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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
-G. Labrot, Baroni in città. Residenze e comportamenti dell'aristocrazia napoletana, 1530-1734, SEN, Napoli 1989;
-G. Labrot-R. Ruotolo, Pour une étude historique de la commande aristocratique dans le royaume de Naples espagnol in "Revue Historique", XIV, 535 (1980), pp. 25-48.
-G. Galasso, Napoli spagnola dopo Masaniello, Firenze 1983;
-Id., Alla periferia dell'Impero. Il Regno di Napoli nel periodo spagnolo (secoli XVI-XVII), Torino 1994;
-Id., Mezzogiorno medievale e moderno, Torino 1985;
-A.Musi, Il Mezzogiorno spagnolo. La via napoletana allo Stato moderno, Napoli 1991;
-Id., La rivolta di Masaniello nella scena politica barocca, Napoli 1989;
-Id., L'Italia dei Viceré. Integrazione e resistenza nel sistema imperiale spagnolo, Avagliano, Cava de' Tirreni, 2000;
-Il sistema imperiale. L'Italia spagnola, a cura di A. Musi, Napoli, Esi, 1994;
-F. Benigno, L'ombra del re. Ministri e lotta politica nella Spagna del Seicento, Venezia 1992;
--Id., Specchi della rivoluzione, Roma 1998;
-A.Spagnoletti, Principi italiani e Spagna nell'età barocca,
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- P. F. Albaladejo, Fragmentos de monarquia: trabajos de historia politica, Madrid 1992;
- A. Alvarez-Ossorio Alvarino, Milan y el legado de Felipe II. Gobernadores y corte provincial en la Lombardia de los Austrias, Madrid 2001;
- A. Maria Banti, La nazione del Risorgimento, Torino 1999;
- M. Bocci, "Piccole patrie" per l'Italia in costruzione: riviste di storia a Milano e a Torino nella seconda metà dell'Ottocento, Roma 2004;
- F. Chabod, Storia di Milano nell'epoca di Carlo V, Torino 1971;
- C. Cremonini, Il Consiglio Segreto tra interim e prassi quotidiana (1622-1706), in La Lombardia spagnola. Nuovi indirizzi di ricerca, a cura di E. Brambilla e G. Muto, Milano, 1997, pp. 225- 261;
- C. Cremonini, Ritratto politico-cerimoniale con figure: Carlo Borromeo Arese e Giovanni Tapia, cavaliere e gentiluomo. Con il testo inedito di G. Tapia, Roma 2004;
- Dilatar l'Impero in Italia, Asburgo e Italia nel primo settecento, in "Cheiron", a. XI (1994), n. 21, a cura di M. Verga;
- Famiglia del principe e famiglia aristocratica, a cura di C. Mozzarelli, 2 voll., Roma 1988;
- E. Galli della Loggia, L'identità italiana, Bologna 1998;
- U. Levra, Fare gli italiani. Memoria e celebrazione del Risorgimento, Torino 1992;
- La Lombardia spagnola. Nuovi indirizzi di ricerca, a cura di E. Brambilla e G. Muto, Milano 1997;
- L'Italia degli Austrias. Monarchia cattolica e domini italiani nei secoli XVI e XVII, in "Cheiron" a. IX (1992), nn. 17-18, a cura di G. Signorotto;
- Lombardia borromaica, Lombardia spagnola.1554-1659,a cura di P. Pissavino e G. Signorotto, 2 voll. Roma 1995;
- C. Mozzarelli, Identità italiana e cattolicesimo, Roma 2003;
- C.Mozzarelli, Per la storia dello Stato di Milano in età moderna: ipotesi di lettura, in "Annali di storia moderna e contemporanea", n. 6 (2000), pp. 585-604;
- U. Petronio, Il senato di Milano. Istituzioni giuridiche ed esercizio del potere nel Ducato di Milano da Carlo V a Giuseppe II, Milano 1972;
- G. Politi, Aristocrazia e potere politico nella Cremona di Filippo II, Milano 1976;
- G. Rumi, La formazione della Lombardia contemporanea, Milano 1998;
- D. Sella, Lo stato di Milano in età spagnola, Torino 1987;
- G. Signorotto, Lo Stato di Milano e la Valtellina, in La Valtellina crocevia dell'Europa. Politica e religione nell'età della Guerra dei Trent'anni, a cura di A. Borromeo, Milano 1998;
- G. Signorotto, Aperture e pregiudizi nella storiografia italiana del XIX secolo. Interpretazioni della Lombardia "spagnola", in "Archivio Storico Lombardo", CXXVI, 2000, pp. 513-560.
- G. Signorotto, Milano spagnola. Guerra, istituzioni, uomini di governo (1635-1660), Milano 1996;
- Storia della Lombardia, a cura di L. Antonielli e G. Chittolini, 2 voll., Roma-Bari, 2003.
- A. Spagnoletti, Le dinastie italiane nella prima età moderna, Bologna 2003.
-M.A. Visceglia (a cura di), Signori, patrizi, cavalieri in Italia Centro-Meridionale nell'età moderna, Roma-Bari 1993;
-H. Koenigsberger, The gouvernment of Sicily under Philip II of Spain, Cambridge 1948;
-La sociedades ibéricas y el mar a finales del siglo XVI, Madrid, Sociedad Estatal para la Conmemoración de Carlos V e de Felipe II. Pabellón de España, Expo '98, 1998, 4 voll.;
-Felipe II (1527-1598). Europa y la Monarquía Católica, a cura di J. Martínez Millán, Madrid, Editorial Parteluz, 1998, 4 voll.;
-Felipe II (1527-1598). La configuración de la Monarquía hispana, a cura di J. Martínez Millán - C.J. de Carlos Morales, Salamanca, Junta de Castilla y León, 1998;
-Felipe II y el Mediterráneo, a cura di E. Belenguer Cebriá, Madrid, Sociedad Estatal para la Conmemoración de Carlos V e de Felipe II, 1999, 4 voll.;
-La Monarquía de Felipe II a debate, a cura di L.A. Ribot García, Madrid, Sociedad Estatal para la Conmemoración de Carlos V e de Felipe II, 2000;
-De la unión de coronas al Imperio de Carlos V, a cura di E. Belenguer Cebriá, Madrid, Sociedad Estatal para la Conmemoración de Carlos V e de Felipe II, 2001, 3 voll.;
-Carlos V y la quiebra del humanismo político en Europa (1530-1558), a cura di J. Martínez Millán, Madrid, Sociedad Estatal para la Conmemoración de Carlos V e de Felipe II, 2001, 4
voll.;
-Carlos V, europeísmo e universalidad, Madrid, Sociedad Estatal para la Conmemoración de Carlos V e de Felipe II, 2001, 5 voll.
-Brading, De orbe indiano. De la monarquía católica a la república criolla, 1492-1867, Messico, 1991;
-F. Pease, Las crónicas y los Andes, Lima, 1995;
-L. Guarnieri Calò Carducci, Nuovo Mondo e ordine politico, Rimini, 1997.
-F. Benigno, C. Torrisi (a cura di), Èlites e potere in Sicilia dal medioevo ad oggi, Catanzaro, 1995.
-O. Cancila, La terra di Cerere, Caltanissetta-Roma, 2001.
Id., Baroni e popolo nella Sicilia del grano, Palermo, 1983.
-R. Cancila, Fisco ricchezza comunità nella Sicilia del Cinquecento, Roma, 2001.
Id., Il pane e la politica. La rivolta palermitana del 1560, Napoli, 1999.
-F. D'Avenia, Le commende gerosolimitane in Sicilia: patrimoni ecclesiastici, gestione aristocratica, in L. Buono, G. Pace Gravina (a cura di), La Sicilia dei cavalieri. Le istituzioni dell'Ordine di Malta in età moderna (1530-1826), Roma, 2003.
-J. H. Elliott, La Spagna imperiale (1469-1716), Bologna, 1982.
-S. R. Epstein, Potere e mercati in Sicilia. Secoli XIII-XVI, Torino, 1996.
-F. Gallo, L'alba dei gattopardi. La formazione della classe dirigente nella Sicilia austriaca (1719-1734), Catanzaro, 1996.
-A. Giuffrida, La finanza pubblica nella Sicilia del Cinquecento,Caltanissetta-Roma, 1999.
-H. G. Koenigsberger, L'esercizio dell'impero, Palermo, 1997.
-D. Ligresti, Feudatari e patrizi nella Sicilia moderna. Secoli XVI-XVII, Catania, 1992.
-D. Ligresti (a cura di), Il governo delle città. Patriziati e politica nella Sicilia moderna, Catania, 1990.
-L. Lotti e R. Villari (a cura di), Filippo II e il Mediterraneo, Laterza, Roma-Bari 2003.
- A. Lerra, Chiesa e società nel Mezzogiorno. Dalla "ricettizia" del sec.XVI alla liquidazione dell'Asse ecclesiastico in Basilicata, Venosa 1996;
- C. M. Simonetti, Un ostico oggetto di desiderio. Introduzione alle discipline del libro, Manziana (Roma) 1997;
- Idem, Osservazioni sul metodo bibliografico, Milano 2004.
Parole Chiave
ITALIA; GOVERNO SPAGNOLO; POTERE; LIBRI; UOMINI; STRUTTURE

Le forme del potere nell'Italia spagnola: libri, uomini, strutture.

Università degli Studi di Palermo
Abstract
In sintonia con una tendenza avvertibile nell'analisi di altri insiemi politico-territoriali dell'età moderna, anche il rinnovamento degli studi sui domini della Monarchia cattolica in Italia si viene realizzando attraverso la revisione della storia politica e delle basi clientelari del potere, fondamentali chiavi esplicative per l'esame di molteplici aspetti - da quelli istituzionali e culturali a quelli economico-sociali - che hanno contraddistinto gli oltre due secoli di dominio spagnolo nella penisola. In tal senso il programma di ricerca qui proposto risponde ad un orizzonte storiografico di sempre maggiore interesse e lo fa offrendo un tentativo di sintesi di temi e problemi fino ad ora piuttosto trascurati anche dalla storiografia specifica e che necessitano ancora di uno sforzo di sistematizzazione. La scelta dell'oggetto specifico del Programma di ricerca (Le forme del potere nell'Italia spagnola) per le sue caratteristiche di tema trasversale e di approccio multidisciplinare permetterà di mettere in rilievo la realtà particolarmente dinamica dei domini italiani della Monarchia cattolica, analizzandola in alcuni suoi aspetti ancora poco indagati: 1) l'azione di governo dei ceti dirigenti delle città minori dei domini e il loro diretto interagire con il governo di Madrid; 2) l'indagine sul 'potere del denaro' e su quegli elementi che più vistosamente esprimevano l'ascesa sociale come 3) le dimore signorili, per antonomasia spazio e simbolo del potere sia in ambito cittadino sia in quello rurale; 4) l'indagine sulla rielaborazione culturale del potere, attraverso l'analisi di alcuni dei protagonisti principali della cultura del tempo e delle loro opere, ancora poco indagati dalla storiografia. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Orazio CANCILA Università degli Studi di PALERMO
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'indagine sulle forme del potere spagnolo nelle sue articolazioni di libri, uomini e strutture si presenta ampia e complessa, con l'obiettivo di tradurre in pratica le indicazioni metodologiche e problematiche maturate dallo studio dei percorsi suddetti. Gli obiettivi del Programma possono essere riassunti in quattro tematiche fondamentali:

a)La dimensione della mediazione fra i vari poteri che sostengono la Monarchia cattolica, in particolare la negoziazione fra i poteri centrali (Madrid e le città capitali come Milano, Napoli e Palermo) e i poteri locali (con specifico riferimento alla forme di controllo della politica fiscale e di gestione delle risorse all'interno delle comunità, oltre al rapporto fra potere politico e potere del denaro) e l'articolarsi della dimensione del conflitto che, latente a livello politico, economico e sociale, sfocerà, soprattutto nel Sud, in alcuni episodi di rivolta che avranno come luogo privilegiato le città dove si inaugurerà una stagione di competizione vivace tra i gruppi sociali e le élites . In tal senso si indagherà approfonditamente l'evoluzione delle attitudini politiche del Consiglio d'Italia, non solo per osservare con maggiore attenzione l'inserimento della nobiltà spagnola in Italia e di quella italiana nella corte di Madrid, ma anche le sue relazioni con i consigli centrali di governo. In relazione a ciò uno sforzo chiarificatore sarebbe utile per meglio comprendere i processi di costruzione della fazioni e delle reti clientelari italiane in rapporto ai diversi gruppi di potere nella corte spagnola.
b) La definizione delle dimensioni del potere all'interno del quale si muovono le élites, con particolare riferimento alla competizione cortigiana per il favore regio come base di promozione sociale, all'analisi di dimore e palazzi signorili quali luoghi di potere e segni distintivi dell'identità della classe dirigente e simboli di autorappresentazione sociale, all'articolazione del rapporto tra le autorità civili e le autorità ecclesiastiche determinante per la gestione dei conflitti giurisdizionali e per la distribuzione del potere.
c) La rielaborazione culturale, non solo artistica ma soprattutto teorica delle forme del potere, con attenzione non solo alla trattatistica politica, ma anche alla comunicazione teatrale ( il caso di Emanuele Tesauro) e alla pubblicistica seicentesca in materia fiscale, rivelatrice di forme di opposizione e di critica alla politica spagnola. Quest'ultimo percorso di ricerca è poco esplorato, ma nel corso della Guerra dei Trent'anni il continuo ricorso al prelievo fiscale da parte della Spagna produsse un intenso dibattito culturale e teologico circa i limiti della fiscalità della Monarchia cattolica ad opera di alcuni esponenti del clero che miravano a tutelare l'esenzione degli ecclesiastici, ma che finirono per essere i protagonisti di una originale riflessione teologica e politica all'interno della cultura cattolica. L'uso della tratattistica religiosa unito all'impiego di cronache conventuali consentirà anche un'ulteriore investigazione su alcuni aspetti importanti, e ancora poco noti, nell'ambito della rappresentazione del paradigma della Monarchia e della sua politica di potenza, soprattutto in relazione alla scoperta e all'organizzazione politica e religiosa del Nuovo Mondo.
d) L'analisi dell'eredità del dominio spagnolo, soprattutto a partire dalle riflessioni teoriche che, dal Settecento al Novecento, hanno presieduto all'elaborazione dei paradigmi storiografici attraverso i quali si è andata formando l'«invenzione» dell'«identità nazionale». In particolare verrà affrontato il caso della formazione della Lombardia moderna e contemporanea, esaminando i diversi contributi storiografici che, sul lungo periodo, hanno ripensato alla storia regionale per verificare in che modo essi si sono fatti carico degli aneliti risorgimentali e poi di completare una «resurrezione» nazionale data sempre per incompiuta.

In relazione a tali indicazioni, sotto il profilo delle fonti la realizzazione del progetto porterà all'esplorazione di documentazioni seriali edite e inedite (carte di governo, epistolari, memorie, catasti, fonti iconografiche, trattatistica politica, corrispondenza diplomatica). Sono previste investigazioni sui fondi degli Archivi di Stato e delle Biblioteche delle città e delle regioni oggetto della ricerca, degli archivi privati di alcune famiglie importanti per la realizzazione del programma, degli Archivi di Stato e delle Biblioteche straniere, in particolare quelli spagnoli (Simancas e Madrid). Si prevede inoltre la pubblicazione cartacea oppure on-line (attraverso il sito della SISEM) di alcuni repertori di fonti documentarie, in particolare quelli relativi all'indagine sulle dimore signorili.
Per quanto riguarda la diffusione dei risultati, le singole Unità organizzeranno seminari di studi tematici nel corso dei lavori, mentre un Convegno internazionale conclusivo è previsto nella parte finale del programma di ricerca. La pubblicazione di monografie e di studi originali renderanno ulteriormente visibili il frutto dei lavori delle singole Unità e della loro collaborazione. <<<
Risultati parziali attesi
La prima fase della ricerca condurrà certamente ad una massiccia acquisizione di dati da archivi e biblioteche italiane ed estere. Non si tratterà di un'acquisizione puramente classificatoria, quanto piuttosto commisurata ai nodi problematici della ricerca. Il materiale sarà schedato, classificato e, dove possibile, informatizzato. I risultati verranno sottoposti al confronto e al vaglio critico di tutte le Unità del programma; da tale dibattito le linee della ricerca potranno subire un migliore orientamento finalizzato anche alla pubblicazione dei risultati.La fase finale del programma condurrà alla pubblicazione di documenti inediti, nonché di articoli, di saggi, di monografie sui diversi percorsi affrontati dalla ricerca complessiva. I risultati non saranno parcellari, ma verranno vagliati da una comparazione con l'intero lavoro del Programma di ricerca e con la storiografia nazionale sul tema.
Alcuni lavori saranno pubblicati anche sulle riviste che fanno capo alle singole Unità di ricerca o ai loro responsabili scientifici ( come ad esempio gli "Annali di Storia moderna e contemporanea" dell'Università Cattolica e la collana "Storia economica di Sicilia - Testi e ricerche" e il semestrale "Mediterranea. Ricerche storiche", entrambi diretti da Orazio Cancila) che serviranno come ulteriore sede di confronto e di dibattito storiografico. È prevista anche la pubblicazione on-line dei risultati ottenuti dal programma attraverso il sito della SISEM, cui potrà accedere l'intera comunità scientifica. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il processo di formazione dello stato moderno, concepito per lungo tempo come percorso storico lineare e necessario, negli ultimi anni è stato visto dalla storiografia in chiave problematica, per cui si è passati dalla contrapposizione tra l'idea di un un centro propulsore di spinte unificatrici e uniformanti e l'idea di una periferia capace di esprimere unicamente opposizioni e resistenze, ad una visione maggiormente dinamica e articolata delle loro relazioni. Ciò ha consentito di evidenziare la capacità delle periferie di proporre modelli e pratiche capaci di ridefinire i percorsi del centro e nel contempo di mettere in luce la complessità della mediazione tra autorità sovrana e poteri locali.
Per quanto attiene al periodo compreso tra la seconda metà del XVI secolo alla fine del XVII ciò ha portato a sostanziali mutamenti interpretativi delle vicende dell'Italia spagnola, per cui, ad esempio, le vicende siciliane hanno cominciato ad essere rilette da una nuova angolazione, secondo la quale l'Isola non pareva aver costituito un soggetto passivo rispetto alle istanze del potere centrale, ma al contrario sembrava aver continuato a rivestire importanti spazi di autonomia e mediazione e le città diventano il luogo di definizione delle identità nobiliari con esiti diversi da città a città a seconda della natura demaniale o feudale delle stesse, e teatro privilegiato dei conflitti politici e sociali (F. Benigno, O. Cancila, D. Ligresti). Parimenti nel Regno di Napoli l'articolazione e la solidità del potere feudale era tale che è stato possibile enucleare per la metà del Cinquecento ben sei fasce di potere signorile (Visceglia) che nei vari luoghi (città, terre o casali) si rifletterono anche sulle strutture abitative (castelli, palazzi baronali) e sulla gestione delle amministrazioni locali in cui si registra una forte diversificazione istituzionale. Questa deve essere vista nel senso indicato dalle ricerche più recenti che vedono il Mezzogiorno spagnolo caratterizzato da una cultura politica di equilibrio tra dominio e consenso nella capitale e nelle province (Galasso, Musi).
In ambito lombardo la nuova prospettiva ha condotto innanzitutto a superare la concezione dualistica che aveva caratterizzato la lettura chabodiana nella quale spiccava la contrapposizione tra spagnoli e 'naturali', tra corte di Madrid e governo di Milano, realizzando una più dinamica connessione tra le diverse componenti (C. Mozzarelli, G. Signorotto) e rilevando come sotto la tutela spagnola sia stato possibile per le famiglie più intraprendenti realizzare rapide scalate sociali (C. Cremonini) e i ceti dirigenti siano stati immessi in un sistema internazionale (G. Galasso, P.F. Albaladejo), che si è garantito la loro fedeltà assicurando una sostanziale autonomia nelle amministrazioni civiche (C. Mozzarelli). Se sono stati sondati a fondo Milano i rapporti centro-periferia per gli anni centrali del secolo (Signorotto) e del primo quarto della seconda metà (A. Álvarez Ossorio Alvariño), meno note sono le vicende degli ultimi decenni del secolo.
Da un punto di vista degli studi sull'economia dello Stato di Milano, all'attenzione rivolta ad artigianato e agricoltura non ha corrisposto altrettanto interesse verso il settore commerciale e finanziario, nonostante la considerazione che a ridurre il settore commerciale e finanziario intervenne il progressivo ridimensionamento sulle piazze internazionali delle pregiate manifatture lombarde. La persistenza del ruolo centrale di Milano come snodo di traffici con i paesi d'Oltralpe e con il resto della Penisola ha fatto sì che essa continuasse a costituire il centro di residenza privilegiato per quanti avevano maggiore liquidità e in primo luogo dal ceto dirigente: in questa prospettiva risulta ancora da chiarire nei dettagli specifici l'immagine che questo ceto intendeva dare di sé e l'impiego del danaro in campo artistico-edilizio e cerimoniale per dare visibilità all'avvenuta affermazione sociale.
Il grande mutamento di prospettive che questa nuova impostazione storiografica sull'Italia spagnola ha innescato, suggerisce l'opportunità di riflettere anche se e come il ritardo italiano nella costruzione dell'unità nazionale debba essere reinterpretato, tanto più che nel corso degli ultimi decenni la storiografia ha inaugurato un interessante filone d'indagine riguardante la formazione dell'identità italiana (U. Levra, E. Galli Della Loggia, A. M. Banti) che ha interessato anche gli storici di area lombarda (G. Rumi) e li ha indotti a riflettere sul contributo della cultura politica regionale alla costruzione dello stato nazionale (C. Mozzarelli, M. Bocci). <<<