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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
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- 5 - PENSARE LA CITTA' CONTEMPORANEA. PIANIFICAZIONE E GESTIONE DELLE GRANDI CITTA' ITALIANE. UNA RIFLESSIONE SUL GOVERNO URBANO DOPO DIECI ANNI DI SPERIMENTAZIONE INNOVATIVA. LE NUOVE PROSPETTIVE.
- 6 - ECOSISTEMA URBANO: BUONE PRATICHE PER IL GOVERNO DELLA SOSTENIBILITA' URBANA E DELLO SVILUPPO COMPATIBILE
- 7 - La distinzione urbana: beni immateriali e nuove immagini delle città nella competizione globale
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Ingegneria civile e Architettura
Classificazione brevettuale
- FIXED CONSTRUCTIONS
- BUILDING (layered materials, layered products in general B32B)
- GENERAL BUILDING CONSTRUCTIONS; WALLS, e.g. PARTITIONS; ROOFS; FLOORS; CEILINGS; INSULATION OR OTHER PROTECTION OF BUILDINGS (border constructions of opening in walls, floors or ceilings E06B1/00; [N: electromagnetic shielding H05K9/00A])
- BUILDING (layered materials, layered products in general B32B)
Classificazione geografica
- Regione: Abruzzo
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Parole Chiave
ARCHITETTURA; INFRASTRUTTURE; CITTÀ MEDIE; INTEGRAZIONE FUNZIONALE; SVILUPPO SOSTENIBILEL'ARCHITETTURA DEGLI SPAZI DI INTERCONNESSIONE NEGLI INSEDIAMENTI DI MEDIA GRANDEZZA.
Integrazione funzionale e innovazione architettonica delle infrastrutture nel quadro dello sviluppo sostenibile.
Università degli Studi de L'Aquila
Abstract
La ricerca riguarda uno specifico aspetto dell'attuale fenomenologia urbana: le nuove modalità di rapporto attrezzature-infrastrutture. Fra queste modalità, grande rilievo assumono le proposte di accentuata integrazione funzionale che danno ad origine a nuovi organismi, caratterizzati, ad esempio, da ibridismo statutari e dal prevalere del fattore comunicativo rispetto a caratteri di persistenza e stabilità. Particolare attenzione la ricerca porrà a quelle operazioni coinvolgenti parti di città consolidate, specialmente nel caso di centri di piccole dimensioni e di città di media grandezza. Lo studio del fenomeno, poco sviluppato in Italia, sarà inquadrato secondo i principali livelli disciplinari (tipologici, strutturali, linguistici) nella consapevolezza che, di fronte agli inediti caratteri conformativi e funzionali riscontrabili in questi casi (ad esempio le connessioni con la Land Art) i tradizionali strumenti e argomenti d'analisi vanno integrati con più recenti teorie (in particolare quella della Complessità). E' prevista anche un'applicazione progettuale riguardante la città dell'Aquila; per i fenomeni insediativi in atto e per il rapporto (funzionale, orografico, paesaggistico) istituito fra il nucleo intra-moenia e il territorio, questo caso appare particolarmente inscrivibile negli interessi e nei termini della ricerca. <<<Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Sergio ROTONDI Università degli Studi de L'AQUILAObiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo consiste nel restituire un quadro critico del fenomeno oggetto di ricerca, definito e articolato nei vari aspetti disciplinari. Si prevede inoltre la messa a punto di un archivio di dati e d‘immagini organizzato in un programma di data-base, aperto all'inserimento di nuovi contenuti. L'esito finale del lavoro sarà una pubblicazione che costituisca strumento di conoscenza ed orientamento scientifico, rivolto anche alle istituzioni che concretamente operano sul territorio. L'esemplificazione progettuale relativa a L'Aquila, oltre che contributo specifico a un' esigenza della città, avrà un valore più generale metodologico. <<<Risultati parziali attesi
-Conoscenza appropriata del fenomeno; valutazione delle categorie e dei criteri più consoni per descriverne le varie manifestazioni in termini disciplinari-Possibilità e limiti d’individuazione di modelli
-Valutazioni delle soluzioni più co <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
E' noto come le letture del fenomeno urbano contemporaneo evidenzino caratteri di profonda diversità rispetto ad un passato non tanto lontano. Ad esempio, secondo la Choay, se l'Europa è oggi "trionfalmente urbana", di fatto la città non esiste più, almeno nel suo significato storico di comunità insediata che si riconosce nella vita sociale e nella dimensione fisica (Choay, 1994). Il fenomeno è a carattere quantitativo e qualitativo.Rispetto alla struttura spaziale del" continuum", che ha sostenuto l'evoluzione della città europea fino al XIX secolo, è la figura del frammento, caratterizzata da ripetute disgiunzioni, separazioni e distanze (Secchi, 1999), a dominare la contemporaneità: un
intricato insieme, da cui emerge la giustapposizione di grandi oggetti poggiati su una "tabula rasa" ma tutt'altro che arida. Ad esso sembrerebbero guardare con interesse quanti fanno di tale collezione di frammenti di pregio una possibile via per ricomporre una
coerente visione interpretativa delle contrastanti problematiche d'oggi (Rowe e Koetter, 1978).
Da qui emerge la spinta a comprendere la frammentarietà come postulato necessario per strutturare e dare significato alle nuove forme degli spazi urbani.
Dilatazione, dispersione, dissoluzione sono categorie interpretative tra le più utilizzate per descrivere i luoghi del presente. Il rapporto tra pieni e vuoti non esprime più alternanze definite; tra le parti si definiscono piuttosto spazi interstiziali e di residuo.
Parti che sono sempre meno caratterizzate dalla presenza di un tessuto conformativo e sempre più dominate da fenomeni di de-territorializzazione, accompagnati da inquietanti episodi di gigantismo. Ne costituisce riprova l'evoluzione dei grandi impianti che annullano ogni rapporto scalare con l'ambiente circostante. Fra le varie famiglie di attrezzature che segnano l'attuale condizione urbana, particolare rilievo presenta il sistema della mobilità. Imponenti opere di urbanizzazione sono destinate a sostenere la mobilità: autostrade, viadotti, alta velocità, stazioni, aeroporti, nodi di scambio e parcheggi. Attraversano il vuoto ma, sebbene, destinate a favorire le connessioni, la loro conformazione diventa spesso una barriera invalicabile.
Questi grandi segni incisi nel territorio rappresentano una condizione problematica e contraddittoria; se da un lato, sviluppando collegamenti a grande scala, accorciano le distanze territoriali e annullano i tradizionali intervalli spazio-temporali del viaggio, dall'altro costituiscono enormi cesure nella continuità dello spazio urbano e metropolitano configurandosi piuttosto come barriere interne e fratture strutturali nella percezione stessa dei luoghi della città.
L'impatto provocato dalle reti di comunicazione segna così, con la propria impronta, il profilo delle agglomerazioni contemporanee: dalle gigantesche metropoli del XX secolo ai centri di media e piccola dimensione, ai quali, come si dirà nel punto 2.5, intende volgere particolare attenzione la presente ricerca.La problematicità del tema emerge in un momento critico come quello attuale allorché il "dominio infrastrutturale" ha contribuito a far nascere "nuovi crocevia", universi tecnologici troppo spesso progettati, purtroppo, solo per rispondere ad esigenze funzionali ma indifferenti ai luoghi nei quali si collocano.
Non mancano, tuttavia, tendenze di segno opposto, capaci di dare forma ai flussi di mobilità e ai loro nodi; attrezzature anche notevolmente incidenti sul territorio, come gli aeroporti, sono stati oggetto recentemente di nuovi inquadramenti progettuali, in modo da definire nuove dimensioni fisiche e percettive. L'aeroporto di Kansaï, ad esempio, realizzato da Piano nella baia di Osaka o quello di Stansted, opera di Foster, configurano nuove opportunità legate al progetto di sistemi aperti, permeati di luce, in forte connessione con il paesaggio circostante. Restando nell'ambito urbano, molti riferimenti potrebbero essere citati: dalle stazioni ferroviarie ai nodi di scambio intermodale, dalle reti interrate delle metropolitane a quelle di superficie. Recenti realizzazioni di riqualificazione urbana basate sull'innovativa reintroduzione del tram come quello del metro-bus a Rouen-Sotteville, progettato da Anselmi, o il nodo intermodale a Strasburgo-Hoenheim Nord di Zaha Hadid, costituiscono riferimenti pregnanti per la capacità d'integrare funzioni e spazi di connessione operanti nel "vuoto" tra centro e periferia.Questa integrazione tende a far propria la dinamica attuale anche di altri sistemi di attrezzature particolarmente emblematiche della città contemporanea, quale, in particolare, la distribuzione delle merci; quest'ultima , vero e proprio simulacro della vita collettiva, tende a permeare, tout- court, tempo libero e cultura.
Gli impianti relativi spesso si conformano come "iper-luoghi" proponendo una simulazione nostalgica dell'effetto città e coinvolgendo percettivamente l'utente in misura sempre più cospicua (Torres, 2000); ma la loro mole incombente si rivela incapace di intessere relazioni con i contesti locali, rinnegando ogni sistema consolidato di contiguità spaziali e sociali (Moore, editor, 1999). Tentativi di qualificare superfici così vaste cominciano ad imporsi, attraverso il ricorso alla Land Art, come mezzo espressivo per risolvere aspetti di tipo funzionale. Anche qui la capacità progettuale può essere in grado di trasformare poeticamente vuoti altrimenti dequalificati, come suggerisce Nouvel nel centro culturale Onyx, a Nantes: un vasto parcheggio è trasfigurato in un luogo poliedrico per mezzo di una rilucente installazione luminosa.
Come si è accennato sopra, la presente ricerca vuole studiare e sperimentare questi sviluppi nel caso delle città di media grandezza di rilevante interesse storico artistico, in particolare L'Aquila. Si tratta di contesti e paesaggi non particolarmente esaminati finora, in relazione ai fenomeni suddetti, a fronte invece di studi ormai cospicui dedicati alle metropoli.
La riqualificazione degli intervalli, degli spazi fra le cose, degli interstizi lasciati dai segni che appaiono ancora maggiori allorché sono posti a confronto con realtà di piccola e media scala, può costituire un elemento di originalità per l'approccio operativo all'analisi e agli sviluppi del progetto.
Se l'attenzione disciplinare a questi fenomeni non può non tener conto della teoria contemporanea sulla Complessità (Gregory, 2003; Jencks, 2002), necessariamente deve far riferimento anche ad un portato proprio della tradizione del moderno in architettura: il coinvolgimento innovativo, operato dalle avanguardie, dell'architettura nella dimensione della dinamica urbana (basti pensare alle elaborazioni futuriste e al concetto di "promenade architectural" di Le Corbusier). <<<



