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Risultati FAR 2005
La relazione annuale del “Fondo Agevolazioni alla Ricerca” (FAR), dedicata alla rappresentazione sistematica delle attività del Ministero dell’Università e Ricerca (MUR) in materia di aiuti alla ricerca industriale (Decreto Legislativo n. 297 del 27 luglio 1999), ci offre per il 2005 un quadro interessante grazie ai trend positivi rispetto all'annata precedente.
I dati preponderanti che emergono dall’analisi comparativa riguardano l'assottigliamento degli stanziamenti del MUR per la ricerca industriale (che ha comportato una riduzione dei progetti conclusi, passati dai 222 del 2004 ai 188 del 2005) e la drastica riduzione dei progetti interrotti o conclusisi con esito negativo.
Le novità
Gli elementi di novità introdotti nel 2005 scaturiscono soprattutto dall'impostazione data al PNR 2005-2007, che pone al centro dei suoi interventi i macro-obiettivi sulla qualità della vita (salute, sicurezza, ambiente), sulla competitività del sistema produttivo e sullo sviluppo sostenibile. Le linee di azione atte a sostenere tale strategia si sono concretizzate principalmente nel lancio dei dodici piani strategici:
I risultati
I progetti conclusi e verificati durante il 2005 sono in totale 188 (con un costo complessivo di 495 milioni di euro), finanziati attraverso tre diverse modalità (contributo nella spesa, credito agevolato e contributo in conto interessi).
I progetti completati positivamente sono 182, cinque sono stati interrotti e solo 1 si è concluso in maniera negativa. In termini percentuali significa che il 96,8% dei progetti ha avuto esito positivo con un costo complessivo di 473,3 milioni di euro.
I Settori Finali di Impiego nei quali si è concentrata l’attività di ricerca finanziata dal MUR sono stati quelli delle Telecomunicazioni (13 progetti con esito positivo e 73,8 milioni di euro investiti), dell’Informatica (19 progetti e 34,2 milioni di euro), dell’Alimentazione (11 progetti e 32,7 milioni di euro) e della Sanità (11 progetti e 28,9 milioni di euro).
Per quel che riguarda i Settori Industriali di Impiego 22 progetti (e 70,1 milioni di euro) hanno interessato il settore dei prodotti e dei processi, 22 progetti (e 50,7 milioni) le macchine operatrici, 23 progetti (e 47,3 milioni) l’automazione e le strumentazioni.
Elettronica e meccanica, cui sono state destinate rispettivamente il 20% e il 18% delle risorse erogate, continuano a rappresentare settori strategici all’interno del contesto economico-produttivo italiano, la cui competitività è fondata sull’abilità progettuale delle imprese. Sembra persistere, invece, la crisi dell’Information e Communication Technology (ICT) settore cui è stata destinata una parte minore delle risorse disponibili.
L’analisi dei risultati del FAR 2005 inoltre evidenzia che il 52,7% delle attività di ricerca riguarda un livello d’avanguardia, il 42,3% è relativa alla ricerca allineata e il 4,9% alla ricerca di inseguimento. Ciò si può anche desumere dal livello di ricadute brevettali: 58 progetti hanno generato nuovi brevetti.
Soddisfacenti possono ritenersi anche le ricadute in termini occupazionali con 80 progetti che hanno dato luogo a nuove assunzioni e 123 progetti che hanno determinato un incremento del numero dei ricercatori.
Casi di successo
Alcuni progetti conclusi nel 2005 sono emblematici di una realtà della ricerca industriale italiana che va stimolata e perseguita e che dimostra l’importanza strategica dell’attivazione di sinergie tra mondo industriale e mondo scientifico.
I progetti DISTILRAU (studio della correlazione tra materie prime tipiche della Sardegna, ciclo tecnologico della distillazione e qualità di nuovi prodotti finiti), STIMA (sistema innovativo di testing di parametri di componenti industriali) e CESIC (Centro Supercalcolo Ingegneria Computazionale), in particolare, pur appartenendo a campi di ricerca e applicazione diversi tra loro, nascono su risorse peculiari del nostro territorio, della nostra cultura e della nostra capacità brevettale e tecnologica e ne incentivano la crescita economica.
Conclusioni
Seppur privata di una consistente fetta di contributi, la nostra ricerca mostra innegabili segni di dinamismo, dimostrata dalla bassa “mortalità” dei progetti e dall’alta percentuale (52,7%) di fondi destinati alla ricerca d’avanguardia. Le linee guida del PNR 2005-2007 restituiscono alla ricerca in generale un ruolo determinante per le sorti economiche e sociali italiane e questa rinnovata centralità non può che portare risultati positivi.
Le novità
Gli elementi di novità introdotti nel 2005 scaturiscono soprattutto dall'impostazione data al PNR 2005-2007, che pone al centro dei suoi interventi i macro-obiettivi sulla qualità della vita (salute, sicurezza, ambiente), sulla competitività del sistema produttivo e sullo sviluppo sostenibile. Le linee di azione atte a sostenere tale strategia si sono concretizzate principalmente nel lancio dei dodici piani strategici:
- la salute dell'uomo (studio e trattamento dei tumori e delle malattie degenerative con nuovi approcci derivati dalla conoscenza del genoma umano);
- il rilancio dell'industria farmaceutica anche attraverso la chimica fine dei composti naturali per nuove applicazioni diagnostiche e nuovi principi attivi;
- le nuove applicazioni dell'industria biomedicale;
- i sistemi avanzati di manifattura con impatto non solo nell'industria delle macchine utensili, ma su comparti manifatturieri del «made in italy» quali tessile, abbigliamento, meccanica strumentale;
- il potenziamento e sviluppo dell'industria motoristica incluse le due ruote con motori a basso consumo e a basso impatto ambientale;
- la cantieristica, l’aeronautica e l’elicotteristica con elevata capacità di penetrazione nei mercati esteri;
- i materiali avanzati (in particolare ceramici) per applicazioni strutturali;
- i sistemi di telecomunicazione innovativi a larga banda anche con impiego di satelliti per utenze differenziate in materia di sicurezza, prevenzione e intervento in caso di catastrofi naturali;
- la valorizzazione dei prodotti tipici dell'agroalimentare e sicurezza alimentare attraverso nuovi sistemi di caratterizzazione e garanzia di qualità;
- i trasporti e la logistica avanzata, infomobilita' di persone e merci;
- l’ICT e la componentistica elettronica;
- il risparmio energetico e la microgenerazione distribuita.
I risultati
I progetti conclusi e verificati durante il 2005 sono in totale 188 (con un costo complessivo di 495 milioni di euro), finanziati attraverso tre diverse modalità (contributo nella spesa, credito agevolato e contributo in conto interessi).
I progetti completati positivamente sono 182, cinque sono stati interrotti e solo 1 si è concluso in maniera negativa. In termini percentuali significa che il 96,8% dei progetti ha avuto esito positivo con un costo complessivo di 473,3 milioni di euro.
I Settori Finali di Impiego nei quali si è concentrata l’attività di ricerca finanziata dal MUR sono stati quelli delle Telecomunicazioni (13 progetti con esito positivo e 73,8 milioni di euro investiti), dell’Informatica (19 progetti e 34,2 milioni di euro), dell’Alimentazione (11 progetti e 32,7 milioni di euro) e della Sanità (11 progetti e 28,9 milioni di euro).
Per quel che riguarda i Settori Industriali di Impiego 22 progetti (e 70,1 milioni di euro) hanno interessato il settore dei prodotti e dei processi, 22 progetti (e 50,7 milioni) le macchine operatrici, 23 progetti (e 47,3 milioni) l’automazione e le strumentazioni.
Elettronica e meccanica, cui sono state destinate rispettivamente il 20% e il 18% delle risorse erogate, continuano a rappresentare settori strategici all’interno del contesto economico-produttivo italiano, la cui competitività è fondata sull’abilità progettuale delle imprese. Sembra persistere, invece, la crisi dell’Information e Communication Technology (ICT) settore cui è stata destinata una parte minore delle risorse disponibili.
L’analisi dei risultati del FAR 2005 inoltre evidenzia che il 52,7% delle attività di ricerca riguarda un livello d’avanguardia, il 42,3% è relativa alla ricerca allineata e il 4,9% alla ricerca di inseguimento. Ciò si può anche desumere dal livello di ricadute brevettali: 58 progetti hanno generato nuovi brevetti.
Soddisfacenti possono ritenersi anche le ricadute in termini occupazionali con 80 progetti che hanno dato luogo a nuove assunzioni e 123 progetti che hanno determinato un incremento del numero dei ricercatori.
Casi di successo
Alcuni progetti conclusi nel 2005 sono emblematici di una realtà della ricerca industriale italiana che va stimolata e perseguita e che dimostra l’importanza strategica dell’attivazione di sinergie tra mondo industriale e mondo scientifico.
I progetti DISTILRAU (studio della correlazione tra materie prime tipiche della Sardegna, ciclo tecnologico della distillazione e qualità di nuovi prodotti finiti), STIMA (sistema innovativo di testing di parametri di componenti industriali) e CESIC (Centro Supercalcolo Ingegneria Computazionale), in particolare, pur appartenendo a campi di ricerca e applicazione diversi tra loro, nascono su risorse peculiari del nostro territorio, della nostra cultura e della nostra capacità brevettale e tecnologica e ne incentivano la crescita economica.
Conclusioni
Seppur privata di una consistente fetta di contributi, la nostra ricerca mostra innegabili segni di dinamismo, dimostrata dalla bassa “mortalità” dei progetti e dall’alta percentuale (52,7%) di fondi destinati alla ricerca d’avanguardia. Le linee guida del PNR 2005-2007 restituiscono alla ricerca in generale un ruolo determinante per le sorti economiche e sociali italiane e questa rinnovata centralità non può che portare risultati positivi.



