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Com'è organizzata e finanziata

La svolta nella politica scientifica e tecnologica nazionale, realizzata attraverso il completamento della riforma del Sistema Nazionale della Ricerca, è stata quella di considerare per la prima volta in maniera organica, come ambito strategico per lo sviluppo del Paese, la ricerca scientifica e tecnologica.
Linee di fondo per portare ad una maggiore efficienza e produttività il sistema di ricerca nazionale, anche in riferimento ai più avanzati modelli europei ed internazionali, sono quelle della programmazione e del coordinamento a livello governativo. In sostanza una sorta di "cervello del sistema" inteso come motore di tutte le attività di ricerca del Paese e l'estensione a tutti i livelli della valutazione dei risultati per rendere più efficace e trasparente l'investimento pubblico.

Tutto questo attraverso:
  1. lo strumento del Programma Nazionale di Ricerca (PNR) approvato dal CIPE e redatto in armonia con il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF), annualmente predisposto dal Governo, per assicurarne il coordinamento con le altre politiche nazionali;

  2. il riordino della rete degli Enti Pubblici di Ricerca, riconsiderandone ruolo, missione, organizzazione;

  3. la riforma delle normative a sostegno della ricerca industriale attraverso la realizzazione di un contesto più favorevole agli investimenti in ricerca, da parte di soggetti industriali con particolare riferimento alle PMI, reale tessuto connettivo del nostro sistema produttivo.

Il ruolo di coordinamento assunto con tale riforma dal MIUR è oggi ancor più strategico se calato nella nuova realtà delle autonomie regionali. Il settore della ricerca travalica infatti, per sua definizione, non solo i confini regionali, ma anche quelli nazionali.

Gli investimenti in ricerca nel nostro Paese vengono sostenuti attraverso l'utilizzo sia di fondi pubblici (circa il 53%) sia di fondi privati (circa il 47%).
I fondi pubblici possono essere :
  • di provenienza nazionale attraverso finanziamenti concessi dai Ministeri per sostenere da un lato le istituzioni pubbliche deputate alla ricerca (Università ed Enti pubblici di ricerca), dall'altro le imprese e gli altri soggetti privati che realizzano progetti di ricerca.


  • In particolare i principali fondi gestiti dal MIUR sono:
    • PRIN (Progetti di Ricerca di rilevante Interesse Nazionale) destinato alle Università
    • FISR (Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca) destinato ai soggetti pubblici e privati
    • FAR (Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca)destinato prevalentemente alle imprese
    • FIRB (Fondo Integrativo Ricerca di Base) destinato ad Università e ad Enti di Ricerca che collaborano con imprese
    • FFO (Fondo Ordinario per le Università)destinato al complessivo funzionamento delle Università
    • FOE (Fondo per gli Enti pubblici di Ricerca)destinato al complessivo finanziamento degli Enti Pubblici di Ricerca vigilati dal MIUR.

    Altri Ministeri che investono molto in ricerca sono quello della Salute e quello dell'Ambiente.

    Il Ministero delle Attività Produttive (MAP) gestisce, oltre a molteplici fondi dedicati allo sviluppo del mondo produttivo, il FIT (Fondo per l'Innovazione Tecnologica).

  • di provenienza europea sia attraverso il finanziamento diretto di progetti di ricerca da parte della Commissione Europea nell'ambito della realizzazione del Programma Quadro Comunitario (PQC), sia attraverso i Fondi Strutturali che cofinanziano attività gestite dallo Stato italiano (Programmi Operativi Nazionali, PON, e Regionali, POR). La destinazione dei fondi europei è comunque preceduta, sia che si tratti di PQC che di PO, da un forte momento di concentrazione tra UE ed Italia basato su previsioni macroeconomiche di medio/lungo periodo


  • di provenienza regionale attraverso finanziamenti a valere sui bilanci propri per realizzare strategie di innovazione dei sistemi produttivi locali.