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PROGRAMMA DI RICERCA

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Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
Banti O., Un tipo di donna e uno stile di vita proposti come modello della agiografia pisana tra il XII e il XIII secolo, Pisa 1987
Benvenuti A., Il sopramondo di Campaldino: santi di guerra e santi di vittoria, in La battaglia di Campaldino e la società toscana del ‘200, Arezzo 1994, pp. 286-298
Benvenuti A., Le forme dell'identità patronale: il culto di sant' Alberto a Colle, in Colle di Val d'Elsa: diocesi e città tra '500 e '600, a cura di P. Nencini, Castelfiorentino, Società Storica della Valdelsa 1994
Benvenuti A., S. Zanobi: memoria episcopale, tradizioni civiche e dignità famigliari, in I ceti dirigenti nella Toscana del Quattrocento, Firenze, F. Papafava ed., 1987, pp. 79-1
Benvenuti A., San Giovanni Gualberto e Firenze, in I Vallombrosani nella società italiana dei secoli XI e XII, a cura di G. Monzio Compagnoni, Vallombrosa (Firenze), Edizioni di Vallombrosa, 1995, pp. 83-112
Benvenuti A., Santa Verdiana e dintorni, in Storia di Castelfiorentino, Pisa 1995, pp. 85-119
Benvenuti A., Santità e ordini mendicanti in Valdelsa, in Gli ordini mendicanti in Valdelsa, Pisa 1999, pp. 9-46.
Benvenuti A., Stratigrafie della Memoria: scritture agiografiche e mutamenti architettonici nella vicenda del "Complesso cattedrale fiorentino, in Il bel San Giovanni e Santa Maria del Fiore. Il centro religioso a Firenze dal tardo antico al Rinascimento, a cura di D. Cardini, Firenze 1996, pp. 95-128
Benvenuti A., Titulus sancti Laurentii. Aspetti medievali del culto di san Lorenzo, in VII Centenario della fondazione della chiesa cattedrale di Grosseto, a cura di V. Burattini, Grosseto 1996, pp. 35-56
Benvenuti A., Tra i santi delle corporazioni, san Pietro e i Beccai, in Il restauro della statua di san Pietro, Firenze, Stamperia Parenti, 1993, pp. 42-75
Benvenuti A., Umiliana dei Cerchi. Nascita di un culto nella Firenze del Dugento, “Studi Francescani” 77 (1980), pp. 87-117
Benvenuti A., Un momento del concilio di Firenze: la traslazione delle reliquie di san Zanobi, in Il Concilio di Firenze dei 1439. Convegno di studi (29 novembre-2 dicembre 1989), a cura di P. Viti, Firenze 1994, pp. 191-220
Benvenuti A., Cieli e terre di Toscana, in Storia della civiltà toscana a cura Franco Cardini e dato alle stampe nel 2000 ( Firenze, Le Monnier, pp. 315-350),
Bisogni F., Il Libellus di Tommaso d'Antonio Caffarini e gliinizi dell'iconografia di Caterina, in Atti del Corso seminariale su S. Caterina da Siena (Siena 25 settembre-7 ottobre 1995), Siena 1999, pp. 54-66
Bizzochi R., Sant'Antonino, la Chiesa e Firenze, in “Rivista di ascetica e mistica”, 59 (1990), pp. 239-253
Bocci M. (a cura di), De sancti Hugonis actis liturgicis, Firenze, Olschki, 1984
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Cerafogli G. E., S. Francesco fu a Siena nel 1224-1225?, “Studi Francescani”, 79 (1982), pp. 181- 190.
Chierotti L., S. Venanzio vescovo di Luni (594-603), Sarzana 1983
Ciappelli G., A Trecento Bishop as Seen by Quattrocento Florentines: Sant’Andrea Corsini, His Life and Battle of Anghiari, in Portraits of Medieval and Renaissance Living. Essays in Honor of David Herlihy, ed. by S. K. Cohn Jr., S. A. Epstein, Ann Arbor 1996, pp. 283-298
Conte P., Osservazioni sulla leggenda di s. Cerbonio, vescovo di Populonia (575), “Aevum”, 52 (1978), pp. 235-260
Dalarun J. , Jeanne de Signa, ermite toscane du XIVI siècle, ou la sainteté ordinare, in “Melanges de l’Ecole Française de Rome” 98 (1986), pp. 161-199
Dameron G., The cult of St.Minias and the struggle for power in the diocese of Florence, 1011-1018, “Joumal of Mediaeval History”, 13 (1987), pp. 125-141
Degl’Innocenti A., L'agiografia su Giovanni Gualberto fino al secolo XV (da Andrea di Strumi a Sante da Perugia), in I Vallombrosani nella società italiana dei secoli XI e XII, a cura di G. Monzio Compagnoni, Vallombrosa (FI), Edizioni di Vallombrosa, 1995, pp. 133-157
Donnini M., La « Vita Lactantii» di fra Marco Michele da Cortona, in “Studi Francescani” 78 (1981), pp. 123-131
Ferrali S., L'apostolo S. Jacopo il Maggiore e il suo culto a Pistoia, Pistoia 1979
Frugoni C., Santa Bona, pellegrina per 'desiderio', in Gli universi del fantastico, a cura di V. Branca e C. Ossola, Firenze, Vallecchi, 1988, pp. 259-273
Gagliardi I., Le reliquie del Santa Maria della Scala (secc. XIV-XV), in L'Oro di Siena, Siena 1996, pp. 49-66
Gai L., Testimonianze iacobee e riferimenti compostellani nella storia di Pistoia dei secoli XII-XIII, in Pistoia e il cammino di Santiago, Perugia 1987, pp. 119-230
Gianni A., Caterina e le altre, in Con l'occhio e col lume, Siena 1999, pp. 237-394
Gregoire R., Il duomo, i canonici e la città di Pisa nella Vita di S. Ranieri, in Storia ed arte nella Piazza del Duomo, Pisa, Pacini editore, 1993, pp. 9-23
Gregoire R., La canonizzazione e il culto di Giovanni Gualberto (t 1073), in I Vallombrosani nella società italiana dei secoli XI e XII, a cura di G. Monzio Compagnoni, Vallombrosa (FI), Edizioni di Vallombrosa, 1995, pp. 113-132
Gregoire R., La prima cristianizzazione della regione di Pisa, “Bollettino storico pisano”, 59 (1990), pp. 1-6
Gregoire R., L'agiografia lucchese antica e medievale, in Lucca, il Volto Santo e la civiltà medioevale, Lucca, Accademia lucchese di scienze, lettere ed arti, 1984, pp. 45-70
Gregoire R., Liturgia ed agiografia a Lucca durante gli episcopati di Giovanni Il (1023-1056), Anselmo I (1056-1073)e Anselmo II (1073-1086), in Sant'Anselmo vescovo di Lucca (1073-1086), pp. 273-282
Gregoire R., San Ranieri di Pisa (1117- 1160) in un ritratto agiografico inedito del secolo XIII, Pisa, Pacini, 1990
I santi patroni senesi, a cura di F.E. Consolino, Siena, Accademia degli Intronati, 1991
Il Volto Santo. Storia e culto, a cura di C. Baracchini e M. T. Filieri, Lucca, Maria Pacini Fazzi 1982
Kempers B., Art and Ritual in Siena Cathedral, in City and Spectacle in Medieval Europe, ed. by B.A. Anwalt e K.L. Reyerson Minneaapolis (MN) 1994, pp. 89-136
La presenza di sant'Ambrogio a Firenze. Convegno di studi ambrosiani (Firenze, 9 marzo 1994), a cura di M. Naldini Firenze 1994
Le radici cristiane di Firenze, a cura di A. Benvenuti - F. Cardini - E. Giannarelli, Firenze, Alinea, 1994
Leonardi C., San Miniato: il martire e il suo culto sul Monte di Firenze, in La basilica di San Miniato al Monte di Firenze, Firenze, Cassa di risparmio di Firenze, 1988, pp. 279-285
Mazzini S., S. Ansano martire, patrono e battista di Siena, Siena, Cantagalli, 1996
Morelli P., Appunti per una biografia della beata Diana da S. Maria a Monte, “Erba d’Arno”, 24-25 (1986), pp. 40-58
Panarelli F., Culto dei santi e culto dei luoghi: il caso di s. Bona di Pisa e il monastero di S. Jacopo de Podio, in Pisa e la Toscana occidentale nel Medioevo, A Cinzio Violante nei suoi 70 anni, Pisa, GISEM-ETS editrice, 1992, pp. 151-180
Pasetto F., Il beato Torello da Poppi. Storie di santità, di superstizione e di magìa nella Toscana del XIII secolo, Bologna 1996
Pisani P., Santi, beati e venerabili nella provincia di Grosseto, Siena, Edizioni Cantagalli,1993
Rauty N., Il culto dei santi a Pistoia, Firenze, Sismel 2001
Un leggendario fiorentino nel XIV secolo, ed. critica a cura di A. Degl'Innocenti, Firenze, Sismel ed. del Galluzzo 1999
Le "Vite" di Torello da Poppi, ed. critica a cura di L. Ricci, Firenze, Sismel 2002.
Parole Chiave
SANTI; CULTI; CIVILTA' COMUNALE; AGIOGRAFIA; ICONOGRAFIA MEDIEVALE; MEDIOEVO; TOSCANA; DEVOZIONI; RELIQUIE

Forme e caratteri della santità in Toscana nell'età dei Comuni: agiografia, iconografia, istituzioni.

Università degli Studi di Firenze
Abstract
Oggetto della ricerca è l'analisi storica del culto prestato ai santi nella Toscana dell'età comunale (secc. XI-XIV) mediante una analisi comparata condotta su differenziate tipologie di fonti (agiografico-letterarie, iconografico-artistiche, normative e istituzionali).
La metodologia comparativa permetterà di cogliere le dinamiche politico-istituzionali e culturali sottese allo sviluppo dei culti nei vari contesti urbani e rurali di un'area (la Toscana) prescelta in ragione della sua specificità urbana e delle sue forme di reggimento. Proiettata sullo sfondo delle vicende istituzionali attraversate delle varie realtà cittadine della regione, l'analisi delle scelte cultuali adottate nel divenire dei secoli XI-XIV consentirà di coglierne le dinamiche storiche profonde, evidenziando sia nella continuità sia nella mutazione dei culti, le evoluzioni culturali e sociopolitiche. Per il raggiungimento di questi obiettivi si rende indispensabile un approccio multidisciplinare che tenga conto della pluralità delle forme di comunicazione utili alla formazione ed al mantenimento del consenso. Per questo motivo il gruppo di ricerca si compone da unità caratterizzate ciascuna da un tipo di approccio: quello politico-istituzionale, affidato all'unità di Pisa; quello artistico-iconografico,affidato all'unità di Siena; quello letterario-culturale (agiografico e lipsanico), affidato alle unità di Firenze e di Ferrara. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Anna BENVENUTI Università degli Studi di FIRENZE
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'obbiettivo della ricerca è identificare il sistema cultuale della Toscana durante l'età comunale (secc. XI-XV).
L'area geografica adottata (la Toscana) corrisponde a quella della attuale regione amministrativa ma fa riferimento alle circoscrizioni ecclesiastiche storiche (metropolie e diocesi suffraganee) e quindi in prima istanza ai capita diocesani del periodo indicato; si terrà conto anche dei centri "minori" (anche rurali) dove venne attuandosi la sperimentazione comunale.
L'arco di tempo prescelto si riferisce essenzialmente al periodo di fioritura e sviluppo dei Comuni fino alla formazione degli stati territoriali.
Per ciascuna città si cercherà di definire una evoluzione cronologica delle rappresentazioni cultuali tenendo presente le mutazioni funzionali avvenute nella devozione per i santi e il divenire della loro rappresentazione, identificando:
a - Il santorale antico espresso dalla tradizione agiografica e liturgica così come esso andò definendosi all'interno dell'amministrazione vescovile della memoria sacra cittadina. Particolare significato assumerà in questa ottica l'analisi della tradizione agiologica relativa ai santi patroni della diocesi e della sede vescovile, nonché degli eventuali titolari delle cattedrale. Utile alla definizione del proprium diocesano sarà anche l'identificazione del patrimonio lipsanico in uso alla devozione locale, qualora le reliquie e i corpi santi abbiano costituito un momento significativo per la storia della devozione cittadina.
b - Il santorale amministrato dal Comune ed i riti pubblici dell'ossequio prestato al santo/i adottati come patroni dalla comunità civile,compresi i "santi di vittoria", eponimi di imprese militari vittoriose. In questa prospettiva è indispensabile l'analisi del sistema festivo comunale e la sua amministrazione da parte di enti specializzati, non ignorando le joint-ventures costituite dalle opere civiche coinvolte nella gestione di edifici sacri cittadini. Dovranno essere inoltre analizzati i flussi devozionali dal centro cittadino verso il distretto e dal distretto verso il centro cittadino indotti dalle dinamiche espansive del Comune e dai movimenti demici di inurbamento.
c - Il santorale "nuovo" indotto dalle suggestioni culturali delle religiones novae nei secoli XIII e XIV con particolare riferimento ai Mendicanti, ai loro santi fondatori ed in genere al ‘pantheon' di "santi novellini" promossi dalla loro pastorale.
d -Il santorale delle arti e delle corporazioni e la moltiplicazione della richiesta di patrocinio e di intercessione da parte di una società sempre più differenziata.
e- Il santorale oligarchico e signorile.
Abbiamo individuato come fonti indispensabili per la raccolta di questo tipo di informazione:
a:
Le testimonianze agiografiche (intendendo entro questa categoria sia le singole Vitae dei santi, sia le raccolte ed i leggendari locali, sia i volgarizzamenti e i testi narrativi destinati a rappresentazioni sceniche);
b:
La documentazione liturgica, intesa come sede privilegiata per l'identificazione del santorale ecclesiastico locale. Si intendono compresi nelle fonti liturgiche tutti i generi correlati (calendari, martirologi, passionari, lezionari, antifonari etc.) che saranno analizzati nella loro appartenenza territoriale;
c:
Le testimonianze letterarie (cronistiche, memorialistiche e novellistiche); omiletiche (prediche e sermones); folkloriche;
d:
Le testimonianze normative e statutarie; la documentazione pubblica e delle associazioni religiose e di categoria;
e:
Le testimonianze iconiche e plastico figurative: l'indagine sulla tradizione iconografica, infatti, ancorchè ben rappresentata a livello di studi settoriali, non è stata mai affrontata nel suo insieme come espressione della fortuna cultuale dei santi. La raccolta di questo tipo di fonte permetterà una prima valutazione di questo genere di fortuna, permettendo altresì una migliore storicizzazione del fenomeno; si sono comprese nelle testimonianze iconografiche anche le reliquie, i reliquiari e le tavole votive. <<<
Risultati parziali attesi
Il risultato atteso in questa prima fase di organizzazione del materiale è il completamento della schedatura anagrafica dei santi oggetto di culto nella Toscana comunale.I risultati attesi alla conclusione di questa seconda fase saranno una serie di monografie tematiche. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La scelta di indagare la produzione agiografica e liturgica di un'area storica definita si colloca entro una linea di tendenza legittimata dalla più attuale storiografia. Momenti di dibattito recente, come il convegno ‘Agiografia e liturgia tra Oriente e occidente dal tardo antico fino al concilio di Trento, tenutosi a Firenze nell'ottobre del 2001 (attualmente in corso di stampa) ed altre occasioni di confronto internazionale hanno infatti evidenziato la opportunità di procedere ad analisi approfondite su ambiti storicamente omogenei al fine di identificare nell'evoluzione dei culti gli indicatori di dinamiche storiche di ampio respiro.
In particolare l'urgenza di una analisi sistematica del materiale agiografico in ragione della sua produzione e diffusione locale è stata compiutamente espressa non solo nei lavori di Guy Philippart de Foy (Hagiographies : Histoire internationale de la littérature hagiographique latine et vernaculaire en Occident des origines à 1550, Turnhout, Brepols, 1994-1998, vol. 3, Pour une histoire générale, problématique et serielle, de la littérature ed de l'édition hagiographique latines de l'antiquité et du Moyen Age, "Cassiodorus" 2 (1996), pp. 197-213; Idem, Martirologi e Leggendari, in Lo spazio letterario del medioevo, Medioevo latino, Roma, Sellerio, 1994, pp. 605-648; Idem, L'edition médiévale des légendiers dans le cadre d'une Hagiographie générale, in Hagiography and Medieval Literature, Odense, Odense Univ. Press, 1981, pp. 127-158) ma anche nella impresa, condivisa coi Bollandisti, della costruzione della Bibliotheca hagiographica latina manuscripta (Index dei cataloghi di manoscritti agiografici latini pubblicati dai Bollandisti) da lui curata assieme a François De Vriendt, Robert Godding, Xavier Lequeux.).

Da almeno un trentennio a questa parte, i santi, i culti e i testi agiografici si trovano stabilmente al centro degli interessi degli studiosi, che ne hanno compreso appieno il significato e il valore per la ricerca storica, superando definitivamente i pregiudizi intellettuali che relegavano questi oggetti di studio e le fonti ad essi relative nell'ambito esclusivo della confessionalità o, nel migliore dei casi, della sola storia della pietà. La comunità scientifica ha dunque restituito al patrimonio documentario e letterario di natura cultuale la dignità di fonte storica a tutti gli effetti, suscettibile di essere utilizzata per la storia sociale non meno che per quella politica e istituzionale. Come molto opportunamente notava Paolo Golinelli nell'articolo Gli studi agiografici in Italia nell'ultimo trentennio pubblicato sulla rivista "Hagiographica" del 1999, tale 'scoperta' delle potenzialità conoscitive possedute dalle testimonianze agiografiche e cultuali ha originato una produzione assai disomogenea, sia perché essa è stata il risultato di discipline scientifiche e quindi di metodiche d'indagine diverse, sia perché, ovviamente, non ha rispettato in tutti i casi il medesimo standard qualitativo. Pur nella evidente frammentarietà dei risultati, è tuttavia emersa la necessità di compiere scavi e ricerche locali in grado di riempire quei 'vacua' di informazioni che impediscono di giungere ad una visione generale della fenomenologia cultuale. Da una simile considerazione discende dunque il progetto di ricerca che viene presentato in questa sede: sebbene consapevoli del fatto che già l'identificazione di una regione storica denominata Toscana rappresenti un problema di per sé, si è convenuto di adottare in maniera convenzionale la dizione contemporanea e di natura amministrativa, considerando tuttavia che essa ricomprenda al suo interno le varie sub aree storiche nella loro progressiva mutazione e definizione. Ciò significa che la nostra ricerca ripercorrerà le numerose ‘Toscane' della storia, valicando, laddove e quando ciò sia necessario, i confini geografici contemporanei e modellandosi, piuttosto, sulle coordinate confinarie delle diocesi storiche, che risultano mobili anch'esse sul medio periodo.
Il panorama storiografico relativo alla storia dei culti e dei santi in Toscana non fa eccezione alla tendenza generale che è stata richiamata in apertura: per quanto riguarda la nostra regione, infatti, disponiamo di una vasta quantità di contributi, spesso assai importanti ed approfonditi ma che, se considerati nel loro complesso, tutto sommato restano rapsodici e frammentari. Per la maggior parte gli studi risultano completamente concentrati su un testo in particolare o su una personalità specifica: solo raramente infatti sono stati indagati fenomeni di più ampia portata quali, ad esempio, i culti patronali o in genere le dinamiche cittadine della devozione per i santi. Se un primo tentativo di addivenire ad una lettura della storia dei culti e della santità su scala regionale nel periodo bassomedievale è stato operato da Anna Benvenuti, con il saggio Cieli e terre di Toscana pubblicato nel volume Storia della civiltà toscana a cura Franco Cardini e dato alle stampe nel 2000 ( Firenze, Le Monnier, pp. 315-350), è anche vero che sarà impossibile giungere ad una sintesi esaustiva se prima non saranno colmate numerose lacune conoscitive. Di fatto resta molto difficoltoso dar conto della situazione regionale in mancanza di analisi locali sufficientemente particolareggiate e distribuite in maniera maggiormente omogenea nelle varie sub aree regionali. A fronte di zone le cui dinamiche cultuali sono del tutto oscure (valga per tutti l'esempio della Lunigiana), anche laddove esistano situazioni maggiormente acclarate dalla storiografia (si pensi al culto lucchese al Volto Santo, per esempio) risulta difficile valutarne le effettive dimensioni culturali, oltre che cultuali, poiché non sussistono gli estremi necessari ad istituire fondate analisi comparative.
In particolare la scelta di analizzare il mondo comunale cittadino si presta a evidenziare le dinamiche politico istituzionali espresse nelle scelte patronali e consente di cogliere le evoluzioni che scandiscono le varie fasi dell'organizzazione civile (specie nel passaggio dal comune consolare a quello podestarile fino alle soluzioni oligarchiche degli stati territoriali). <<<