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8 Settembre 2006

Qualità della frutta: sofisticate tecniche d’indagine dalla parte dei consumatori

Fonte: Ministero della Salute

I risultati di uno studio, effettuato sui processi collegati alla produzione e conservazione delle mele in Trentino, hanno dimostrato correlazioni tra i VOC (composti volatili organici) e le procedure agronomiche su tutto l’arco della conservazione e nel periodo successivo all’estrazione dalle celle, cioè in tutta la fase della commercializzazione fino al consumatore.

Si prospetta un utilizzo delle nuove tecniche di monitoraggio per eliminare i passaggi che impoveriscono la qualità dei prodotti, per esempio ottimizzando i processi di impacchettamento, sia delle mele sia di altri generi agro-alimentari.

L'Istituto di Fotonica e Nanotecnologie (IFN) del Trentino, in collaborazione con il locale Istituto Agrario e l’Associazione dei produttori, ha utilizzato nuove tecniche di indagine per la qualificazione di marchi e produzioni agro-industriali rivolte alle esigenze dei consumatori.

Un sistema laser ad anidride carbonica, accoppiato a una cella fotoacustica risonante, consente la rivelazione – con sensibilità molto elevata – di etilene, l’ormone gassoso vegetale presente nei processi fisiologici quali la maturazione e l’invecchiamento della frutta. Questo nuovo sistema di indagine è in grado, inoltre, di rilevare la presenza di VCO come aldeidi, chetoni, esteri o alcoli, con una sensibilità di poche parti per trilione in pochi secondi. Un genere di monitoraggio finora impossibile con le tecniche a disposizione.

La ricerca finanziata dal MUR è stata sviluppata dagli enti già citati in collaborazione con il Laboratorio Laser and molecular physic dell’Università olandese di Nimega e l’Institut fuer IonenPhysik dell’Università di Innsbruck.