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Istituto per l'Ambiente Marino e Costiero IACM-Cnr

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Per saperne di più, consultare: Cockroaches Keep Predators Guessing by Using Preferred Escape Trajectories, Paolo Domenici, David Booth, Jonathan M. Blagburn, Jonathan P. Bacon, Current Biology, 9-2008

Glossario

La statistica lineare

La statistica circolare

CLASSIFICAZIONE


26 Novembre 2008

Scarafaggi, vie di fuga a sorpresa

Se stimolato da uno spostamento di aria (freccia rossa), lo scarafaggio (per convenzione proveniente da destra nella figura) scappa lungo una delle quattro traiettorie indicate
Fonte immagine: J. Blagburn

Sono quattro le traiettorie di fuga preferenziali degli scarafaggi: a 90, 120, 150 e 180 gradi dal predatore. Per sfuggire a un attacco, scappare nella direzione opposta potrebbe sembrare la soluzione ottimale; questo comportamento, a lungo andare, diventerebbe prevedibile. Per questo gli scarafaggi scelgono direzioni casuali per generare la massima imprevedibilità.

Fino ad oggi non era chiaro come gli animali risolvessero questo problema, si immaginava che le prede fuggissero senza strategie, la risposta è arrivata da un gruppo di ricercatori fra i quali Paolo Domenici dell'Istituto per l'Ambiente Marino e Costiero del Cnr di Oristano, che ha condotto una ricerca in collaborazione con altri ricercatori americani. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Current Biology.

L’idea di questa ricerca è nata a un congresso in Gran Bretagna nel 2001. E' iniziata nel 2003, ed è finita nel 2005. Sono stati coinvolti 4 ricercatori, fra cui Paolo Domenici del CNR-IAMC di Oristano); inoltre, vi hanno preso parte David Booth, studente di dottorato di Jonathan Bacon (University of Sussex) e Jonathan Balgburn (Università di Puerto Rico). Il Dottor Paolo Domenici ha risposto alla nostra intervista:

Come è arrivato a occuparsi di questo studio?
Mi occupo da vari anni di risposta di fuga, soprattutto negli animali marini. Lo scarafaggio Periplaneta americana è uno dei modelli più studiati al mondo per quanto riguarda la risposta di fuga. Nell’incontro con i colleghi inglesi che studiavano già lo scarafaggio, abbiamo discusso della possibilità di utilizzare sullo scarafaggio alcune analisi alternative, quali la statistica circolare, che avevo già sperimentato su altre specie.

Avete utilizzato strumentazioni particolari? Se sì, quali?
Non sono state usate strumentazioni particolari rispetto a quelle convenzionali usate in precedenza. L’innovazione è stata dovuta principalmente all’approccio statistico.

Durante la ricerca è emerso qualcosa che proprio non vi aspettavate?
E’ emerso qualcosa che volevamo testare, e che noi sospettavamo (cioè la presenza di traiettorie di fuga preferenziali), ma che non era stato ancora dimostrato.

Si tratta di una teoria applicabile anche ad altre specie?
Secondo me è possibile che altre specie mostrino traiettorie preferenziali, soprattutto quelle con un meccanismo di ricezione sensoriale degli stimoli simile a quello dello scarafaggio.

Quali saranno i passi futuri delle vostre indagini?
Stiamo pensando di analizzare la risposta di fuga in altre specie.

Paolo Domenici si è occupato precedentemente di locomozione di animali marini, pesci in particolare, in questo caso la ricerca è stata condotta su un vertebrato terrestre, una delle specie più studiate al mondo, a livello fisiologico, ecologico e comportamentale per la loro risposta di fuga: lo scarafaggio Periplaneta americana. Lo scarafaggio è un modello animale la cui locomozione e la reazione ai predatori viene studiata da molti anni sotto diversi aspetti, e che ha generato idee anche per lo studio di specie di vertebrati come i pesci e i rettili.