Contenuto
Ti trovi in: HOME »In Primo PianoINIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE
IN PRIMO PIANO
28 Febbraio 2006
Con i recenti finanziamenti erogati a 12 ILO (Industrial liaison office) l’integrazione del sistema universitario col mondo delle imprese fa un passo avanti.
Gli Industrial Liaison Office sono uffici creati per catalizzare un migliore supporto tra sistema pubblico della ricerca e mondo produttivo, per promuovere cioè il trasferimento delle conoscenze dalle università alle aziende e sono stati istituiti due anni fa con il Decreto Ministeriale “Programmazione del sistema universitario per il triennio 2004-2006”.
Dopo la loro creazione, un Comitato tecnico scientifico composto di 14 esperti provenienti dalle Università e dal mondo produttivo ha avuto il compito di redigere le linee guida destinate alle Università per la presentazione, valutazione e monitoraggio dei progetti concernenti la costituzione di ILO.
È su questa base che è stato emanato il bando per selezionare i progetti delle università ammissibili ai finanziamenti. E adesso, per dodici progetti (su 18 presentati) arriveranno dal MIUR stanziamenti per 6 milioni di euro.
Le Università italiane aprono quindi le porte al territorio e al mondo produttivo: dopo la valutazione del Comitato tecnico-scientifico presieduto dal Viceministro Guido Possa, il Ministero ha ammesso al cofinanziamento 12 progetti di Industrial liaison office.
Adesso 12 Università capofila, più le 30 partecipanti come partner di progetto, avviano un’azione organica sostenuta da fondi statali ed europei.
In questo modo l’Università diventa anche nel nostro Paese (prima penalizzato rispetto al panorama internazionale) sempre più punto di riferimento per l’innovazione, rispondendo alle esigenze delle imprese, non solo quelle di grandi dimensioni ma soprattutto delle PMI che hanno maggior necessità di un raccordo col mondo universitario.
A questo proposito, come ha sottolineato il Ministro Letizia Moratti, in Italia c’è una potenzialità di utilizzazione della proprietà intellettuale ancora da sviluppare, anche se negli ultimi anni si sono registrati significativi risultati, per esempio il numero dei brevetti aumentato del 47 per cento.
L’obiettivo è ora permettere ai ricercatori che ottengono importanti risultati di potersi dedicare anche all’utilizzazione della proprietà intellettuale. Per questo devono essere sostenuti nel compito di trasformare le idee in prodotti e in innovazione.
Gli ILO svolgono, appunto un ruolo importante in tal senso, come dimostrano i 12 progetti ammessi a cofinanziamento. Un aspetto particolare riguarda le Università delle Regioni dell’Obiettivo 1 (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, Molise). Per esse il MIUR ha voluto potenziare l’intervento promosso da uno strumento ordinario mettendo a disposizione risorse aggiuntive del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), del Fondo Sociale Europeo (FSE) e Fondo di Rotazione, così da consentire alle Università del Mezzogiorno di realizzare il proprio progetto nel caso in cui, pur ottenendo una valutazione positiva, non si sarebbe potuto procedere al loro finanziamento per mancanza di risorse.
I progetti riguardano la costituzione o il sostegno di Industrial Liaison Office presso le Università statali. Tutto al fine di avviare sistematici rapporti con il tessuto economico e produttivo locale e in particolare con le PMI, nonché di promuovere forme di cooperazione con il tessuto imprenditoriale per la risoluzione di problematiche correlate anche al trasferimento tecnologico e al sostegno degli spin-off.
Le Università avevano la possibilità di presentare le loro proposte singolarmente oppure insieme con altre Università, anche non statali.
Gli ILO, in quanto tipiche strutture di interconnessione, prevedono un’organizzazione in grado di sviluppare la capacità dell’Università di interazione con il sistema produttivo nelle sue esigenze di ricerca e di innovazione, come pure di accrescere la presenza attiva dell’Università nelle attività di trasferimento tecnologico nei riguardi del sistema produttivo e/o delle strutture pubbliche e private.
Alcuni numeri sui progetti finanziati
Le idee nate nelle Università si trasformano in innovazione tecnologica delle imprese grazie ai finanziamenti agli ILO
Con i recenti finanziamenti erogati a 12 ILO (Industrial liaison office) l’integrazione del sistema universitario col mondo delle imprese fa un passo avanti.
Gli Industrial Liaison Office sono uffici creati per catalizzare un migliore supporto tra sistema pubblico della ricerca e mondo produttivo, per promuovere cioè il trasferimento delle conoscenze dalle università alle aziende e sono stati istituiti due anni fa con il Decreto Ministeriale “Programmazione del sistema universitario per il triennio 2004-2006”.
Dopo la loro creazione, un Comitato tecnico scientifico composto di 14 esperti provenienti dalle Università e dal mondo produttivo ha avuto il compito di redigere le linee guida destinate alle Università per la presentazione, valutazione e monitoraggio dei progetti concernenti la costituzione di ILO.
È su questa base che è stato emanato il bando per selezionare i progetti delle università ammissibili ai finanziamenti. E adesso, per dodici progetti (su 18 presentati) arriveranno dal MIUR stanziamenti per 6 milioni di euro.
Le Università italiane aprono quindi le porte al territorio e al mondo produttivo: dopo la valutazione del Comitato tecnico-scientifico presieduto dal Viceministro Guido Possa, il Ministero ha ammesso al cofinanziamento 12 progetti di Industrial liaison office.
Adesso 12 Università capofila, più le 30 partecipanti come partner di progetto, avviano un’azione organica sostenuta da fondi statali ed europei.
In questo modo l’Università diventa anche nel nostro Paese (prima penalizzato rispetto al panorama internazionale) sempre più punto di riferimento per l’innovazione, rispondendo alle esigenze delle imprese, non solo quelle di grandi dimensioni ma soprattutto delle PMI che hanno maggior necessità di un raccordo col mondo universitario.
A questo proposito, come ha sottolineato il Ministro Letizia Moratti, in Italia c’è una potenzialità di utilizzazione della proprietà intellettuale ancora da sviluppare, anche se negli ultimi anni si sono registrati significativi risultati, per esempio il numero dei brevetti aumentato del 47 per cento.
L’obiettivo è ora permettere ai ricercatori che ottengono importanti risultati di potersi dedicare anche all’utilizzazione della proprietà intellettuale. Per questo devono essere sostenuti nel compito di trasformare le idee in prodotti e in innovazione.
Gli ILO svolgono, appunto un ruolo importante in tal senso, come dimostrano i 12 progetti ammessi a cofinanziamento. Un aspetto particolare riguarda le Università delle Regioni dell’Obiettivo 1 (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, Molise). Per esse il MIUR ha voluto potenziare l’intervento promosso da uno strumento ordinario mettendo a disposizione risorse aggiuntive del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), del Fondo Sociale Europeo (FSE) e Fondo di Rotazione, così da consentire alle Università del Mezzogiorno di realizzare il proprio progetto nel caso in cui, pur ottenendo una valutazione positiva, non si sarebbe potuto procedere al loro finanziamento per mancanza di risorse.
I progetti riguardano la costituzione o il sostegno di Industrial Liaison Office presso le Università statali. Tutto al fine di avviare sistematici rapporti con il tessuto economico e produttivo locale e in particolare con le PMI, nonché di promuovere forme di cooperazione con il tessuto imprenditoriale per la risoluzione di problematiche correlate anche al trasferimento tecnologico e al sostegno degli spin-off.
Le Università avevano la possibilità di presentare le loro proposte singolarmente oppure insieme con altre Università, anche non statali.
Gli ILO, in quanto tipiche strutture di interconnessione, prevedono un’organizzazione in grado di sviluppare la capacità dell’Università di interazione con il sistema produttivo nelle sue esigenze di ricerca e di innovazione, come pure di accrescere la presenza attiva dell’Università nelle attività di trasferimento tecnologico nei riguardi del sistema produttivo e/o delle strutture pubbliche e private.
Alcuni numeri sui progetti finanziati
- I progetti ammessi al cofinanziamento sono 12, di cui 6 vedono come capofila Università nelle Regioni Obiettivo 1
- Risultano coinvolte complessivamente 42 Università, 15 delle quali appartengono alle aree Obiettivo 1
- 4 progetti sono relativi alla costituzione di nuovi ILO
- Il costo complessivo indicato dalle Università per i progetti ammissibili a cofinanziamento è di 11.654.089 euro. Il cofinanziamento ministeriale attribuibile è complessivamente pari a 5.825.855, dei quali 3.132.430 sono relativi a progetti con capofila in Obiettivo 1
- Rispetto alle fonti di finanziamento, i 5.825.855 euro sono così ripartiti: 3.996.381 euro a valere sulle risorse relative alla programmazione del sistema universitario 2004-2006; 1.544.336 euro a valere sulle risorse FESR e FDR (in base alla sezione “Rafforzamento del sistema scientifico meridionale” del PON, per i progetti allocati presso le Università con sede nelle Regioni dell’obiettivo 1); 285.138 euro a valere sulle risorse FSE e FDR (relative alla misura “Miglioramento delle risorse umane nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico” del PON per gli interventi di formazione relativamente alle Università con sede nelle regioni dell’Obiettivo 1)



