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Il Google Lunar PrizeArticoli di Primo Piano collegati
CLASSIFICAZIONE
- Disciplina: Ingegneria industriale e dell'informazione
Anche l'Italia tenta lo sbarco sulla Luna
Verde brillante, una grande testa sferica con occhi tondi e scuri e sei lunghe zampe articolate che terminano con una rotella. Quello che abbiamo descritto è Amalia (Ascensio Machinae Ad Lunam Italica Arte) un prototipo di robot col quale l'Italia partecipa al Google Lunar Prize, il concorso indetto per inviare un robot in esplorazione del suolo lunare. Amalia, infatti, qualora il progetto italiano vincesse, sarà in grado di esplorare la superficie lunare per almeno 500 metri e di inviare video, immagini e dati sulla Terra.
L'interesse per il satellite terrestre é sempre stato molto acceso nella comunità degli scienziati, sia prima della sua conquista, sia dopo il primo allunaggio avvenuto nell'ormai lontano 1969. Un interesse che si giustifica se si tiene conto che dalla Luna sono partiti i primi passi all'interno del sistema solare e che questo satellite può essere considerato una potenziale base di partenza per le future missioni esplorative.
Il robot, simile a un ragno, è stato messo a punto da una squadra, Team Italia, guidata dalla professoressa Amalia Ercoli-Finzi del Politecnico di Milano, composta da scienziati delle Università La Sapienza di Roma e Federico II di Napoli, dei Politecnici di Milano e Torino e dalle società Thales Alenia Space Spa di Torino e Carlo Gavazzi di Milano. C'é da credere che il prototipo sia stato battezzato col nome Amelia anche per omaggio alla professoressa Ercoli-Finzi.
Il premio
Al Google Lunar Prize partecipano 10 team di diversi nazionalità, e il motore di ricerca statunitense ha messo complessivamente in palio 30 milioni di dollari per le prime due squadre di scienziati che riusciranno a far atterrare il loro robot sulla Luna e a inviare delle immagini.
Venti milioni andranno al vincitore, il secondo riceverà 5 milioni di dollari e gli altri 5 rimanenti saranno un bonus per chi riuscirà a trovare del "ghiaccio lunare" e altri minerali.
Amalia Ercoli-Finzi
Laureta al Politecnico di Milano in Ingegneria Aeronautica, medaglia d'oro dell'Associazione Italiana di Aeronautica, Professore Ordinario di Meccanica Orbitale presso la Facoltà; di Ingegneria Industriale del Politecnico di Milano, Amalia Ercoli-Finzi si occupa di Dinamica del Volo Spaziale, Progetto di Missioni Spaziali e Sistemistica Spaziale da oltre 25 anni e ha portato contributi significativi, apprezzati a livello internazionale, su tematiche inerenti i satelliti e le sonde per l'esplorazione planetaria.
Ha partecipato a molti programmi nazionali e internazionali come il programma TSS (Tether Satellite System), condotto congiuntamente da ASI e NASA; il programma nazionale SAX per l'astronomia a raggi X; la realizzazione dell'esperimento MITE, per la misura di tensioni interfacciali; il programma SPIDER dell'Agenzia Spaziale Italiana per lo sviluppo di un free flyer robotica.
Partecipa come responsabile del Politecnico di Milano al progetto universitario UNISAT per lo sviluppo di un microsatellite con finalità didattiche ed é responsabile del progetto di un microsatellite dimostrativo, PalaMede, sviluppato dagli studenti di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano. È responsabile scientifico sia dell'esperimento SD2 della missione europea Rosetta sulla cometa Chyrimov-Gerasimenko, destinato alla perforazione del nucleo cometario e alla raccolta di campioni, sia dell'esperimento DEDRI che permetterà la raccolta e il trasferimento verso la Terra di campioni del suolo marziano.




