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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

VENUS EXPRESS

La sonda spaziale per l'esplorazione del pianeta venusiano

I segreti di Venere svelati dal modulo spaziale Venus Express
Si inserisce nell’ambito della planetologia comparata la missione spaziale europea dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), volta allo studio del pianeta Venere. Si tratta della seconda sonda planetaria lanciata dall’ESA, dopo la Mars Express. Le indicazioni ricavate dallo studio di Venere attraverso la sonda Venus Express, saranno utili per comprendere i processi evolutivi di pianeti e corpi celesti del nostro sistema solare, in primis della Terra: lo studio riguarda, infatti, il particolare ruolo dell’anidride carbonica e dell’acqua nell’ambito dell’evoluzione di un pianeta e nella generazione dell’effetto serra. A tal proposito le ricerche si propongono di acquisire informazioni sia a livello globale che di dettaglio, per ricavare la maggior quantità possibile di conoscenze riguardo la composizione atmosferica del pianeta venusiano e l’anomalo effetto serra ivi presente, capace di surriscaldare l’aria al suolo fino a temperature di 750° K (temperatura che, per rendere l’idea, sarebbe capace di fondere il piombo sulla Terra) e di generare elevatissime pressioni del gas, pari a circa 200 atmosfere.
L’efficienza della sonda Venus Express
La sonda Venus Express è stata così denominata per il breve intervallo di tempo intercorso tra la sua progettazione, la preparazione ed il successivo lancio: meno di tre anni dall’approvazione del progetto al momento del lancio, previsto per il 9 novembre 2005 dalla stazione di Baikonur in Kazakistan (con ritorno alla base nel 2007, dopo circa 450 giorni terrestri di attività). La rapidità di esecuzione nei preparativi della missione è dovuta al fatto che per la nuova sonda Venus Express, l’ESA ha utilizzato lo stesso staff, il design ed alcune strumentazioni già utilizzati in precedenza per le missioni Mars Express e Rosetta. Questo ha anche contribuito a mantenere bassi i costi progettuali, nonostante si sia mantenuta un’elevata affidabilità scientifica.
Le attività del Progetto Venus Express
L’obiettivo scientifico dichiarato della missione Venus Express è l’acquisizione di dati relativi alla composizione del suolo e dell’atmosfera di Venere. In particolare la missione si prefigge di studiare:
  • la meteorologia e le variazioni legate all’interazione atmosfera-suolo
  • la composizione degli strati inferiori dell’atmosfera, ovvero la porzione presente al di sotto dello strato di nubi
  • la composizione delle stesse nubi e la formazione dei fenomeni elettrici che si generano nell’atmosfera
  • i valori della temperatura atmosferica con particolare riguardo alla composizione dei venti situati nell’intervallo spaziale compreso tra i 60 ed i 100 km di altitudine
  • i processi di transizione tra i due particolari strati atmosferici della troposfera e della termosfera
  • la dinamica attiva del pianeta, ovvero i fenomeni legati all’attività sismica ed al vulcanismo, con una mappatura di dettaglio delle zone termicamente più calde a causa dell’attività magmatica stessa
Il ruolo dell’Italia nel Progetto Venus Express
Nell’ambito della missione europea Venus Express, l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) collabora attivamente con l’ESA mettendo a disposizione sofisticati strumenti di ricerca: lo spettrometro ad alta risoluzione spaziale VIRTIS (dell’IASF ‘Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica’ - INAF ‘Istituto Nazionale di Astrofisica’) e lo spettrometro di Fourier PFS (dell’IFSI ‘Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario’ – INAF ‘Istituto Nazionale di Astrofisica’) per lo studio dell’atmosfera, della composizione mineralogica del suolo e per i rapporti superficie-atmosfera. Inoltre partecipa con lo strumento ASPERA, realizzato per studiare gli atomi neutri energetici. Da un punto di vista più generale, il nostro Paese coopera con la missione nelle attività di pianificazione e definizione della strategie operative, e nell’attività finalizzata alla divulgazione dei risultati ottenuti ed alla pubblicazione degli stessi in numeri speciali di riviste scientifiche internazionali.


Fonte: ASI