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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
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Classificazione geografica
Bibliografia
BIBLIOGRAFIA GENERALE

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F. Marenco, Introduzione: avventure del personaggio, in Dizionario dei personaggi letterari, Torino 2003.
Parole Chiave
PERSONAGGIO; INTRECCIO; TESTO; IDENTITA'; ALTERITA'

IL PERSONAGGIO E L'INTRECCIO COME FUNZIONI TESTUALI

Università degli Studi di Torino
Abstract
La ricerca intende individuare e verificare un nodo cruciale dello studio del testo letterario: la complementarietà fra le funzioni fondamentali del personaggio e dell'intreccio. Questo problema si è affacciato molto presto nella teoria letteraria, addirittura nell'età classica, ma è stato successivamente offuscato dall'estetica del realismo, per riemergere con grande vigore solo più tardi, dopo la metà del secolo scorso, nell'opera di critici e studiosi influenzati da importanti sviluppi quali la ripresa del mito e del racconto fantastico, l'affermarsi di una scrittura deliberatamente "artificiosa" e metadiscorsiva, e, sul piano epistemologico, dalla filosofia dell'assurdo e da quella che ora chiamiamo "crisi del soggetto". Se dunque la tradizione critica otto e primo-novecentesca ha tenuto quei fattori della narrazione separati come problemi distinti e indipendenti, la produzione successiva ne ha studiato invece la vicendevole necessità, riportando l'attenzione sul binomio di ethos e mythos che Aristotele per primo aveva postulato nella "Poetica". Autori di questi sviluppi sono stati soprattutto i critici francesi, da Roland Barthes a Gérard Genette, da Michel Zeraffa a Philippe Hamon. Tzvetan Todorov ha fornito il titolo della nostra ricerca, parlando in un saggio del 1967 di "hommes-récits", ovvero di personaggi il cui senso di identità e di plausibilità è legato a doppio filo con il senso della storia in cui agiscono - una categoria inizialmente esplorata nel racconto folklorico, ma facimente estendibile a testi più sofisticati e complessi. Ancora allo scadere del Novecento Paul Ricoeur, in "Soi-même comme un autre" (1990), asserisce che "l'identità del personaggio si comprende attraverso una trasposizione su di lui delle operazioni di costruzione dell'intreccio", e tale premessa sembra valida anche in studi come quelli di Giovanni Bottiroli, che nell'introduzione al volume "Problemi del personaggio" (2001) ammette la possibilità della complementarietà alla quale ora si rivolge la nostra ricerca. Questa sarà per noi una falsariga da seguire ma anche da discutere, esplorare e verificare attraverso l'analisi di testi e momenti diversi della storia letteraria, per giungere a una visione coerente delle varie manifestazioni che il problema ha assunto attraverso il tempo e attraverso i generi. I vari gruppi di ricerca hanno esperienza in campi di studio diversi, ma proprio la loro varietà dovrebbe consentire l'apertura necessaria a un compito di questa portata.
I compiti saranno così distribuiti:
La sede di Perugia si occuperà della letteratura rinascimentale e barocca in Inghilterra, come ambito nel quale è maturata una concezione del personaggio già rivolta a un'interiorità conflittuale. Le sedi di Milano e Bari si occuperanno del riflesso che i grandi modelli del passato rinascimentale hanno avuto nelle età successive, e della sempre più ingente attività di riscrittura che ne è derivata. La sede di Padova si rivolgerà all'evoluzione del personaggio sia in dimensione diacronica, sovranazionale e intergenerica, sia in dimensione sincronica, come punto d'incontro dinamico tra autore e lettore. Le sedi di Vercelli e ancora di Bari prenderanno in considerazione le articolazioni di genere, forma letteraria e media che la rappresentazione dell'identità stabilisce fra moderno e postmoderno, soprattutto nelle varie forme di riscrittura presenti nel Novecento, e nel passaggio dal verbale al visivo.
La sede di Torino guarderà alla questione dell'identità individuale e dell'alterità così come si configura nei nuovi personaggi e nelle nuove storie prodotte in culture come la britannica e la tedesca, dove più ingenti sono apparsi i problemi creati dal nuovo fenomeno del multiculturalismo. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Franco MARENCO Università degli Studi di TORINO
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo della ricerca è duplice: 1) discutere e verificare un punto nevralgico della teoria letteraria, il rapporto fra personaggio e intreccio nell'architettura testuale; 2) saggiare alcuni testi-chiave, in ambiti anche diversi ma riconducibili tutti al problema della costruzione del testo, del confronto che esso istituisce fra le varie funzioni del suo organismo, e della sua esplicita o segreta, ma continua, aspirazione alla dimensione metadiscorsiva.
Il contributo che si intende dare sarà anch'esso duplice: 1) proseguire ed estendere, e se possibile completare, il lavoro di critici e teorici soprattutto della scuola francese, che molto hanno scritto su questo argomento dagli anni '60 in poi - basterà menzionare i nomi di Roland Barthes, Gérard Genette, Michel Zeraffa, Philippe Hamon, Tzvetan Todorov, Paul Ricoeur - entrando in dialogo fruttuoso anche con esponenti di altre scuole, come la decostruzionista (Thomas Docherty in ambito inglese), e la psicanalitica (Giovanni Bottiroli in ambito italiano). 2) analizzare testi che rispondano a queste sollecitazioni, soprattutto quelli dove sono più evidenti le tracce della costruzione consapevole e meditata, ma anche quelli dove tale costruzione rimane sotto traccia, e interamente da scoprire. Tre i periodi che meglio si prestano a questa indagine, il Barocco europeo e soprattutto inglese - che comporta l'inclusione di tutti quei momenti, episodi e testi che ne subiscono l'influenza; il passaggio dal moderno al postmoderno; l'ultimo Novecento in Gran Bretagna e in Germania, dove più acuti si presentano i problemi posti dall'insorgere della multiculturalità.
La ricerca dovrebbe condurre alla pubblicazione di un volume collettivo, con almeno venti saggi distribuiti sulle tre aree di ricerca individuate, due diacroniche e una tematica: Rinascimento/barocco, Moderno/postmoderno, Riscritture attraverso il tempo e attraverso i generi. <<<
Risultati parziali attesi
Nella fase I i risultati parziali saranno:
- Schedatura e completamento operato da tutte le unità di ricerca della bibliografia di base, in due sezioni:
1) Teoria, con i principali contributi su personaggio e intreccio sistemati in un unico elenco ragionato.
2) Testi da esaminare. Definizione precisa delle aree di ricerca di competenza di ciascuna unità, e inventario dei testi e dei confini cui ciascuno dovrà attenersi.
Un compito ulteriore sarà la discussione sulle risultanze del lavoro in corso e della prima fase, da sviluppare nelle varie sedi a turno, e da socializzare in presenza dei dottorandi della sede di volta in volta interessata.I risultati della fase II possono essere riassunti come segue:
- Prosecuzione del programma di incontri e scambi fra le varie unità di ricerca, con convegni sia comuni sia bilateriali, e in presenza di studenti dei dottorati delle varie sedi partecipanti alla ricerca.
- Lavoro dei singoli su singoli aspetti della ricerca.
- Pubblicazione di uno o due volumi, con i risultati finali della ricerca (almeno venti saggi). <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
È difficile citare anche solo di sfuggita i principali contributi finora acquisiti nella linea di indagine qui proposta. Spetta forse a Michail Bachtin il merito di aver avviato per primo un'indagine sulla stretta connessione che intercorre fra il personaggio e l'intreccio, nel fondamentale saggio "L'autore e l'eroe" (1920-24), soprattutto là dove parla di "trasferimento dell'esperienza vissuta [dall'autore] su un piano completamente diverso di valore, in una nuova categoria di valutazione e di forma", ovvero negli strumenti della costruzione letteraria di cui fa parte l'intreccio. Bachtin muoveva da un presupposto oggi generalmente contestato, quello del rapporto fra la vita dell'autore e la forma finale della sua creazione (cfr. Ricoeur, "Identità personale e identità narrativa", in "Sé come un altro", 1990, ed. it. pp. 201-230), ma nel postulare "l'esistenza dell'altro [il personaggio] come fatto determinante dell'intreccio della vita [dell'autore] " (ed. it. pp. 94-95), egli anticipava la necessità del collegamento fra il processo di formalizzazione del testo e il profilo umano che ne è il risultato. Queste intuizioni venivano sparsamente riprese nel corso del Novecento (più notevolmente da romanzieri e teorici del romanzo come E.M. Forster, 1927), ed estese con grande decisione negli anni '60, nel quadro di un generale movimento di abbandono del paradigma realistico. Antirealisti erano gli studi che indagavano le radici mitiche dei generi letterari moderni, e che rivalutavano i modi espressivi del racconto popolare, del picaresco, del cavalleresco e del barocco - tutti generi cari a Bachtin. Ed antirealiste erano le avvisaglie di quella che noi chiamiamo oggi "crisi del soggetto", che sarebbero sfociate sul versante della letteratura creativa nel teatro di Beckett e nel nouveau roman francese, e sul versante della teoria letteraria nelle descrizioni di personaggi che "assumono un carattere astratto… [e] si dissolvono di giorno in giorno" (Michel Zeraffa, "Personne et personnage", 1969, p. 12), o nel rifiuto di "trattare il personaggio come un'essenza", attribuendone tutto il valore all''''effetto di testo' codificato da un'epoca e da generi particolari… e manifestato attraverso l'istituzione sistematica e l'esplicazione dei nessi causa-effetto tra le azioni dei personaggi" (Roland Barthes, "Introduzione all'analisi strutturale dei racconti", 1966, ed. it. p. 33). Non c'è dunque da sorprendersi se lo stesso Barthes arriva a parlare di personaggio e intreccio come di "complici l'uno dell'altro" ("S/Z", 1970, ed.it. p. 162), e ad affermare che "l'identità del personaggio si comprende attraverso una trasposizione su di lui delle operazioni di costruzione dell'intreccio"; mentre per Philippe Hamon il personaggio diventa "il risultato della collaborazione di un ‘effetto di contesto' (sottolineatura di rapporti semantici intratestuali) e di una attività di memorizzazionee di ricostruzione operata dal lettore" ("Per uno statuto semiologico del personaggio", 1972, ed. it. p; 202); e così via fino alla definizione che dà Tzvetan Todorov, dei personaggi di certi racconti popolari come di "uomini-intreccio" ("Les hommes-récits", 1967): è questo il punto d'arrivo di una lunga teorizzazione, e per noi ora il punto di partenza per una verifica, nella teoria come nell'analisi della pratica letteraria. In tale verifica saranno tenute presenti le riflessioni che eminenti studiosi hanno da allora contribuito al tema, in particolare quelle di Paul Ricoeur, che in "Sé come un altro" parla di "un'azione convergente" in letteratura fra l'azione e colui che la compie - fra 'che cosa' e 'chi' (1990, ed.it. pp. 211 sgg.); e di Giovanni Bottiroli, che in "Problemi del personaggio" (2001) traspone la distinzione ricoeuriana fra idem e ipse nella trattazione della figura umana che emerge tanto nella psiche individuale quanto nel testo letterario, ricostituendo la possibilità di quella alleanza fra "personaggio" e "persona" che proprio Barthes, Genette ecc. avevano radicalmente escluso. Al confronto tra posizioni così diverse sarà ora importante dedicare tutta la nostra attenzione, per accertare quanto di esse sia realmente conciliabile, e quanto invece da distinguere e da assegnare definitivamente al contrasto delle posizioni. <<<