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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
Anathema 1988-89 = AA.VV., Anathema: regime delle offerte e vita dei santuari nel Mediterraneo antico, in “Scienze dell’antichità”, 3-4 (1988-89).
Batino 2002 = S. Batino, Lo skyphos attico dall’iconografia alla funzione, «Quaderni di Ostraka» 4, Napoli 2002;
Bouma 1996 = J.W. Bouma, Religio votiva: The Archaeology of Latial Votive Religion, Groningen 1996 (Jb Satricum 25);
Santuari 1996 = Santuari della Magna Grecia in Calabria, «Catalogo della mostra», Napoli 1996;
Coarelli 1983 = F. Coarelli, Il Foro Romano. I Periodo arcaico, Roma 1983;
Etienne-Dinahet 1991 = R. Etienne-M.T. Le Dinahet (a cura di), L’espace sacrificiel dans les civilisations méditerraneés de l’antiquité,«Acte du Colloque tenu a la Maison de l’Orient, Lyon 4-7 Juin 1988», Paris 1991;
Fiorini c.s = L. Fiorini, Gravisca I, 1-2. Topografia generale e storia del santuario (dissertazione di dottorato di ricerca a.a. 2001-2002), Bari in corso di stampa;
Fortunelli c.d.s = S. Fortunelli, Topografia generale. Il santuario (Gravisca 1, 3), in corso di stampa;
Johnston 1979 = A. Johnston, Trademarks on Greek Vases, Warminster 1979;
Johnston-Pandolfini 1991 = A. Johnston-M. Pandolfini, Le iscrizioni (Gravisca 15), Bari 1991;
Giudice 1989 = F. Giudice, Vasi e frammenti “Beazley” da Locri Epizefiri e ruolo di questa città lungo le rotte verso l’Occidente, 1, Studi e materiali di archeologia greca, 3, 1), Catania 1989;
Giudice 1990 = F. Giudice, La ceramica attica in Sicilia. Commercio e importazione, in: Lo stile severo in Sicilia. Dall’apogeo della tirannide alla prima democrazia. Museo archeologico regionale, Palermo 10 febbraio -30 settembre 1990, Palermo 1990, 147-150;
Giudice 1997 = F. Giudice, Le importazioni attiche in Magna Grecia. Appunti per la definizione del quadro di riferimento, in Ostraka 6, 1997, 401-413;
Giuman 1999 = M. Giuman, La dea, la vergine, il sangue, Milano 1999;
Graef-Langlotz 1925 = B.Graef-E.Langlotz, Die antiken Vasen von der Akropolis zu Athen, I, Berlin 1925;
Huber 1999 = K.Huber, Gravisca. Scavi nel santuario greco VI. Le ceramiche attiche a figure rosse, Bari 1999;
Leone 1998 = R. Leone, Luoghi di culto extraurbani d’età arcaica in Magna Grecia, Firenze 1998;
Lippolis-Garaffo-Nafissi 1995 = E. Lippolis, S. Garraffo, M. Nafissi, Culti Greci in Occidente. I. Taranto, Taranto 1995;
Looking 1991 = AA.VV, Looking at Greek Vases, Cambridge 1991;
Massa Pairault 1999 = F.-H. Massa Pairault, Mythe et identité politique, in F.-H. Massa-Pairault (ed.), Le mythe grec dans l’Italie antique. Fonction et image (Actes du Colloque international oganisé par l’Ecole Française de Rome, l’istituto italiano per gli studi filosofici (Naples) et l’UMR 126 du CNRS (Archéologies d’orient et d’Occident), Rome, 14-16 novembre 1996), Roma 1999, 521-554;
Oakley-Couklson-Palagia 1997 = J.H. Oakley, W.D.E. Coulson, O. Palagia (a cura di), Athenian Potters and Painters, Oxford 1997;
Osanna 1990 = M. Osanna, Sui culti arcaici di Sparta e Taranto. Afrodite Basilis, in PP, 45, 1990, 81-94;
Osanna 1992 = M. Osanna, Chorai coloniali da Taranto a Locri, Roma 1992;
Regensburg c.d.s. = La céramique grecque dans les contextes sacrés (Atti del Colloquio, Regensburg, Ottobre 2002), in corso di stampa
Renfrew 1985 = C. Renfrew, Towards a Framework for the Archaeology of Cult Practice, in C. Renfrew (ed.), The Archaeology of Cult. The Sanctuary at Phylakopi, , in “BSA”, suppl. 18 (1985), pp. 11-26.
Schachter 1992 = A. Schachter (ed.), Le sanctuaire grec (EntrHardt 37), Geneva 1992
Torelli 1971 = M. Torelli, Il santuario di Hera a Gravisca, in La Parola del Passato, 1971, 44-67;
Torelli 1977 = M. Torelli, Il santuario greco di Gravisca, in La Parola del Passato, 1977, 398-458;
Torelli 1982 = M. Torelli, Per la definizione del commercio greco-orientale: il caso di Gravisca, in La Parola del Passato, 1982, 304-325;
Torelli 1993 = M. Torelli, Gli aromi e il sale. Afrodite ed Eracle nell'emporia arcaica dell'Italia, in Torelli c.d.s Torelli 2003 = M. Torelli, Le strategie di Kleitias. Il vaso François nel suo contesto culturale di produzione e la sua ricontestualizzazione, in Ostraka 12, 2003, in corso di stampa;
Mastrocinque 1993 = A. Mastrocinque (ed.), Ercole in occidente, Trento 1993, 91-117;
Torelli 1997 = M. Torelli, Les Adonies de Gravisca. Archéologie d'une fête, in D. Briquel-F.Gaultier (edd.), Les Etrusques, les plus religieux des hommes, Paris 1997, 233-291;
Tronchetti 1973 = C. Tronchetti, Contributo al problema delle rotte commerciali arcaiche, Dialoghi di Archeologia 7, 1973, 5-16
Webster 1972 = T.B.L. Webster, Potter and Patron in Classical Athens, London 1972;
Parole Chiave
CERAMICA; ATTICA; COMMERCIO; SANTUARIO; GRECIA; IONIA; MAGNA GRECIA; ETRURIA; SARDEGNA

Ceramica attica da santuari della Grecia, della Ionia e dell'Italia

Università degli Studi di Cagliari
Abstract
Sono note ed ampiamente consolidate dalla letteratura più recente le complesse dinamiche culturali e sociali che trovano traduzione nella produzione e nello smercio della ceramica attica. Tale complessità, sulla quale convergono fenomeni di capitale importanza per una comprensione di molti e fondamentali aspetti del mondo antico, sembra mostrarsi ancora più articolata per quelle produzioni destinate ad un ambito specificatamente santuariale, sulle quali vengono inevitabilmente a proiettarsi elementi sovrastrutturali riconducibili al mondo del sacro -mito e rito in primis, ma anche aspetti di tipo devozionale e cultuale- che ne possono modificare fortemente il valore semantico e metasimbolico.
E' in questa prospettiva ermeneutica che il progetto si propone un'esegesi coerente delle ceramiche di produzione attica provenienti dai santuari della Grecia, della Ionia e dell'Italia, al fine di verificare in una prospettiva di tipo comparativo le modalità che ne caratterizzano i modelli di ricezione e di scambio in orizzonti culturali e sociali profondamente differenziati:
a) santuari della Grecia (equipe di Cagliari). Lo studio si concentrerà nell'analisi dei materiali provenienti dall'acropoli, ovvero dal cuore politico e religioso della stessa Atene, e dall'Artemision di Brauron, una delle realtà sacre meglio conosciute in ambito attico sul piano più proprio del rituale;
b) santuari della Ionia (equipe di Cagliari). La ricerca si interesserà dei materiali ceramici di produzione attica provenienti dai santuari iasii di Zeus Meghistos e di Zeus nell'agorà, ancora del tutto inediti;
c) santuari della Magna Grecia (equipe di Potenza). La ricerca verterà nello studio del materiale -ancora del tutto inedito- proveniente dal santuario di Afrodite Basilis nella chora di Taranto, dal quale si potranno verificare le forme assunte dal consumo di ceramica attica in ambito coloniale;
d) santuari dell'Etruria (equipe di Perugia). Il lavoro si focalizzerà nell'analisi e nella pubblicazione definitiva delle ceramiche di produzione attica venute alla luce nel corso degli scavi del santuario di Gravisca, realtà centrale nella comprensione delle modalità che, in ambito emporico, caratterizzano gli interscambi tra mondo greco e mondo etrusco;
e) santuari punici della Sardegna (equipe di Cagliari). Lo studio si concentrerà intorno ai santuari punici di Tharros e Sid-Sardus Pater, al fine di esaminare le dinamiche ricettive che caratterizzano la presenza di ceramiche greche in ambito fenicio-punico e sardo.
E' attraverso l'analisi comparata dei risultati acquisiti nel corso della ricerca dalle diverse equipes impegnate nel progetto che sarà possibile operare una ricostruzione sufficientemente coerente delle prospettive esegetiche qualificanti l'acquisizione di ceramiche attiche in ambito santuariale, verificando e ponendo altresì nella giusta luce le differenze e le diverse prospettive che devono caratterizzare ambiti culturali e sociali tra loro disomogenei. Tali risultati saranno resi noti attraverso pubblicazioni monografiche e l'organizzazione di un convegno di studi di carattere
internazionale. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Simonetta ANGIOLILLO Università degli Studi di CAGLIARI
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto prevede di analizzare con le diverse équipes alcune situazioni di aree sacre diverse per poterne comparare i comportamenti, in ordine alla domanda sia di forme, provocata da ragioni di natura squisitamente rituale, sia di decorazioni figurate, generata invece da esigenze di "display", ovvero dalla necessità di presentare grandi decorazioni che evochino vuoi la divinità venerata, vuoi il contesto festivo nel quale il vaso si inserisce. L'équipe di Cagliari studierà da una parte un gruppo di santuari attici ionici e dall'altra alcuni santuari punici della Sardegna: i santuari attici sono quelli dell'Acropoli, per la parte arcaica fortunatamente molto noti grazie alla pubblicazione "storica" di B. Graef e E. Langlotz (Graef-Langlotz 1925), e quello di Brauron, recentemente ristudiato da M. Giuman (Giuman 2000), realtà queste che appaiono molto significative, dal momento che presentano i comportamenti nella città di produzione; quelli ionici sono rappresentati dalla aree sacre dedicate a Zeus nella città di Iasos, ancora inediti; un'altra parte dell'équipe cagliaritana si occuperà dei santuari punici di Tharros e di quello di Sid-Sardus Pater, elemento che appare rilevante nel tentativo di individuare l'impatto sui consumi della ceramica di importazione generato dal contatto culturale tra mondo punico, mondo sardo e mondo greco. L'équipe di Potenza prenderà in esame il contesto straordinario, ancora inedito, di Saturo, primo santuario dei coloni spartani di Taranto fondato su uno dei luoghi dello sbarco, riconosciuto come quello di Afrodite Basilis (Osanna 1990) dal quale si potranno valutare le forme assunte dal consumo della ceramica attica in un contesto coloniale greco, di cui è nota origine e qualità. L'équipe di Perugia infine completerà e analizzerà la eccezionale documentazione del santuario emporico greco nel porto di Tarquinia, Gravisca, dove in età arcaica si è realizzato l'incontro meglio documentato tra cultura greca e cultura etrusca in forte simbiosi politica, sociale e culturale. <<<
Risultati parziali attesi
La prima parte del progetto si propone l'acquisizione completa dei dati analitici fondamentali per un'analisi comparativa dei materiali ceramici di produzione attica provenienti dai vari contesti prescelti.La seconda fase del progetto di ricerca si propone lo studio comparato e la pubblicazione dei dati ottenuti dalle varie unità nel corso della prima parte del progetto. Ciò permetterà di verificare le diverse dinamiche che caratterizzano l'acquisizione di ceramiche attiche in ambito santuariale, verificando altresì le diverse prospettive che devono denotare la presenza di queste classi di materiali nei diversi ambiti culturali e sociali prescelti. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Negli ultimi anni si è manifestato negli studi italiani e stranieri un crescente interesse per gli studi sulle forme che nella diacronia e nella diatopia è venuta assumendo la diffusione delle ceramiche attiche a figure nere e rosse. Gli studi più significativi sul piano mercantile sono quelli che sono stati condotti da A. Johnston (Johnston 1979) e da F.Giudice (Giudice 1985; Giudice 1991; Giudice 1997), che stanno mettendo in luce l'esistenza non solo di specifiche rotte sulle quali venivano indirizzate ceramiche attiche per ragioni generiche di approvvigionamento di mercato, ma si collocavano anche vasi di specifiche forme e decorazioni per esigenze di tipo, per così dire, ideologico (cfr. Looking 1991). All'approccio quantitativo si sta adesso aggiungendo un ben preciso indirizzo di studi di tipo qualitativo che va verificando la natura della "domanda" della ceramica attica: alle vecchie nozioni di "special commission", messe a suo tempo in campo da T.B.L.Webster (Webster 1972), si sta affermando una precisa nozione di domanda differenziata in relazione alle specifiche esigenze e alle diverse situazioni sociali e culturali. In quest'ultima direzione si muovono alcune delle più recenti indagini su figurazioni su grandi ceramiche attiche esportate in ambienti dell'altissima aristocrazia condotte da F.-H.Massa Pairault (Massa Pairault 1999) e da M.Torelli (Torelli c.d.s.), la cui destinazione è stata prima quella delle grandi case e poi quella dei sepolcri dell'aristocrazia etrusca e greco-coloniale. Non è ancora stata studiata a fondo il tipo di domanda di ceramica per gli usi sacrali, una destinazione questa verso i santuari grandi e piccoli di Grecia, del mondo coloniale e dell'opulenta periferia etrusca, che ha certamente assorbito materiali importanti in termini sia di quantità che di qualità: tuttavia è assai chiaro che comincia a manifestarsi un interesse non secondario in questa direzione, come mostra un primi colloquio organizzazto da un gruppo franco-tedesco, condotto da P.Rouillard e F.Lissarrague, che nell'autunno 2002 ha organizzato un primo colloquio sulla ceramica attica dai santuari a Regensburg, di cui si attendono gli atti (Regensburg c.d.s.), ma che comunque si è focalizzato prevalentemente su aspetti quantitativi e volti in gran parte allo studio della ceramica dai santuari iberici. I grandi santuari etruschi e magnogreci erano sostanzialmente assenti dall'incontro: ma è senz'altro da questi che ci si attende il maggior numero di indicazioni sul significato delle ceramiche attiche nei contesti sacrali. Alcune indicazioni appaiono molto confortanti: basti pensare al caso, giustamente valorizzato da F.Coarelli (Coarelli 1983), costituito dallo straordinario cratere della cerchia del Pittore della Gorgone (570-560 a.C.) proveniente dal santuario del Volcanal del Comizio nel Foro Romano con la rappresentazione del ritorno di Efesto sull'Olimpo, un esempio splendido dell'esistenza di un nesso strettissimo tra rappresentazione figurata e contesto di dedica; oppure allo studio, condotto da S.Fortunelli (Fortunelli c.d.s.), sul nuovo santuario di Gravisca a frequentazione siceliota, dove sulla base dello studio delle frequenze delle forme è emersa l'esistenza di un "servizio" di base per il sacrificio, composto di un'olpetta di fabbricazione locale e di uno skyphos attico o di imitazione. <<<