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PROGRAMMA DI RICERCA

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Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
GEOMORFOLOGIA; GEOMORFOSITI; TURISMO SOSTENIBILE; PERICOLOSITÀ GEOMORFOLOGICA; RISCHIO; VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE; CARTOGRAFIA TEMATICA

Il Patrimonio geomorfologico come risorsa per un turismo sostenibile

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Abstract
In questo particolare momento storico-sociale, in cui si assiste a una riqualificazione del turismo attraverso una maggiore attenzione verso gli aspetti culturali e tra questi quelli di tipo naturalistico e in particolare geologico, emerge la necessità di predisporre strumenti e suggerire strategie per una corretta e consapevole fruizione, anche in chiave culturale, dei siti geomorfologici, che si stanno affermando come elemento di forte presa, non solo visiva ed estetica, ma anche propulsore e/o aggregante di altri parametri ambientali. Ciò anche in considerazione dei problemi di impatto legati alla pressione turistica e di rischio connessi a una frequentazione indiscriminata.
Con queste premesse e sulla base delle sempre più frequenti richieste di Enti pubblici (Amministrazioni locali, Comunità montane, Parchi ecc.), questo progetto intende sviluppare conoscenze specifiche e proporre metodi ed esempi che rispondano a queste nuove sollecitazioni. In particolare il programma di ricerca si articola in tre fasi. La prima fase della ricerca ha più obiettivi: a) proporre una metodologia standardizzata di valutazione dei Beni geomorfologici; b) predisporre e sperimentare tecniche e metodologie per la raffigurazione cartografica dei Beni geomorfologici; c) acquisire gli elementi occorrenti per la valorizzazione a fini turistici del paesaggio sia dal punto di vista geomorfologico, che integrato fra varie componenti culturali. La seconda fase della ricerca ha l'obiettivo di inserire nel concetto di "sostenibilità ambientale" la fruizione turistica del patrimonio geomorfologico, soprattutto per quanto riguarda due conseguenze importanti: gli impatti, cioè l'insieme delle modificazioni fisiche, biologiche e sociali che le iniziative turistiche possono produrre sull'ambiente, e i rischi (per esempio per valanghe, frane, alluvioni ecc.) ai quali possono essere soggetti il fruitore e le opere antropiche. Per quanto riguarda l'impatto, lo scopo è quello di evitare che l'insieme degli elementi da cui dipende l'esistenza del bene sia modificato oltre le capacità rigenerative o degradato fino a determinare una riduzione permanente della sua esistenza. Per quanto riguarda i rischi a cui il potenziale turista può andare soggetto, verranno analizzate da un lato le pericolosità naturali, specie quelle clima-correlate, in via di cambiamento in alcune regioni del territorio italiano e dall'altro la vulnerabilità del frequentatore anch'essa strettamente connessa alle condizioni meteorologiche e geomorfologiche. L'ultima fase di ricerca consisterà in un'analisi comparativa dei risultati e si pone un obiettivo formativo raggiungibile attraverso una corretta diffusione dei dati estesa a diversi livelli e target. Si procederà pertanto all'analisi e alla discussione comparativa dei risultati che ogni unità di ricerca avrà raggiunto. Il confronto sarà utile anche per tarare ed eventualmente correggere i metodi impiegati nella ricerca e le capacità di trasmissione dei risultati ad un pubblico più vasto. È intenzione di coinvolgere Enti e Operatori turistici, anche nella realizzazione di strumenti informativi ed educativi, soprattutto per una sempre maggiore sensibilizzazione e coscienza ambientale dei turisti. Il progetto si propone di presentare i risultati preliminari in occasione della Conferenza Internazionale dei Geomorfologi che si terrà a Zaragoza nel 2005, nell'ambito di un apposito simposio già previsto. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mario PANIZZA Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
In questo particolare momento storico-sociale, in cui si assiste a una riqualificazione del turismo attraverso una maggiore attenzione verso gli aspetti culturali e tra questi quelli di tipo naturalistico e in particolare geologico, emerge la necessità di predisporre strumenti e suggerire strategie per una corretta e consapevole fruizione, anche in chiave culturale, dei siti geomorfologici: questi si stanno affermando come elemento di forte presa, non solo visiva ed estetica, ma anche propulsore e/o aggregante di altri parametri ambientali. In particolare la componente geologica e geomorfologica del paesaggio non ha ancora assunto il valore di bene culturale conosciuto e condiviso, da qui la necessità di trovare e sperimentare nuove strade e strategie di offerte e sensibilizzazione, non solo e non tanto del mondo scientifico e delle istituzioni, quanto piuttosto della società in generale. E' questa una nuova chiave per presentare un volto più attraente della Geologia, non solo quello "severo" legato agli aspetti della pericolosità e del rischio, pur tuttavia importante per la tutela del frequentatore, ma anche quello "dolce" fatto anche di diversità attrattive, di storia e di godimento visivo ed emotivo. Il concetto di Geodiversità recentemente introdotto, ma già acquisito nel mondo scientifico, può offrire spunti, nuovi stimoli e sollecitazioni alla ricerca per un approfondimento ed un inquadramento sistematico sia a fini scientifici, che pratici ed applicativi per la conoscenza, la tutela e la gestione del territorio. La Geodiversità, infatti, che vede nella molteplicità degli ambienti geologici la base della varietà del paesaggio e della vita sulla Terra, è un concetto che si assimila e si collega con le comunità biologiche e che si integra con le strutture sociali e culturali, che vivono ed operano nel territorio. I Siti geologici e geomorfologici in particolare rappresentano, in modo emblematico, la Geodiversità che caratterizza i differenti paesaggi. Saranno presi in considerazione anche i problemi di impatto per l'integrità dei siti, connessi ad una frequentazione turistica indiscriminata, nonché quelli di possibile rischio per gli stessi frequentatori, collegati alla elevata dinamicità geomorfologica caratteristica di alcuni territori. Si vuol evidenziare che questo progetto è stato elaborato e proposto attraverso l'aggregazione di unità operative che precedentemente afferivano a due diversi progetti COFIN e la collaborazione di Enti Pubblici (Amministrazioni locali, Comunità montane, Parchi ecc.).
Con queste premesse scientifiche e sulla base delle sempre più frequenti esigenze sociali è stato calibrato questo progetto di ricerca che intende sviluppare conoscenze specifiche e proporre metodi ed esempi che rispondano a queste nuove sollecitazioni. In particolare il programma di ricerca si articola in tre fasi.
La prima fase si pone l'obiettivo di approfondire e sviluppare una ricerca di base sul patrimonio geomorfologico (geomorfositi) partendo dai risultati già acquisiti sia da precedenti progetti COFIN, sia da ricerche autonome dei gruppi di ricerca, sia dai dati bibliografici nazionali ed internazionali. In particolare gli sforzi si concentreranno sulla messa a punto di una metodologia, confrontata e sperimentata in contesti geologici e morfologici diversi, per la valutazione anche quantitativa della qualità scientifica dei beni geomorfologici e degli impatti ai quali possono essere soggetti. Infatti, nell'ottica di una corretta politica di conoscenza e di gestione del paesaggio che ci circonda, emerge chiara la necessità di fornire criteri e strumenti per una valutazione delle forme del paesaggio, il più oggettiva possibile, che consenta di selezionare elementi od aspetti del paesaggio stesso che meritano, più di altri, di essere conosciuti e tutelati, anche e soprattutto nell'ambito di procedure di Pianificazione Territoriale o di procedimenti di Valutazione d'Impatto Ambientale e di Valutazione Ambientale Strategica. In questa fase ci si occuperà, inoltre, delle problematiche inerenti il trasferimento delle conoscenze dal campo della ricerca scientifica ai possibili fruitori e alle comunità locali. A questo scopo le ricerche si concentreranno sulle tecniche e metodologie per la rappresentazione cartografica dei geomorfositi, risorsa irrinunciabile di comunicazione culturale e sociale, sia utilizzando il supporto cartaceo, sia utilizzando tecniche GIS. Un ulteriore obiettivo che ci si propone in questa fase è quello di dare un contributo per arricchire e riequilibrare la cultura italiana del paesaggio come oggetto di interesse turistico, integrandone la conoscenza acquisita con punti di vista nuovi, sia inerenti gli aspetti morfologici e climatici del paesaggio stesso, sia in connessione con altre componenti culturali (archeologiche, architettoniche ecc.). Questo obiettivo sarà messo a punto anche attraverso una discussione nazionale e internazionale, ormai viva da oltre un decennio. La valorizzazione del patrimonio geomorfologico a fini turistici avverrà attraverso l'offerta sia di progetti di tipo "integrato", in cui la componente geomorfologica compare a supporto o a completamento di quelle usualmente più praticate, sia evidenziando siti geologici come elementi chiave aggreganti di uno sviluppo turistico di luoghi poco noti o in situazione "marginale".
La seconda fase della ricerca ha l'obiettivo di inserire nel concetto di "sostenibilità ambientale" (intesa come capacità di mantenere nel tempo qualità e riproducibilità delle risorse naturali e dell'integrità dell'ecosistema) la fruizione turistica del patrimonio geomorfologico, soprattutto per quanto riguarda due conseguenze importanti: gli impatti, cioè l'insieme delle modificazioni fisiche, biologiche e sociali che le iniziative turistiche possono produrre sull'ambiente, e i rischi (per esempio per valanghe, frane, alluvioni ecc.) ai quali possono essere soggetti il fruitore e le opere antropiche. Per quanto riguarda gli impatti, verrà posta particolare attenzione alla vulnerabilità di alcuni geomorfositi ubicati nelle aree più sensibili, quali ad esempio quelli dell'alta montagna o delle aree litorali, dove la fase di riscaldamento climatico in atto sta modificando l'intensità dei processi morfogenetici e dove pertanto la valorizzazione ambientale deve tenere in considerazione la fragilità dell'ambiente stesso. Per quanto riguarda i rischi a cui il potenziale turista può andare soggetto, verranno analizzate da un lato le pericolosità naturali, specie quelle clima-correlate, in via di cambiamento in alcune regioni del territorio italiano e dall'altro la vulnerabilità del frequentatore anch'essa strettamente connessa alle condizioni meteorologiche e geomorfologiche.
L'ultima fase di ricerca consisterà in un'analisi comparativa dei risultati e si pone un obiettivo formativo raggiungibile attraverso una corretta diffusione dei dati estesa a diversi livelli e target. Si procederà pertanto all'analisi e alla discussione comparativa dei risultati che ogni unità di ricerca avrà raggiunto. Questa operazione sarà accompagnata da alcune escursioni sul terreno nei diversi settori di indagine delle unità operative; attraverso l'illustrazione sul campo dei problemi scientifici, delle indagini svolte e delle soluzioni adottate, sarà possibile analizzare collegialmente i metodi e i risultati delle ricerche e confrontare le soluzioni proposte. Questa analisi fisico-turistica del paesaggio sarà proposta sia ad insegnanti in loro momenti congressuali (convegno annuale Associazione Insegnanti di Geografia, Associazione Insegnanti di Scienze) che ad Enti ed Amministrazioni e, se possibile, in convegni specifici organizzati avvalendosi, è negli auspici, anche della collaborazione del MIUR. Il progetto si propone di presentare i risultati preliminari in occasione della Conferenza Internazionale dei Geomorfologi che si terrà a Zaragoza nel 2005, nell'ambito di un apposito simposio già previsto. <<<
Risultati parziali attesi
Questa prima fase della ricerca consentirà di:
- raccogliere esempi di cartografia dei Geomorfositi e di informatizzazione degli stessi, anche con l'eventuale inserimento di altre componenti culturali del paesaggio;
- mettere a punto e applicare, in aree campione, una metodologia di valutazione quantitativa dei Geomorfositi;
- definire le procedure di informatizzazione e di costruzione di archivi e di documenti cartografici informatizzati e georeferenziati;
- produrre carte informatizzate dei Geomorfositi in settori campione;
- produrre i primi indici climatico-turistici per le località prescelte e iniziare una discussione sulla produzione di carte turistiche, che integrino il dato geomorfologico finalizzato con quello climatico.Questa seconda fase della ricerca consentirà di:
- mettere a punto ed approfondire le metodologie di studio sugli impatti antropici e sulla pericolosità geomorfologica in relazione alla frequentazione turistica;
- mettere a punto una casistica delle fruizioni più impattanti;
- individuare i casi di maggiore rischio;
- proporre azioni di mitigazione e salvaguardia.Questa terza fase della ricerca consentirà di:
- confrontare criticamente i risultati, anche avvalendosi di moderni strumenti informatici;
- procedere ad una sintesi metodologica e alla omogeneizzazione delle tecniche di raffigurazione cartografica;
- proporre una serie di norme per la gestione del patrimonio geomorfologico ai fini turistici in termini di benefici, rischi e impatti;
- proporre iniziative informative ed educative per la "sostenibilità" delle attività turistiche. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nonostante la conservazione del patrimonio geologico sia stata oggetto, già a partire dai primi anni del ‘900, di iniziative legislative soprattutto nei paesi del nord Europa, quali la Norvegia, la Svezia e la Gran Bretagna, tuttavia il più importante atto, testimone di una moderna politica di conservazione della natura, si ha con la "Convenzione sulla Protezione Culturale e Naturale Mondiale" ratificata da oltre 155 Paesi e adottata dall'UNESCO nella Conferenza Generale di Parigi del 1972. La Convenzione prevede, tra l'altro, l'iscrizione in una lista, che prende il nome di "Elenco del Patrimonio Mondiale" (World Heritage List), di quei beni che hanno "un valore universale eccezionale" dal punto di vista storico, artistico o scientifico e che costituiscono una parte importante dell'identità dell'umanità da far conoscere a tutta la popolazione mondiale. Altre convenzioni, sottoscritte successivamente dai vari paesi europei, sono oggi operative in Europa; tra queste la più significativa ai fini del presente studio è la "Convenzione Europea del paesaggio" messa a punto a Firenze nell'ottobre 2000 dal Congresso dei poteri locali e regionali d'Europa (Cplre) che riconosce al paesaggio un ruolo determinante nel rafforzamento delle identità e delle diversità regionali come pure della qualità di relazione tra i cittadini ed il loro territorio.
Per quanto riguarda la situazione europea nel 1988 è nata la prima Associazione europea per la sua promozione - European Working Group for Earth Science Conservation - poi trasformata nel 1993 in ProGEO (European Association for the Conservation of the Geological Heritage). Scopo principale di ProGEO, associazione che coinvolge studiosi di tutti i paesi europei e a cui aderiscono tutti i proponenti di questo Progetto, è stato quello di diffondere l'informazione e la protezione dei più importanti siti geologici europei, tramite convegni a carattere nazionale ed internazionale. Nel 1996 prende avvio anche, su iniziativa della IUGS (International Union of Geological Sciences), il programma di ricerca "GEOSITES", tuttora in fase di attuazione, con la creazione di un gruppo di lavoro, ora anche sotto il patrocinio dell'UNESCO. Nell'agosto 2001, nell'ambito della IVa Conferenza Internazionale dell'Associazione Internazionale dei Geomorfologi (IAG), è stato ufficializzato il Working Group "Geomorphological sites: research, assessment and improvement", che ha preso le mosse proprio da un precedente Progetto COFIN "Geositi nel Paesaggio Italiano: ricerca, valutazione e valorizzazione" e i cui risultati sono già serviti per promuovere confronti a carattere internazionale. Al gruppo di lavoro internazionale aderiscono a vario titolo numerosi ricercatori afferenti alle diverse Unità Operative proponenti il Programma di Ricerca qui presentato.
Sebbene in Italia il concetto di Bene geologico-geomorfologico abbia trovato una sua definizione in sede normativa solo negli ultimi anni, tuttavia, lo sviluppo di una coscienza di protezione degli elementi fisici e delle forme del territorio non rinnovabili si sviluppò già nel XIX secolo, sia in ambito scientifico che attraverso dispositivi di legge. Tra gli illustri scienziati italiani che per primi hanno riconosciuto e compreso l'indispensabile contributo che gli elementi fisici possono fornire per la comprensione della storia della Terra e dell'uomo, vi è Antonio Stoppani (1824-1891), precursore e convinto estimatore di quei caratteri della superficie terrestre che oggi chiamiamo Geositi, nonché autore della celebre e concettualmente molto moderna opera "Il Bel Paese" (1875).
Successivamente e in maniera più articolata negli ultimi decenni, sono stati messi a punto una serie di strumenti legislativi realmente operativi che hanno contribuito a formare una cultura scientifica in campo geo-protezionistico.
Attualmente l'attività di ricerca, che ha prodotto nel paese una copiosa bibliografia, è sviluppata, prevalentemente ma in modo poco coordinato, dagli Enti di Ricerca e dalle Università, ai quali si affiancano a supporto, alle volte, Amministrazioni pubbliche particolarmente "illuminate", come Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna e Trentino, che fungono da stimolo per la ricerca. A seguito, poi, del II Simposio Internazionale sulla protezione del patrimonio geologico, tenutosi a Roma nel 1996, si è organizzato, anche nel nostro paese, il gruppo ProGEO Italia, costituito da docenti e ricercatori afferenti all'Università, ENEA, Servizio Geologico Nazionale e CNR.
Per quanto riguarda ancora l'ambito nazionale, a partire dal 2000 si è registrato un forte impegno da parte del Servizio Geologico Nazionale che si è concretizzato nell'attivazione del progetto "Conservazione del patrimonio geologico italiano", il cui scopo principale è quello di organizzare al tempo stesso le informazioni sulla conoscenza e valorizzazione del patrimonio geologico in Italia e anche di far conoscere la complessità delle iniziative da parte sia di enti pubblici che di organizzazioni private su questo tema (D'Andrea & Di Leginio, 2002).
In ambito universitario nel 2000, con il progetto MIUR dal titolo "La valorizzazione turistica dello spazio fisico come via alla salvaguardia ambientale", si sono condotte ricerche finalizzate ad evidenziare elementi di polarizzazione di elevata qualità dal punto di vista turistico, intesi come elementi del patrimonio geomorfologico (Giardino, 1999; Diolaiuti et al., 2002; Pelfini & Smiraglia, 2003; Pelfini et al., 2003; Terranova et al., 2003). Per quanto riguarda i geomorfositi di alta montagna, si sono presentati i risultati della ricerca in numerose manifestazioni nazionali e internazionali, fra le quali i congressi FIST ed EGS. Nel 2001 si è poi costituito il primo gruppo inter-universitario nazionale, che, attraverso finanziamenti del MIUR, ha intrapreso ricerche e studi comparativi su alcune aree italiane per l'identificazione e lo studio dei Siti geologici con particolare riferimento a quelli geomorfologici; questo progetto ha visto anche il coinvolgimento scientifico e finanziario ufficiale di Enti pubblici extra-universitari. Nell'ambito di questo progetto è stata messa a punto una metodologia comune, confrontata anche in campo internazionale e sperimentata in aree geologicamente e morfologicamente diverse, per il rilevamento, la selezione, la catalogazione, la valutazione e la valorizzazione dei Siti geomorfologici (Piacente & Poli, 2003). Sono state inoltre definite delle "linee guida" per l'identificazione, il censimento, la selezione e la valutazione dei Geomorfositi. I risultati delle ricerche condotte nell'ambito di questo progetto universitario sono stati oggetto di confronto e di discussione nell'ambito di due Workshop internazionali tenutisi a Modena nel giugno 2002 e a Cagliari nell'ottobre 2003 (Coratza & Marchetti, 2002; Panizza, 2003). Questi Workshop hanno rappresentato anche occasioni ufficiali di incontro e confronto di studiosi italiani e stranieri in parte appartenenti a due gruppi di ricerca, il Working Group della I.A.G "Geomorphological sites" (Associazione Internazionale dei Geomorfologi) e il Progetto di Ricerca Italiano COFIN 2001-2003 "Geositi nel paesaggio italiano". I risultati di questo progetto interuniversitario saranno anche oggetto di comunicazioni nell'ambito del 32° Congresso internazionale di Geologia (Firenze 2004) in un apposito simposio. Le ricerche appena esposte si inseriscono inoltre nelle finalità dell'Associazione italiana di Geologia & Turismo a cui afferiscono gran parte dei proponenti di questo progetto, fra cui anche il vice presidente.
Per quanto concerne l'aspetto più strettamente legato al turismo, questo può essere esaminato secondo due differenti punti di vista: quello delle risorse fisiche da proporre al turista e quello dei "rischi" e degli impatti connessi con la loro fruizione.
Per quanto riguarda il clima, che nel nostro paese può essere considerato una vera e propria risorsa turistica, lo studio di indici che possano valorizzarne la variabilità e le peculiarità, a seguito delle ricerche pionieristiche di Burnet (1963 e 1970), successivamente di Mieczkowski (1985) e del trattato di Besancenot (1990), ha visto un forte sviluppo soprattutto ad opera della AIC (Association Internazionale de Climatologie) e dell'ICAM (International Conference of Alpine Meteorology. Negli ultimi convegni, tenuti annualmente dall'AIC (Sevilla 2001, Besançon 2002, Varsavia 2003), il tema degli indici climatico-turistici è stato argomento di un'intera sessione; altrettanto interesse, in ambito strettamente alpino, ha dedicato all'argomento l'ICAM nei congressi organizzati ogni due anni. Le ricerche sugli aspetti climatico-turistici si sviluppano per altro in altri ambiti, di tipo scientifico e territoriale, come l'Environment Canada, che tratta di ambienti in parte paragonabili a quelli delle nostre Alpi. Su queste basi, sulla falsariga di lavori più recenti (Biancotti & Fratianni, 2003) e in collaborazione con Centri di ricerca, francesi in particolare, si potranno perfezionare le conoscenze sulle condizioni delle località alpine e sciistiche (Fazzini et al., 2004), sovente trascurate dalla letteratura internazionale, in genere più interessata a quelle balneari.
Un particolare aspetto, oggetto di forte interesse da parte di alcuni partecipanti al presente progetto, riguarda i "terroirs": alla letteratura sull'argomento (da "Terroirs et vins de France", Pomerol ed., 1984, alla ricca letteratura curata da Edisud, Collection de l'Université du vin, Suze la Rousse) si sono aggiunti recentemente i prodotti dei tre convegni coordinati, tenuti in anni successivi dal 2001 al 2003 a Camerino, Reims e San Giorgio Canavese, che hanno portato alla pubblicazione di "Spaces, environments and landscapes of terroirs", a cura di Biancotti, Pambianchi & Pioletti (Working Group on Terroirs, International Geomorphology Association, BEM, Milano, 2003). I lavori del Working Group trovano un'immediata prosecuzione nella giornata di studio sui terroirs che si svolgerà nel 32 International Gelogical Congress (Firenze, 2004) a cura di Biancotti, Cita, Meinert ed è già programmato un prossimo incontro a Mendoza (Argentina) a cura di M. Zarate e N. Pereira, il primo già presente a San Giorgio Canavese, il secondo al Congresso Internazionale di Firenze.
Per quanto attiene all'aspetto più specificatamente legato alla "sostenibilità ambientale" l'estendersi negli ultimi decenni del turismo, soprattutto di massa, ha inizialmente stimolato la ricerca sulle potenzialità delle aree turistiche (Butler, 1980) e solo successivamente ci si è preoccupati dell'individuazione di soglie oltre le quale possano verificarsi conseguenze per le risorse fisiche, culturali e sociali (Deprest, 1997). Per la valutazione delle possibili conseguenze sui siti geologici e geomorfologici della pressione turistica è necessario valutare qualitativamente e quantitativamente i geositi. Questa valutazione si sviluppa attraverso un'analisi, un censimento e successivamente attraverso procedure che permettano di attribuire un valore, non solo qualitativo ma anche quantitativo al patrimonio geologico e geomorfologico a seconda del loro grado di interesse scientifico. Esistono diversi esempi di proposte per l'attribuzione di un valore scientifico al patrimonio geologico. Qui si possono citare quelli ai quali direttamente o indirettamente i partecipanti al progetto hanno collaborato: Carton et al., 1994; Panizza et al., 1995; Barba et al., 1997; Rivas et al., 1997; Bertacchini et al., 1999; Giusti & Gonzales, 2000; Coratza &Giusti, 2003. Ulteriori lavori su questo tema sono stati sviluppati anche nell'ambito di ricerche per la Valutazione d'Impatto Ambientale e per lo sviluppo di un turismo sostenibile, condotte sia in contesto nazionale (Panizza, 1987; Fuganti & Panizza, 1992; Diolaiuti et al., 2002) che internazionale (Progetti europei: "Geomorphology and environmental impact assessment: a network of researchers in the European Community, 1993-1996" e "Geomorphology and Environmental Impact Assessment", 1998-2001) (Cavallin e al., 1994; Marchetti e al., 1995; Marchetti e Rivas, 2001).
Numerose organizzazioni internazionali operanti a differenti livelli nel campo della tutela ambientale (OMT - Organisation Mondiale du Tourisme, OMT/PNUE - Organisation Mondiale du Tourisme & Programme des Nations Unies pour l'Environnement) si sono interessate del problema dei rischi connessi alla fruizione turistica, arrivando anche ad analizzare, nella prima "Conference internationale sur le changement climatique e le tourisme", tenutasi a Djerba (Tunisia) sotto gli auspici dell'OMT, le correlazioni tra turismo e cambiamenti climatici (Todd, 2003). Una conseguenza delle variazioni climatiche, anche a piccola scala, riguarda il possibile incremento di situazioni di pericolosità geomorfologica che possano instaurarsi producendo danni sia a strutture che a persone. <<<