Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Parole Chiave
comacoscienzarisonanza magnetica funzionalegestione pazienti
SVILUPPO E ANALISI DI TECNICHE DI IMAGING IN RMNf PER LO STUDIO DEL COMA
Abstract
L’imaging funzionale fornisce nuove informazioni relative all’ttività encefalica in pazienti affetti da gravi danni cerebrali. Le misurazioni del metabolismo cerebrale e dell’attivazione cerebrale in risposta a stimoli sensoriali mediante risonanza magnetica funzionale (fMRI), in associazione a metodi elettrofisiologici è in grado di fornire informazioni sulla presenza, grado e localizzazione di eventuali residue funzioni cerebrali. Comunque, l’utilizzo di queste tecniche in soggetti affetti da grave danno encefalico risulta metodologicamente complesso e richiede una attenta analisi quantitativa e interpretazione. Le tecniche di neuroimaging restano un importante strumento per la ricerca clinica che aumenterà la nostra comprensione dei meccanismi che sono alla base di questi disordini. Pazienti del “Centro Neurolesi lungodegenti” di Messina, affetti da diversi gradi di coma e differenti tempi di recupero, saranno studiato a confrontati a volontari sani. Pazienti cui è stata diagnosticato uno stato vegetativo, uno stato di coscienza minima, o una sindrome locked-in, saranno analizzati in maniera sistematica. I pazienti e i controlli saranno sottoposti a MRI dei gangli della base, del talamo, del cervelletto, del tronco encefalico e della corteccia, e a NMR in spettroscopia del tronco encefalico e del cervello. Un protocolo di MRI sarà utilizzato per rivelare e classificare le lesioni in base alla grandezza e al lato. Le lesioni saranno classsificate in base alla loro
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Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Michele PAPA, Seconda Universita' degli Studi di NAPOLI
Obiettivo del Finanziamento
Una analisi precisa dello stato di vigilanza e di allerta della coscienza, nei pazienti affetti da danno cerebrale, risulta fondamentale ai fini terapeutici. I progressi fatti nell’ambito della terapia intensiva, ha portato ad un aumento dei pazienti che sopravvivono ad un grave danno cerebrale acuto, tuttavia l’incertezza della prognosi impedisce serene decisioni in termini di terapia e di applicazione di principi etici. Sebbene alcuni pazienti recuperano dal coma nei primi giorni successivi al danno, e altri perdono definitivamente tutte le funzioni encefaliche (morte cerebrale), altri progrediscono verso l’assenza totale dello stato di vigilanza (stato vegetativo). Coloro che recuperano, tipicamente passano attraverso stadi diversi, prima di pervenire al totale o parziale recupero della coscienza (stato di coscienza minima). La pratica clinica ha evidenziato la difficoltà nel definire la sintomatologia in questi pazienti, e sono possibili diagnosi erronee dello stato vegetativo, di coscienza minima e la sindrome locked-in. La valutazione della residua funzione cerebrale in pazienti colpiti da grave danno encefalico, risulta difficile considerando che le riposte motorie risultano limitate o del tutto assenti. Inoltre, la coscienza non è un fenomeno del tutto o nulla, e la sua valutazione clinica si basa su deduzioni tratte dalle risposte a stimolazioni esterne, effettuate durante la conduzione dell’esame clinico. Il concetto di coscienza è complesso, e può essere
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Durata
36 mesi