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2 Luglio 2010

Stop ai virus grazie a uno studio italiano

Un linfonodo mostra come i macrofagi del seno sottocapsulare catturino il virus (in verde) impedendogli di infettare i nervi (in rosso)
Un linfonodo mostra come i macrofagi del seno sottocapsulare catturino il virus (in verde) impedendogli di infettare i nervi (in rosso). Foto di Nature 24.06.2010

Di Matteo Iannacone ci eravamo già occupati nel Primo piano a lui dedicato Rientro di ricercatori finanziato dalla Fondazione Armenise-Harvard. Il brillante ricercatore ha da poco ultimato uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, portato a termine insieme ai suoi collaboratori del laboratorio del Prof. Ulrich von Andrian alla Harvard Medical School e del Prof. Luca Guidotti al San Raffaele di Milano. Ecco di cosa si tratta:

Oggetto della ricerca sono stati i virus neurotropici, quelli che hanno la capacità di raggiungere il cervello e causare encefaliti o meningiti.
I virus neurotropici, di solito trasmessi da insetti che depositano i virioni sottocute, entrano nei vasi linfatici locali e sono trasportati ai linfonodi drenanti: qui vengono catturati da una popolazione specializzata di cellule, i macrofagi del seno sottocapsulare, che ne impedisce la diffusione al resto dell'organismo. La cattura da parte dei macrofagi non è, però, priva di conseguenze: i macrofagi vengono infettati, utilizzati dal virus per riprodursi ed infine uccisi. Prima di morire, però, queste cellule secernono interferone alfa, una citochina dotata di attività antivirale, che agisce a livello locale, impedendo ai nervi presenti nel linfonodo di venire infettati. Se il virus riesce a eliminare questa popolazione di macrofagi, o a neutralizzare l'interferone alfa, infatti, riesce anche a invadere il sistema nervoso centrale con conseguenze devastanti per l'ospite.

Iannacone vuole capire come questi virus raggiungano il sistema nervoso centrale e quali sono i "posti di blocco" messi in atto dal nostro organismo per prevenire che ciò avvenga. Normalmente i virus penetrano nell'organismo attraverso la cute o le membrane mucose e possono invadere l'intero organismo. Prima di raggiungere la circolazione sistemica devono però passare attraverso i linfonodi, piccoli aggregati di linfociti e altre cellule del sistema immunitario disposti a intervalli lungo il decorso dei vasi linfatici. Questi organi hanno l'importante funzione di prevenire la diffusione sistemica dei microorganismi e di creare il microambiente necessario per lo sviluppo di risposte immunitarie specifiche per combattere un'infezione in atto.

Utilizzando tecnologie d'avanguardia come la microscopia intravitale multifotone, Iannacone e i suoi collaboratori sono riusciti a ricostruire tutti i passaggi dall'ingresso del virus nell'organismo all'invasione del sistema nervoso centrale. Il virus utilizzato per questo studio - il virus della stomatite vescicolare - non infetta l'uomo se non in circostanze eccezionali, tuttavia gli scienziati ritengono che meccanismi analoghi possano essere utilizzati da altri virus neurotropici umani, quali il virus della rabbia o il virus del Nilo occidentale.

L'importanza di questo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, risiede nella dimostrazione che i linfonodi sono riccamente innervati, che alcuni virus possono usare questa caratteristica anatomica a loro vantaggio (utilizzandoli per raggiungere il sistema nervoso centrale) e che una popolazione di cellule linfonodali (i macrofagi del seno sottocapsulare) normalmente impedisce che questo avvenga grazie alla produzione d'interferone alfa.