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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Universita' degli Studi di ROMA
STORIA DELL'ARCHITETTURA, RESTAURO E CONSERVAZIONE DEI BENI ARCHITETTONICI
ROMA(RM) - Politecnico di TORINO
CASA-CITTA
TORINO(TO) - Università degli Studi di FIRENZE
STORIA DELL'ARCHITETTURA E DELLA CITTA
FIRENZE(FI) - Università degli Studi "Mediterranea" di REGGIO CALABRIA
PATRIMONIO ARCHITETTONICO E URBANISTICO
REGGIO CALABRIA(RC) - Università degli Studi di MESSINA
RAPPRESENTAZIONE E PROGETTO
MESSINA(ME) - Università degli Studi di LECCE
BENI DELLE ARTI E DELLA STORIA
LECCE(LE) - Politecnico di MILANO
INDUSTRIAL DESIGN, DELLE ARTI DELLA COMUNICAZIONE E DELLA MODA - INDACO
MILANO(MI) - Università degli Studi di BOLOGNA
ARTI VISIVE
BOLOGNA(BO) - Università Politecnica delle MARCHE
ARCHITETTURA, RILIEVO, DISEGNO, URBANISTICA, STORIA
ANCONA(AN) - Università degli Studi di GENOVA
ITALIANISTICA ROMANISTICA ARTI E SPETTACOLO
GENOVA(GE) - Università degli Studi della TUSCIA
STUDI PER LA CONOSCENZA E LA VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI E ARTISTICI
VITERBO(VT) - Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
STORIA DELL'ARCHITETTURA E RESTAURO
NAPOLI(NA) - Università degli Studi di BARI
ITALIANISTICA
BARI(BA) - Università degli Studi INSUBRIA Varese-Como
INFORMATICA E COMUNICAZIONE
VARESE(VA) - Universita' degli Studi di CATANIA
ANALISI RAPPRESENTAZIONE E PROGETTO NELLE AREE DEL MEDITERRANEO
CATANIA(CT)
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
- Area scientifico disciplinare: Ingegneria civile e Architettura
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
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Parole Chiave
ARCHITETTURA; ITALIA; BAROCCO; PALAZZI; DECORAZIONE; CITTÀ; ARISTOCRAZIA; URBANISTICAATLANTE TEMATICO DEL BAROCCO IN ITALIA.
4. RESIDENZE NOBILIARI E TRASFORMAZIONI URBANE
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
La ricerca intende approfondire, con strumenti metodologici articolati e differenziati, temi inerenti la residenzialità nobiliare nel contesto del rinnovamento della città italiana in età barocca e nell'ambito della nascita, evoluzione e diffusione dei linguaggi artistico-architettonici.L'ambito cronologico preso in considerazione comprende tutta l' "età barocca", con possibili estensioni, nelle diverse realtà regionali, sia all'indietro (seconda metà del Cinquecento), sia in avanti, fino a comprendere tutto il Settecento. La ricerca si estenderà su tutto il territorio nazionale, seguendo distinzioni basate sulla geografia politica degli Stati preunitari: Piemonte sabaudo, Lombardia spagnola, Repubbliche di Venezia e Genova, Toscana Granducale e stati minori confinanti (Lucca; Massa Carrara), Stato Pontificio e ducati padani (Modena, Parma), Viceregno/Regno di Napoli.
Più specificamente, la ricerca si articolerà nelle seguenti direzioni di indagine:
- analisi di casi-campione, con schedature di "sistemi" di residenze urbane, anche in relazione agli sviluppi urbanistici;
- analisi di nuclei urbani campione, dalle grandi capitali e centri principali ai centri sottoposti, fino all'esame delle dinamiche di rinnovamento di centri minori o realtà feudali in relazione alle strategie di autorappresentazione del signore attraverso il rinnovamento della dimora;
- analisi dei modi di intervento sul tessuto edificato attraverso strumenti legislativi e prassi consuetudinarie; nascita, sviluppo e diffusione di nuovi modi di intervento urbanistico, anche in relazione alle forme di rappresentazione cartografica della città barocca;
- analisi dei maggiori tipi e modelli vigenti in età barocca, e individuazione dei principi e delle modalità di diffusione e contaminazione dei prototipi architettonici, con particolare attenzione ai linguaggi architettonici, decorativi, di arredo, alle particolarità tecniche e materiali del cantiere storico, alle teorizzazioni, alle sistemazioni urbanistiche promosse dalla committenza patrizia;
- analisi dei linguaggi artistici e decorativi (pittura, scultura, stucco, ecc.), e cultura dell'abitare nella residenza nobiliare barocca;
Tra i prodotti della ricerca si elencano i seguenti:
- pubblicazione dell' "Atlante del Barocco in Italia", opera di sintesi in due volumi sull'architettura, i grandi cicli decorativi, la città;
- preparazione e pubblicazione di volumi regionali dell' "Atlante del Barocco in Italia";
- preparazione e pubblicazione di monografie o raccolte di studi ("Quaderni regionali del Barocco"), elaborazione e funzionamento di banche-dati sugli operatori del cantiere barocco e sui committenti;
- organizzazione di seminari e convegni scientifici sui rapporti architettura-città-residenza nell'età barocca;
- organizzazione di incontri e elaborazione di itinerari e testi divulgativi su residenze e città in età barocca a fini di recupero, tutela e valorizzazione. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Marcello FAGIOLO Universita' degli Studi di ROMAObiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo della ricerca è la messa a fuoco del tema della residenza nobiliare nel contesto del rinnovamento urbano, in relazione alla nascita di nuovi linguaggi artistico-architettonici, alle strategie patrimoniali e rappresentative delle classi dirigenti e alle politiche di rinnovamento urbanistico promosse dai poteri centrali nelle capitali e nei principali centri italiani dell'età barocca, in un'accezione cronologica ampia, che dalla Controriforma arriva alla metà del XVIII secolo, con possibili estensioni all'indietro e in avanti in relazione alle diverse realtà regionali.Il tema viene affrontato attraverso metodologie complesse e in parte sperimentali, mettendo a frutto potenzialità di approfondimento date dal confronto tra discipline e specializzazioni diverse. In tal modo si intende analizzare la profonda interrelazione tra fenomeni artistico-architettonici, visti anche nelle componenti storico-culturali e socio-economiche, che definiscono la nascita di una nuova cultura dell'abitare nobiliare nell'Italia del Seicento, e rinnovamento della città, che proprio tra fine Cinquecento e Seicento si definisce come fenomeno estremamente rilevante in una geografia di Stati italiani fitta di città-capitali e grandi centri amministrativi.
Le diverse tipologie residenziali vengono analizzate in relazione alle politiche urbanistiche dei gruppi oligarchici e alle direttive promosse dal potere centrale, che favoriscono la definizione di nuovi spazi urbani e di nuove forme di intervento sulla città.
In modo più specifico, la ricerca approfondirà le possibilità offerte da tale approccio metodologico in più settori di applicazione (per una maggiore articolazione si rinvia al successivo punto 2.4), tra i quali:
- prosecuzione delle analisi del patrimonio residenziale e fondiario di gruppi, singole famiglie nobiliari o singole personalità di committenti, in relazione alla nascita, sviluppo e contaminazioni di linguaggi artistico-architettonici;
- analisi di interventi di rinnovamento urbano (creazione, ampliamento, rettificazione di strade e piazze, urbanizzazione di aree intramurarie; ideazione ed esecuzione di programmi globali di rinnovamento o risignificazione di snodi, aree o interi centri; fondazione o ‘rifondazione' di città). In tale ambito verrà sottolineato il ruolo del patriziato urbano in relazione a quello di altri enti (casa regnante, ordini religiosi, confraternite e altri enti assistenziali, ecc.), la diffusione dei prototipi formali, la regolamentazione legislativa, l'interazione tra componenti simboliche e socio-economiche;
- rappresentazione del rinnovamento della città barocca e immagine cartografica (mappe, vedute, catasti e cabrei);
- definizione e analisi di "sistemi" residenziali urbani;
- studio monografico di singoli complessi monumentali, operazioni urbanistiche, aree o snodi urbani riconfigurati dalla residenzialità nobiliare;
- studio monografico di architetti impegnati nella definizione di tipi e linguaggi della residenza nobiliare urbana;
- nascita, definizione, diffusione e contaminazione dei linguaggi artistici e architettonici tra centri diversi, anche in relazione all'attività di operatori, teorici e committenti attivi in aree, stati e città diversi;
L'individuazione di aree e ‘sistemi', in una analisi allargata a tutte le capitali degli antichi Stati italiani e ai centri urbani più significativi, potrà permettere confronti e valutazioni di tipo comparativo innovativi e di grande significato, anche in relazione alla considerazione di contesti minori o fino a oggi meno interessati dall'approfondimento storiografico, nel più vasto ambito delle relazioni centri-periferie della cultura artistico-architettonica e urbana dell'Italia barocca.
Tale approccio va ritenuto particolarmente significativo anche in relazione a quei centri storici ormai stravolti da disastri naturali o dalle distruzioni belliche e dalla successiva ricostruzione, nonché dall'indiscriminato cambio delle destinazioni d'uso, in cui l'edilizia residenziale patrizia e la definizione formale del contesto urbano ha perduto spesso elementi fondamentali di leggibilità. L'individuazione dei nessi tra architettura e città può costituire la prima fase di riflessione su cui fondare possibili operazioni di tutela, restauro e ricontestualizzazione ambientale, secondo un'applicabilità dei risultati della ricerca anche ai fini della tutela, conservazione e valorizzazione della città storica italiana. <<<
Risultati parziali attesi
Tra i principali risultati di questa fase, si possono evidenziare i seguenti:- raccolta dei materiali e degli strumenti per la catalogazione (cartografia storica e contemporanea, rilievi, documentazione iconografica antica, fotografie, ecc.);
- spoglio sistematico della bibliografia, individuazione di fonti e documentazione archivistica (con sopralluoghi diretti presso biblioteche e archivi pubblici e privati);
- schedatura di emergenze monumentali in ciascuna area considerata, con particolare attenzione agli elementi costitutivi delle diverse tipologie (palazzo principesco o della famiglia dominante, palazzi dell'oligarchia e dei ceti emergenti, residenze del patriziato minore);
- schedatura delle tipologie costitutive e degli elementi architettonici e di arredo urbano (giardini, logge, fontane, edifici funzionali attinenti al palazzo quali stalle, rimesse, fienili, case per la servitù, ecc.);
- censimento dei principali interventi di rinnovamento urbano (ampliamento e rettifica della viabilità, apertura di nuove strade e piazze, urbanizzazione di nuove aree e quartieri, fondazione di nuovi centri urbani o feudali);
- ampie campagne fotografiche e campagne mirate di rilievi architettonici e snodi urbani;
- individuazione e impostazione dei temi di ricerca settoriale che verranno sviluppati nella fase successiva.Tra i risultati della seconda fase della ricerca si elencano i seguenti:
- pubblicazione dei due volumi su "Il sistema delle residenze nobiliari" dedicati all'Italia settentrionale e all'Italia meridionale;
- preparazione e pubblicazione di volumi regionali dell' "Atlante del Barocco in Italia";
- preparazione e pubblicazione di monografie o raccolte di studi ("Quaderni regionali del Barocco"), elaborazione e funzionamento di banche-dati sugli operatori del cantiere barocco e sui committenti;
- organizzazione di seminari e convegni scientifici sui rapporti architettura-città-residenza nell'età barocca;
- organizzazione di incontri e elaborazione di itinerari su residenze e città in età barocca a fini di recupero, tutela e valorizzazione. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
A livello internazionale la ricerca si inserisce nel quadro dell'"Atlas mondial de la civilisation baroque", l'opera in cinque volumi promossa dall'UNESCO. Il Coordinatore scientifico del presente programma è stato responsabile dell'Italia per il 1° volume dedicato all'architettura (Atlas mundial de la arquitectura barroca, Madrid 2001), ed è curatore del 5° volume dedicato a "La scena del barocco: i teatri, le feste, la teatralità dell'architettura".A livello nazionale la ricerca, avviata da alcuni anni con finanziamento Murst (vedi il volumetto dimostrativo "Atlante del Barocco in Italia", a cura di M. Fagiolo, Roma 1995), si è sviluppata nella duplice direzione di volumi regionali sull'architettura (vedi V. Cazzato, M. Fagiolo, M. Pasculli Ferrara 1996; B. Azzaro, M. Bevilacqua, G. Coccioli, A. Roca de Amicis 2002; R.M. Cagliostro 2002) e di "Atlanti tematici nazionali" (M. Bevilacqua, M.L. Madonna 2003; un prossimo volume sarà dedicato a "La scena del barocco: il teatro, la festa e la teatralità dell'architettura"), accompagnati a loro volta da ricerche monografiche regionali (volumi sulle feste a Roma; itinerari spirituali in Puglia; ecc.). Va ricordato che dal 1980, per iniziativa del Coordinatore, si è costituita una rete di Centri di Studio specializzati sul barocco, a partire dal Centro di Studi sulla Cultura e l'Immagine di Roma (promotore di molte iniziative sul barocco internazionale) sul cui modello si sono costituiti i Centri di Studi di Siracusa, Lecce, Napoli, Genova, Malta, Foligno, Tropea, Pescia-Pistoia.
Lo studio dei sistemi residenziali della classe dirigente, di cui l'aspetto relativo al palazzo urbano è componente essenziale nella definizione del patrimonio immobiliare e fondiario (già avviato nel 2000), parte dall'esigenza di approfondimento dei problemi di interrelazione tra scelte economiche e culturali, tra linguaggio artistico-architettonico e definizione e diffusione di tipologie; nel profondo rinnovamento dell'assetto urbano che, tra fine Cinquecento e metà Settecento, vede le oligarchie italiane investite di un ruolo primario nel promuovere, accanto al principe, strategie di intervento sulla viabilità e sulla monumentalità con fini economici e rappresentativi.
La ricerca intende approfondire aspetti essenziali della cultura artistico-architettonica e urbanistica dell'Italia barocca, relativi all'interrelazione tra nuove funzioni e rinnovamento dell'immagine della città dell'assolutismo e grande committenza nobiliare (si vedano gli studi sulla committenza pontificia di M. Fagiolo-M.L. Madonna 1984-1985), mecenatismo architettonico delle classi dominanti, costituzione di "sistemi" di residenze urbane e strategie insediative, tipologie-archetipiche (palazzi principeschi e principali realizzazioni dell'aristocrazia), nascita, diffusione e contaminazione tra linguaggi artistico-architettonici e interrelazione tra centri elaboratori e propulsori e periferie.
Questi temi sono in buona parte ancora in via di definizione teorica, anche a causa della complessità dell'approccio metodologico interdisciplinare e delle specificità coinvolte: appare indicativo come manchino ancora attendibili sintesi sul tema, mentre gli studi più recenti prendono in considerazione solo aspetti specifici e geograficamente delimitati nel complesso panorama geo-politico-culturale dell'Italia di antico regime (vedi i lavori di G. Labrot sui comportamenti abitativi dell'aristocrazia napoletana; di P. Waddy sulla funzionalità dei grandi palazzi delle famiglie pontificie romane del Seicento in relazione alla composizione della ‘famiglia' e alle regole di etichetta; di J. Connors sulla legislazione che regola la costruzione di palazzi nella Roma barocca; di M. Bevilacqua e M.L. Madonna per la topografia sociale della residenzialità patrizia a Firenze e Roma tra Seicento e Settecento; ma cfr. sotto, 2.2.a, Riferimenti bibliografici). Aspetti fondamentali di approfondimento dovranno incentrarsi su una lettura globale di molte delle principali capitali barocche, in cui le aristocrazie urbane assumono un ruolo essenziale nel promuovere, insieme al principe, una nuova immagine di moderno trionfalismo attraverso un rinnovamento capillare, dai casi più importanti dei palazzi-reggia delle varie dinastie regnanti a Roma, Torino, Modena, Firenze, Napoli (si pensi al ruolo delle grandi famiglie dei pontefici nella Roma del Seicento - Borghese, Barberini, Pamphili, Chigi, Rospigliosi, Altieri, ecc. - nella definizione di grandi spazi urbani in relazione alla costruzione dei propri palazzi; all'intenso confronto fiorentino sulla sistemazione della piazza di Pitti in relazione ai progetti di ampliamento di quella reggia; al coinvolgimento di architetti romani nel cantiere del palazzo ducale di Modena; ecc.), alla definizione di "sistemi" urbani di residenze in capitali di repubbliche oligarchiche come Genova, Venezia, Lucca. Lo studio vuole però estendere la propria analisi a una geografia articolata in centri principali, medi o minori, spesso non interessati da approfondimenti sistematici, che presentano una diffusa rete di interventi che ridisegna importanti snodi urbani (rimandando alle relazioni delle singole unità di ricerca, si sottolinea l'importanza di una analisi comparativa tra capitali e centri sottoposti, tra centri e periferie, tra aree di forte sperimentazione e aree a prevalente vocazione conservatrice: si ricordano qui unicamente i casi del rinnovamento architettonico e urbanistico di grandi centri come Milano, Bologna, Lecce, Messina, di piccolissime capitali come Massa e Carrara; lo sviluppo o la nascita di centri di nuova fondazione come Livorno, Catania e i centri della Val di Noto, ecc.).
La ricerca dovrà approfondire aspetti generali e specifici, dalla formazione, diffusione e applicazione di leggi e normative che regolano l'intervento edilizio, promuovendo il decoro e rinnovamento urbano ad opera del patriziato, ai risvolti economici che, nell'economia del ceto dominante, assume la rendita fondiaria urbana; fino all'analisi delle direttive più ampie, e culturalmente pregnanti, legate al rinnovamento della struttura urbana da parte del principe e alla produzione e diffusione di nuove immagini cartografiche (alcuni casi esemplari, per una lettura dei meccanismi di rinnovamento e delle implicazioni simboliche, sono quelli della Roma di Sisto V e di Alessandro VII: M. Fagiolo, 1976 e 1999).
Alcune importanti ricerche analitiche hanno studiato numerosi casi-campione, con un interesse sempre più forte anche da parte degli storici dell'economia e della società per i temi dell'organizzazione della "famiglia", della casa, della residenza, della organizzazione e trasmissione del patrimonio, degli aspetti culturali, simbolici e di autorappresentazione (si rimanda ad esempio a C. Donati 1988; C. Mozzarelli, P. Schiera 1978; C. Mozzarelli 1988, M.A. Visceglia 1988 e 2001; R. Fregna 1990; M. Piccialuti 1999; N. La Marca 2000; A. Spagnoletti 2003).
Tale tipo di analisi, applicata allo studio monografico di un singolo manufatto a carattere monumentale o alla verifica su aree omogenee, ha portato a nuovi risultati: si vedano - aldilà delle rassegne più o meno sistematiche e spesso prive di un quadro d'insieme ambientale e storico-interpretativo su singoli edifici o insiemi di palazzi - le più vaste campagne di ricerca condotte su complessi sistemi urbani, su linguaggi e tipologie architettoniche dell'edilizia residenziale e il suo ruolo nel rinnovamento urbano nei saggi raccolti in M. Bevilacqua, M.L. Madonna 2003.
In questo contesto lo studio delle strategie urbane, partendo dalla definizione del ruolo del possesso fondiario, è tema ancora da evidenziare in tutta la sua ricchezza di risvolti, soprattutto nel confronto tra metodologie diverse afferenti ai settori disciplinari della storia sociale e economica e della storia dell'architettura, dell'arte e dell'urbanistica. All'approfondimento monografico su singoli edifici o committenti una fase di sintesi ulteriore dovrà accostare lo studio comparativo dei comportamenti collettivi, nonché la nascita e diffusione di linguaggi e tipologie, anche in relazione a una visione che dovrà farsi sempre più articolata e attenta a realtà minori o fino ad oggi non considerate.
Per concludere va messa in risalto l'applicazione della storia quantitativa alla analisi multidisciplinare, che ispira il progetto di "Atlante del Barocco in Italia", che per primo ha esteso la sperimentazione all'intero territorio nazionale, contribuendo a mettere in luce in modo scientificamente attendibile le dinamiche tra centri e periferie e tra linguaggi colti e spontanei. Gli esiti della ricerca potranno contribuire alla nascita di una nuova coscienza critica della civiltà del Barocco in Italia. <<<



