno diversi tipi di progetti, distinti fra loro come: multi-partner, progetti speciali per piccole e medie imprese, progetti di sostegno a grandi infrastrutture di ricerca, progetti presso organismi ospitanti e azioni di mobilità individuale.
Reti di eccellenza
Devono avere un minimo di tre Stati membri (o associati) partecipanti e devono raggiungere l’obiettivo di una ristrutturazione e riformulazione duratura delle modalità in cui viene effettuata la ricerca in un determinato settore. La ricerca in sé non è l’elemento principale delle Reti di eccellenza, costituito invece dal compito di rafforzare l’eccellenza scientifica e tecnologica in un dato campo della ricerca, integrando la massa delle risorse e delle competenze necessarie.
Le reti di eccellenza maggiori possono coinvolgere anche centinaia di ricercatori, altre avere dimensioni più ridotte; in base alla dimensione sarà disposto il relativo finanziamento (corrisposto in rate annuali) tenendo conto anche dei progressi della rete. Le reti di eccellenza possono operare in una delle 7 aree tematiche prioritarie o nel programma specifico per la ricerca nucleare.
Progetti integrati
Realizzabili nelle 7 aree tematiche prioritarie, i progetti integrati devono avere un minimo di 3 Stati membri (o associati) partecipanti. L’obiettivo di tali progetti è la produzione di conoscenze per aumentare la competitività europea e allo stesso tempo per fornire delle risposte ai bisogni della società.
L’integrazione può riguardare l’intero ciclo produttivo, dalla produzione delle conoscenze fino al trasferimento tecnologico sui prodotti. Oppure, può trattarsi di una integrazione settoriale fra soggetti del settore pubblico e privato, ad esempio tra università e industria.
Progetti attuati congiuntamente da più Stati membri
Applicabili a tutte le attività del programma quadro, tali progetti hanno l’obiettivo di integrare fra loro interi programmi di ricerca, rivolti a un dato argomento, attraverso la cooperazione fra governi nazionali.
Progetti mirati alla ricerca o all’innovazione
Si attuano con l’obiettivo di sostenere attività di ricerca, che anticipano le esigenze scientifiche e tecnologiche, o di innovazione nell’ambito di progetti di dimensioni più ridotte rispetto a quelle dei progetti integrati. Anche per questi progetti il numero minimo di partecipanti è di 3 Stati membri.
Azioni di coordinamento
Si tratta di progetti multi-partner, minimo 3 Stati membri (o associati) volti al sostegno del collegamento tra le attività di ricerca e innovazione. Le azioni di coordinamento interessano l’organizzazione di conferenze, riunioni, scambi di personale, la creazione di sistemi di informazione comuni e di gruppi di esperti.
Sono previsti finanziamenti dell’Unione Europea per le spese di coordinamento, non per la ricerca, fino a un massimo del 100% del bilancio.
Azioni di sostegno specifico
Possono essere proposte da un solo partecipante o da un consorzio di più partecipanti, si rivolgono ad attività di sensibilizzazione e scambio di informazioni, come nel caso delle conferenze annuali. Le attività sono sostenute tramite sovvenzione al bilancio fino al 100% o in forma forfettaria.
Progetti di ricerca specifici per le piccole e medie imprese (PMI)
Si tratta di progetti di ricerca cooperativa o collettiva. Nel primo caso, un minimo di tre piccole o medie imprese affida una parte significativa dell’attività di ricerca a esecutori di ricerca scientifica e tecnologica. La proprietà dei risultati resta, comunque, alle PMI.
Nel secondo caso, i progetti sono attuati da esecutori di ricerca scientifica e tecnologica per conto di associazioni o gruppi di imprese con forte presenza di PMI.
Il programma quadro incoraggia tali imprese a partecipare nell’ambito delle 7 aree tematiche prioritarie, ad esse è destinato il 15% del relativo budget.
Le infrastrutture di ricerca
Il VI Programma Quadro (2000-2006) ha come scopo anche integrare le infrastrutture di ricerca combinando la messa in rete, l'accesso transnazionale e le attività comuni di ricerca. Coinvolge minimo tre soggetti giuridici appartenenti ad almeno due Stati membri (o associati), almeno uno deve gestire una infrastruttura di ricerca.
È complementare anche lo sviluppo di reti di comunicazione a elevata capacità e velocità (Géant) e di sistemi di calcolo ad alta prestazione (Grid).
Inoltre, il programma contribuisce a studi di fattibilità e a lavori preparatori per nuove infrastrutture, e prevede anche il finanziamento per il miglioramento o il rinnovo di infrastrutture già esistenti.
Azioni Marie Curie
Riguardano la formazione, la mobilità e il trasferimento dei ricercatori, nonché il riconoscimento dell’eccellenza. Sono rivolte ai ricercatori nelle diverse fasi della loro carriera, coinvolgono pertanto sia i giovani ricercatori, coloro che svolgono tale attività da meno di 4 anni, sia i ricercatori più anziani. Le azioni Marie Curie presuppongono la mobilità transnazionale del ricercatore che non può presentare domanda per il proprio paese di residenza o di origine.
Finanziamenti e procedure per la partecipazione
Gli stanziamenti previsti dall’Unione Europea a favore della ricerca e sviluppo tecnologico, per gli anni 2000-2006, rappresenta circa il 4-5% della spesa complessiva degli Stati membri.
I partecipanti possono usufruire dei prestiti della Banca europea (BEI www.eib.org) o dei fondi di garanzia e/o capitali di rischio per la ricerca e lo sviluppo del Fondo europeo per gli investimenti (FEI www.eif.org.).
Sono ammessi a partecipare Università e imprese di tutto il mondo, tutte le informazioni necessarie si ottengono visitando il sito Cordis (http://www.cordis.lu/fp6/), il primo punto di riferimento è costituito dai punti nazionali di contatto istituiti in tutti gli Stati membri e negli Stati associati.
Alcuni risultati
Da dati ancora parziali posseduti dal MIUR risulta che la partecipazione di soggetti scientifici italiani partecipanti al VI Programma Quadro è da considerarsi significativa. Infatti, siamo coinvolti nel 55% delle proposte inoltrate ai diversi bandi e nel 14% dei casi i progetti presentati sono coordinati da nostri ricercatori, appena dietro ai tedeschi come quota nazionale. Meno positivo è il dato relativo ai progetti selezionati. Infatti, si rileva il basso rateo di successo dei progetti a coordinamento italiano (13.1%), che dal secondo posto per numero di proponenti ci posiziona al quarto posto assoluto nella fase negoziale. Esiti migliori, invece, si registrano nei progetti a partecipazione, cioè coordinati da soggetti extra-nazionali. La percentuale di successo sale al 18.6%, il che attesta l’inserimento di un buon numero di enti ed imprese nazionali all’interno di network scientifiche di elevato livello. Grazie alla buona performance nei bandi, il “rientro finanziario” nazionale ci posiziona al quarto posto, dopo Germania, Regno Unito e Francia, con il 9.2% dei fondi complessivamente stanziati.



