Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
Generale sul tema delle fortificazioni in Italia
AAVV, "La città ideale del Rinascimento",Torino 1975; AAVV, "Dal Mare alla Fortezza", Livorno 2000; AAVV, "Città murate di Lombardia. Passato, presente, futuro", Milano 2003; F.Conti, "Castelli e rocche. Le fortificazioni italiane del Medioevo e del Rinascimento", Novara1999;L.Crimi, (a cura), "Strutture militari e territorio". Atti del convegno di studio. Cortina d’Ampezzo marzo 1990, Verona 1990; V.Faglia, "La difesa anticorsara in Italia dal XVI secolo", Roma 1974; A.Fara, P.Pirlo, I.Truci (a cura), "Trattati di architettura militare 1521-1807", Firenze 2002; J. R. Hale, "Renaissance Fortification - Art or Engineering?", London 1977; E.Guidoni, A.Marino, "Storia dell'urbanistica. Il Seicento", Roma-Bari 1979; V.Leschi, "Gli istituti di educazione e di formazione per ufficiali negli stati preunitari", Roma 1994; P.C.Marani, (a cura), "Disegni di fortificazioni da Leonardo a Michelangelo", Firenze 1984; P.Marconi, "La città come forma simbolica: studi sulle teorie dell’architettura nel rinascimento", Roma 1973; P.Marconi, F.P.Fiore, G.Muratore, E.Valeriani, (a cura ), "I castelli. Architettura e difesa del territorio tra Medioevo e Rinascimento", Novara 1978; L.Ménabréa, "De l’architecture militaire et du premier usage de l’artillerie en Italie, aux XIIIme, XIVme, XVme et XVIme siècles, Genève 1842; C.Mezzetti, F.Pugnaloni, "Dell’architettura militare: l’epoca dei Sangallo e la Cittadella di Ancona", Ancona 1984; M.Minola, B.Ronco, "Fortificazioni nell’arco alpino: l’evoluzione delle opere difensive tra XVIII e XX secolo", Ivrea 1998; M.Minola, B.Ronco, "Fortificazioni di montagna dal Gran S. Bernardo al Tonale", Varese 1999; S.von Moos," Turm und Bollwerk. Beiträge zu einer politischen Ikonographie der italienischen Renaissancearchitektur", Zürich/Freiburg im Breisgau 1974;C.Pirovano, "Lombardia. Il territorio, l’ambiente, il paesaggio. Dal predominio spagnolo alla peste manzoniana", Milano 1982; I.Principe," Il progetto del disegno. Città e territori italiani nell’'Archivo General' di Simancas", Reggio Calabria/Roma 1982; E.Rocchi," Le origini della fortificazione moderna. Studi storico-critici", Roma 1894; E.Rocchi, "Traccia per lo studio della fortificazione permanente – Tavole", Roma 1902; G.Severini, "Progetto e disegno nei trattati di architettura militare del ‘500", Pisa1994; G.Villari, "Il castello di Brescia. - La fortificazione 'alla moderna' ", Brescia 1997
Sugli architetti e ingegneri militari:
Anonimo napoletano, "Nuove inespugnabili forme diverse di fortificationi" (a cura di M.Sartor), Padova 1989; C.L. Anzivino, (a cura ), "Jacopo Barozzi il Vignola e gli architetti italiani del Cinquecento. Repertorio bibliografico", Vignola 1974; P.Carpeggiani, (a cura), "Theorica et pratica congionte in uno spirito solo. Trattati rinascimentali d’arte, d’architettura e di ingegneria militare nella biblioteca comunale di Mantova", Bozzolo1994; B. Gille," Les ingénieurs de la Renaissance", Paris 1978; P.E.Guarneri, "Breve biblioteca dell’architettura militare compilata da un padre a un suo figliuolo", Milano 1803; L.A.Maggiorotti, "Breve dizionario degli architetti ed ingegneri militari italiani", Roma 1935; L.A.Maggiorotti, "L’opera del genio italiano all’estero. Gli architetti militari", Roma 1933/39; P.Manzi, "Architetti e ingegneri militari italiani dal secolo XVI al secolo XVIII. Saggio bio-bibliografico", Roma 1976; L.Marini,"Biblioteca istorico - critica di fortificazione permanente", Roma 1810 ,ed. anast., Bologna 1971; C.Palumbo-Fossati, "L’architetto militare Domenico Pelli ed i Pelli di Aranno, Bellinzona 1972; C.Promis, "Gl’ingegneri militari che operarono o scrissero in Piemonte dall'anno MCCC all'annoMDCL", Torino 1871, ed.anast. Bologna 1973; E.Salaris, "Una famiglia di militari italiani dei secoli XVI e XVII. I Savorgnano", Roma 1913; M.Viganò, (a cura), "Architetti e ingegneri militari italiani all’estero dal XV al XVIII secolo", Roma 1994/1999; M.Viglino, "Ascanio Vitozzi, Ingegnere militare, urbanista, architetto.(1539-1615)", Perugia 2003.
Sulle tecniche costruttive:
S. DellaTorre, (a cura), "Storia delle tecniche murarie e tutela del costruito. Esperienze e questioni di metodo", Milano 1992;S. DellaTorre, (a cura)," Il mestiere di costruire, Documenti per una storia del cantiere - Il caso di Como", Como 1992;F. Barrera C. Guenzi, E. Pizzi, E. Tamagno, "L’arte di fabbricare: manuali in Italia 1750-1950", Milano 1993;T. Mannoni, "Archeologia delle tecniche produttive", Genova 1993;E. Trivellin, "Storia della tecnica edilizia in Italia dall’Unità ad oggi", Bologna 1998;
G. Fiengo, L. Guerriero,(a cura ), "Atlante delle tecniche costruttive tradizionali. Lo stato dell’arte, i protocolli della ricerca, l’indagine documentaria", Napoli 2003.
Parole Chiave
ARCHITETTI; INGEGNERI; PROFESSIONE; FORMAZIONE; CANTIERI; FORTIFICAZIONI '500-'800; ITALIA; EUROPA

L'architetto e l'ingegnere. Professione, formazione, cantieri
nell'architettura militare dal '500 italiano nel contesto europeo

Politecnico di Torino
Abstract
La ricerca in questo settore di studi ha compiuto negli ultimi anni un salto di qualità. Dalla, meritoria, azione di conoscenza svolta da Istituzioni preposte (come l'Istituto italiano dei Castelli) in merito al tema della identificazione, catalogazione, informazione analitica dei sistemi di difesa, gli studi sono passati ad un'indagine di tipo scientifico, mirata ad individuare le grandi tematiche culturali di fondo, e la specifica documentazione d'archivio (del tutto particolare rispetto alla tradizionale filologia). Si sono così posti in luce i legami con la rappresentazione cartografica, le tecniche di esecuzione dei manufatti, la questione complessa dell'autografia dei progetti, le forti relazioni internazionali e infine, non ultimo, il problema della riutilizzazione di un grande patrimonio costruito, non facilmente riconvertibile, spesso in abbandono, ma dotato di buone potenzialità di riuso e diffuso in tutta Europa.
Le più recenti occasioni di aggiornamento del settore si sono verificate in Spagna e in Francia.
I gruppi proponenti, in contatto scientifico con le esperienze internazionali, intendono proseguire su questo terreno e ampliare il campo della ricerca (avendo già avviata una ricognizione del patrimonio fortificato articolata per ambiti regionali) alle figure professionali chiave dell'architetto e dell'ingegnere, andando alle radici delle affinità e differenze tra di loro, profilatesi nel '500 e consolidatesi nell''800.
Si intende quindi costruire anzitutto un quadro unitario di riferimenti su vari temi fondamentali: natura tecnica e contenuti formali delle fortificazioni del XVI secolo nei vari "stati" italiani anche in rapporto alla loro politica difensiva, formazione dei diversi saperi delle figure professionali coinvolte (ingegneri militari, architetti, costruttori), rapporti tra le ragioni della tecnica e l'estetica dell'architettura. Tali problemi saranno quindi verificati su di una campionatura significativa per ciascuna unità di ricerca evidenziandone gli aspetti tecnici legati al costruire, ricomponendo infine un quadro nazionale, tuttora inesistente. Un punto di arrivo sarà costituito dal fenomeno del"disfar le mura" nell'800 che ripresenta il tema del confronto tra gli statuti disciplinari e professionali di ingegneri e architetti. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Micaela VIGLINO Politecnico di TORINO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Un primo obiettivo della ricerca è il comporre un quadro unitario di conoscenza sulla natura tecnica delle strutture fortificate "alla moderna" negli stati italiani di antico regime e sulla formazione di un sapere disciplinare specifico degli ingegneri militari alternativo a quello degli architetti, in relazione alle coeve situazioni europee.
L'indagine ha quindi anche l'obiettivo, che riteniamo di indubbia attualità, di andare alle radici delle affinità e differenze delle due figure, che si profilano nel'500 e trovano i propri statuti professionali tra ‘800 e ‘900. L'attualità dell'argomento trae origine dalla discussione e confronto in atto riguardo al profilo formativo delle due figure, nel momento in cui si ridiscutono i curricula universitari e si intravede l'affermazione di una figura integrata di architetto - ingegnere con un riconoscimento europeo del titolo.
A questo scopo si ritiene utile e importante riannodare i fili del dibattito, andando alle radici della operatività di ingegneri e architetti, affinché non sia soltanto l'alchimia istituzionale delle discipline a governare i cambiamenti, ma sia possibile far interagire la ricchezza delle culture di cui entrambi sono stati portatori e promotori.
Ciò significa tentare di compiere un passo, forse decisivo, nell'opinione comune, raccordando fra loro gli influssi incisivi reciproci che la cultura degli ingegneri e la cultura degli architetti hanno portato nell'innovazione del modo di intendere la costruzione, la pratica del mestiere, l'idea stessa di città e di progetto. <<<
Risultati parziali attesi
Raccolta, sistematizzazione e prima interpretazione critica di documenti bibliografici, archivistici e iconografici riferiti ai quattro temi nodali di cui al punto precedente, in un quadro unitario coinvolgente tutte le unità di ricerca.Indagine approfondita (comprensiva di analisi diretta dei manufatti) sui campioni individuati da ogni unità di ricerca nell'ambito territoriale o problematico prescelto, indagati secondo le comuni linee guida presentate nella descrizione di questa seconda fase. Produzione dei primi elaborati conclusivi, predisposti per un confronto finale tra le varie unità coinvolte.In questa fase i risultati definitivi della ricerca, saranno confrontati in seminari e/o in un convegno con esperti in ambito internazionale, e pubblicizzati mediante la realizzazione di CD-Rom e di un eventuale volume comprensivi di tutti gli apporti scientifici delle varie unità di ricerca coinvolte. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Fra le numerose iniziative, il gruppo di ricerca si pone in collegamento soprattutto con il lavoro sviluppatosi durante le numerose manifestazioni svoltesi in Spagna per le celebrazioni del centenario di Carlo V (esperienze confluite nella costituzione del Centro di studi sulla storia della Spagna), con il Convegno ed i lavori che hanno portato al piano di restauro e valorizzazione delle mura italiane di Ibiza nelle Baleari, con il nuovo allestimento e la relativa attività di ricerca, quali i convegni internazionali sugli Atlanti militari europei del Musée des plans-relièfs (Hotel des Invalides, Parigi), con le attività svolte sulle fortificazioni nei territori di frontiera fra Francia e Belgio da un progetto europeo per la costruzione di itinerari per il turismo culturale, con le ricerche dell'Università di Lovanio, con il convegno "Fortezze d'Europa" tenutosi a L'Aquila, con gli studi del Dipartimento Casa-città del Politecnico di Torino in collaborazione con l'Archivio di Stato e il Ministero per i Beni Culturali. <<<