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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di SIENA
TEORIA E DOCUMENTAZIONE DELLE TRADIZIONI CULTURALI
SIENA(SI) - Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
FILOLOGIA CLASSICA
NAPOLI(NA) - Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - NAPOLI
ISTITUTO UNIVERSITARIO SUOR ORSOLA BENINCASA
NAPOLI(NA) - Universita' degli Studi di ROMA
FILOLOGIA GRECA E LATINA
ROMA(RM) - Università degli Studi di ROMA "Tor Vergata"
STUDI FILOLOGICI, LINGUISTICI E LETTERARI
ROMA(RM)
Programmi di ricerca simili:
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- 3 - Monumenti epigrafici e letterari del medioevo iranico, centrasiatico e indiano: filologia e lessicografia.
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- 10 - Studi sulla Palliata e continuazione dell'edizione critica delle commedie di Plauto
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Toscana
Bibliografia
STUDI SULLA FILOLOGIA COMPUTAZIONALEE. D'Angelo, Sui sistemi di descrizione metrico-strutturale della versificazione
ritmica mediolatina, in Satura (Collectanea per Italo Gallo), 1998
C.B. Faulhaber, Textual Criticism in 21st Century, in "Romance Philology" 1991
Lana Maurizio L'uso del computer nell'analisi dei testi, 1994
F. Marcos Marin, Computers and text editing, in "Romance Philology" 1991
L. Perilli, Filologia computazionale, 1997
Testi, manoscritti, ipertesti. Compatibilità informatica e letteratura medievale,
a cura di L. Leonardi, 1998
R. Mordenti, Informatica e critica dei testi, Roma 2001
P. Sahle, Digitale Edition (Historische Quellen). Einige Thesen 1997
M. Ansani, Diplomatica (e diplomatisti) nell'arena digitale, Scrineum 1/1999
K. Uhde, Documenti in Internet: forme di presentazione nuove di antichi
documenti d'archivio, Scrineum 2000
A. Zorzi, Documenti, archivi digitali, metafonti, Reti Medievali 2001
G. Gigliozzi, Introduzione all'uso del computer negli studi letterari, Milano 2003
D. Fiormonte, Scrittura e filologia nell'era digitale, Torino 2003
STUDI SULLA POESIA RITMICA E LA MUSICA ALTOMEDIEVALE
P. Bourgain, Le vocabulaire tecnique de la poésie rythmique, ALMA 1992-1994
P. Bourgain, Les chansonniers lyriques latins, in Lyrique romane médiévale: la
traditions des chansonniers, 1991
P. Bourgain, Les recueils carolingiens de poésie rythmique, in De Tertullien aux
Mozarabes, 1992
R. L. Crocker, "Musica rhythmica" and "Musica metrica" in antique and
medieval theory, Journal of Music Theory 1958
P. Klopsch, Der Übergang von Quantitierender zu akzentuirender lateinischer
Dichtung, in Metrik und Medienwechsel, 1991
Mearns J., Early Latin Hymnaries , Cambridge 1913
Meyer W., Gesammelte Abhandlungen zur mittelalteinischer Rhythmik, I-III,
1905-1936
Meyer W., Die Preces der mozarabischen Liturgie, Berlin 1914
K. Strecker, M.G.H. Poetae latini aevi Carolini vol. IV (testi, 1905 ss.)
Monumenta Monodica Medii Aevi, vol. I Hymnen, cur. B. Stäblein 1956
Norberg D., La poésie latine rhythmique du haut moyen-âge, 1954
Norberg D., Introduction à l'étude de la versification latine médiévale, 1958
Norberg D., Les vers latins iambiques et trochaiches au Moyean Age et leurs
répliques rhytmiques, 1988
Schlicher J., The Origin of Rhythmical Verse, Chicago 1900
H. Spanke, Studien zur lateinischen und romanischen Lyrik des Mittelalters,
1938
Stella F., La poesia carolingia a tema biblico Parte II I testi ritmici 1993
F. Stella, Le raccolte dei ritmi precarolingi e la tradizione manoscritta di Paolino
d'Aquileia: nuclei testuali e rapporti di trasmissione, SM 1998/2
K. Strecker, Zu den karolingischen Rhythmen, NA 34 (1908)
J. Szövérffy, Latin hymns, Turnhout 1989
Tristram, H. (cur.), Metrik und Medienwechsel, 1991
P. von Winterfeld, Zur Geschichte der rhythmischen Dichtung, NA 35 (1909)
A. Wilmart, Mètres et rythmes carolingiens, ALMA 1940
Wright R. (cur.), Latin and the Romance Languages in the Early Middle Ages,
1995
"Poesia dell'alto medioevo europeo: manoscritti, lingua e musica dei ritmi
latini", a cura di F. Stella, Firenze 2001. Atti delle euroconferenze per il
"Corpus dei ritmi latini IV-IX secolo", Arezzo 1998 e Ravello 1999;
F. Stella-E. D'Angelo (edd.), Poetry of the early medieval Europe: manuscripts,
language and music of the rhythmical Latin texts. Proceedings of the III
euroconference for the digital edition of the "Corpus of Latin rhythmical poetry
4th-9th century", Munich, 4-6 november 2000, Firenze 2004
STORIOGRAFIA NORMANNA, GUGLIELMO FALCONARIO ED EUGENIO DI PALERMO
F. Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie méridionale et en Sicilie, Paris 1907.
F. Giunta Per una storia della cultura nella Sicilia normanno-sveva, Palermo 1972.
G. Resta, La cultura latina sotto i Normanni, in Storia della Sicilia, Napoli 1980, III 141-157.
G. Bottari, La cultura latina sotto gli Svevi, in Storia della Sicilia, Napoli 1980, III 159-178.
A.E.H. Swaen, De cura accipitrum. A Medieval Latin Treatise by Adelard of Bath, Amsterdam 1937.
G. Tilander, Dancus rex, Guillelmus Falconarius, Gerardus Falconarius: les plus anciens traités de fauconnerie de l’Occident, Lund 1963.
M. Gigante (ed.), Eugenii Panhormitani versus Iambici, Panhormi 1964.
Trombetti Budriesi A. L., Federico II di Svevia, De arte venandi cum avibus, a cura di T. B. A.L., Roma-Bari 2000.
L. Sternbach, Eugenios von Palermo, « Byzantinische Zeitschrift » 11, 1902, 406-451.
C.H. Haskins., Latin Literature under Frederick II, «Speculum» 3.1928, 129—151.
E. Jamison, Admiral Eugenius of Sicily. His Life and Works anf the Authorship of the Epistola ad Petrum and the Historia Hugonis Falcandi Siculi, London 1957.
LETTERATURA SECONDARIA SULLA PRIMA CROCIATA E SU RODOLFO DI CAEN
- H. Hagenmayer, Chronologie de la première Croisade, 1094-1100, Hildesheim-New York 1973
- S. Runciman, Storia delle Crociate, trad. ital. Torino 1993
- H. Glaesener, Raoul de Caen. Historien et écrivain, « Revue d’Histoire Ecclesiastique » 46, 1951, 5-21
- R. Manselli, Raoul di Caen nella cultura del secolo XII, “Rendiconti delle sedute dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Classe di scienze morali, storiche e filologiche” 10, 1955, 447-468
- L. Bohem, Die Gesta Tancredi des Rodulf von Caen. Ein Beitrag zur Geschichtsschreibung der Normannen um 1100, „Historisches Jahrbuch“ 75, 1956, 47-72
- J.-Ch- Payen, Une légende épique en gestation: les Gesta Tancredi de Raoul de Caen, in La chanson de geste et le mythe carolingien. Mélanges R. Louis, Saint-Pére-sous-Vézelay 1982, II 1051-1062
- K. Elm, O beatas idus ac prae ceteris gloriosas. Darstellung und Deutung Jerusalems 1099 in den Gesta Tancredi des Raoul von Caen, in Es hat sich viel ereignet, Gutes wie Boses. Lateinische Geschichtsschreibung der Spat- und Nachantike, hrsg. Von G. Thome – J. Jolzhausen – Munchen-Leipzig 2001, 152-178
- L. Russo, Tancredi e i Bizantini. Sui Gesta Tancredi in expeditione Hierosolymitana di Rodolfo di Caen, “Medioevo Greco” 2, 2002, 193-230
ZIBALDONE DI BOCCACCIO
F. Di Benedetto, Considerazioni sullo Zibaldone del Boccaccio e restauro testuale della redazione del Faunus, in "Italia Medievale e Umanistica", XIV (1971), pp. 91-129;
- AA. VV. , Gli Zibaldoni di Boccaccio. Memoria, scrittura e riscrittura..., a cura di M. Picone e C. Cazalè Bèrard, Firenze, Cesati, 1998;
- S. Zamponi, Genesi e metamorfosi del libro segreto di Boccaccio. Un'indagine fra filologia e codicologia..., in AA. VV., I nuovi orizzonti della filologia. Ecdotica, critica testuale, editoria scientifica e mezzi informatici elettronici, Roma, Accademia dei Lincei, 1999, pp. 37-52;
- I. Bonincontro, Per un'edizione informatizzata dello Zibaldone di Boccaccio, in "Testo & Senso", 2 (1999), pp. 21-33;
- Mordenti R., Per l'edizione ipertestuale dello Zibaldone Laurenziano di Boccaccio (Plut.XXIX,8)
In I nuovi orizzonti della filologia. Ecdotica, critica testuale, editoria scientifica e mezzi informatici elettronici. Roma, 1999, pp. 169-190
Parole Chiave
FILOLOGIA INFORMATICA; POESIA RITMICA MEDIOLATINA; STORIOGRAFIA NORMANNA; ARTES DICTANDI; BOCCACCIOFILOLOGIA DIGITALE: EDIZIONI DI TESTI MEDIOLATINI
Università degli Studi di SienaAbstract
Si propone la prosecuzione dell'esperienza di edizione elettronica di testi musicati mediolatini già felicemente avviata nel biennio 2002-2003 con il I volume del "Corpus dei Ritmi Latini", l'elaborazione del programma informatico DBR (Data-Base dei Ritmi) e le edizioni dei primi storiografi normanni. La nuova fase del progetto prevede, per il "Corpus dei ritmi latini", la pubblicazione dei volumi/cd-rom II e III, dedicati alle epigrafi ritmiche e ai ritmi computistici con musica, e l'avviamento del volume IV sugli inni ritmici; per gli altri testi oggetto di ricerca l'edizione di opere di storia normanna e crociata; l'edizione dello Zibaldone laurenziano del Boccaccio e di alcune "artes dictandi" dello Studium aretino del XIII secolo; l'organizzazione di un incontro di studio e di laboratorio per il confronto sulle problematiche tecniche e di metodo sollevate dalla realizzazione delle diverse edizioni, in dialogo fra le discipline medievistiche, la musicologia medievale e l'informatica umanistica. <<<Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Francesco Vincenzo STELLA Università degli Studi di SIENAObiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo del programma di ricerca è la realizzazione di una serie di edizionicritiche di testi mediolatini, su supporti e con metodi informatici. Il progetto si
basa sull'esperienza del "Corpus dei ritmi latini", avviato nel 1998 e giunto nel
2004, dopo la pubblicazione di 50 contributi preliminari raccolti in due volumi,
alla elaborazione di un programma specifico di edizione digitale in forma di
data-base (DBR, Data-Base di Ritmi), che consente per la prima volta la
pubblicazione parallela di testi e musiche di tutti i testimoni manoscritti
medievali con un corredo di informazioni metriche, paleografiche, musicali che
l'edizione a stampa non sarebbe mai in grado di recepire e visualizzare.
Grazie a questo programma è imminente l'edizione digitale del I volume/cd-
rom del "Corpus", dedicato alle poesie ritmiche musicate a carattere non
liturgico. Nel biennio 2004-2005 si prevede da parte delle unità di Siena-
Arezzo e Roma "la Sapienza", con la collaborazione di specialisti esteri, la
pubblicazione dei volumi 2 e 3 (ritmi musicati computistici e ritmi epigrafici) e
l'avviamento del 4 (inni ritmici musicati). Parallelamente, l'unità di Arezzo-Siena procederà alla pubblicazione digitale di manoscritti di "artes dictandi" dell'antico Studium aretino.
Analogamente la seconda sezione dell'équipe di ricerca (unità di Napoli
"Federico II" e Napoli "Suor Orsola Benincasa") ha avviato nel 2002-2003
l'edizione digitale di testi della storiografia normanna e propone di pubblicare
nel biennio successivo un'edizione-studio su Eugenio di Palermo e sul trattato
di Giovanni Falconario (unità "Suor Orsola Benincasa") e un'edizione di Raoul di
Caen, Gesta Tancredi, in sinossi cronologica (verificabile nell'edizione
elettronica) con altre storiografie sulle crociate (Unità di Napoli "Federico II"),
mentre l'unità di Roma II "Tor Vergata" proporrà l'edizione ipertestuale dello
Zibaldone laurenziano di Giovanni Boccaccio, di cui è consultabile
un'anticipazione nel sito internet http://rmcisadu.let.uniroma1.it/boccaccio.
Si tratta di tipologie diverse di edizioni digitali (data-base, sinottica,
ipertestuale) che consentono di sperimentare ed esplorare una vasta gamma di
soluzioni filologiche e informatiche permettendo in tutti i casi la realizzazione di
obiettivi testuali e apparati critici più ampi di quanto potevano consentire le
tradizionali tecniche filologiche delle edizioni a stampa. Un seminario
conclusivo metterà a confronto i risultati delle diverse edizioni ricavandone
orientamenti auspicabilmente utili al necessario sviluppo delle applicazioni
informatiche per la filologia del testi medievali. <<<
Risultati parziali attesi
Per la prima fase: acquisto di materiali bibliografici, attrezzatura elettronica e riproduzioni di manoscritti. Organizzazione di un seminario sulla filologia digitale di testi medievali con la partecipazione dei membri del gruppo di ricerca.Per la seconda fase:- pubbblicazione degli studi preparatori delle edizioni, sia in forma di articolo sia in forma di volumi;
- versioni-demo delle edizioni elettroniche;
- edizioni definitive, sia a stampa sia su supporto digitale, dei testi poetico-musicali, storiografici e letterari annunciati nel progetto.
- Eventuale brevetto del software. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il dibattito sull'uso del computer nelle discipline umanistiche risale già alla finedegli anni '70 e alla creazione, negli anni '80, di riviste specializzate come
"Computing and Humanities" o "Calcolatori e scienze umane" e, nel settore
medievistico, "Le Médiéviste et l'Ordinateur". Gran parte di questo dibattito si è
svolto su sistemi e strumenti che oggi sono stati largamente superati, ma ha
avuto il merito di aprire la strada a ulteriori sviluppi. Gli studi di filologia
digitale in un'accezione che sia condivisibile ancora oggi risalgono ai primi anni
'90, con gli articoli di C.B. Faulhaber, "Textual Criticism in 21st Century", e F.
Marcos Marin, "Computers and text editing", in "Romance Philology" 1991 e in
Italia - fra altre iniziative - gli interventi, pubblicati poi negli atti, ai convegni
organizzati a Roma (Univ. La Sapienza) da Tito Orlandi, a Firenze (Fondazione
Franceschini) da Claudio Leonardi e M. Morelli della Fondazione IBM, a Verona
(Università degli Studi) da Antonio De Prisco. Uno specifico programma
europeo è stato dedicato allo studio della storia e metodologia di questo campo
(AcoHum, Computing in humanities education: an European perspective, 1999:
www.hd.uib.no/AcoHum/ts). I problemi affrontati in questi studi sono
principalmente quelli di una trasformazione radicale della concezione di
edizione critica, che non si limita più, come nelle versioni a stampa, alla
tradizionale ricostruzione di un ipotetico testo originario, munita di apparati
filologici e storici. L'edizione digitale può presentare tutte le attestazioni
storicamente tramandate e consentire controlli non solo sulle trascrizioni ma
anche sulle riproduzioni dei manoscritti ivi visualizzate. La tecnica ipertestuale
permette a sua volta un'edizione che rimandi a tutte le informazioni possibili:
loci paralleli con fonti e imitazioni, ma anche contestualizzazioni storiche,
analisi linguistiche, commenti di qualsiasi tipo e forma, che in ambiente
elettronico sono facilmente inseribili e collegabili ai passi interessati. L'edizione
digitale innova anche le modalità di fruizione del lavoro filologico, consentendo
l'accesso a distanza e a un maggior numero di utenti, e le modalità di
aggiornamento, che non richiedono ristampe e nuove tirature ma rapidi down-
load dalla rete, ripetibili con frequenze anche molto ravvicinate.
Oggi il dibattito su queste possibilità è vivissimo, alimentato anche da reti di
discussione come "CliP" (Computer, Literature and Philology), che organizza
convegni biennali, e per il medioevo "Reti Medievali", coordinata dallo storico
Andrea Zorzi.
Letteratura specifica in materia offrono i volumi di M. Lana (1994), di L. Perilli
(1997), di R. Mordenti (2001) e di D. Fiormonte (2003), che presenta lo stato
dell'arte più recente in materia e un'ottima sintesi delle esperienze precedenti,
anche se con scarsa attenzione per l'area medievistica. A questo si aggiungono
invece, specificamente per la medievistica, gli atti del convegno curati nel 1998
da L. Leonardi (vd. Bibliografia), i titoli di Ansani, Uhde, Zorzi e altri sulle
applicazioni all'edizione di documenti e diplomi, cioè all'archivistica, e lo status
quaestionis di F. Stella ("Tipologie di edizioni digitali per i testi medievali"), in
stampa negli atti del Workshop on Medieval Poetry and Digital Resources
(Burgos 2003), che si aggiunge ai contributi dello stesso Stella, di Desideri e
Guerra presentati alle euroconferenze per l'edizione digitale dei testi poetici e
musicali del Corpus dei ritmi latini.
POESIA RITMICA
Proprio questi atti, che costituiscono uno dei risultati di un precedente progetto
cofinanziato dal Ministero nei beinni precedenti, rappresentano lo stato
dell'arte più aggiornato sui ritmi latini, cioè i testi di poesia latina non
quantitativa la cui pubblicazione a stampa e multimediale, con riproduzioni dei
manoscritti e trascrizioni e registrazioni della musica, è uno degli obiettivi di
questo progetto.
Relativamente agli studi sulla poesia ritmica, dopo i lavori pionieristici di
Meyer, Norberg e Schaller (vd. bibliografia) e l'edizione parziale di Strecker
(19896) molti testi sono inediti o da ripubblicare sulla base di nuovi
manoscritti: dei circa 700 testi che compongono il Corpus, scritti fra IV e IX
secolo nell'Europa dei regni romano-barbarici e del primo impero carolingio
quelli editi da Strecker, Dümmler e Traube nei "Monumenta Germaniae
Historica" sono circa 200, mentre molti altri sono editi nelle raccolte di inni
("Analecta Hymnica"), in cataloghi, riviste o altre pubblicazioni, e altri ancora
sono inediti. Le nuove edizioni e quelle parziali già esistenti andranno sostituite
e integrate in una nuova edizione critica che comprenda per la prima volta tutti
i testi ritmici compresi fra le origini del fenomeno (Agostino) e la sua
regolarizzazione carolingia (Gotescalco Sassone), e presenti non solo i testi ma
anche le musiche, proponendo un confronto analitico fra la struttura metrica e
quella musicale: un materiale che, se edito con i criteri dell'edizione digitale,
cioè con possibilità di consultare le trascrizioni di tutti i testi e analizzarne in
simultanea con un motore di ricerca, potrebbe fornire un contributo decisivo
allo studio di questioni rimaste irrisolte come i meccanismi del passaggio dal
latino ai volgari romanzi (di cui questi testi potrebbero costituire un documento
di fascia "popolare" vicino all'oralità), e dal sistema metrico quantitativo a
quello ritmico che resterà caratteristico della poesia europea moderna.
Il primo volume di quest'edizione, previsto per la fine del 2004 come risultato
di un precedente progetto nazionale cofinanziato dal MIUR, rappresenta la
prima realizzazione di edizione digitale di testi, musiche e manoscritti dell'area
medievale, con data-base metrico-linguistico che consentirà una consultazione
incrociata di tuti i dati a disposizione.
STORIOGRAFIA NORMANNA
Il secondo ramo del progetto, che riguarda l'applicazione delle metodologie
informatiche all'edizione di testi narrativi di epoca normanna e crociata, è
l'edizione a stampa e su internet di cronache normanne, a cura delle unità di
Napoli.
Lo status ecdotico dei testi storiografici e documentari del Medioevo meridionale deve essere considerato ancora sostanzialmente insoddisfacente. Quella dell'età normanno-svevo è una produzione a diffusione, in generale molto limitata, ai limiti dell'autarchia. Le recensiones delle differenti tradizioni manoscritte evidenziano una penuria grave, quando non un'assenza totale, di testimoni coevi alle opere; prevalgono i testimoni databili in età moderna. Tale scarsità riguarda soprattutto la produzione d'età normanna.
Il presente studio intende, nello specifico, occuparsi dell'edizione, traduzione e commento di due testi assai rilevanti dell'Italia meridionale tra i secoli XII e XIII:
1. l'opera poetica di Eugenio di Palermo.
2. trattati di falconeria d'ambiente normanno: "Dancus rex" e "Guillelmus Falconarius".
Eugenio di Palermo è uno dei personaggi più autorevoli della storia politico-militare, ma anche letteraria e culturale, della Sicilia al tramonto dell'età normanna. Proveniente da altolocata famiglia di origine greca dell'isola, che normalmente fornisce quadri e dirigenti all'amministrazione e all'esercito normanno, egli ricopre importanti cariche politico-militari sotto i regni di re guglielmo II (1166-1189) e Tancredi (1190-1194), partecipando anche alle caotiche vicende legate alla conquista del regno da parte di Enrico VI Hohenstaufen e sua moglie Costanza d'Altavilla. Deportato per alcuni anni in Germania per aver partecipato a una congiura contro la coppia imperiale, organizzata dalla vedova di Tancredi, Sibilla di Acerra, e dall'arcivescovo di Salerno, Niccolò d'Aiello, Eugenio è altresì importante poeta in greco: è autore con sicurezza di 24 carmi giambici, dove tratta argomenti diversi (agiografia, devozione, descrizione di piante, inni, panegirici, etc.).
La base di partenza scientifica nazionale e internazionale relativa alla figura e l'opera di Eugenio risulta, a conti fatti, piuttosto ristretta, a fronte dell'importanza del personaggio. I contributi di rilievo a lui dedicati si riconducono sostanzialmente a due, entrambi, a oggi, abbastanza datati: lo studio storico di Evelyn Jamison, del 1957, e l'edizione dei carmi offerta nel 1964 da Marcello Gigante (dal codex unicus Firenze, Bibl. Mediceo-Laurentiana plut. V 10). Se lo studio della Jamison (peraltro viziato da alcune prese di posizione eccessive e in seguito smontate dalla critica, come l'attribuzione ad Eugenio del "Liber de regno Sicilie", l'opera storiografica normalmente attribuita allo pseudo-Ugo Falcando) non tiene conto dell'ultima e migliore edizione dei carmi opera di Gigante per ovvii motivi cronologici, l'editore critico, puntando a un lavoro pressoché esclusivamente filologico e letterario, tende praticamente ad eludere qualunque discorso sull'Eugenio-personaggio storico. La presente ricerca si prefigge pertanto di creare uno studio unitario, dove poeta e funzionario fiscale coesistano in maniera organica, aggiornando le conoscenze in maniera rigorosa e moderna, sia dal punto di vista contenutistico che metodologico, e venendo al tempo stesso a delineare un quadro quanto più possibile chiaro ed organico della cultura e della politica nel regno di Sicilia al tramonto dell'età normanna.
Gli studi sulla trattatistica relativa alla caccia con i rapaci nel Medioevo occidentale hanno fatto registrare in questi ultimi anni considerevoli progressi; grazie soprattutto allericerche di Van den Abeele, disponiamo di un panorama pressoché completo della tradizione manoscritta. Numerosi trattati sono editi, di altri è imminente la pubblicazione; altri, restano da editare, e soprattutto da studiare e commentare accuratamente.
L'opera che verrà presa in esame stretto in questo progetto di ricerca è nota col titolo di "Guillelmus Falconarius", trattato trascritto, nella maggior parte dei mss. che ci sono pervenuti, dopo il "Dancus rex", e del quale è una sorta di completamento, in quanto, per le stesse offre alcuni rimedi supplementari. Si tratta, anche in questo caso, di un'opera breve che contiene, alla fine, alcuni capitoli relativi a una sorta di genealogia dei falchi. Nell'íntroduzione si dice che Guglielmo è falconiere presso la corte del figlio di Ruggero II, Guglielmo I (1154-1166). Dunque, si tratta anche in questo caso di un'opera che appartiene all'ambiente della corte normanna di Sicilia, certamente ispirata dal sovrano; la tramandano 11 mss.
Il ritrovamento di un nuovo manoscritto, e la necessita della stesura di un nuovo commento al testo, oltre alla recente uscita dell'attesissima edizione critica del "De arte venandi cum avibus" dell'imperatore Federico II, opera principe della falconeria medievale non soltanto d'ambiente normanno-svevo, rendono assolutamente utile un intervento scientifico aggionato e moderno sul "Guillelmus Falconarius".
Le nuove tecnologie informatiche consentono ora di progettare una edizione in data-base, che permetta di confrontare passi di opere diverse riferibili a contenuto o periodo omologo, e di spostarsi in tempo reale dal testo costituito dall'editore a tutte le varianti presenti nella paradosi, all'immagine dei manoscritti, alle note di introduzione e di commento di cui vengono corredati i testi.
STORIOGRAFIA CROCIATA
Lo status ecdotico delle fonti latine relative al fenomeno delle Crociate non può dirsi soddisfacente. A fronte di una serie di studi rilevante, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, sul piano dell'indagine storica, sociale, militare, religiosa, politica, ideologica, etc., il pur fondamentale aspetto critico testuale e puntualmente ermeneutica dei singoli testi appare sostanzialmente trascurato. Mancano edizioni esaurienti sul piano della recensio dei testimoni, mancano edizioni che si avventurino nel duro ma utilissimo lavoro di datazione, individuazione, catalogazione, confronto, di episodi, fatti, personaggi, luoghi, oggetti; mancano poi, del tutto, studi seri sul livello formale del corpus delle cronache crociate: per la precisione sulla lingua e sullo stile.
Di molti di questi testi, infatti, l'ultima (e migliore) edizione risulta ancora quella, tardoottocentesca, dei "Recueils des historiens des croisades, Historiens occidentaux". Si tratta di una collana senz'altro prestigiosa, che ha fatto letteralmente la storia della storiografia crociata, raccogliendo la maggior parte delle fonti, occidentali e orientali, sull'argomento. Anche i criteri di edizione si mostrano, sotto molti punti di vista, ancora validi. E' indubitabile però che si tratta di uno strumento che ha ormai accumulato il peso di troppi anni, e di troppi sviluppi e cambiamenti della materia, sia sotto il profilo metodologico che contenutistico. Le edizioni dei "Recueils", peraltro, sono fortemente carenti dal punto di vista di apparati di conforto al testo (apparato delle fonti, apparati prosopografici e toponomastici, cronologie, etc.). E' per questo che ormai per alcuni dei testi lì pubblicati si è proceduto a nuove edizioni (ed esistono testi che di riedizioni ne hanno avute più d'una, come i "Gesta Francorum et aliorum Hierosolimitanorum"): si pensi alle edizioni novecentesche di Pietro Tudebodo, Orderico Vitale (ma non è tecnicamente una storia crociata), Guiberto di Nogent e Guglielmo di Tiro.
Niente di tutto questo si è verificato per un importante fonte relativa alla I Crociata, i "Gesta Tancredi" di Raoul di Caen. Motivi alla base del sostanziale disinteresse della critica verso una riedizione di questo testo è da un lato il suo giacere in un codex unicum (Bruxelles, B.R., 5373), peraltro deterioratosi fortemente successivamente alla lettura fattane per l'edizione francese; dall'altro, il suo status di biografia di uno dei partecipanti alla spedizione che non resoconto della spedizione stessa.
Sparuti e datati anche quasi tutti gli studi. In situazione disperata versa poi la critica sulla dimensione stilistica del testo; condizione che si prospetta quanto mai stupefacente se si considera che, sotto il profilo estetico-letterario, quella di Raoul è di gran lunga la più curata ed elaborata delle cronache della I Crociata. Un latino ricchissimo ed elaboratissimo, una narrazione presentata sotto la complessa forma del prosimetro (sulla scia della tradizione normanna di Dudone di Saint-Quintin), un parco di auctores di assoluto spessore, caratterizzano i Gesta Tancredi come un testo altamente formalizzato. Si prospettano dunque come addirittura urgenti lavori che vadano a gettare luce su tali caratteristiche.
BOCCACCIO
A partire dal Convegno fiorentino del 1996 si è verificata una ripresa di interesse per gli zibaldoni autografi del Boccaccio, e in particolare per lo Zibaldone Laurenziano. Lavori occasionati da quello stesso appuntamento (Zamponi, etc.) hanno datato su base codicologico-paleografica il codice e le sue parti, mentre si è nel frattempo conclusa l'impresa di Vittore Branca dell'edizione di Tutte le Opere del Boccaccio. Resta tuttavia aperto il problema, sia filologico che storico-letterario, delle parti di cui Boccaccio non è "autore" ma partecipe copista: in alcuni casi le edizioni sono antiche, in altri casi insufficienti scientificamente, in altri addirittura assenti. L'uso dell'informatica consentirà di produrre un ipertesto (che recupererà anche lo "status quaestionis") accompagnando alla riproduzione del Ms. una nuova edizione. <<<



