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Cellule staminali: per saperne di più
A cura del prof. Claudio Muscari Professore Associato Confermato del Dipartimento di Biochimica "Giovanni Moruzzi", Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Bologna
- L’uso di staminali per curare l’infarto può essere applicato a qualsiasi tipo di paziente?
- Per quanto tempo si possono conservare le cellule staminali?
- La durata della conservazione influisce sul loro rendimento?
- Qual è il decorso di una persona curata con staminali dopo un infarto?
- Quali tipi di staminali si sono dimostrate più valide nella riparazione del tessuto cardiaco?
- Le terapie in cui si utilizzano staminali richiedono un’organizzazione diversa negli ospedali?
- Quanto costano attualmente queste terapie?
- Nel futuro è possibile che il loro costo diminuisca?
- Cosa dicono le leggi italiane in tema di cellule staminali?
- Quanto costa a un utente conservare le cellule staminali?
- La coda delle lucertole ricresce. Ha qualcosa a vedere con la rigenerazione da staminali?
L’uso di staminali per curare l’infarto può essere applicato a qualsiasi tipo di paziente?
Attualmente una limitazione potrebbe essere rappresentata dall’età del paziente in caso di trapianto autologo. Sembra, infatti, che anche le cellule staminali invecchino, perdendo col tempo parte delle loro potenzialità differenziative e proliferative. Pazienti molto anziani potrebbero quindi essere esclusi dal trattamento. Se il trapianto viene invece eseguito con cellule staminali eterologhe è ipotizzabile l’impiego di immunosoppressori e quindi valgono tutte le restrizioni inerenti questo tipo di trattamento. Comunque, come per ogni altro tipo di terapia, a seconda della presenza di patologie concomitanti, bisognerà valutare la situazione caso per caso.
Per quanto tempo si possono conservare le cellule staminali?
Come qualsiasi altro tipo cellulare, anche le cellule staminali possono essere conservate a temperature bassissime mediante immersione in azoto liquido per anni, fino ad arrivare ipoteticamente all’intera durata della vita dell’individuo dal quale sono state prelevate.
La durata della conservazione influisce sul loro rendimento?
Studi sperimentali che garantiscano la non compromissione delle proprietà delle cellule staminali dopo anni di conservazione non sono stati ancora eseguiti. Conservazioni per tempi brevi non influiscono negativamente.
Qual è il decorso di una persona curata con staminali dopo un infarto?
Sono ancora troppo pochi i casi al mondo di soggetti trattati con cellule staminali dopo un infarto cardiaco per poter conoscerne bene il decorso e comunque si tratta ancora di sperimentazione. Si può comunque già sottolineare che la possibilità che insorgano aritmie è elevata, a causa di un’incompleta maturazione elettrofisiologica delle cellule. L’estrema variabilità del trattamento (tipo di cellule staminali, modalità della somministrazione, momento del trapianto, ecc.) non ci permettono inoltre di formulare ancora previsioni sicure a breve, medio e lungo termine.
Quali tipi di staminali si sono dimostrate più valide nella riparazione del tessuto cardiaco?
La maggior parte dei ricercatori sostiene che le cellule staminali da loro studiate siano le migliori. Per questo motivo siamo ancora lontani da una oggettiva graduatoria. C’è un ampio consenso nel ritenere le cellule progenitrici endoteliali e le cellule staminali mesenchimali molto valide per promuovere la rivascolarizzazione della regione cardiaca infartuata. Per quanto riguarda la componente muscolare, alcuni sostengono che le cellule del midollo osseo che presentano il marker c-kit siano molto efficaci, altri invece lo negano. Studi molto recenti stanno inoltre proponendo come valida alternativa le cellule staminali mesenchimali provenienti da annessi fetali (liquido amniotico, cordone, placenta) poiché dovrebbero avere maggiore vitalità e potenzialità differenziativa rispetto a quelle dei soggetti adulti. Inoltre, la risposta immunologica al trapianto eterologo di cellule staminali mesenchimali sembra essere molto limitata, se non addirittura assente.
Le terapie in cui si utilizzano staminali richiedono un’organizzazione diversa negli ospedali?
I Centri dove sperimentalmente si pratica la terapia dell’infarto cardiaco con cellule staminali devono fondamentalmente garantire la sterilità del preparato cellulare da trapiantare. Per questo motivo tutte le fasi di preparazione delle cellule che precedono il trapianto devono essere eseguite in stanze molto controllate che diano la certezza di non inquinare il preparato biologico
Quanto costano attualmente queste terapie?
I costi della procedura di isolamento delle cellule staminali non sono elevati, considerato che, per motivi di praticità, si isola principalmente il midollo osseo del paziente e si inietta come tale, o previa parziale separazione cellulare. Chi si vuole rivolgere a cliniche private straniere, può pagare un intervento fino a 30-40 mila euro, considerato che richiede pur sempre una notevole esperienza e responsabilità da parte dello staff medico.
Nel futuro è possibile che il loro costo diminuisca?
Se si potrà confermare il reale beneficio della terapia cellulare nella cura dell’infarto cardiaco, probabilmente il Servizio Sanitario Nazionale si farà in gran parte carico delle spese da affrontare.
Cosa dicono le leggi italiane in tema di cellule staminali?
Per ciò che riguarda la legislazione italiana le limitazioni più severe riguardano la raccolta e l’impiego di cellule provenienti da embrioni umani, indipendentemente dall’uso sperimentale o sull’uomo che se ne vuole fare. Limitatamente alla ricerca, la Commissione Europea sta predisponendo un registro che contiene informazioni dettagliate su tutte le linee di cellule staminali embrionali umane disponibili nel territorio europeo. Col termine “linee” cellulari embrionali si intendono quelle cellule che originano pur sempre da un iniziale espianto embrionale, ma che possono riprodursi all’infinito in laboratorio, mantenendo immutate la gran parte delle loro proprietà biologiche. Le cellule staminali adulte, invece, possono essere utilizzate nella terapia di determinate malattie che rispondono molto bene al trattamento, mentre in caso di sperimentazione sull’uomo e sugli animali si deve ottenere sempre l’autorizzazione da parte di Comitati Etici locali o nazionali. Per conservare in apposite banche le cellule staminali del sangue cordonale l’attuale legislazione distingue tra uso eterologo e autologo che se ne vuole fare. Se si prevede di metterle a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, è già possibile conservarle presso centri pubblici ospedalieri. Se invece se ne vuole fare un uso esclusivo personale, allora l’unica possibilità è quella di rivolgersi a centri privati stranieri, perché in Italia essi sono vietati, sostenendo con le proprie tasche ogni tipo di spesa.
Quanto costa a un utente conservare le cellule staminali?
In media 2-3 mila euro per 25 anni di conservazione
La coda delle lucertole ricresce. Ha qualcosa a vedere con la rigenerazione da staminali?
Una particolare regione della coda delle lucertole è ricca di cellule staminali. Queste, per poter rigenerare i diversi tessuti biologici presenti nel tratto distaccato, sono in grado di riattivare dei geni, normalmente silenti, che ricominciano a stimolare la produzione di specifici fattori di crescita solo a seguito dell’amputazione. La scoperta, fatta da un gruppo di ricercatori neozelandesi, merita sicuramente ulteriori approfondimenti.



