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La dott.ssa Emanuela Zaccarelli, che ha condotto la ricerca sui Colloidi, ha risposto ad alcune nostre domande
1. Quando e' iniziata e quando si e' conclusa la vostra ricerca?
E' iniziata circa due anni e mezzo fa. La conclusione di questo lavoro e' avvenuta lo scorso autunno.
2. Il vostro e' un team numeroso e internazionale?
Il lavoro e' stato possibile grazie a una collaborazione internazionale, che ha coinvolto Roma, Harvard ed Edimburgo. Il gruppo di Roma, guidato dal Prof. Sciortino e dal Prof. Tartaglia e' ben inserito nel contesto internazionale e coinvolto in numerose collaborazioni. Il gruppo e' formato da due ricercatori CNR-INFM (di cui una sono io), due post-doc con contratto a termine, tre studenti di dottorato e lo studente di laurea specialistica Fabio Ciulla (che ha contribuito al presente lavoro). Ad Harvard il lavoro e' stato svolto dal Dr. Peter J. Lu, per cui questo lavoro ha rappresentato una parte della ricerca di dottorato) e dal suo supervisore, il Prof. David Weitz. Edimburgo ha contribuito nella persona del chimico Dr. Andrew Schofield che ha sintetizzato le particelle.
3. Il risultato ottenuto sara' applicabile anche allo studio delle proteine. Quali potrebbero essere le possibili applicazioni in campo medico?
Le proteine possono essere studiate come sistemi colloidali leggermente piu' complessi, per via della forma non sferica e per il fatto che gli amminoacidi che le compongono non sono tutti uguali, quindi la superficie non e' omogenea dal punto di vista delle interazioni.
Estendere il nostro studio e comprendere il meccanismo di gelazione nelle proteine puo' essere importante per facilitare la prevenzione di alcune malattie che derivano da questi meccanismi di aggregazione disordinata (per es. Alzheimer, questo tipo di patologie si definiscono amiloidosi).
4. Quali saranno i prossimi passaggi della vostra ricerca? Verso cosa vi state muovendo?
Intendiamo proseguire lo studio della gelazione sia nei colloidi, che in soluzioni di proteine. A questo proposito stiamo studiando modelli piu' realistici per rappresentare meglio le proteine e la loro formazione di stati arrestati. Inoltre poiche' nel sistema esaminato nell'articolo, la gelazione avviene immediatamente, siamo anche interessati a studiare quei casi in cui l'approccio alla transizione gel puo' essere ottenuto in maniera piu' controllata (fenomeni di self-assembly), attraverso l'uso di particelle colloidali funzionalizzate.
5. Puo' raccontarci qualcosa di insolito/particolare che si e' verificato durante lo studio?
Il grande entusiasmo che ci ha accompagnato dall'inizio alla fine della ricerca. L'argomento in questione e' sempre stato abbastanza dibattutto nel corso degli anni e anche il nostro lavoro e' stato spesso molto animato perche' volevamo arrivare a una soluzione chiara e pulita del problema, senza alcuna ambiguita' residua. La scoperta che i dati sperimentali confermavano la nostra idea iniziale basata sulle simulazioni al computer e' stata molto eccitante.
6. Vuole aggiungere qualcos'altro?
Vorrei approfittarne per ringraziare l'INFM-CNR e il centro SOFT per avermi dato la possibilita' di lavorare in Italia, in un momento in cui la ricerca di base spinge la maggior parte dei miei coetanei ad abbandonare il paese.



