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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Bibliografia
Tipologie librarie, materiali, tecniche: R.R. Johnson, The Role of Parchment in Greco-Roman Antiquity, Diss., University of California, 1968; R. Reed, Ancient Skins, Parchments and Leathers, Seminar Press, 1972; N. Lewis, Papyrus in Classical Antiquity, Oxford 1974; E.G.Turner, The Typology of the Early Codex, University of Pennsylvania Press, 1977; C.H.Roberts - T.C. Skeat, The Birth of the Codex, London 1983; Les débuts du codex, ed.by A. Blanchard, «Bibliologia», 9, 1989, T.C. Skeat, The Origins of the Christian Codex, «ZPE» 102 (1994), 263-268, M. Maniaci, Costruzione e gestione della pagina nel manoscritto bizantino, Cassino 2002; E. Crisci., Papiro e pergamena nella produzione libraria in Oriente dal IV all’ VIII secolo d.C. Materiali e riflessioni, «Segno e testo», 1, 2003, 79-127). Circolazione libraria in ambiente cristiano. Aspetti culturali e sociali: C.H. Roberts, Books in the Graeco-Roman World and in the New Testament, in The Cambridge History of the Bible, I, Cambridge 1970; O. Kresten, Leontios von Neapolis als Tachygraph? Hagiographische Texte als Quellen zu Schriftlichkeit und Buchkultur im 6. Und 7. Jahrhundert, «Scrittura e civiltà», 1, 1977, pp. 155-175, trad. it. Scrittura e libro nei testi agiografici dei secoli VI e VII, in Libri e lettori nel mondo bizantino, a cura di G. Cavallo , Roma-Bari 1990, pp. 23-35; C.H. Roberts, Manuscripts, Society and Beleaf in Early Christian Egypt, London 1979; G. Cavallo, Libri e pubblico alla fine del mondo antico, in Libri, editori e pubblico nel mondo antico, Roma-Bari 1984, pp. 83-132; M. Mc Cormick, The Birth of the Codex and the Apostolic Life-Style, «Scriptorium», 39 (1985), 150-158; C. Rapp, Christians and their Manuscripts in the Greek East in the Fourth Century, in Scritture, libri e testi nelle aree provinciali di Bisanzio, Atti del seminario di Erice (18-25 settembre 1988), e cura di G.Cavallo , G. De Gregorio, M. Maniaci, I, Spoleto 1991, pp. 127-148: 146, trad.it. Libri e lettori cristiani nell’Oriente greco del IV secolo, in Bisanzio fuori di Bisanzio, a cura di G. Cavallo , Palermo 1991, pp. 19-36; I.M. Resnick, The Codex in Early Jewish and Christian Communities, «Journal of Religious History», 17 (1992), 1-17;R. Lane Fox, Literacy and Power in Early Christianity, in A.K. Bowman and G. Wolf (ed.), Literacy and Power in the Ancient World Cambridge 1994; E.J.Epp, The New Testament Papyri at Oxyrhynchus in their Social and Intellectual Context, in Sayings of Jesus: Canonical and non-Canonical. Essays in Honour of Tjitze Baarda, Leiden 1997, 47-68; H.Y. Gamble, Books and Readers in the Early Church. A History of Early Christian Texts, New Haven and London, 1995; E. Wipszycka, Etudes sur le Le christianisme dans l’ Egypte de l’antiquité tardive, Roma 1996; A. Camplani, L’Egitto cristiano. Aspetti e problemi in età tardoantica, Roma 1997; E. Crisci, La produzione libraria nelle aree orientali di Bisanzio tra i secoli VII e VIII: i manoscritti superstiti, in Atti del V Colloquio internazionale di Paleografia greca (Cremona 4-10 ottobre 1998), Firenze 2000, pp. 3-28; G. Cavallo – H. Maehler, Greek Bookhands of the Early Byzantine Period, A.D. 300-800, University of London. Institute of Classical Studies. “Bulletin Supplement”, 47, London 1987; E. Crisci (a cura di), Papiri letterari della Biblioteca Medicea Laurenziana, CD-Rom, Cassino 2002; G.G. Stroumsa, Early Christianity. A Religion of the Book, in Homer, the Bible and Beyond. Literary and Religious Canons in the Ancient World, ed. by M. Finkelberg and G.G. Stroumsa, Leiden-Boston 2003, 153-173; The Canon Debate, L. Martin McDonald and J.A. Sanders editors, Peabody, Massachussetts, 2002; E.Crisci, , I più antichi codici greci della Bibbia. Fattori materiali, bibliologici, grafici, in Forme e modelli della tradizione manoscritta della Bibbia, pubblicazioni della Scuola Vaticanadi Paleografia, Diplomatica e Archivistica, Città del Vaticano 2004 (c.d.s.). Scritture: G.Cavallo, Fenomenologia libraria della maiuscola greca: stile, canone, mimesi grafica, Bulletin of the Institute of Classical Studies, University of London, 19, 1972, pp. 131-140; G. Cavallo, Ricerche sulla maiuscola biblica, Firenze 1967; J. Irigoin, L’onciale grecque de type copte, «Jahrbuch der Österreichischen Byzantinistik», 8, 1959, pp. 29-51; G. CAVALLO, GRAMMATA ALEXANDRINA, «Jahrbuch der Österreichischen Byzantinistik», 24 (1975), pp. 23-54; A. Porro, Manoscritti in maiuscola alessandrina di contenuto profano, «Scrittura e civiltà», 9 (1985), pp. 169-215; E. Crisci, La maiuscola ogivale diritta. Origini, tipologie, dislocazioni, «Scrittura e civiltà», 9, 1985, pp.104-145; C.M.Mazzucchi, Minuscole greche corsive e librarie, «Aegyptus», 57, 1977, pp. 166-189; E.Crisci Scrivere greco fuori d’Egitto. Ricerche sui manoscritti greco-orientali di origine non egiziana dal IV secolo a.C. all’ VIII d.C., Firenze 1996, pp. 66-98; G.Messeri-R.Pintaudi, I papiri greci d’Egitto e la minuscola libraria, in I manoscritti greci tra riflessione e dibattito, Atti del V Colloquio internazionale di paleografia greca, Cremona, 4-10 ottobre 1998, Firenze 2000, pp. 67-82; G. De Gregorio, Materiali vecchi e nuovi per uno studio della minuscola greca fra VII e IX secolo, in Manoscritti greci cit., pp. 83-151). Caratteristiche materiali del libro della Bibbia: K. Aland, Kurzgefaβste Liste der griechischen Handschriften des Neuen Testaments, Berlin – New York 19942 (Arbeiten zur neutestamentlichen Textforschung, 1); P.-M. Bogaert, Ordres anciens des évangiles et tétraévangile en un seul codex, «Revue théologique de Louvain», 30(1999), 297-314; R. Devreesse, Chaines éxégetiques grecques, in Dictionnaire de la Bible. Supplement [I], fasc. 3-4, Paris 1928, coll. 1084-1233; M. Maniaci, La struttura delle Bibbie atlantiche, in Le Bibbie atlantiche. Il Libro delle Scritture tra monumentalità e rappresentazione, catalogo della mostra a cura di M. Maniaci – G. Orofino, Milano 2000, 47-60; M. Maniaci – D. Muzerelle – E. Ornato, Une bible … mais encore? Le portrait des manuscrits bibliques dans la catalographie moderne, in Sources for the History of Medieval Books and Libraries, ed. by R. Schlusemann – J. M. M. Hermans – M. Hoogvliet, Groningen 1999, 291-309; C. Mondésert(sous la direction de), Le monde grec ancien et la Bible, Paris 1984 (Bible de tous les temps, 1); A. Rahlfs, Verzeichnis der griechischen Handschriften des Alten Testaments, Berlin 1914 (Nachrichten von der K. Gesellschaft der Wissenschaften zu Göttingen, Philol. - Hist. Klasse, 1914. Beiheft); The Bible as Book. The Transmission of the Greek Text, ed. by S. McKendrick – O. O' Sullivan, New Castle 2003.Parole Chiave
LIBRO ANTICO; SCRITTURE; PAPIRO; PERGAMENA; CODICELe forme del Sacro. Modelli e pratiche di produzione libraria nel Cristianesimo greco fra età tardoantica e medioevo bizantino
Università degli Studi di CassinoAbstract
Il progetto si propone di indagare le caratteristiche codicologiche, grafiche e perigrafiche del libro cristiano greco fra la tarda antichità e l'età mediobizantina, riservando una specifica attenzione ai seguenti tre aspetti: le differenziazioni strutturali e formali del prodotto/libro in relazione alla diversità tipologica dei testi traditi (Vecchio e Nuovo Testamento, scritti patristici omiletici e dottrinali, testi agiografici, letteratura apocrifa, testi liturgici); la fisionomia tecnico-libraria del testo cristiano per eccellenza - la Bibbia - con particolare riferimento alle soluzioni editoriali attestate (trascrizione in uno o più volumi, tipologia e frequenza delle aggregazioni testuali); morfologia, struttura, meccanismi di funzionamento del sistema abbreviativo proprio dei testi religiosi (in relazione a quello adoperato nella produzione profana). <<<Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Edoardo CRISCI Università degli Studi di CASSINOObiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto intende indagare - secondo itinerari di ricerca diversificati per impostazione metodologica ma convergenti nell'oggetto di indagine e negli obiettivi individuati - i modelli, le tipologie, i meccanismi e le forme della produzione libraria greca di contenuto cristiano, fra tarda antichità e medioevo bizantino (secoli III/IV - XI/XII).Una prima direzione del progetto si propone di analizzare le caratteristiche materiali, codicologiche, grafiche del libro cristiano nella tarda antichità e nel primo periodo bizantino (III-VIII secolo d.C.), con particolare attenzione alle differenziazioni strutturali e formali del prodotto/libro in relazione alla diversità tipologica dei testi traditi. Soprattutto si vuole indagare la convergenza e l'eventuale interazione tra scelta dei materiali e tipologie librarie in uso, nonché l'incidenza di questi fattori sulle caratteristiche esterne del libro cristiano, anche in relazione alle tipologie grafiche utilizzate. Fondamentale è l'esigenza di incrociare fra loro tutti questi parametri, rapportandoli alle diverse tipologie testuali (Vecchio e Nuovo Testamento, scritti patristici omileti e dottrinali, testi agiografici, letteratura apocrifa, testi liturgici), al fine di delineare una fenomenologia del libro greco di contenuto cristiano che, fra innovazione e continuità con gli ambienti laici di tradizione ellenistico-romana, tenga conto dei diversi ambiti di produzione e della loro dislocazione geografica, delle esigenze d'uso dei libri, degli statuti intellettuali, delle pratiche di lettura e delle necessità comunicative degli ambienti cristiani di riferimento. A questo proposito, un' interessante prospettiva d' indagine che si intende approfondire è l'analisi dei rapporti fra centro e periferia, e la circolazione di modelli grafico-librari variamente recepiti e rielaborati in ambito locale; il corpus di manoscritti greci di contenuto cristiano ritrovati a Qasr Ibrim (Nubia) costituisce, in questa prospettiva, un prezioso materiale di riferimento.
Un secondo filone sarà concentrato sullo studio materiale della Bibbia, che riveste indubbiamente, per gli storici del libro, un interesse di assoluto rilievo. Le specificità di struttura e di presentazione del libro sacro per eccellenza rispetto ad altre tipologie di testi, l'adattamento a diversi usi e a diversi pubblici, le strategie di riempimento e di gestione della pagina scritta, il rapporto fra testo ed esegesi negli esemplari commentati, i sussidi elaborati per agevolare la lettura e lo studio, le modalità esecutive e le funzioni dell'ornamentazione… sono solo alcune delle possibili approcci ad un terreno di ricerca la cui vastità e complessità, unitamente alla mole enorme della bibliografia e alle competenze molteplici cui essa rinvia, ha sinora scoraggiato la definizione di una problematica globale e l'avvio di organici programmi di ricerca. Particolarmente povero di trattazioni di insieme, ma anche di studi puntuali, risulta essere il panorama relativo alla Bibbia bizantina. All'interno di un ventaglio molto articolato di possibili percorsi di ricerca, un aspetto meritevole di specifica considerazione è dato dalla dialettica fra la natura "composita" del testo biblico, inteso come una collezione di libri (in senso testuale), e la sua traduzione materiale sotto forma di volume unico o di sequenza di volumi contenenti un libro singolo o un "blocco" coerente di libri. Come ha già mostrato, in via preliminare, l'analisi delle Bibbie latine cosiddette "Atlantiche", la "materializzazione" libraria del testo della Bibbia, lungi dall'essere un dato casuale, è la risultante di un insieme di motivazioni di ordine diverso, eventualmente concomitanti, la cui individuazione e comprensione non può prescindere da un lavoro minuzioso e diretto di analisi codicologica (integrato dal ricorso a riproduzioni fotografiche), particolarmente attento a evidenziare, descrivere, indagare le relazioni fra scansioni del contenuto e articolazioni materiali. Obiettivo della ricerca è fornire un primo panorama della tipologia e della frequenza delle aggregazioni attestate, precisandone la scansione diacronica e — ove possibile — sincronica e affrontando, almeno in via preliminare, l'esame delle corrispondenti strategie artigianali (dagli aspetti più propriamente materiali a quelli relativi alla "gestione della pagina", ivi compresi i dispositivi cosiddetti "peritestuali").
Il terzo asse portante della ricerca riguarda lo studio delle abbreviazioni nei testi religiosi. La pratica di abbreviare parole è, come si sa, assai diffusa nell'antichità nelle scritture greca e latina, con un'estensione che riguarda tutte le tipologie testuali. Le abbreviazioni greche risultano però attualmente non altrettanto conosciute quanto quelle latine nei meccanismi di funzionamento e difficilmente riconducibili a sistemi ben definiti. Manca in particolare un'indagine complessiva che analizzi le pratiche abbreviative del libro cristiano, contestualmente ad altri fattori quali le tipologie grafiche e le caratteristiche codicologiche e in stretta correlazione con l'ambito di produzione del libro profano, al fine di cogliere rispetto a quest'ultimo analogie o eventuali comportamenti autonomi. Nello specifico, l'indagine intende far luce sul fenomeno dei sistemi abbreviativi nel libro cristiano in scrittura greca, studiandone la genesi delle forme e gli usi in un periodo compreso tra il II d. C. e i primi secoli del periodo bizantino. Forme abbreviative proprie del libro cristiano e, in particolare dei testi biblici, sono i nomina sacra, che prevedono la contrazione dei termini sacri e si diffondono particolarmente nel periodo bizantino. Accanto ai nomina sacra, papiri e codici contenenti testi riferibili all'ambito cristiano (omiletici, patristici, liturgici), attestano anche abbreviazioni diverse, dalle quali sono esclusi i vocaboli sacri, ed essenzialmente riconducibili ai due sistemi per troncamento e per simbolo. Tali forme sono testimoniate ampiamente nei testi profani, in particolare in quelli a contenuto documentario, mentre nei prodotti di ambito letterario, la pratica di abbreviare le parole sembra riservata ai testi esegetici, alle copie di studio, alle annotazioni marginali e ai manuali professionali. Le analogie morfologiche delle abbreviazioni nei testi documentari e cristiani e la circostanza che la tecnica sia attestata precedentemente alla comparsa del libro cristiano, prova che i sistemi indicati erano ormai stabili nella scrittura greca precedentemente al II secolo d. C. e che essi furono assunti senza mutamenti nel testi funzionali all'esercizio della fede. L'analisi di questa componente solo apparentemente secondaria nella produzione del libro manoscritto può permettere di ricostruire, accanto ad altri aspetti di natura testuale, paleografica e codicologica, i meccanismi che hanno presieduto alla realizzazione del libro cristiano e il livello sociale e culturale dei suoi lettori. L'indagine promette di essere tanto più feconda di risultati e spunti di riflessione, in considerazione dei molteplici punti di contatto che possono stabilirsi tra libro profano e libro cristiano sui versanti delle caratteristiche codicologiche, delle tipologie grafiche e, come già accennato, delle scelte che hanno operato nell'adozione delle abbreviazioni.
Obiettivo finale è la ricostruzione - sia attraverso le testimonianze indirette, reperibili in fonti letterarie e documentarie, sia, soprattutto, attraverso le testimonianze librarie direttamente conservate - degli scenari storico-culturali attraverso cui si snoda e si articola la produzione del libro greco di contenuto religioso, definendone i livelli qualitativi, gli ambiti di produzione e circolazione, gli elementi di continuità e di innovazione in un arco di tempo decisivo per l' elaborazione di nuovi modelli librari e di nuovi assetti grafico-testuali. <<<
Risultati parziali attesi
Schedatura dei materiali e costituzione di archivi di immagini e di schede descrittive elaborate in forma di database.Classificazione dei diversi tipi di libro in base alle caratteristiche materiali e ai livelli tecnici di realizzazione. Classificazione delle scritture, dei sistemi di abbreviazione, dei dispositivi di organizzazione del testo e dei livelli grafici. Classificazione delle tipologie testuali.Redazione di saggi sui diversi aspetti delle problematiche individuate (scritture, caratteristiche codicologiche, sistema abbreviativo). <<<Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nell'ambito della produzione libraria di area greco-orientale, il codice di contenuto religioso (sia esso biblico o patristico, agiografico o liturgico) costituisce, tanto in età tardoantioca quanto nel medioevo bizantino, un laboratorio privilegiato per l'osservazione di fenomeni di grande rilevanza storica, sia sul versante delle tecniche di manifattura libraria e dell' elaborazione di stili grafici, sia su quello, più articolato, della definizione di modelli culturali intesi a condizionare e a modificare, nel tempo, l'idea stessa di libro, orientandone modi e forme di produzione, circolazione, fruizione.Gli snodi fondamentali di questa vicenda - destinati talora a condizionare per secoli la produzione libraria - si possono sintetizzare in alcuni nuclei problematici, talora già indagati ma più spesso suscettibili di ulteriori verifiche e approfondimenti:
1) il progressivo affermarsi del rotolo al posto del codice come tipologia libraria più funzionale alle esigenze di produzione, diffusione, conservazione dei testi cristiani;
2) l'utilizzazione, sempre più massiccia, della pergamena al posto del papiro, fenomeno, questo, la cui insorgenza e diffusione è da valutare in relazione alle tipologie librarie (rotolo o codice), alla natura dei testi (sacri o profani, con ulteriori suddivisioni per categorie e generi di appartenenza), alle tipologie grafiche utilizzate (scritture formali e/o canonizzate, scritture informali, scritture corsive), ai dati bibliologici essenziali, con particolare riferimento alle dimensioni e ai formati dei manoscritti e all'impaginazione dello scritto;
3) l'affermarsi di pochi, selezionati e ben definiti modelli grafici, le cosiddette scritture canonizzate, che sostituiscono, ai livelli più alti della produzione libraria, la grande varietà grafica dei secoli precedenti;
4) il progressivo emergere e affermarsi - nell'ambito del filone corsivo e informale - di nuove forme grafiche, che daranno vita, alla fine di un lungo processo di selezione, al modello della minuscola libraria normalizzata;
5) il definirsi - tra III e IV secolo, e specialmente in epoca costantiniana - di una nuovo modello di libro cristiano e di una nuova gerarchia di libri/testi di contenuto religioso;
6) il consolidarsi, in epoca mediobizantina, di consuetudini librarie risultanti dall'adozione di determinati "modelli" editoriali: formati, dimensioni, ‘mise en page', stili grafici, ornamentazione, correlati a particolari tipologie testuali (codici biblici, codici patristici, omiletici e dogmatici, codici agiografici, codici liturgici), e diversificati ambiti di produzione (centro/periferia, ambienti religiosi, monastici, di corte ecc.);
Studi di carattere sia generale sia particolare - incentrati, cioè, su singoli aspetti delle problematiche su evidenziate - hanno contribuito negli ultimi anni ad ampliare e approfondire notevolmente le conoscenze sulle dinamiche di produzione libraria negli ambienti cristiani del mondo greco-bizantino; tuttavia appaiono maturi i tempi per tentare - alla luce delle acquisizioni più recenti nel campo dell'archeologia del libro manoscritto, della paleografia, della storia dei testi, delle pratiche intellettuali - un'interpretazione nuova di dati già noti o da integrare opportunamente, inserendoli in una sintesi tesa alla individuazione, da un lato degli elementi di continuità fra produzione libraria tardoantica e medio bizantina, dall'altro degli elementi innovativi, sotto il profilo sia tecnico sia storico-culturale. <<<



