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In Italia permane un problema collegato alle differenze nello sviluppo economico delle diverse circoscrizioni geografiche nazionali, con situazioni di svantaggio competitivo prevalentemente presenti nei territori meridionali. Un elemento di debolezza dei territori meridionali continua ad essere il livello complessivo, pubblico e privato, di risorse disponibili in risorse umane qualificate e mezzi per attività di ricerca e sviluppo. Alcuni indicatori generali sulla spesa e sul personale addetto alla ricerca in ambito pubblico e privato documentano questa situazione60. In base ai dati elaborati dall'Istat nel 2002, nel 2000, a fronte di un prodotto interno lordo pari al 24,5% del totale nazionale, la spesa intra-muros nel Mezzogiorno per ricerca copre soltanto una quota del 16,5% del totale nazionale. L'ammontare degli investimenti per ReS in rapporto al PIL nel Mezzogiorno è dello 0,75% (2001), mentre lo stesso indice calcolato a livello nazionale è dell'1,11%, rafforzando le distanze fra questi territori e altre regioni nazionali ed europee. Per quanto riguarda le risorse umane la quota sul totale nazionale del personale addetto alla ReS nelle amministrazioni pubbliche è pari al 16,2%; la medesima percentuale nell'università tuttavia è del 33,2, mentre per la imprese la quota è appena del 9,7%.
A fronte dello scarso impegno finanziario globale in ReS, la rete dei laboratori e strutture di ricerca pubblici ha una diffusione capillare in tutto il territorio meridionale grazie soprattutto a una massiccia e uniforme presenza dell'università nel sistema locale e alla copertura garantita dal sistema degli enti pubblici. Le strutture scientifiche pubbliche nel Mezzogiorno presentano tuttavia specifiche debolezze documentate dalla scarsa capacità di attrarre risorse esterne per la ricerca attraverso collaborazioni con soggetti privati, o attraverso la partecipazione a bandi altamente competitivi per progetti finanziati dal MIUR (FIRB, FISR) o dall'Unione Europea (Programmi quadro), e ciò è anche da mettersi in relazione alla debolezza della componente privata.
Critica risulta la situazione della ricerca nelle imprese meridionali. La spesa intra-muros per ReS nelle imprese nel Sud rappresenta una quota pari al 8,8% del totale nazionale (2001) e poco superiore è la percentuale relativa al personale addetto alla ReS, 9,7%. Anche i dati sulla percentuale di imprese innovatrici presenti nel sud e nelle isole è ridotta. In termini di percentuale di imprese innovatrici nel triennio 1998-2000 i dati sono i seguenti:
- industria: Italia 38,1; Nord-Ovest 41,4; Nord-Est 41,0; Centro 36,5; Mezzogiorno 25,0.
- Servizi: Italia 21,1; Nord-Ovest 22,9; Nord-Est 24,0; Centro 19,8; Mezzogiorno 15,7.
La distribuzione dei costi sostenuti per l'innovazione per le diverse voci nelle regioni italiane vede nel Mezzogiorno una quota di spesa per ReS che è meno della metà di quella del Nord Ovest (le due percentuali sono pari rispettivamente al 41 e 18%), mentre per converso relativamente molto elevati sono i costi per macchinari e attrezzature (nel Nord-Ovest pari al 40% del totale e al 68,5% nel Sud) In questo panorama negativo, un aspetto positivo è rappresentato dalla capacità delle imprese di far ricorso alle agevolazioni finanziarie oppure fiscali che è più consistente nel Sud che nel Centro Nord in tutti i settori di attività economica (oltre il 50% delle imprese presenti nel Mezzogiorno hanno utilizzato questi strumenti nel triennio 1998-2000), il che per altro è abbastanza scontato dato che le varie forme di intervento prevedono clausole particolarmente favorevoli per i soggetti localizzati nel Mezzogiorno.
Infine, un elemento da non sottovalutare nelle analisi delle possibilità di sviluppo della ricerca e della tecnologia è quello relativo al grado di istruzione della popolazione e alle competenze che sono create attraverso il sistema di formazione e alta formazione. Anche rispetto a questi aspetti esistono divari tra il Mezzogiorno e il Centro Nord preoccupanti per ciò che riguarda il possesso di titoli di studio superiori, la capacità di lettura, di comprensione dei testi scritti, la soluzione di problemi e l'esecuzione di calcoli, l'evasione dell'obbligo scolastico. Su questi punti di discussione offrono interessanti indicatori e misure le indagini condotte da istituzioni e organismi nazionali e internazionali (CEDE - Centro europeo dell'educazione, oggi diventato Invalsi, Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione, OCSE, Eurostat e Istat).
Il superamento delle debolezze segnalate passa necessariamente attraverso un aumento delle risorse per ReS di fonte pubblica, e un forte raccordo tra interventi di politica della ricerca e di politica dell'istruzione che accrescano l'efficienza del sistema universitario e in genere delle strutture pubbliche di ricerca meridionali, le uniche che nel breve periodo (cioè prima dell'auspicato sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) abbiano una dimensione e una diffusione territoriale tale da poter agire come volano per lo sviluppo del sistema scientifico.
Sotto questo profilo, cruciali appaiono le iniziative finanziate attraverso il PON - Piano Operativo Nazionale per le Regioni dell'Obiettivo 1 a valere sui Fondi Strutturali dell'Unione Europea.
La politica che il MIUR attua a favore delle regioni del Mezzogiorno configura una strategia fortemente sistemica sia dal punto di vista della coerenza delle strategie con il contesto comunitario e nazionale, che da quello degli strumenti programmatici e attuativi. L'azione del MIUR parte da un concetto di integrazione tra le varie azioni al sostegno dell'innovazione e quindi dello sviluppo delle regioni meridionali, attraverso programmi nel campo della ricerca scientifica, dello sviluppo tecnologico e dell'alta formazione. Tali indirizzi trovano attuazione attraverso i seguenti principali strumenti:
- il PON, Programma Operativo Nazionale, Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico, Alta Formazione 2000-2006 per le regioni dell'obiettivo 1. Tale programma, in coerenza con la complessiva strategia del Quadro Comunitario di Sostegno (QCS), persegue un innalzamento delle performance economiche di lungo periodo delle Regioni meridionali e un potenziamento del "Sistema Innovativo Meridionale" attraverso il sostegno alla ricerca industriale, il potenziamento del sistema scientifico e di alta formazione meridionale e la valorizzazione del capitale umano di eccellenza. Il PON assume un carattere aggiuntivo rispetto agli interventi ordinari dello Stato, ed opera sia con risorse finanziarie direttamente attribuite (Contributi comunitari FESR e FSE o risorse nazionali Fondo di Rotazione L.183/87), sia attraverso propri strumenti agevolativi ordinari (quali il Fondo Ricerca Applicata - FAR, Programmazione triennale del sistema universitario). Il totale delle risorse pubbliche assegnate al PON è stato pari a 1.716,2 milioni di Euro, di cui 1.191,5 di contributo comunitario (712,4 del FESR e 479,1 del FSE) e 524,8 nazionali (Fondo di Rotazione Legge 183). Ulteriori 126 Meuro di contributo comunitario sono stati di recente attribuiti al PON a titolo di premialità. A queste risorse vanno ad aggiungersi le rivenienze del Programma Operativo Ricerca 1994/1999, pari a 150 Meuro destinate alle stesse finalità.
- La programmazione del CIPE, per le aree sottoutilizzate destinata a potenziare, tra l'altro, le reti di ricerca pubblico-private, innalzare la dotazione di attrezzature e strumentazioni per la ricerca e promuovere interventi diretti sul capitale umano di eccellenza. Ad oggi le risorse CIPE attribuite per tali finalità sono pari a 996 Meuro.
Nel complesso l'ammontare globale delle risorse pubbliche destinate al sostegno della Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico e Alta Formazione in favore delle Regioni del Mezzogiorno è pari a: 2.988,2 Meuro.
Lo stato dell'arte del processo attuativo del PON. Alla fine del terzo anno di attuazione, ed in vista della revisione di metà percorso, il PON Ricerca, sviluppo tecnologico ed alta formazione 2000-2006, si presenta come una delle forme di intervento di maggiore peso strategico e più avanzato dal punto di vista attuativo dell'intero Quadro Comunitario di Sostegno (QCS) delle Regioni dell'Obiettivo 1. Tale affermazione, condivisa dalla Commissione Europea e dalle amministrazioni di coordinamento del QCS, è sostenuta dai risultati di gestione ad oggi maturati:
- Il livello degli impegni raggiunto dal programma è pari al 95% della sua capienza finanziaria originaria, comprensiva degli apporti finanziari degli attuatori (2.038,7 Meuro)
- Una spesa pari a 524,6 Meuro che ha determinato l'assegnazione di 126 Meuro quale riserva premiale. La Tabella 2 riassume la situazione complessiva delle iniziative del PON.
Gli interventi del PON si basano sull'attuazione di tre assi strategici:
- Il sostegno allo sviluppo scientifico e tecnologico delle imprese: fa perno sul finanziamento di:
- progetti di ricerca autonomamente presentati dalle imprese;
- promozione della ricerca nei settori strategici;
- azioni di sistema (audit tecnologici e marketing territoriale)
Si tratta in particolare di:- 205 progetti autonomi di ricerca;
- 191 commesse di ricerca;
- 85 progetti di ricerca nei settori strategici;
- 1 progetto pilota per l'attivazione di 350 audit scientifici e tecnologici per le PMI.
- Il potenziamento del sistema scientifico e di alta formazione, attraverso:
- il rafforzamento delle strutture di ricerca scientifica e tecnologica esistenti nel Mezzogiorno e loro collegamenti a rete;
- il potenziamento di centri di eccellenza e di competenza tecnologica;
- la diffusione di attrezzature tecniche, reti e servizi connessi alla società dell'informazione.
- La valorizzazione del capitale umano di eccellenza:
- nella ricerca, nella scienza e nella tecnologica, con particolare attenzione alla componente femminile;
- nella formazione universitaria anche attraverso azioni di sistema (Orientamento)
- 85 progetti di "formazione di ricerca per i settori strategici",
- 130 progetti per la formazione di alte professionalità nei settori ad elevata competitività,
- sostegno a 154 Diplomi Universitari e/o lauree di primo livello che hanno interessato n. 13.493 destinatari,
- sostegno a 686 Dottorati di Ricerca che hanno consentito l'attribuzione di n.3.884 borse;
- 176 Corsi post-laurea professionalizzanti (master) che al momento hanno già interessato n.1.558 allievi,
- 20 progetti relativi all'azione tesa allo sviluppo e consolidamento di un sistema di servizi di accoglienza e di orientamento didattico professionale in tutti gli Atenei delle regioni dell'obiettivo n.1. Il target di giovani intercettati dalle azioni comprese nei progetti ha riguardato al momento 4.779 giovani in ingresso ed uscita dalle università meridionali.
- 123 progetti volti a promuovere e sostenere l'occupazione femminile, tramite la valorizzazione e riqualificazione di percorsi formativi "deboli" e incentivando l'accesso nel settore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione. Le destinatarie delle attività formative dei progetti della misura ammontano a 1.047.
- Azioni di "marketing territoriale" condotte in stretto partenariato con le Regioni dell'Obiettivo 1 per favorire l'attrazione di insediamenti high-tech di origine esterna.
- Istituzione e rafforzamento di centri di eccellenza atti a collocarsi in termini competitivi nello scenario nazionale ed europeo;
- Costituzione di centri di competenza tecnologica, rispondenti al fabbisogno di innovazione dei settori che caratterizzano la struttura produttiva del Mezzogiorno, atti a instaurare collegamenti funzionali tra strutture meridionali e strutture già affermate a livello nazionale;
- Alta formazione continua a favore di funzionari e dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni, attraverso progetti pilota multiregionali, che si configurano come azioni di sistema volte ad innalzare la cultura programmatica e i comportamenti organizzativi e gestionali del personale delle altre amministrazioni nella RSTI.
Le risorse per il mezzogiorno di provenienza CIPE
Negli ultimi due anni il CIPE, nel ripartire le risorse destinate ad interventi nelle aree sottoutilizzate del Paese, ha considerato la ricerca e la formazione quali settori prioritari su cui concentrare l'azione di governo. In tale ambito, il MIUR ha ottenuto assegnazioni di notevole consistenza.
Con la delibera n. 36 del 2002 al MIUR sono state assegnate risorse per complessivi 232 milioni di euro, destinate direttamente alla realizzazione di interventi ai sensi del decreto legislativo n. 297/99.
Tali risorse, peraltro, solo recentemente rese disponibili, sono state destinate al soddisfacimento della domanda di ricerca autonomamente presentata dalle imprese meridionali (progetti "a sportello").
Con la delibera n. 17 del 9 maggio 2003 del CIPE, sono stati assegnati al MIUR ulteriori 324 milioni di euro da utilizzare per:
- interventi volti a garantire una adeguata risposta alla domanda di ricerca espressa dal sistema industriale meridionale;
- investimenti in alta formazione;
- la realizzazione di distretti tecnologici.
Infine con delibera CIPE n. 83 del 13 novembre 2003 il MIUR, sulla base delle proposte progettuali presentate, sono state assegnate risorse pari a 300 milioni di euro.
Tali risorse sono destinate alla realizzazione nel Mezzogiorno di due tipologie di interventi:
- potenziamento delle reti di ricerca pubblico-private presenti nel mezzogiorno;
- interventi diretti sul capitale umano.
Al potenziamento delle reti di ricerca sono attribuiti 240 milioni di euro, finalizzati al rafforzamento, con connesse attività di formazione, di laboratori pubblico-privati in molteplici ambiti tecnologici, quali la diagnostica medica avanzata, i sistemi avanzati di produzione, la genomica applicata al miglioramento delle specie vegetali, la bioinformatica, lo studio della crosta terrestre per la mitigazione del rischio sismico.
Sul versante del capitale umano, 20 milioni di euro sono destinati al finanziamento di rilevanti progetti di alta formazione già approvati dal Ministero; 40 milioni di euro riguardano, infine, alla realizzazione di iniziative per favorire, nell'ambito dei corsi di istruzione e di formazione professionale, un più efficace collegamento scuola-lavoro.
In conclusione, il MIUR ha acquisito, nell'ambito delle predette delibere CIPE risorse pari a 996 milioni di euro.



