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Ruote sicure
GLI STRUMENTI E IL METODO DI STUDIO
Obiettivi, metodi e strumentazioni della ricercaI RISULTATI
Risultati e principali applicazioniI RICERCATORI
SVILUPPI FUTURI
Lo studio dei fattori umani associati agli incidenti stradali può contribuire all'obiettivo dell'UE di dimezzare gli incidenti stessi entro il 2010GALLERIA MULTIMEDIALE
APPROFONDIMENTI
Uno sguardo al sistema della patente a punti italiana per capire se ha contribuito a far diminuire il numero di incidenti autostradaliIl Vienna Reaction Test: come è usato per la diminuzione degli incidenti
Bibliografia
FAQ
CLASSIFICAZIONE
- Regione: Emilia Romagna
- Disciplina: Scienze mediche
Nelle famiglie italiane ci sono più mezzi di trasporto che bambini. Almeno un paio, infatti, i veicoli presenti per nucleo familiare contro la media di 1,35 neonati per coppia. Automobili e motorini rendono la vita più libera e comoda. Difficile rinunciarvi nonostante l'alto rischio di incidenti gravi e gravissimi di cui sentiamo le continue cronache nei notiziari sul traffico.
Il contributo di vittime è altissimo. A migliaia, ogni anno, finiscono in ospedale, rimangono invalidi o perdono la vita.
Di chi la colpa?
Le statistiche sono chiare: nel 60-80% dei casi è chi guida a causare gli incidenti. Perché non rispetta le regole, o va veloce, o ha un colpo di sonno, o è un tipo “pericoloso”. Indagare sui comportamenti che possono provocare incidenti stradali, per prevenirli o correggerli, è dunque la principale priorità per avere maggiore sicurezza stradale.
Il progetto “STUDIO DEI FATTORI UMANI DEGLI INCIDENTI STRADALI E DELLA SICUREZZA DI GUIDA” coordinato dal Professor Gianfranco Vivoli dell’Università di Modena e Reggio Emilia è incentrato su questa questione. Il progetto ha evidenziato che dietro il 60-80% degli incidenti stradali risiedono cause legate ai fattori umani e allo stato psicofisico delle persone. Oltre a fattori di rischio quale l’eccessivo carico di lavoro, il sonno, l’uso di cellulari e il consumo di alcol lo studio ha tenuto in grande considerazione anche elementi quali la personalità e le abitudini alimentari dei guidatori e il loro impatto sugli incidenti stradali.
Il contributo di vittime è altissimo. A migliaia, ogni anno, finiscono in ospedale, rimangono invalidi o perdono la vita.
Di chi la colpa?
Le statistiche sono chiare: nel 60-80% dei casi è chi guida a causare gli incidenti. Perché non rispetta le regole, o va veloce, o ha un colpo di sonno, o è un tipo “pericoloso”. Indagare sui comportamenti che possono provocare incidenti stradali, per prevenirli o correggerli, è dunque la principale priorità per avere maggiore sicurezza stradale.
Il progetto “STUDIO DEI FATTORI UMANI DEGLI INCIDENTI STRADALI E DELLA SICUREZZA DI GUIDA” coordinato dal Professor Gianfranco Vivoli dell’Università di Modena e Reggio Emilia è incentrato su questa questione. Il progetto ha evidenziato che dietro il 60-80% degli incidenti stradali risiedono cause legate ai fattori umani e allo stato psicofisico delle persone. Oltre a fattori di rischio quale l’eccessivo carico di lavoro, il sonno, l’uso di cellulari e il consumo di alcol lo studio ha tenuto in grande considerazione anche elementi quali la personalità e le abitudini alimentari dei guidatori e il loro impatto sugli incidenti stradali.
Studio dei correlati neuroendocrini di alcuni aspetti psicologici e comportamentali correlati con una guida pericolosa
Lo studio analizza sia i fattori di rischio che le basi biologiche di certe condizioni di guida e tenta di definire misure di sicurezza preventiva semplici ed efficaci in grado di ridurre il numero di incidenti stradali. Le metodologie di studio sono di tipo epidemiologico osservazionale (case-crossover, caso-controllo, ecologico e trasversale) e i fattori su cui il gruppo di ricerca si è concentrato sono i seguenti:
- il debito di sonno e il sovraccarico lavorativo
- il profilo di personalità (con particolare riguardo allo studio del tratto denominato ‘Sensation seeking')
- l'età, con particolare riferimento alla vulnerabilità degli anziani quali guidatori e pedoni
Mattutini o serotonini?
Lo studio cerca inoltre di scoprire se il fatto di essere nottambuli o mattutini possa in qualche modo influenzare lo stile di guida. Tenendo presente due cronotipi principali (serotonini e mattutini) si cerca insomma di capire se e come il far parte di una delle due tipologie possa influire, in certe ore della giornata, sulla concentrazione alla guida e come questo possa comportare il rischio di incidente. Studi recenti hanno dimostrato che il picco massimo di secrezione di melatonina, nei soggetti mattutini, si raggiunge ben tre ore prima delle persone appartenenti al cronotipo serotonino.
Dieta e tratti della personalità
Mentre l’alcool e la sonnolenza sono elementi da sempre associati al rischio di incidenti, questo studio rappresenta un tentativo di chiarire le relazioni tra incidenti e due elementi sicuramente non trascurabili come la dieta e la personalità.
A parte l’uso di alcolici, ci sono molti fattori di influenza che mettono in relazione la dieta e i livelli di attenzione al volante come: il tipo di dieta, l’apporto calorico dei cibi, le quantità ingerite di alcuni macronutrienti, e, più in generale, il tipo di cottura, la temperatura e il tipo di cibi consumati in ogni pasto.
Questi parametri determinano i ritmi di svuotamento degli intestini, della digestione e assimilazione gastrointestinale e sono determinanti per i livelli glicemici, per l’equilibrio tra insulina e glucosio, e per l’equilibrio tra l’afflusso di sangue al cervello e agli intestini. Mangiare cibi pesanti, insomma, rallenta il processo digestivo provocando minore afflusso di sangue al cervello e riducendo il nostro livello di attenzione.
Per quello che riguarda la personalità, lo studio si concentra su una tipologia di persone definite "Sensation Seeker" cioè coloro che manifestano comportamenti impulsivi. Questo tratto della personalità è più evidente tra i giovani maschi ed è associato a un atteggiamento di guida molto spericolato. Queste persone sono spesso protagoniste di una vita avventurosa e pericolosa. Il progetto cerca di scoprire se e quanto i livelli di dopamina e serotonina contribuiscano alla formazione di una personalità Sensation Seeker.
Il fattore “età”
La parola “giovani” ricorre spesso nelle cronache degli incidenti stradali. L’incidente stradale risulta essere la principale causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 30 anni di età, con un’incidenza maschile di tre volte superiore a quella femminile.
Ma recenti statistiche evidenziano la crescita di un fenomeno che vede sempre più anziani coinvolti in incidenti stradali. I rischi legati all’anzianità sono un altro elemento di studio della ricerca. Molti indicatori dimostrano che gli anziani, pur non essendo la categoria a maggior rischio incidenti, sono vittime di conseguenze molto più gravi di quelle cui vanno incontro i giovani. Gli anziani hanno un livello di attenzione più basso e spesso soffrono di un deficit visivo importante, oltre ad avere una motilità limitata del collo e della testa, ecco perché buona parte degli incidenti che coinvolgono anziani accade agli incroci.
Relazioni con l’Europa
Il tasso di mortalità in Italia sta calando, ma rimane comunque il più alto in confronto a quelli degli altri Paesi dell’Unione Europea (Ue). La sicurezza stradale è stata una delle questioni più affrontate nella redazione del recente Piano Sanitario Nazionale Italiano, dove il fenomeno della mortalità per incidenti stradali è stato trattato come emergenza nazionale.
Secondo recenti statistiche, gli incidenti stradali in Italia causano circa 8 mila morti, 150 mila ricoveri ospedalieri e 1 milione e cinquecentomila visite al pronto soccorso. I costi per gli incidenti d’auto raggiungono cifre medie annue che superano i 31 miliardi di euro.
Ma la crescente preoccupazione rispetto al livello di sicurezza stradale non è una questione che riguarda solo l’Italia, ma è molto sentita anche nel resto dell’Ue. Secondo la Commissione Europea gli incidenti automobilistici comportano costi che sfiorano i 160 miliardi di euro, circa il 2% per Prodotto interno lordo europeo. Questi dati hanno spinto Bruxelles a esercitare pressione sui governi europei affinché vengano introdotte misure che entro il 2010 quantomeno dimezzino il numero di incidenti automobilistici.
La parola “giovani” ricorre spesso nelle cronache degli incidenti stradali. L’incidente stradale risulta essere la principale causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 30 anni di età, con un’incidenza maschile di tre volte superiore a quella femminile.
Ma recenti statistiche evidenziano la crescita di un fenomeno che vede sempre più anziani coinvolti in incidenti stradali. I rischi legati all’anzianità sono un altro elemento di studio della ricerca. Molti indicatori dimostrano che gli anziani, pur non essendo la categoria a maggior rischio incidenti, sono vittime di conseguenze molto più gravi di quelle cui vanno incontro i giovani. Gli anziani hanno un livello di attenzione più basso e spesso soffrono di un deficit visivo importante, oltre ad avere una motilità limitata del collo e della testa, ecco perché buona parte degli incidenti che coinvolgono anziani accade agli incroci.
Relazioni con l’Europa
Il tasso di mortalità in Italia sta calando, ma rimane comunque il più alto in confronto a quelli degli altri Paesi dell’Unione Europea (Ue). La sicurezza stradale è stata una delle questioni più affrontate nella redazione del recente Piano Sanitario Nazionale Italiano, dove il fenomeno della mortalità per incidenti stradali è stato trattato come emergenza nazionale.
Secondo recenti statistiche, gli incidenti stradali in Italia causano circa 8 mila morti, 150 mila ricoveri ospedalieri e 1 milione e cinquecentomila visite al pronto soccorso. I costi per gli incidenti d’auto raggiungono cifre medie annue che superano i 31 miliardi di euro.
Ma la crescente preoccupazione rispetto al livello di sicurezza stradale non è una questione che riguarda solo l’Italia, ma è molto sentita anche nel resto dell’Ue. Secondo la Commissione Europea gli incidenti automobilistici comportano costi che sfiorano i 160 miliardi di euro, circa il 2% per Prodotto interno lordo europeo. Questi dati hanno spinto Bruxelles a esercitare pressione sui governi europei affinché vengano introdotte misure che entro il 2010 quantomeno dimezzino il numero di incidenti automobilistici.





