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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
C. FAHY, Saggi di bibliografia testuale, Padova, Antenore, 1988; Id., L’«Orlando furioso» del 1532: profilo di una edizione, Milano, Vita e pensiero, 1989.
P. STOPPELLI, Introduzione a Filologia dei testi a stampa, a cura e con introduzione di Pasquale Stoppelli, Bologna, Il Mulino.
P. TROVATO, Il primo Cinquecento, Bologna, Il Mulino, 1994.
P. TROVATO, L’ordine dei tipografi. Lettori, stampatori, correttori tra Quattro e Cinquecento, Roma, Bulzoni, 1998.
P. Procaccioli, Nota al testo in P. Aretino, Lettere, Roma, Salerno ed., 1997-2002.
A. Sorella, Benedetto Varchi e l’edizione torrentiniana delle «Prose» (Bibliografia testuale), in «Prose della volgar lingua» di Pietro Bembo, a cura di Silvia Morgana, Mario Piotti, Massimo Prada (Atti del Convegno di Gargnano del Garda, 4-7 ottobre 2000), Milano, Cisalpino, 2001, pp. 493-508.
A. Sorella, Dalla “textual bibliography” alla filologia dei testi a stampa italiani (1987-1998), introduzione e scelta a cura di Antonio Sorella, Pescara, Libreria dell’Università (Scaffale di Lettere, collana diretta da Paolo Trovato, n. 3), 1998.
A. Sorella, I nuovi modi della tradizione: la stampa fra Quattro e Cinquecento, in Storia della letteratura italiana, diretta da Enrico Malato, vol. X, coordinato da Claudio Ciociola: La tradizione dei testi, Roma, Salerno Editrice, 2001, pp. 633-673.
A. QUONDAM, La letteratura in tipografia, in La letteratura italiana, a cura di Alberto Asor Rosa, II, Produzione e consumo, Torino, Einaudi, 1983, pp. 553-686.
P. TROVATO, Con ogni diligenza corretto. La stampa e le revisioni editoriali dei testi letterari italiani (1470-1570), Bologna, Il Mulino, 1991.
B. RICHARDSON, Print Culture in Renaissance Italy: the Editor and the Vernacular Text, 1470-1600, Cambridge, Univ. Press, 1994.
P. TRIFONE, La lingua e la stampa nel Cinquecento, in Storia della linguaitaliana, a cura di Luca Serianni e Pietro Trifone, I, Torino, Einaudi, 1993, pp. 425-46.
N. HARRIS, Bibliografia dell’«Orlando Innamorato», Modena, Panini, voll. 2, 1988-1991.
AA. VV., Libri, scrittura e pubblico nel Rinascimento. Guida storica e critica, a cura di A. PETRUCCI, Roma-Bari, Laterza, 1979.
F. BOWERS, Principles of Bibliographical Description, Princeton, Princeton Univ. Press, 1949,
PH. GASKELL, A New Introduction to Bibliography, Oxford, The Clarendon Press, 19742;
AA. VV., Trasmissione dei testi a stampa nel periodo moderno, a cura di G. CRAPULLI, Roma, Ed. dell’Ateneo, 1985;
N. HARRIS, Filologia dei testi a stampa, in Fondamenti di critica testuale, a cura di Stussi, Bologna, Il Mulino, 1998, pp. 301-26;
Bibliografia testuale o filologia dei testi a stampa? Definizioni metodologiche e prospettive future, a cura di N. HARRIS, Udine, Forum, 1999.
E. L. EISENSTEIN, La rivoluzione inavvertita. La stampa come fattore di mutamento, Bologna, Il Mulino, 1985 (ed. orig. The Printing Press as Agent of Change. Communications and Cultural Transformations in Early-Modern Europe, Cambridge, Cambridge Univ. Press, 1979.
B. RICHARDSON, Introduzione e Nota al testo in G.F. FORTUNIO, Regole grammaticali della volgar lingua, Padova, Antenore, 2002.
C. HINMAN, The Printing and Proof-reading of the First Folio of Shakespeare, Oxford, The Clarendon Press, 1963, voll. 2.
I. BALDELLI, Correzioni cinquecentesche ai versi di Lorenzo Spirito, in «Studi di filologia italiana», IX 1951, pp. 39-112, ora in ID., Medioevo volgare da Montecassino all’Umbria, Bari, Adriatica, 1971, pp. 419-517 (sul canzoniere autografo di Lorenzo Spirito, corretto da un revisore, ma poi non più stampato).
G. GHINASSI, Correzioni editoriali di un grammatico cinquecentesco, in «Studi di filologia italiana», XIX 1961, pp. 33-93,
G. GHINASSI, L’ultimo revisore del «Cortegiano», in «Studi di filologia italiana», XXI 1963, pp. 217-64,
R. Tissoni, Nota ai testi in G. B. GELLI, Dialoghi, a cura di Roberto Tissoni, Bari, Laterza, 1967, spec. pp. 453-56.
G. Aquilecchia, Nota al testo di P. ARETINO, Sei giornate, a cura di Giovanni Aquilecchia, Bari, Laterza, 1969, spec. pp. 445-47.
G. Barbarisi, Introduzione a G. DELLA CASA, Galateo, a cura di Gennaro Barbarisi, Venezia, Marsilio, 1991.
W. KIRSOP, Bibliographie matérielle et critique textuelle vers une collaboration, París, Lettres Modernes, 1970.
DE ROBERTIS, D. (1961) 'Problemi di metodo nell’edizione dei cantari', in 'Studi e problemi di critica testuale', Bologna, Commissione per i testi di lingua, pp. 119-138.
GIUNTA, C. (1997) 'Prestigio storico dei testimoni e ultima volontà dell’autore', “AnticoModerno”, III, pp. 169-198.
GREG, W. W. (1950-51) 'The Rationale of Copy-Text', “Studies in Bibliography”, III, pp. 19-36, trad. it. 'Il criterio del testo-base', in STOPPELLI (ed., 1987), pp. 33-51.
OSSOLA, C. (1992) 'Sul ‘prestigio storico’ dei testimoni testuali', “Lettere italiane”, XLIV, pp. 525-551.
SCANNAPIECO, A. (2000) 'Scrittoio, scena, torchio: per una mappa della produzione goldoniana', “Problemi di critica goldoniana”, VII, pp. 25-242.
STERPOS, M. (ed., 1980) V. ALFIERI, 'Antonio e Cleopatra', Asti, Casa d’Alfieri (Tragedie postume, II).
STOPPELLI, P. (ed., 1987) 'Filologia dei testi a stampa', Bologna, Il Mulino, 1987.
TANSELLE, G. T. (1976) 'The Editorial Problem of Final Authorial Intention', “Studies in Bibliography”, XXIX, pp. 167-211, trad. it. 'Il problema editoriale dell’ultima volontà dell’autore', in STOPPELLI (ed., 1987), pp. 147-189.
ZACCARELLO (ed., 2000), 'I Sonetti del Burchiello'. Edizione critica della vulgata quattrocentesca, Bologna, Commissione per i testi di lingua (“Collezione di opere inedite e rare, vol. 155”).
Bruno Bentivogli, "Rassegna di "Dalla 'textual bibliography' alla filologia dei testi italiani a stampa", a c. di A. Sorella"
"Studi e problemi di critica testuale", aprile 1999, n. 55, pp. 247-248 (1999).
Parole Chiave
FILOLOGIA DEI TESTI A STAMPA; TRADIZIONE TESTUALE; TIPOFILOLOGIA; BIBLIOLOGIA

Filologia dei testi stampati in Italia e in Europa

Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara
Abstract
Lo studio dei testi a stampa offre oggi, grazie ai metodi di una filologia ormai autonoma rispetto a quella dei manoscritti, strumenti specifici atti a indagare fisionomia, caratteristiche, modalità di trasmissione, di tradizione e di ricezione dei testi tra umanesimo ed età moderna sullo sfondo europeo. La ricerca proposta si rivolge infatti a un settore scientifico che negli anni recenti ha registrato ingressi e risultati di notevole rilievo, ma che attende ulteriori importanti verifiche metodologiche e settoriali. La strategia dell'indagine, potendo dunque contare su vaste ricerche preliminari intorno a problemi e questioni relativi alle edizioni dei testi, potrà ora avvalersi delle specifiche competenze dei gruppi afferenti alle singole Unità di Ricerca. Appurate la dignità e l'autorevolezza che l'esemplare a stampa assume in rapporto alla propria circolazione, al proprio "fattore d'impatto", alla propria fortuna presso i fruitori (lettori "ingenui" o "creativi", quali commentatori, imitatori, ecc.), la ricerca potrà svolgersi in dettaglio su tre percorsi, fra loro in continuo dialogo:

1) L'ecdotica e critica del testo, che valuti l'autorità testuale del testimone a stampa e ne esamini le peculiarità (genesi redazionale; varianti della tradizione a stampa; rapporti con eventuali testimoni manoscritti; fortuna della "vulgata" dell'edizione a stampa di riferimento). Tale linea di ricerca è affidata all'unità operativa di Verona, in collaborazione con l'unità di Pescara.

2) Filologia e bibliografia testuale, ovvero la classificazione e interpretazione della casistica dei fenomeni di varianti introdotte negli esemplari a stampa (errore materiale e involontario del tipografo, intervento dell'autore, intervento più o meno arbitrario di correttori e revisori). Tale linea di ricerca è affidata all'unità operativa di Pescara. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio SORELLA Università degli Studi "G. d'Annunzio" CHIETI-PESCARA
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo del programma di ricerca si può sintetizzare nei seguenti percorsi: (1) L'indagine dei testi a stampa sotto il profilo ecdotico - (2) Lo studio del testo s stampa sotto il profilo bibliografico-testuale - Il raggiunggimento di risultati concreti si fonderà su differenti forme e differenti esiti: "addenda" ad edizioni già esistenti, contributi critici, nuove edizioni, saggi scientifici originali, classificazioni catalografiche. Tali attività dovranno essere supportate dalla creazione di un sito o di una rivista on-line e che renda più agile il dialogo e il confronto tra i membri della ricerca e gli studiosi di ambiti affini e più visibile e dinamica la fisionomia assunta "in fieri" dalla ricerca. <<<
Risultati parziali attesi
I risultati parziali potranno essere ravvisati nella verifica degli assunti teorici sottesi alla ricerca e nel perseguimento di obiettivi intermedi da parte delle tre unità operative:

a) l'unità veronese dovrà conseguire la costituzione di un primo corpus di testi caratterizzati dagli elementi descritti al punto 2.5 del programma dell'unità locale;
b) l'unità pescarese compirà una mappatura nelle biblioteche italiane e straniere di importanti edizioni di opere rinascimentali a cui intende applicare gli affinati strumenti filologici della "Textual Bibliography" o Tipofilologia.Lo scopo principale che ci si propone di raggiungere con il presente progetto è di reperire un buon numero di edizioni antiche che presentino varianti interne. Una volta conseguito questo obiettivo, si potranno studiare per la prima volta le abitudini degli stampatori in Italia, il loro uso della grammatica nella revisione delle copie di tipografia provenienti dagli autori, il ruolo dell'autore nel processo di stampa, le sue correzioni e i cambiamenti di idee rispetto ai progetti originari. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Gli studi di C. Fahy, P. Stoppelli, N. Harris, P. Trovato, A. Quondam, A. Sorella e altri, hanno stabilito essenzialmente la peculiarità dei meccanismi di formazione del testo destinato alla stampa rispetto alla tradizione del testo manoscritto. In particolare è emerso, nel panorama italiano quanto in quello europeo, il grande rilievo del ruolo di correttori e revisori, tale da condizionare in modo decisivo la filologia del testo. Rispetto alle grandi acquisizioni della bibliolografia testuale anglosassone del sec. XX, fondata in particolar modo sulle varianti degli esemplari superstiti del famoso in folio dei drammi shakespeariani (1623), gli studiosi italiani hanno approfondito (sulla scorta di Conor Fahy e delle sue ricerche sulla edizione C (1532) dell'Orlando furioso) la peculiarità del panorama italiano in rapporto alla storia linguistica (essenziale il saggio di Trifone, in Storia della lingua italiana, Einaudi , vol. I). Da quelle acquisizioni teoriche e metodologiche è emersa in particolare la questione del "prestigio storico" del testimone, che in sede di tradizione a stampa si può e si deve applicare all'impatto del testo in termini di tradizione e diffusione. Sulla base delle riflessioni di Paolo Trovato (1991), la nozione di "prestigio storico" riferita alla teoria e prassi della filologia richiede di rivedere il concetto comune di "vulgata" o "textus receptus" alla luce di un esame attento e accurato del lavoro dei correttori e dei revisori. Da tale privilegio riconosciuto al testimone a stampa può emergere la scelta di fondare l'edizione su un unico testimone o, in maniera metodologicamente più solida, di utilizzarlo come testo-base, ovvero collettore delle caratteristiche formali e linguistiche adottate nel testo critico [GREG (1950-51)]. In questo senso, il testimone scelto dovrà preliminarmente essere illustrato con gli strumenti metodologici più aggiornati, nel caso della stampa manuale quelli della bibliografia descrittiva e della tipofilologia (sinonimo, recentemente coniato da Antonio Sorella, più breve ed efficace del corrente "filologia dei testi a stampa"). Un recente saggio di Claudio Giunta [GIUNTA (1997)] ha inoltre richiamato l'attenzione sulla validità della nozione di "prestigio storico" del testimone come criterio guida da affiancare con pari dignità, nella prassi editoriale, a quella assai più blasonata di ultima volontà dell'autore; il peso di quest'ultima nozione è stato autorevolmente ridefinito (e ridimensionato) alla luce di un importante saggio di G. Thomas Tanselle, recepito con un certo ritardo dai filologi italiani: essa "non può semplicemente essere identificata con una dichiarazione esplicita dell'autore che spieghi motivi, intendimenti, scopi, desideri e significati, perché senza dubbio la volontà esiste anche se tali dichiarazioni non sono state fatte o non si sono conservate, e perché le dichiarazioni di cui disponiamo possono essere inadeguate o fuorvianti" [TANSELLE (1976), trad. it., p. 188]. <<<