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CLASSIFICAZIONE
- Disciplina: Scienze della terra
Terremoti e tsunami, Explora studia i fondali calabri
Ricercatori dell'Ogs e dell'Ingv di nuovo a bordo di Explora per studiare una particolare "struttura sismogenetica" nei mari della Calabria. Dal 28 agosto al 14 aprile il team di ricercatori, formato da Maria Filomena Loreto, geologa marina di Ogs, Cinzia Vittor, biologa di Ogs, e Umberto Fracassi dell'Ingv, lavoreranno nel Golfo di S. Eufemia, a 50 m di profondità sotto costa e andando verso il largo a 600 m di profondità. La faglia oggetto dello studio potrebbe essere stata la causa del terremoto e maremoto del 1905 che provocò un'onda anomale di 1,5 m.
Il metodo di studio
La zona della faglia sarà studiata utilizzando metodiche diverse. Agli approcci tradizionali saranno affiancati indagini di biologia e oceanografia marina. Oggetto degli esami saranno le comunità batteriche presenti nei sedimenti marini, per capire se le colonie batteriche risentono della presenza di gas come l'acido solfidrico e l'anidride carbonica che fuoriescono lentamente ma costantemente dalla faglia, e la cui concentrazione aumenta nei periodi di attività.
Dunque, gas e batteri saranno degli indicatori naturali dell'attività sismica della faglia.
La dottoressa De Vittor spiega, infatti, che sebbene la composizione dettagliata delle comunità batteriche non sia nota, si sa per certo che gas come l'idrogeno solforato possono risultare particolarmente graditi a certe specie batteriche. Se la faglia dovesse mostrare variazioni nell'attività, e se ciò riflettesse sulle comunità batteriche, ecco che avremmo individuato uno strumento di monitoraggio, da affiancare alle indagini sismiche tradizionali e da usare nei periodi di quiete della crosta terrestre.
Il Golfo di Sant'Eufemia, caratteristiche e metodi di indagine
Come spiega la dottoressa Loreto, nel Golfo di Sant'Eufemia è presente una faglia di tipo cosiddetto "distensivo"; questo significa che nei periodi di attività sposta porzioni di suolo verso il basso, e lateralmente è interrotta da faglie trascorrenti che hanno un movimento laterale. I dati sismici (che forniscono un'immagine delle strutture del sottosuolo) saranno integrati dai dati batimetrici (che forniscono un'immagine dettagliata del fondale marino).
Inoltre, saranno raccolti anche sedimenti marini per studiare le popolazioni batteriche presenti al loro interno, e la loro diversità in relazione all'attività idrotermale. Una sorgente idrotermale è presente in prossimità di una frattura nella crosta terrestre da cui fuoriesce acqua riscaldata naturalmente dalla Terra. Qui prosperano molto spesso comunità eterogenee di batteri, che possono beneficiare delle particolari condizioni chimico-fisiche presenti. Il tipo e l'intensità di gas portati in superificie dalla sorgente idrotermale influenzano fortemente le comunità batteriche. L'analisi dei gas presenti nelle acque raccolte in prossimità del fondale marino fornirà indicazioni sul tipo di attività idrotermale che caratterizza questa faglia.
L'integrazione di tutti i dati (geofisici, geologici, biologici e geochimici) aiuterà a comprendere l'attività di questa struttura e la sua pericolosità sismica.




