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13 Febbraio 2006

Parte la fase due dei finanziamenti per la ricerca: università, enti e imprese insieme per lo sviluppo e la competitività


Al via la fase esecutiva per 196 idee progettuali che hanno superato l’esame della Commissione interministeriale, per accedere ai finanziamenti previsti dal decreto legislativo 311 del 2004 sulla competitività.
Imprese italiane, università ed enti di ricerca hanno collaborato per presentare progetti nell’ambito dei settori strategici dal Programma Nazionale della Ricerca 2005-2007.

Un miliardo e 100 milioni di euro è la cifra a disposizione per i 196 progetti ammessi, su 744 presentati, in un’ottica di rilancio della ricerca italiana in cui l’impegno di industria, università ed enti pubblici convergano per lo sviluppo dei settori chiave: salute, trasporti, Innovation Communication Technology (ICT), energia e agroalimentare.

Il settore salute, in particolare, assume un rilevante impatto sulla qualità della vita e rappresenta una dimensione economica pari all'8% del Pil. È in questo ambito che figurano numerose idee progettuali sia per lo studio di nuovi farmaci (antitumorali, anti-infettivi e per le malattie neuro-degenerative) sia per tecnologie avanzate di diagnostica molecolare e di laboratorio.
Nel campo dei trasporti le proposte riguardano l'industria motoristica (per esempio l’industria delle due ruote a basso impatto ambientale), la cantieristica, l'aeronautica, l'elicotteristica e la logistica avanzata.
Nell’ICT emergono rilevanti aggregazioni di interessi industriali sui sistemi di telecomunicazione a larga banda, anche con l'impiego di satelliti, in materia di sicurezza, prevenzione e intervento in caso di disastri naturali, nonché sulla componentistica elettronica.
Le idee presentate nel settore dell’energia sono concentrate sullo sviluppo di fonti alternative per la produzione a basso costo e sulla riduzione di emissioni per la salvaguardia dell’ambiente.
L’agroalimentare, infine, mira alla valorizzazione della qualità, della tipicità e della genuinità dei prodotti italiani, come pure a nuovi sistemi finalizzati alla tracciabilità degli alimenti e alla diagnostica del prodotto.

I progetti verranno finanziati con un meccanismo di prestito agevolato per i quali è previsto un rimborso da parte dei proponenti entro un periodo di dieci anni.
I finanziamenti disponibili ammontano a un miliardo e 100 milioni di euro a carico del Fondo rotativo, a cui si aggiungono ulteriori finanziamenti, pari al 10 per cento, a carico del FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base) e del FAR (Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca). A questi fondi si sono aggiunte altre disponibilità previste dall'articolo 56 della legge Finanziaria 2003, che ha istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, un fondo per il finanziamento di progetti di ricerca di rilevante valore scientifico.

Alcuni dati dell’iniziativa


A seguito del bando sono stati presentati 744 progetti per un totale richiesto di 10 miliardi e 417 milioni di euro.
I fondi richiesti si dividono in: formazione (11,8%), ricerca di base (19,7%), ricerca industriale (43,4%) e sviluppo precompetitivo (25,1%).
Ai 744 progetti parteciperanno 3.373 soggetti giuridici, in media 4,5 proponenti diversi per progetto.

I progetti sono raggruppati in 12 aree tematiche:

  1. Salute dell'uomo, in particolare studio e trattamento dei tumori e delle malattie degenerative con nuovi approcci derivati dalla conoscenza del genoma umano (12 progetti ammessi su 42 presentati)

  2. Rilancio dell'industria farmaceutica anche attraverso la chimica fine dei composti naturali per nuove applicazioni diagnostiche e nuovi principi attivi (20 su 48)
  3. Nuove applicazioni dell'industria biomedicale (20 su 86)
  4. Sistemi avanzati di manifattura con impatto non solo nell'industria delle macchine utensili, ma su comparti manifatturieri del "made in Italy" quali tessile, abbigliamento, meccanica strumentale (17 su 55)
  5. Potenziamento e sviluppo dell'industria motoristica incluse le due ruote con motori a basso consumo e a basso impatto ambientale (10 su 23)
  6. Cantieristica, aeronautica, elicotteristica con elevata capacità di penetrazione nei mercati esteri (10 su 39)
  7. Materiali avanzati (in particolare ceramici) per applicazioni strutturali (13 su 40)
  8. Sistemi di telecomunicazione innovativi a larga banda anche con impiego di satelliti per utenze differenziate in materia di sicurezza, prevenzione e intervento in caso di catastrofi naturali (7 su 46)
  9. Valorizzazione dei prodotti tipici dell'agroalimentare e sicurezza alimentare attraverso nuovi sistemi di caratterizzazione e garanzia di qualità (24 su 104)
  10. Trasporti e logistica avanzata, infomobilità di persone e merci (24 su 76)
  11. ICT e componentistica elettronica (25 su 98)
  12. Risparmio energetico e microgenerazione distribuita (11 su 87)

Gli Enti pubblici di ricerca sono presenti nel 55% dei progetti, le Università nel 89%.

Due le novità di questa selezione. La prima è la procedura adottata dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. È stata prevista, infatti, una fase di preselezione delle idee progettuali e non di progetti esecutivi da parte dei proponenti, che ha consentito una notevole riduzione nei costi di preparazione dei progetti.

La seconda è la composizione della Commissione: oltre a 7 membri designati dal MIUR, comprende i rappresentanti dei Ministeri dell'Innovazione e Tecnologie, dell'Ambiente e Tutela del Territorio, delle Politiche Agricole e Forestali, e della Salute; la presenza in Commissione degli esperti di altri Ministeri ha permesso di valutare e scegliere i progetti tenendo conto degli interventi previsti dalle altre amministrazioni nei corrispondenti settori, in modo da attuare i principi del coordinamento previsti dalla legge 204 del 1998 da parte delle Amministrazioni pubbliche.

I criteri di selezione da parte della Commissione sono stati identificati a partire dagli elementi e dalle informazioni richieste ai proponenti nelle loro domande e sono stati così definiti:
  • Identificabilità dei prodotti e/o delle tecnologie proposte e grado di evidenza del loro potenziale innovativo (fino a 25 punti).
  • Miglioramento del livello di competitività sul mercato (impatto sulla bilancia commerciale e sui tempi di ingresso nel mercato) dei soggetti industriali partecipanti a seguito della realizzazione dei prodotti potenziali e/o delle tecnologie (fino a 25 punti).
  • Organicità, coerenza e congruità della proposta progettuale delle attività di ricerca di base, ricerca industriale, sviluppo precompetitivo, e di formazione (fino a 25 punti).
  • Affidabilità della compagine proponente in termini di integrabilità degli apporti dei singoli partecipanti, significativa presenza di imprese industriali e congruità delle richieste rispetto alle dimensioni degli attori industriali (fino a 25 punti)
Sono state ammesse alla successiva fase di presentazione degli studi di fattibilità i progetti che hanno ottenuto un punteggio superiore a 80 punti.