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Comunicato StampaINAF: Il 2009 sarà l’Anno Mondiale dell’Astronomia
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- Disciplina: Scienze fisiche
L'Astronomia celebrata nel 2009 in tutto il mondo
Il 2009 è stato dichiarato ufficialmente Anno dell’Astronomia dall’Onu, dopo una risoluzione avanzata prima fra tutti dall’Italia.
Si tratta di un anno davvero speciale perché si celebrerà un anniversario importante; ricorreranno, infatti, 400 anni dall’utilizzo del cannocchiale astronomico di Galileo Galieli, un fatto storico che segna anni e anni di scoperte astronomiche e ha dato vita a una rivoluzione nel campo scientifico che ha influenzato profondamente la nostra percezione dell’universo.
Partendo da una iniziativa italiana, l’Unesco - alla 33esima sessione della Conferenza Generale - ha suggerito che l’Assemblea Generale dell’Onu adottasse una risoluzione per dichiarare il 2009 Anno Internazionale dell’Astronomia (IYA2009).
Con il titolo, “L’Universo: A Te Scoprirlo," l’obiettivo dell’IYA 2009 sarà promuovere in tutto il mondo, e specialmente fra i giovani, l’interesse per questo campo della scienza. Durante l’anno ci sarà, infatti, una fitta serie di eventi volta a promuovere il settore dell’Astronomia.
Le attività dell’IYA2009 saranno a livello mondiale, nazionale e locale e coinvolgeranno oltre 140 nazioni.
In ogni nazione partecipante è stato designato un “nodo” nazionale. Nel caso dell’Italia l’incarico di stabilire e favorire collaborazioni fra Enti, Università, Science Centers, Società scientifiche e di appassionati, in vista delle manifestazioni ed eventi del 2009, è affidato ad INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica).
Il portale della Ricerca Italiana ha rivolto alcune domande al professor. Leopoldo Benacchio Astronomo dell’Osservatorio Astronomico di Padova; Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF
Cosa pensa della decisione dell’Onu di dedicare un anno all’Astronomia?
E’ stato senz’altro un atto importante. Sottolinea sia l’importanza di questa disciplina scientifica che l’interesse che lo studio del cielo ha sempre suscitato nell’umanità. ONU ha accettato la visione proposta: proprio partendo da questo punto, l’interesse per il cielo in tutte le culture, l’Anno internazionale dell’Astronomia potrà essere importante per sviluppare l’interesse verso le discipline scientifiche in generale sia nei Paesi progrediti che, ed anche più importante, in quelli in via di sviluppo. E’ la prima volta infatti che un “anno internazionale” di tipo scientifico viene supportato, ad esempio, da molti Paesi Africani.
Ritiene importante l’istituzione di un evento come questo?
Certamente, anche se quello dell’Onu è “solo”, per così dire, un sigillo messo sul 2009. Questo pero’ dà la carica a chi ha proposto questa iniziativa, la comunità astrofisica internazionale sotto l’egida dell’International Astronomical Union, e spinge a impegnarsi a fondo nell’organizzazione di eventi culturali e anche, perché no, ludici che “lascino il segno” nel pubblico, soprattutto nei giovani.
Cosa fa l’Italia per partecipare a questa iniziativa? Cosa sta preparando?
Stiamo cercando di organizzare una partecipazione direi quasi corale a questo Anno Internazionale, che veda tutti gli interessati, astrofisici, altri scienziati, appassionati, insegnanti e chi altro vorrà unirsi a noi, proporre e svolgere iniziative in tutto il Paese. L’Italia è particolarmente felice di questa scelta dato che prima all’Unesco e poi all’ONU è stato il Paese capofila, quello che ha presentato formalmente la richiesta ed ha lavorato per creare consenso. Quindi informazione capillare, coordinamento e, speriamo molto, finanziamento e sponsorizzazione per poter dare il massimo al pubblico. Devo dire che sono già arrivate le proposte più disparate e tutte interessanti, da professionisti, ma anche amatori e artisti, per spettacoli e performances ispirate al “cielo”.
Quali eventi speciali ha organizzato l’Inaf per celebrare questo evento?
INAF ha un ruolo duplice: deve coordinare le manifestazioni in Italia, per mandato interministeriale, e deve ovviamente essere in prima fila nell’organizzazione anche di singoli eventi. E’ in via di formazione un programma piuttosto nutrito sia di manifestazioni “locali” nelle 19 strutture INAF sparse in tutt’Italia, sia di manifestazioni “countrywide”. Andiamo dalle classiche conferenze a diverse mostre in varie città italiane, all’ingaggio delle più giovani generazioni con le moderne tecnologie di telecomunicazione, sms, web e così via. Il programma sta per essere pubblicato nel sito www.astronomy2009.it , il vero “hub” per tutte le manifestazioni, informazioni e documentazione.
Nel comunicato stampa dell’evento, l’Onu parla di voler accrescere l’interesse e la conoscenza dell’Astronomia fra il pubblico. Come pensate di coinvolgere e incuriosire i cittadini italiani?
Con molti eventi diffusi nel territorio e orientati al pubblico, specie giovanile. In questo siamo facilitati dal fatto che gli Osservatori Astronomici, che fanno parte dell’Istituto Nazionale, hanno una lunga tradizione di rapporti col pubblico che accorre ogni hanno in gran numero alle conferenze ed alle visite che vengono regolarmente svolte nelle nostre strutture, e parliamo di diecine di migliaia di visitatori ogni anno. Certamente sperimenteremo anche modi nuovi e informali, non certo accademici, per accostarsi a questa nostra disciplina, facendo leva sulla curiosità e interesse che da sempre porta tutti noi a volgere lo sguardo verso l’alto.
Nel 2009 saranno 400 anni dal primo uso scientifico del cannocchiale astronomico fatta da Galileo Galilei. Quali altri grandi contributi sono stati dati da ricercatori italiani nel campo dell’Astronomia?
L’astronomia italiana ha una lunga tradizione ed anche oggi i risultati non mancano. Nella speciale “classifica” che viene redatta per le Scienze a livello mondiale da Agenzie indipendenti in base ai parametri di “produzione” scientifica, il nostro Paese occupa un ottima 5ta posizione, davanti a Paesi che hanno ben altri investimenti nella Ricerca e un numero assai maggiore di ricercatori. Difficile citare un campo piuttosto che un altro, storicamente possiamo citare ad esempio la definizione della classificazione spettrale delle stelle nell’’800, mentre negli ultimi 50 anni particolare importanza hanno avuto , ad esempio, lo studio dei fenomeni conosciuti come Supernova, un campo di indagine formidabile e molto importante a livello mondiale, che è molto “tricolore” . Ripeto pero’ l’Italia dà un buon contributo in tutti i campi di questa disciplina.
La cerimonia conclusiva dell’evento avrà luogo in Italia il 9 gennaio del 2010, perché pensa che sia stata scelta proprio l’Italia per questa importante occasione?
L’Italia ha ottenuto questo importante onore e riconoscimento proprio per il ruolo che ha svolto nel lungo e faticoso iter necessario per la proclamazione, dal 2003 al 2007, che ha visto lavorare assieme la parte scientifica con quella diplomatica, rappresentata ovviamente dal Ministero per gli Affari Esteri. La data è poi importante, fra il 9 e il 10 gennaio 1609 infatti Galileo osservò per la prima volta Giove e scoprì i suoi 4 maggiori satelliti, Io, Europa, Ganimede e Callisto. Una data fatidica per la scienza così come oggi la conosciamo e pratichiamo. La cerimonia di apertura, nel gennaio 2009, si terrà, d’ufficio, nella sede dell’UNESCO a Parigi per tutti gli anni internazionali.




