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La missione archeologica italiana a Dra Abu el-Naga in Egitto
GLI STRUMENTI E IL METODO DI STUDIO
L'archeologia egiziana oggi
L'evoluzione degli studi archeologici e le nuove sinergie internazionali nell'Egittologia. A cura di Paolo Del Vesco, Università degli Studi di Pisa, Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico.Lo scavo di TT14 e MIDAN.05
Come la missione dell'Università di Pisa a Dra Abu el-Naga è intervenuta su due strutture tombali. A cura di Paolo Del Vesco, Università degli Studi di Pisa, Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico.I RICERCATORI
GALLERIA MULTIMEDIALE
APPROFONDIMENTI
La tomba di Huy e la scoperta di MIDAN.05
Intervista a Marilina Betrò, professore associato di Egittologia, responsabile dell'équipe dell'Università di Pisa presso gli scavi egiziani di Dra Abu el-Naga.Gurna ieri, oggi e domani
L'affascinante ricostruzione storica del villaggio di Gurna, nell'area archeologica delle necropoli tebane. A cura di Claudia Liuzza, Ename Center for Public Archaelogy and Heritage Presentation, Oudenaarde, Belgio, Marie Curie Fellow (CHIRON Project).Dra Abu el-Naga: la ricerca delle tombe perdute
La necropoli di Dra Abu el-Naga, le sue dinastie nei secoli e le tombe dei re. A cura di Marilina Betrò, professore associato di Egittologia, Università degli Studi di Pisa, Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico.Saccheggi antichi e moderni a Dra Abu el-Naga
Brani sui saccheggi delle tombe tratti da antichi papiri e dal racconto dell'antiquario e studioso Giovanni d'Athanasi. A cura di Marilina Betrò, professore associato di Egittologia, Università degli Studi di Pisa, Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico.MIDAN, la missione italiana a Dra Abu el-Naga nel FIRB
L'Unità di Ricerca a Dra Abu el-Naga nel progetto FIRB. A cura di Marilina Betrò, professore associato di Egittologia, Università degli Studi di Pisa, Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico.La Missione dell'Università di Pisa a Dra Abu el-Naga (Gurna, Luxor)
In attesa della ripresa del lavoro sul campo, che verrà descritto sul portale a mano a mano che si svolge, sul sito dell'Università di Pisa il diario dei rapporti di scavo della missione dell'équipe italiana a Dra Abu el-Naga.Tecnologie integrate di Robotica ed Ambienti Virtuali in Archeologia
Il progetto finanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), nell'ambito dei Fondi sulla Ricerca di Base (FIRB), coordinato fino a ottobre 2005 dall'egittologa Edda Bresciani e, da novembre, da Massimo Bergamasco, professore di Robotica (Scuola Superiore di Studi Universitari Sant'Anna - Pisa).CLASSIFICAZIONE
La montagna della necropoli tebana.
La necropoli dell'antica Tebe, sulla riva occidentale del Nilo di fronte a Luxor, è uno dei siti meglio noti e più visitati dell'Egitto. Le tombe scavate nella roccia si aprono quasi ovunque - inattese - tra le case color pastello della vecchia Gurna, sui primi pendii del tormentato deserto tebano.
Le scene e le iscrizioni sulle pareti, gli oggetti dei corredi seppelliti con i loro occupanti, le steli e i papiri rinvenuti in esse raccontano agli egittologi storie di quelle vite lontane, in modo spesso più vivido e più ricco di informazione di quanto non facciano i resti delle città, quasi sempre seppelliti sotto gli abitati moderni o in condizioni più deteriorate.
Altre storie narrano, a chi sappia decrittarli, i metri cubi di terra e detriti accumulatisi nel tempo all'interno delle tombe, quando l'archeologo inizia a "sfogliare" strato per strato quel singolare libro.
Le scene e le iscrizioni sulle pareti, gli oggetti dei corredi seppelliti con i loro occupanti, le steli e i papiri rinvenuti in esse raccontano agli egittologi storie di quelle vite lontane, in modo spesso più vivido e più ricco di informazione di quanto non facciano i resti delle città, quasi sempre seppelliti sotto gli abitati moderni o in condizioni più deteriorate.
Altre storie narrano, a chi sappia decrittarli, i metri cubi di terra e detriti accumulatisi nel tempo all'interno delle tombe, quando l'archeologo inizia a "sfogliare" strato per strato quel singolare libro.
Il tempio di Deir el Bahari.
La tomba ramesside di Huy e la scoperta di una nuova tomba
I depositi che egli studia e rimuove portano con sé la memoria delle vicende secolari di quei monumenti e delle genti che vi sono passate: degli occupanti legittimi, dei ladri antichi e moderni; dei restauri, dei crolli e perfino delle alluvioni, provocate dalle piogge rare ma violente che talvolta si abbattono anche su quelle regioni desertiche.A questo particolare esercizio di lettura e ricomposizione di dati molteplici e diversi si dedica dal 2003, proprio in questa necropoli, un'équipe dell'Università di Pisa, la Missione archeologica italiana a Dra Abu el-Naga (MIDAN).
La missione pisana, partita inizialmente dalla concessione di studio e scavo di un primo ipogeo, la Tomba Tebana 14 (TT 14), appartenuta ad Huy, sacerdote di età ramesside (1292-1069 a.C.), ha scoperto nella campagna dell'ottobre 2004 una nuova tomba: fino alla scoperta, essa era del tutto ignota agli studiosi, seppellita com'era, da tempo, sotto un'ingente massa di detriti che ne riempiva anche l'interno quasi interamente.
Dettaglio di una scena dipinta in una tomba di Deir el Medina.
Il progetto "Tecnologie integrate di Robotica ed Ambienti Virtuali in Archeologia"
La concessione di scavo è stata chiesta ed ottenuta alla fine del 2004 e già due campagne archeologiche vi sono state dedicate, continuando, contemporaneamente, a lavorare anche nella Tomba Tebana 14.Proprio la prima campagna archeologica nella tomba di Huy - con i problemi che lo scavo pone in contesti stratigraficamente complessi come questi - ha suggerito nel 2003 la tematica di partenza per il progetto "Tecnologie integrate di Robotica ed Ambienti Virtuali in Archeologia" di recente finanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), nell'ambito dei Fondi sulla Ricerca di Base (FIRB), coordinato fino a ottobre 2005 dall'egittologa Edda Bresciani e, da novembre, da Massimo Bergamasco, professore di Robotica (Scuola Superiore di Studi Universitari Sant'Anna - Pisa). L'obiettivo era la realizzazione di una tecnologia integrata, in grado di catalogare e poi restituire virtualmente l'insieme delle informazioni tridimensionali costituito dallo spazio sotterraneo indagato e dalla somma dei dati relativi ai diversi livelli stratigrafici e ai reperti in essi contenuti. Questa specifica problematica è divenuta l'oggetto di una delle tre attività coordinate nel progetto e di una delle cinque Unità di Ricerca che lo compongono, in stretta sinergia con le due Unità "tecniche".
I risultati del progetto, iniziato nello scorso ottobre, saranno progressivamente resi noti attraverso questo portale, a mano a mano che la ricerca procede.
(A cura di Marilina Betrò, professore associato di Egittologia, Università degli Studi di Pisa, Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico)



