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La prima campagna multisciplinare CIESM

Dopo una pausa durata 80 anni, la CIESM (The Mediterranean Science Commission) è tornata ad organizzare direttamente ricerche in Mar Mediterraneo con una campagna oceanografica multidisciplinare dedicata alla comprensione dei meccanismi di funzionamento e delle capacità di recupero di un'area marina ancora poco studiata: il Mar Tirreno centro-meridionale. La prima campagna di ricerca "CIESM-Sur-Un-Bâteau-1" (CIESM-SUB1) si è svolta dal 21 al 23 luglio 2005 grazie al contributo del M.A.T. e ha visto protagonisti ricercatori provenienti dalle Università di Messina, Napoli "Parthenope", Milano "Bicocca", Ancona, El Manar (Tunisia), del CNR-IAMC di Messina, della stazione Zoologica di Napoli, il CNRS-LMGEM di Marsiglia e il CNRS di Villefranche coordinati dal dr. Giorgio Budillon a bordo della Universitatis.

La tradizione delle attività di ricerca in mare
La CIESM-SUB1 si è svolta nel Canale di Sardegna-Sicilia, un posto eccellente per studiare le complesse dinamiche degli scambi di acqua e dei flussi biologici tra i bacini orientali ed occidentali del Mediterraneo. La campagna di ricerca, tra le altre finalità, ha studiato la salinità ed il riscaldamento degli strati d'acqua profondi e ha iniziato una mappatura tramite multibeam dei sea mounts. Sono stati raccolti dai siti un gran numero di campioni biologici e microbiologici che, una volta analizzati, evidenzieranno la biodiversità delle profondità del Mar Tirreno. La campagna ha rilanciato la tradizione delle attività di ricerca multidisciplinari in mare che furono promosse dal Principe Alberto I di Monaco, pioniere dell'oceanografia che, tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, esplorò il Mar Mediterraneo e l'Oceano Atlantico. Proprio tra le prime campagne oceanografiche direttamente promosse dal Principe Alberto I di Monaco a nome della CIESM, si devono ricordare quelle effettuate a bordo di due navi oceanografiche italiane, Tremili e Marsigli, nel Bosforo e nello Stretto di Messina.

Il Mediterraneo: eccellente microcosmo per studiare i cambiamenti che si verificano su scala globale
Il presidente del CoNISMa, prof. Cesare Corselli, nella conferenza di presentazione del progetto a Napoli, ha espresso vivo apprezzamento per questa iniziativa CIESM poiché "il futuro dell'esplorazione non è solo nello spazio, ma ancora nel nostro pianeta, coperto per il 70% da acqua ed il Mediterraneo è un eccellente microcosmo dove studiare i cambiamenti che si verificano su scala globale". Alla CIESM-SUB1 seguirà la SUB2, dal 6 al 24 dicembre a bordo della nave oceanografica Urania (CNR). Gli studi programmati permetteranno, inoltre, di verificare i limiti delle aree di penetrazione di specie provenienti dal Mar Rosso e di costruire carte batimetriche ad elevata risoluzione dei fondali marini dove sono presenti "montagne sottomarine" (sea mounts) che rappresentano punti focali per gli studi di biodiversità degli ambienti marini profondi con particolare riferimento alla identificazione di nuove specie microbiche.

I principali obiettivi da raggiungere
I risultati delle due crociere contribuiranno a chiarire una serie di questioni emergenti come: l'effetto del cambiamento climatico globale sugli ambienti marini profondi; la velocità di espansione delle specie "esotiche" nel Mar Mediterraneo; la struttura e le caratteristiche biologiche delle montagne sottomarine. Uno degli obiettivi della ricerca è anche la caratterizzazione di microrganismi adattati alla vita negli ambienti marini profondi, che potrebbero avere applicazioni in diversi settori industriali e biotecnologici. A tale scopo sono utilizzati apparati specifici che permettono il campionamento, il trasporto a bordo e l'analisi di campioni d'acqua provenienti dagli ambienti marini profondi senza variazioni delle loro caratteristiche fisico-chimiche originarie, principalmente la pressione idrostatica (fino a 300 atmosfere). L'area del Mar Tirreno centro-meridionale su cui sono programmate le campagne CIESM-SUB1 e CIESM-SUB2 è poco conosciuta sotto alcuni punti di vista. Solo di recente, per iniziative nazionali italiane, alcuni ricercatori del CNR (IAMC e ISMAR) hanno intrapreso studi di cartografia ad alta risoluzione del fondale di una parte di quest'area che sembra presenti grosse discontinuità e, pertanto, richiede un grande impegno di studio e strumentazioni sofisticate. Tale area, inoltre, è in diretta continuità con il Canale di Sicilia che nell'ultimo secolo ha rappresentato una sorta di confine biogeografico per l'espansione di specie marine "esotiche" di provenienza Indo-Pacifica (che hanno cominciato ad invadere il Mar Mediterraneo dopo l'apertura del Canale di Suez).

I possibili effetti delle variazioni termoaline
Non è escluso che le variazioni termoaline dell'area, registrate di recente da studiosi italiani dell'Università di Napoli Parthenope e del CNR di La Spezia (ISMAR), abbiano permesso l'inizio di variazioni anche a livello biogeografico, con l'espansione nel Mar Tirreno di specie esotiche che hanno superato i confini del Canale di Sicilia. Tale evenienza potrebbe influire sul funzionamento dell'ecosistema, con riferimento alle catene trofiche, provocandone la cosiddetta "sub-tropicalizzazione" e sarebbe evidente a livello della meio-fauna profonda e di alcuni taxa dello zooplancton che agirebbero quali bioindicatori "precoci". Questi possibili effetti saranno monitorati nell'ambito delle campagne CIESM-SUB1 e CIESM-SUB2 mediante misure classiche di funzionamento delle catene trofiche, che possono influire sulle risorse della pesca, e studi di diversità ad ampio raggio (dalla diversità microbica a quella della meio e macro fauna) con particolare riferimento alla ricerca di specie indicatrici di determinate condizioni ambientali. I risultati delle indagini effettuate durante le campagne CIESM-SUB1 e CIESM-SUB2 si aggiungeranno ad altri dati ottenuti in aree contigue o similari nell'ambito di vari altri progetti nazionali (MTPII-MATER, FIRB-MIUR, VECTOR per l'Italia; ZooPNEC, SINPAS PROOF, per la Francia) e internazionali (la Rete di Eccellenza EUR-OCEANS ed il Progetto Integrato HERMES, finanziati dalla Comunità Europea nell'ambito del VI Programma Quadro). Da non perdere il diario scientifico e la rotta della nave oceanografica disponibili on-line nel sito CIESM.

(A cura di Edoardo Papa, CoNISMa)