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Come funziona una banca di staminali: il caso del cordone ombelicale
La Banca per le cellule staminali è una struttura complessa in cui vengono conservate sacche di sangue prelevato da tessuti ricchi di questo tipo di cellule. Raccolta e procedure di stoccaggio devono seguire regole specifiche per evitare errori sia nella caratterizzazione che nel mantenimento in vita delle cellule stesse.
Nel caso delle cellule staminali da cordone ombelicale la raccolta avviene al momento della nascita e la selezione del donatore deve rispettare le seguenti condizioni:
La conservazione, infine, avviene in particolari apparecchiature, alla temperatura di -180°C, in azoto liquido.
La situazione in Italia
La conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale era possibile finora in Italia con alcune limitazioni. L’unica forma possibile era sotto forma di donazione, disponibile, quindi, per chiunque ne avesse necessità e ne facesse richiesta, ma senza l’uso esclusivo da parte del donatore. La donazione avveniva in forma anonima e il depositante non poteva in futuro rivendicarne la proprietà o disporne in caso di bisogno L’unica eccezione ammessa a questa regola era rappresentata dalla presenza di malattie genetiche in famiglia. Caso in cui la raccolta di staminali rimaneva a disposizione del donatore.
L’ordinanza del 4 maggio 2007, firmata dall’attuale Ministro della Sanità Livia Turco, ha modificato questa situazione. Oggi la conservazione di staminali è consentita anche per uso autologo, a patto che una quota del sangue rimanga a disposizione pubblica. La costituzione di Banche pubbliche è in via di definizione.
Attualmente, in Italia ci sono 260 centri di raccolta pubblica per la conservazione del cordone ombelicale, controllati dal Centro Nazionale Trapianti. In Europa esiste la Banca Centrale del Cordone, con sede in Svizzera, presso la quale è possibile conservare le cellule staminali del proprio figlio per 20 anni al costo di circa duemila euro.
Per esportare il sangue del cordone ombelicale è necessario richiedere un'autorizzazione al Ministero della Salute italiano e seguire un iter che prevede anche il coinvolgimento della Direzione Sanitaria dell'ospedale dove avviene il parto.
Nel caso delle cellule staminali da cordone ombelicale la raccolta avviene al momento della nascita e la selezione del donatore deve rispettare le seguenti condizioni:
- assenza di una storia familiare per malattie ereditarie
- assenza di fattori di rischio legati alla madre e al padre
- il parto non deve avvenire pretermine (<34° settimana di gestazione)
- assenza di anomalie congenite
- negatività dei test sierologici, in entrambi i genitori, per: sifilide, epatite B, AIDS, epatite C
- sottoscrizione da parte della madre di un consenso informato per: raccolta, bancaggio e uso del sangue placentare per trapianto; disponibilità a sottoporsi a un prelievo di sangue periferico al momento del parto e dopo 6 mesi per i controlli sierologici sopra elencati; gestione dei dati personali e quelli del bambino in uniformità alla legge sulla privacy
- una quantità non inferiore ai 60 ml e soprattutto un numero di cellule nucleate totali >800×106
- il congelamento dell'unità entro le 48 ore dalla raccolta
- corretta identificazione dell'unità e dei campioni correlati
- assenza di contaminazione da parte di microrganismi patogeni
- assenza di problemi durante la processazione e il congelamento.
La conservazione, infine, avviene in particolari apparecchiature, alla temperatura di -180°C, in azoto liquido.
La situazione in Italia
La conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale era possibile finora in Italia con alcune limitazioni. L’unica forma possibile era sotto forma di donazione, disponibile, quindi, per chiunque ne avesse necessità e ne facesse richiesta, ma senza l’uso esclusivo da parte del donatore. La donazione avveniva in forma anonima e il depositante non poteva in futuro rivendicarne la proprietà o disporne in caso di bisogno L’unica eccezione ammessa a questa regola era rappresentata dalla presenza di malattie genetiche in famiglia. Caso in cui la raccolta di staminali rimaneva a disposizione del donatore.
L’ordinanza del 4 maggio 2007, firmata dall’attuale Ministro della Sanità Livia Turco, ha modificato questa situazione. Oggi la conservazione di staminali è consentita anche per uso autologo, a patto che una quota del sangue rimanga a disposizione pubblica. La costituzione di Banche pubbliche è in via di definizione.
Attualmente, in Italia ci sono 260 centri di raccolta pubblica per la conservazione del cordone ombelicale, controllati dal Centro Nazionale Trapianti. In Europa esiste la Banca Centrale del Cordone, con sede in Svizzera, presso la quale è possibile conservare le cellule staminali del proprio figlio per 20 anni al costo di circa duemila euro.
Per esportare il sangue del cordone ombelicale è necessario richiedere un'autorizzazione al Ministero della Salute italiano e seguire un iter che prevede anche il coinvolgimento della Direzione Sanitaria dell'ospedale dove avviene il parto.



