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Un museo virtuale sugli scambi tra Roma e l'Oriente

GALLERIA MULTIMEDIALE

Un disegno sull'arrivo di navi a Khor Rori. Un disegno sull'arrivo di navi a Khor Rori.
Nel 2003 la missione italiana in Oman (IMTO) ha presentato insieme ad altre unità di ricerca dell'Università di Pisa un progetto FIRB dal titolo "Tecnologie integrate di Robotica ed Ambienti Virtuali in Archeologia". Il progetto è stato finanziato dal MIUR ed è iniziato nel 2005.
All'interno di questo progetto, l'obiettivo specifico di IMTO è la realizzazione di un museo virtuale che descriva la storia dei contatti e degli scambi tra Roma e l'Oriente.
Come laboratorio di studio è stato scelto il sito di Sumhuram, centro dell’antico regno di Hadramawt e importante scalo nelle rotte dal Mediterraneo all'Oceano Indiano.
Noto anche nelle antiche fonti greche e romane, il sito è stato riesplorato intorno al 1950 da una spedizione dell'American Foundation for the Study of Man. La IMTO lavora a Sumhuram sin dal 1996, conducendo campagne archeologiche e di restauro.
Mappa delle rotte commerciali. Mappa delle rotte commerciali.
Le recenti scoperte
Le recenti scoperte nel corso delle ultime missioni hanno alzato la data di fondazione di Sumhuram alla fine del IV secolo a.C., mettendo in discussione il tradizionale quadro accettato dagli studiosi secondo il quale tutti i porti lungo la costa meridionale dell'Arabia sarebbero stati fondati all'inizio del primo secolo d.C., dopo la conquista romana dell'Egitto e in conseguenza dello sviluppo della navigazione tra Mar Rosso e Oceano Indiano.
La storia dei traffici in cui Sumhuram fu coinvolta è dunque più antica di quanto si pensasse all'inizio, e tuttavia in epoca romana visse il suo momento di maggiore splendore, quando il commercio dei prodotti di lusso (l'incenso in primis) divenne motivo e veicolo per intensi scambi culturali tra mondo mediterraneo e mondo orientale.
La lontananza del sito di Sumhuram, che tuttavia si mostra così legato alla storia del bacino del Mediterraneo e agli scambi con Roma, ha imposto fin dalle prime indagini il bisogno di trovare nuove forme di comunicazione e divulgazione dei risultati scientifici. Accanto ai sistemi di divulgazione tradizionali (convegni, articoli su riviste scientifiche e giornali di più ampia divulgazione), nel 2000 la IMTO ha creato così un proprio sito web confluito alla fine del 2005 nel portale Arabia Antica .
Considerando i risultati positivi avuti dalle precedenti esperienze, è maturata l'idea di sviluppare le potenzialità delle recenti tecnologie 3D e di tentare un progetto di museo virtuale dedicato agli scambi tra Roma e l'Oriente. A differenza di un museo reale che si sviluppa in uno spazio definito e con un percorso definito il museo virtuale può infatti essere liberamente costruito dai sui fruitori, che creano in base alle loro scelte il percorso.
Ricostruzione del porto di Sumhuram. Ricostruzione del porto di Sumhuram.
Fasi e struttura del progetto FIRB
La prima fase del progetto, in cui i ricercatori della IMTO lavoreranno a stretto contatto con gli ingegneri informatici, ha come obiettivo la definizione degli ausili tecnici da mettere a disposizione del visitatore (ricostruzioni 3D, animazioni, audio, testi, fotografie). I contenuti e le specifiche tecniche saranno naturalmente elaborate sulla base dei dati noti dalla letteratura sui musei e sui possibili tipi di pubblico (visitatore affrettato, selettivo, curioso; scuole, studiosi).
Nella seconda fase del lavoro, i ricercatori della IMTO si dedicheranno a raccogliere le informazioni da inserire nel museo virtuale: dati testuali, iconografici, audio. Inoltre seguiranno i fotografi nella realizzazione delle foto e dei filmati e gli esperti informatici durante la fase di rilevamento in 3D dei siti e delle opere che dovranno essere presentate. Questa fase è molto delicata e richiederà un’attenzione e un tempo notevoli perché la ricerca su molte opere che documentano i contatti tra Roma e l’Oriente è ancora agli inizi. Inoltre molti oggetti sono di difficile reperimento o scarsamente studiati. Questa fase terminerà con la creazione di una grande banca dati, che permetterà la gestione delle diverse tipologie di informazioni immagazzinate.
L’ultima fase vedrà la progettazione del sistema informatico vero e proprio: assieme ai grafici si cercherà di studiare la forma e i modi in cui organizzare e far comunicare le diverse tipologie di informazioni disegnando così l’ambiente virtuale in cui i diversi racconti si disporranno per i diversi scenari di pubblico.

(A cura di Alessia Prioletta, Contrattista di ricerca, Università degli Studi di Pisa, Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico)