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28 Luglio 2006

Un nuovo sismometro vigilerà in fondo al mare

Fonte: INGV

Sarà utile nello studio di faglie e vulcani sottomarini il primo sismometro da fondo mare a larga banda con idrofono, sviluppato nell’ambito di una convenzione tra INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e Dipartimento Nazionale di Protezione Civile.

In seguito a test di laboratorio effettuati in camera iperbarica e nel porto di Cefalù, la prima deposizione in mare di OBS/H (Ocean Bottom Seismometer with Hydrophone) è avvenuta nel mese di luglio a una profondita di 3.412 m nel Mar Tirreno. Una volta portati a termine i test di operabilità, sgancio, deposizione e recupero, il sismometro è stato posizionato sulla spianata sommitale del vulcano sottomarino Marsili, a una profondità di 790 m.

Gli strumenti realizzati hanno un’autonomia di 20 mesi e possono essere utilizzati per lunghe campagne sismologiche e per interventi di rete mobile sottomarina in occasione di emergenze.

Finora il sismometro ha registrato fenomeni sismici di diversa provenienza avvenuti nel mese di luglio: da quello di Giava a quelli del Golfo di Patti e del Mar Ionio; inoltre, ha rilevato diverse attività di tremore e microsismicità nel vulcano Marsili che finora non erano mai state registrate dagli strumenti installati a terra dotati di minore precisione. Il geologo Giuseppe D’Anna - responsabile del progetto - insieme al team di lavoro, si dice soddisfatto dei primi risultati ottenuti dal nuovo sismometro. Sono stati infatti raggiunti tutti gli obiettivi preposti in fase di progettazione: i dati acquisiti, con un sismometro e con un idrofono, sono di ottima qualità e verranno presto analizzati e resi disponibili alla comunità degli studiosi.

Il sismometro OBS/H apre una nuova e importante fase nel monitoraggio sismico del Mediterraneo. I prossimi obiettivi saranno strumenti che insieme ai sismometri da fondo mare potranno inviare dati a una boa di superficie e da questa a terra in tempo reale. Sarà così possibile monitorare continuamente le maggiori aree sismiche sommerse e prevenire gli effetti devastanti di eventuali tsunami, per una maggiore e migliore sicurezza di cose e persone presenti sulle zone costiere.