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IN PRIMO PIANO
FONTI
Comunicato stampa Ministero per i Beni e le Attività CulturaliI CENTRI DI RICERCA
Ministero per i Beni e le Attività CulturaliDipartimento Protezione Civile
INGV-Osservatorio Vesuviano
Regione Campania
Provincia di Napoli
APPROFONDIMENTI
L’esercitazione MESIMEXIl Vesuvio
Rischio vulcanico: il Vesuvio
CLASSIFICAZIONE
- Disciplina: Scienze della terra
"Alla scoperta del Vesuvio”: arte, storia e scienza per conoscere i segreti del vulcano napoletano
Un progetto culturale per far conoscere e celebrare il “gigante partenopeo” sotto diversi aspetti, da quello storico e artistico a quello puramente scientifico. La mostra dal titolo “Alla scoperta del Vesuvio”, ospitata dal Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma dal 12 gennaio all’11 febbraio 2007, si prefigge di accompagnare il grande pubblico, anche straniero, in un viaggio all’interno del vulcano, dei suoi segreti e dei suoi misteri. Testimonianze inedite, materiali originali e itinerari paralleli a differente contenuto appositamente creati per fornire al visitatore un quadro completo della storia del Vesuvio attraverso i secoli e le fonti, un argomento che il portale ha più volte trattato (per esempio negli Speciali divulgativi All’ombra del Vesuvio e L’alimentazione degli antichi pompeiani).
Il Vesuvio, considerato dagli esperti internazionali uno dei vulcani più pericolosi a livello mondiale, ha eruttato l’ultima volta nel 1944, ma viene sorvegliato e tenuto costantemente sotto monitoraggio, sia sismico che geochimico, per aspetti legati alla prevenzione del rischio vulcanologico. Proprio in questo ambito l’iniziativa scientifico-culturale è nata a corollario dell’esercitazione europea Mesimex 2006, svoltasi tra il 18 e il 23 ottobre 2006 e coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile italiana. Il progetto Somma Vesuvio Mesimex – Major Emergency SIMulation EXercise – è stato realizzato per sperimentare le procedure del Meccanismo europeo di Protezione civile nel contesto di un’emergenza vulcanica di notevole rilevanza che potrebbe interessare i comuni della Zona Rossa del Vesuvio in caso di eruzione. L’esercitazione, alla quale hanno partecipato anche quattro Stati Membri (Francia, Spagna, Portogallo, Svezia) e numerose organizzazioni internazionali, ha visto l’evacuazione degli abitanti dei 18 comuni più esposti al rischio di colate piroclastiche, il fenomeno vulcanico ritenuto più pericoloso. L’obiettivo è stato quello di verificare e migliorare le procedure di emergenza e di definire un modello comune di gestione delle emergenze.
L’analisi del monitoraggio del rischio è curata da decenni dai ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano di Napoli che per l’occasione ha allestito materiale interattivo, reperti lavici e mineralogici, strumentazione scientifica antica e moderna da mettere a disposizione dei visitatori. Sono presenti anche esempi di sismografi, sismoscopi e una galleria espositiva costituita da gouaches e fotografie d’epoca, documenti e testi antichi, fumetti, installazioni e video. Sono 25 le eruzioni storiche riportate nella mostra, tra cui: l’evento “pliniano” del 79 d.C. che distrusse Ercolano, Pompei e Stabia; l’esplosione del 1631 d.C. che causò 4000 vittime e aprì un ciclo eruttivo che sarebbe durato oltre trecento anni; l’eruzione del 1794 d.C. che creò la formazione di 6 bocche laviche lungo il fianco occidentale del Gran Cono; l’ultimo “respiro” del Vesuvio datato 29 marzo 1944 d.C. e che vide l’evacuazione di circa 10 mila persone nei comuni di San Sebastiano e Massa di Somma, distrutti poi dalla lava. A completare l’esposizione sono presenti filmati sulle eruzioni degli atri due vulcani attivi italiani, l’Etna e lo Stromboli, e una sezione dedicata alle opere a tema di Renato Barisani, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Max Ernst, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Ernesto Tatafiore e il “Vesuvius” di Andy Warhol.




