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Lo tsunami di Santorini
GLI STRUMENTI E IL METODO DI STUDIO
Le navi Urania e Thetis: strumenti per la ricerca
Le due navi in dotazione al CNR per lo svolgimento dei vari programmi di ricerca oceanografica. Un contributo del prof. Mario Sprovieri, dell'Istituto Ambiente Marino Costiero (IAMC), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).GALLERIA MULTIMEDIALE
RICERCHE COLLEGATE
I vulcani di fango
Una campagna di ricerca nel Mar Ionio settentrionale ha portato alla scoperta di vulcani di fango situati ad una profondità di 1900-2300 metri. A cura della dott. ssa Silvia Ceramicola dell'Istituto di Oceanografia e Geofisica Sperimentale - OGS di Trieste.
Una delle componenti fondamentali della ricerca italiana nel Mare Mediterraneo è quella che si sviluppa attraverso l'acquisizione di dati in mare (a bordo di navi da ricerca appositamente attrezzate) nell'ambito di crociere scientifiche.
Una di queste (Crociera 15/97 della nave Urania) fu realizzata (con partenza da Formia il 18 novembre 1997 ed arrivo a Messina l'11 dicembre) all'interno del progetto SINAPSI (Seasonal, Interannual and Decadal Variability of the Atmosphere, Oceans and Related Marine Ecosystems) finanziato dal MIUR. Questo studio, mirato allo studio della variabilità climatica nel Mare Mediterraneo, ha costituito una parte fondamentale nella ricostruzione e nel monitoraggio dell'evento climatico pluri-annuale che si è sviluppato nelle acque profonde dello Ionio e nel Mediterraneo Orientale tra la fine degli anni '80 ed i primi anni '90.
Tra le tematiche di ricerca affrontate durante questo progetto, c'è l'analisi di depositi sedimentari che si suppone siano stati deposti sul fondo della Piana Abissale Ionica in seguito ad uno tsunami provocato dall'esplosione della caldera di Santorini, circa 3500 anni fa.
Indagini acustiche per i depositi sedimentari
I depositi sedimentari sono stati analizzati con varie metodologie di ricerca. Tra queste le indagini acustiche, che permettono di visualizzare quello che sta sotto il fondo del mare. Queste immagini (si possono immaginare un po' come delle radiografie degli strati geologici) vengono prodotte registrando con dei microfoni immersi in mare i suoni generati con dei "cannoni ad aria" al traino della nave.
Un franamento eccezionale nella storia del Mediterraneo
Uno di questi depositi (quello colorato in verde nella figura sopra riportata), è particolarmente spesso (fino a circa 30 metri), e segnala un franamento eccezionale nella storia del Mediterraneo. Il materiale (principalmente fango e sabbia) che compone questo deposito proviene dal Golfo della Sitre, come testimoniato dalle analisi sui campioni di sedimento. Il deposito, e quindi il franamento che lo ha prodotto, è stato datato (analisi di campioni di sedimento) a circa 3500 anni fa, all'epoca in cui è esplosa la caldera del vulcano dell'isola di Santorini.[
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