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PROGRAMMA DI RICERCA

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Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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- BAGOLAN M., LEONARDI G., Montebello vicentino e la facies culturale veneta nel tardo bronzo, in CIURLETTI G., MARZATICO F. (a cura di), I Reti/ Die Räter, Atti del simposio 23-25 settembre 1993, Castello di Stenico, Trento, in "Archeologia delle Alpi", 5, 1999, pp.213-258.
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- PEDROTTI A., Bevölkerungs- und Besiedlungsbild des Spätneolithikums in Trentino-Südtirol, in LIPPERT A., SCHULZ M. , SHENNAN S., TESCHLER M. (Hrs.), Mensch, und Umwelt während des Neolithikums und der Frühbronzezeit in Mitteleuropa, Ergebnisse interdisziplinärer Zusammenarbeit zwischen Archäologie, Klimatologie, Biologie und Medizin. Internationaler Workshop Wien vom 9.-12. November 1995, Internationale Archäologie Arbeitgemeinschaft, Symposium, Tagung, Kongress, Band 2, 2001, pp. 105-118.
- PESSINA A., MUSCIO G. (a cura di), La neolitizzazione tra oriente e occidente, Udine, 2000.
Parole Chiave
ARCHEOLOGIA; PREISTORIA; PROTOSTORIA; INSEDIAMENTO; AMBIENTE; ITALIA NORD-ORIENTALE; MEDITERRANEO; MATERIE PRIME

Evoluzione dell'insediamento e dell'organizzazione territoriale in Italia settentrionale centro-orientale dal neolitico alla tarda età del bronzo

Università degli Studi di Padova
Abstract
Il programma che si presenta è stato approvato lo scorso anno, ma non finanziato per carenza di fondi. Per tale motivo viene ripresentato solo con ridotte modifiche.
La ricerca prevede di analizzare l'evoluzione delle modalità di insediamento nel territorio dal Neolitico, quando al Nord ha inizio una relativa stanzialità dei vari gruppi umani che transitano e abitano l'Italia settentrionale (centrale e orientale), fino alla formazione delle prima entità statali alla fine dell'età de bronzo.
l'evidenza archeologica di questo tipo di stanzialità congiunta ad altri indicatori materiali (strutturali e sovrastrutturali) fornisce informazioni sempre più sostanziali per l'individuazione del progressivo aumento della complessità dell'organizzazione sociale.
La ricerca, di così ampio excursus cronologico, è sembrata plausibile in quanto, soprattutto per molte aree inserite nel progetto e relativamente ad alcune fasi, può avvalersi di una banca dati ormai sufficientemente ampia; proprio in virtù di tale sostanziosa base informativa e critica, il progetto si ripromette di giungere a proposte di sintesi, anche alternative rispetto ad alcuni modelli proposti; ciò sarà reso possibile attraverso la necessaria integrazione con nuove indagini sul campo e di laboratorio, in parte già in corso, ma non ultimate, e in parte progettate appositamente per il presente progetto, al fine di colmare lacune e risolvere problemi ancora aperti.
La ricerca si svilupperà su diversi filoni tra loro integrati:
- evoluzione delle tipologie delle strutture abitative in rapporto alla loro collocazione fisiografica e ambientale, al fine di contestualizzare ecologicamente l'insediamento nel suo specifico ecosistema, connettendolo, ove possibile alle potenzialità e alle motivazioni economiche delle scelte locazionali. Tale aspetto in particolare verrà integrato anche con nuove ricerche mirate, sia attraverso analisi di ambito interdisciplinare di situazioni già in corso di scavo, sia attraverso indagini di campo tramite campioni sinificativi, cui seguirà un riesame analitico (e dove possibile anche statistico) che consenta l'integrazione tra nuovi e vecchi dati;
- incremento della base dati per l'aspetto cronologico, al fine di "stratificare" con sempre maggior dettaglio soprattutto i momenti critici sul piano dell'evoluzione dell'insediamento, anche attraverso datazioni radiometriche e dendrocronologiche;
- definizione di dettaglio delle facies archeologiche, intese come espressione di gruppi umani relativamente omogenei con proprie caratteristiche territoriali e cronologiche, che per il Neolitico e l'età del rame superano i confini nazionali sia a nord, verso l'Austria (progetto dell'Università di Trento), sia a est, verso la Slovenia e la Croazia (progetto delle Università di Trieste, Udine e Padova), mentre nell'ambito centrale è individuabile tra Lombardia orientale, Emilia Romagna e Veneto, la zona di frizione/integrazione tra "culture" diverse; a tale proposito quali esempi paradigmatici si possono citare per il neolitico la "cultura di Fiorano" o la "cultura dei Vasi a Bocca Quadrata", fasi II e III; per le fasi più recenti - età del bronzo -, il rapporto tra palafitte, terramare, siti arginati e castellieri dell'area orientale (progetto integrato tra tre gruppi locali di ricerca). Conclusivamente è intenzione dell'intero gruppo di ricerca mirare ad una ricostruzione storica più dinamica, rispetto al lavoro fin qui svolto, sviluppando ulteriormente lo studio dei processi di interrelazione tra ambiente, società, economia e cultura, in particolar modo in quei momenti in cui i contatti tra Nord e mondo mediterraneo sono più intensi. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanni LEONARDI Università degli Studi di PADOVA
Obiettivo del Programma di Ricerca
La presente ricerca si propone di definire, in un'ottica paleoambientale ed economica, le modalità e le strategie insediative connesse agli aspetti culturali, imprescindibili indicatori di rapporti tra gruppi, dalla comparsa dell'agricoltura fino alla formazione delle prima entità statali alla fine dell'età de bronzo. In questo territorio lo stato delle conoscenze, pur molto migliorato negli ultimi decenni, presenta ancora delle zone d'ombra e delle discontinuità.
Obiettivo primario è la comprensione dei diversi gradi di interazione, nelle scelte abitative, tra i fattori ambientali ed antropici, in un territorio diversificato fisiograficamente che comprende zone (da un punto di vista sociale e culturale) sia nucleari che di confine, di cui vanno valutati sia gli aspetti sincronici che quelli diacronici. Il progetto ha carattere interdisciplinare ed i risultati saranno frutto di una sinergia tra le scienze pre-protostoriche, naturalistico/ambientali e archeometriche. <<<
Risultati parziali attesi
Schedatura informatizzata dei siti risalenti al Neolitico-età del rame in Trentino-Alto Adige e Veneto (unità di Trento), e all'età del bronzo nelle stesse regioni (unità di Padova) e al Neolitico-età del bronzo in Friuli-Venezia Giulia (unità di Trieste e di Udine);
- pubblicazione di relazioni o notizie preliminari sulle ricerche in corso di svolgimento;
- creazione di una pagina web per documentare e diffondere le attività in corso di svolgimento, i contenuti problematici della ricerca, la relativa discussione,ecc.- Valutazione delle similitudini e delle differenze emerse dalle ricerche e conseguente elaborazione di modelli di dinamica insediativa sincronica e diacronica;
- pubblicazione di relazioni o notizie preliminari e, ove possibile, definitive;
- completamento dei dati sulla pagina web. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La base scientifica della ricerca è fornita, come specificato nel programma, in primo luogo dalla posizione teoretica del rapporto dialettico tra fattori antropici e ambientali a partire dal Neolitico, quando le scelte economiche, e conseguentemente le strategie insediative, sono fortemente condizionate dall'ambiente e comportano anche trasformazioni sistematiche dell'ecosistema, evidenti a livello fisiografico, geoarcheologico e paleoambientale: posizione, questa, che trova una compiuta formulazione nelle proposte di Butzer (1982). Considerato che si può contare su di una base di studi particolarmente sviluppata per l'Italia settentrionale, si ritiene possibile giungere a proporre modelli interpretativi delle dinamiche insediative, e cogliere somiglianze e diversificazioni sia in senso sia spaziale che cronologico.
Dal punto di vista storico-culturale l'Italia settentrionale (centrale e orientale) corrisponde a un territorio che in tutto il periodo in esame si caratterizza per la varietà di gruppi umani che si integrano e si condizionano a vicenda, secondo modalità di opposizione/integrazione che sono state ancora poco chiarite. Tali aspetti possono attualmente essere approfonditi, grazie al considerevole incremento dei siti indagati, che vengono a costituire ormai un campione altamente significativo; su un altro piano è aumentata (e si intende ulteriormente aumentarla con questo progetto) la banca dati di cronologia assoluta, base insostituibile per una valutazione storico-antropologica corretta nei termini di sincronia/diacronia. Nella sostanza si ritiene che i tempi siano maturi per poter fornire, anche attraverso l'integrazione con nuove ricerche sul campo (survey e scavi), una serie di modelli evolutivi del comportamento sociale nel territorio, dai primi gruppi umani stanziali del neolitico, ai processi di formazione delle entità pre-urbane. <<<