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La rivista scientica Conservation Biology
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- Disciplina: Scienze della terra
Ricercatori per caso, sub per passione
Monitoraggio ambientale ed educazione naturalistica.
È in questo contesto che si inserisce il progetto STE (Scuba Tourism for the Environment) del Marine Science Group del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell’Università di Bologna.
Questo progetto di monitoraggio, partito nel gennaio 2007, ha come obiettivi:
- coinvolgere i turisti subacquei nella raccolta di dati sulla biodiversità marina dell’area di sharm el Sheikh e del Mar Rosso egiziano
- promuovere l’educazione ambientale dei suoi visitatori
- fornire un contributo allo sviluppo del turismo sostenibile. Collegando la realtà universitaria a quella economico-sociale, il progetto STE può costituire un modello di attività scientifica interdisciplinare finalizzata allo sviluppo di un sistema in cui soddisfare le esigenze della natura e quelle dell’umanità.
- Dalla fine degli anni ’70 si è vista una crescita sempre più forte dei flussi turistici verso l’area del Mar Rosso; fonti dell’Egyptian Tourist Authority rivelano che il 25% del flusso è costituito da subacquei ricreativi attratti dalle barriere coralline del Parco Nazionale di Ras Mohamed.
Gli studiosi concordano nel riconoscere l’importanza economica del turismo che dovrebbe fornire alle autorità politiche una valida ragione per la conservazione del reef e che una crescita del turismo coordinata in modo sostenibile non dovrebbe rappresentare una minaccia per questi ecosistemi.
Al contrario, dei briefing pre-immersione possono migliorare il comportamento dei turisti subacquei riducendo gli impatti sul reef. Questa ricerca è sostenuta economicamente dal Ministero Egiziano del Turismo - Ente del Turismo Egiziano, da ASTOI (Associazione Tour Operator Italiani), dalla Fondazione svizzera Project Aware e dalle agenzie di didattica subacquea SNSI e SSI. TuttoTurismo promuove la diffusione delle problematiche, delle metodiche e dei risultati della ricerca. La compagnia aerea Neos cura la logistica del trasporto del personale della ricerca e delle schede di rilevamento. Il Ministero dell’Ambiente della Repubblica Italiana ha concesso il patrocinio alla ricerca.
Dal 1999, da quando è stata introdotta questa metodica di monitoraggio, sono stati coinvolti migliaia di turisti subacquei interessati a partecipare al progetto e a raccogliere informazioni utili alla ricerca.
Il loro contributo, infatti, è servito anche alla realizzazione di una banca dati utile al lavoro di istituzioni attive nello studio, gestione e conservazione delle risorse marine del Mediterraneo e, recentemente, anche dell’area del Mar Rosso.
Le informazioni raccolte dai turisti subacquei sono affidabili e comparabili a quelle fornite dai professionisti con un abbassamento dei costi dei monitoraggi eseguiti su grande scala geografica e temporale.
Inoltre, questa attività può determinare una riduzione dell’impatto ambientale in quanto influenza positivamente il comportamento dei cittadini e accresce la sensibilità alla problematica della conservazione. - • La rilevanza di questo tipo di progetti è testimoniata dall’interesse dimostrato dalla prestigiosa rivista Conservation Biology, che ha pubblicato i risultati del primo monitoraggio di tale genere e dalla presenza dei ricercatori di STE all'Eudi Show, il Salone Europeo delle Attività Subacquee che si è svolto a Roma dal 29 al 3 marzo scorso.
Il primo progetto, chiamato Missione Hippocampus Mediterraneo, fu avviato nel 1999 e i suoi risultati sono adesso in corso di pubbicazione sulla rivista scientifica Conservation Biology, edita dalla Associazione Statunitense per la Biologia della Conservazione.
Conclusa nel 2001 questa ricerca ha rappresentato il primo censimento delle due specie di cavalluccio marino presenti lungo le coste italiane, permettendo di tracciare un quadro della distribuzione geografica ed ecologica delle popolazioni di ippocampo nei nostri mari.
Inoltre, il progetto ha evidenziato l'interesse dei cittadini a partecipare a monitoraggi biologici. In tre anni sono state create 8700 schede di rilevamento.
Nel 2002, invece, è iniziata la campagna "Sub per l'ambiente 2002-2005: Progetto Biodiversità subacquea del Mediterraneo", una ricerca il cui obiettivo era ottenere indicazioni sullos tato della biodiversità marina lungo le coste del Mediterrano, attraverso la collaborazione volontaria di subacquei. La ricerca è stata patrocinata dal Ministero dell'Ambiente e da partner dell'Università di Bologna: ASTOI (Associazione Tour Operator Italiani), A.Di.Sub, e dalla testata di divulgazione scientifica Quark.




