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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
U. M. Miozzi, La scuola storica romana (1926-1943), Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1982, 2 voll.
Federico Chabod e la nuova storiografia italiana dal primo al secondo dopoguerra (1919-1950), a cura di B. Vigezzi, Milano, Jaca Book, 1984
G. Belardelli, Il mito della Nuova Italia;. Gioacchino Volpe tra guerra e fascismo, Roma, Edizioni Lavoro, 1988
G. Pescosolido, Rosario Romeo, Roma-Bari, Laterza, 1990
M. Mustè, Adolfo Omodeo: storiografia e pensiero politico, Bologna, Il Mulino, 1990
G. Sasso, Le due Italie di Giovanni Gentile, Bologna, Il Mulino, 1988
R. Pertici, Mazzinianesimo, fascismo, comunismo. L'itinerario di Delio Cantimori (1919-1943), numero monografico di «Storia della storiografia», 31, 1997
R. Bracco, Storici italiani e politica estera. Tra Salvemini e Volpe, 1917-1925, Milano, Angeli, 1998
S. Berger, Mark Donovan, K. Passmore, Writing national histories : Western Europe since 1800, London-New York, Routledge, 1999
R. Pertici, Appunti sulla storiografia italiana del Novecento, Pisa-Roma, Istituti editoriali e poligrafici internazionali, 2000
P. Simoncelli, Renzo De Felice. La formazione intellettuale, Firenze, Le Lettere, 2002
G. Galasso, Croce e lo spirito del suo tempo, Roma-Bari, Laterza, 2002 (2 edizione)
G. Galasso, L'Italia s'è desta. Tradizione storica e identità nazionale dal Risorgimento alla Repubblica, Firenze, Le Monnier, 2002
E. Di Rienzo, Un dopoguerra storiografico, 1943-1960. Storici italiani tra guerra civile e prima Repubblica, Firenze, Le Lettere, 2004.
S. Testoni, La storia delle dottrine politiche in un dibattito ancora attuale, in "Il pensiero politico", IV, 1971, pp. 305-376.
A. M. Battista, Rodolfo De Mattei, in "Trimestre", XVII, 1984, pp. 121-126.
V. I. Comparato, Vent'anni di storia del pensiero politico in Italia, in "Il pensiero politico", XX, 1987, pp. 3-55.
A. D'Orsi, Guida alla storia del pensiero politico, Firenze 1995.
Parole Chiave
STORIOGRAFIA; ITALIA; XX SECOLO

La storiografia italiana del '900

Università degli Studi di Salerno
Abstract
Il programma di ricerca si propone di concentrare il proprio interesse sui momenti di continuità e discontinuità politica, istituzionale, culturale della storiografia italiana del XX secolo. La ricerca si propone quindi di verificare concretamente permanenze e mutamenti del lavoro storiografico, con particolare attenzione ai momenti di trapasso da un regime politico-istituzionale ad un altro (Italia liberale, primo dopoguerra, secondo dopoguerra, Prima repubblica) e alla biografia politica e intellettuale degli storici italiani del ‘900. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Pio Eugenio DI RIENZO Università degli Studi di SALERNO
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca intende analizzare la formazione dei diversi paradigmi teorico-metodologici ma anche politico-ideologici, che hanno portanto nella durata scandita dai due lunghi dopoguerra italiani (1918-1930; 1943-1960), alla costituzione dei principali modelli di storia nazionale: dalle età moderna al processo unificazione nazionale, all’avvento della democrazia di massa. Nel primo dopoguerra, l’affermarsi della storiografia idealistica e realistica (Croce, Gentile, Volpe), da un lato, e il ricostituirsi su più salde basi del modello interpretativo economico-giuridico (Corrado Barbagallo, Gino Luzzatto) portavano non solo alla nascita dei due grandi saggi monografici di Croce e di Volpe (1928 e 1927), ma anche alla costituzione di diversi modelli di Storia d’Italia in collaborazione: nel settembre 1919, quella coordinata da Giacinto Romano, presso l’editore Vallardi, insieme a Barbagallo, Ettore Rota, Arrigo Solmi, Luzzatto, Pietro Silva, Nicolò Rodolico, Pietro Fedele, Volpe e Gaetano Salvemini; nel 1921, quella diretta da Volpe presso Vallecchi, insieme a Gentile, De Ruggero, Ercole, Rota, Anzilotti, Salvemini, Omodeo. I due progetti, che avevano forti affinità con un’analoga iniziativa lanciata dal gruppo della «Voce» nel 1914, si proponevano di ricostruire la «storia spirituale e sociale del popolo italiano» alla luce dell’evento bellico che aveva fornito un «possente rincalzo della nostra coscienza etnica e nazionale», e si avvicinavano al piano di lavoro concepito nel novembre del 1917 da un gruppo di intellettuali riuniti nel Comitato per l’Esame nazionale (Mario Ferrara, Agostino Lanzillo, Felice Momigliano, Romolo Murri, Vincenzo Torraca, Umberto Zanotti Bianco) al fine di riscrivere tutta la storia d’Italia, dal Risorgimento alla Grande Guerra, in rapporto all’esperienza della disfatta di Caporetto. Queste iniziative mantenevano inalterata la loro vivacità e la loro individualità anche durante il ventennio. Grazie soprattutto all’opera di Volpe, il modello di una storia d’Italia in collaborazione, geneticamente diverso dalle tendenze sabaudiste e fasciste degli studi, trovava nuova linfa nei progetti storiografici nati sotto l’egida dell’Enciclopedia italiana, dell’Accademia d’Italia, della Scuola di storia moderna e contemporanea di Roma, dell’Istituto di Studi politici internazionali di Milano. In questo contesto, il settore disciplinare della storia moderna dava origine nuovi settori di studi: la storia contemporanea, la storia delle dottrine politiche, la storia delle istituzioni parlamentari, tutte egualmente connotate da un forte impianto nazionale, pur nell’apertura internazionale della ricerca.
Dall'intreccio fra storia, filosofia e diritto, storia della filosofia, storia della filosofia politica, storia delle idee sociali agli albori del XX secolo in Italia sarà Benedetto Croce a imporre dal 1905 la dizione "storia delle idee politiche", avente per oggetto lo studio delle ideologie, distinta dalla storia della filosofia della politica come storia della speculazione sulla politica e dunque storia filosofica, filosofia essa stessa. La distinzione posta dal Croce costituirà la base del dibattito seguito all'istituzione accademica di una Storia delle dottrine politiche, almeno fino alla seconda guerra mondiale. Si formarono da subito due tendenze che è possibile rappresentare con, da una parte il primo autore di una storia delle dottrine politiche, nonché primo titolare nell'anno accademico 1924-25 alla "Sapienza" di Roma, di una cattedra denominata "Storia delle dottrine e delle istituzioni politiche", Gaetano Mosca, sostenitore di un collegamento delle idee politiche con le istituzioni, nel convincimento che si trattasse di ripercorrere per altre vie le tappe della formazione dello stato moderno; dall'altra parte vi era chi con Felice Battaglia e i sostenitori attualisti dell'autonomia della categoria filosofica della "politica" pensavano che occorresse lasciare alla storia tout court quanto non fosse pensiero sistematico, preservando così la storia delle dottrine da ogni contaminazione con la dialettica sociale e istituzionale.
Lo studio delle istituzioni parlamentari si è progressivamente affermato come un campo di indagine molto rilevante della storiografia del Novecento. Un contributo di grande importanza al suo sviluppo è stato fornito a livello internazionale dalla International Commission for the History of Representative and Parliamentary Institutions (ICHRPI), fondata nel 1936, per impulso principalmente dello studioso belga Emile Lousse, in occasione del convegno internazionale di Bucarest. L'International Commission si rivelò una preziosa sede di incontro e di confronto tra le metodologie e le storiografie nazionali. Centrale a questo riguardo è la figura di Antonio Marongiu, autore di studi fondamentali sulle istituzioni rappresentative in Italia e nell'Europa moderna.
Il secondo dopoguerra conduceva ad un forzoso e forzato accantonamento di questi orientamenti e al prevalere di nuovi modelli interpretativi, diversi e spesso opposti, ma tatticamente uniti nel rifiuto della tradizione del primo periodo post-bellico. All’egemonico affermarsi della tendenza etico-politica crociana e di quella nazional-popolare di Gramsci, sorretta da numerose iniziative editoriali e dal sorgere e dal trasformarsi di varie riviste di categoria, si contrapponeva con vigore il permanere della tradizione della scuola realistica di Volpe, conservata in vita da Federico Chabod e dagli altri allievi della Scuola storica romana (Walter Maturi, Carlo Morandi, Ernesto Sestan, Ruggero Moscati, Franco Valsecchi, Alessandro Passerin d’Entrèves, Aldo Romano, Luigi Dal Pane, Carlo Zaghi), pur con un apprezzabile diversità di metodi, di obiettivi, di orientamenti ideologici. Questa tradizione veniva poi profondamente rivitalizzata da Rosario Romeo e da Renzo De Felice, in un arco cronologico che spaziava dalla tarda età moderna al secondo conflitto mondiale, con largo riferimento ai risultati della scuola economica anglosassone e della sociologia politica internazionale. Contestualmente all’affermarsi di questi canoni storiografici, si faceva strada anche la volontà di una vera e propria de-nazionalizzazione degli studi storici, propugnata dagli orientamenti a sfondo cosmopolita delle ricerche di Delio Cantimori, Arnaldo Momigliano, Franco Venturi.
Nel tracciare questo complesso panorama il gruppo di ricerca privilegierà non soltanto la ricostruzione dei nessi teorici e metodologici, ma anche quelli politico-istituzionali (uso politico della storia, storia interna delle istituzioni e dei gruppi culturali), da rinvenire attraverso una ricerca che archivistica che si propone di restituire i carteggi dei principali protagonisti di questa fase degli studi (Volpe, Rota, Omodeo, Cantimori, Chabod, Sestan, Romeo, De Felice) nei loro rapporti con alcuni protagonisti della cultura italiana del secolo trascorso (Giovanni Gentile; Guido De Ruggiero; Giuseppe Prezzolini; Giovanni Papini, Ardengo Soffici, Giovanni Boine, Alessandro Casati, Giuseppe Lombardo Radice) ma anche con personalità del mondo politico (Benito Mussolini, Giuseppe Bottai, Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon Palmiro Togliatti, ecc.). <<<
Risultati parziali attesi
Analisi dei fondi manoscritti indicati, individuazione, schedatura e riproduzione di materiali utili alla ricercaRisultati parziali attesi: abbozzo e prima stesura delle ipotesi interpretative. Saggi preliminari e organizzazione di seminari.Elaborazione definitiva dei risultati conseguiti, che porterà nello spazio di un biennio, a partire dalla data di inizio del finanziamento, alla pubblicazione: 1.degli atti di un Congresso sulla storiografia italiana del ‘900; 2. delle monografie dedicate a Antonio Anzilotti, Arrigo Solmi, Gaetano Salvemini, Gioacchino Volpe, Rodolfo De Mattei, Adolfo Omodeo, Delio Cantimori, Armando Saitta, Antonio Marongiu, Rosario Romeo, Renzo De Felice; 3. Di 2 volumi di epistolario di Gioacchino Volpe; 4. Di un volume, comprensivo del carteggio tra Delio
Cantimori e i principali esponenti del Warburg Institut (F.
Yates, G. Bing, E. Gombrich, R. Wittkower). <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La ricerca intende tracciare i lineamenti di una storia della storiografia italiana del XX secolo non limitandosi a ricostruire i modelli teorici e metodologici nei quali si è articolato il lavoro storico, ma anche privilegiando l’analisi dei momenti politici di incontro e di scontro che hanno portato nel nostro paese, da una parte, ai tentativi di costruzione di una memoria condivisa del nostro passato e, dall’altra, alla nascita di diversi paradigmi di legittimazione e di deligittimazione. Queste vicende dovranno essere lette in stretta relazione ai seguenti punti di riferimento: A) uso pubblico e politico della storia. B) storia interna delle istituzioni e dei gruppi culturali nei loro rapporti con il potere politico. C) impatto dei diversi modellli storiografici sulla formazione dell’opinione pubblica in relazione alle problematiche interne e internazionali. D) trasmissione e divulgazione del sapere storico. Da tutto questo dovrebbe così risultare un modello nuovo di storia politica della storiografia, in grado di analizzare il processo secolare che ha portato alla costruzione, all’erosione e alla diversa ricostruzione della nostra identità nazionale, in rapporto, soprattutto, ai due momenti più significativi del conflitto politico e ideologico del ‘900: il primo e il secondo dopoguerra.
Il programma costituisce l’ampiamento di interessi scientifici già sviluppati dal coordinatore del progetto, dai responsabili delle unità locali e da alcuni membri del gruppo di ricerca: E. Di Rienzo La “storia dei se” e la “storia dei fatti”. Note sulla storiografia italiana del periodo rivoluzionario, 1945-2000, in «L’Acropoli», 2002, 4; Id., Un dopoguerra storiografico, 1943-1960, «Storica», XXIV, 2002; Id., Le due guerre di Gioacchino Volpe. I “turbamenti” di un grande storico: Caporetto, la guerra fascista, l’identità nazionale, in «Nuova Storia Contemporanea», 2003, 6; Id., Gioacchino Volpe: fascismo guerra dopoguerra. Nuovi documenti, 1924-1945, in «Nuova Storia Contemporanea», 2004, 2; Id., Un dopoguerra storiografico, 1943-1960. Storici italiani tra guerra civile e prima Repubblica, Firenze, Le Lettere, 2004; G. Pescosolido, Rosario Romeo, Roma-Bari, Laterza, 1990; Id., Volpe e Romeo: il maestro e l’allievo, in «Nuova Storia Contemporanea», novembre-dicembre 2000; P. Simoncelli, Gentile, Cantimori e la Normale di Pisa, Milano, Franco Angeli, 1994; P. Simoncelli, La Normale di Pisa. Tensioni e consenso (1928-1938). Appendice, 1944-1949, Milano, Franco Angeli, 1998; P. Simoncelli, Renzo De Felice. La formazione intellettuale, Firenze, Le Lettere, 2002; Renzo De Felice. Bibliografia 1953-2002. Introduzione e cura di G. D’Angelo, Salerno, Edizioni del Paguro, 2002. L. Russi, L'opera di Rodolfo De Mattei, in A. COLOMBO (ed.). Storici italiani del pensiero politico. Itinerari fra le due guerre. pp. 27-39 MILANO: Giuffré, 2002, pp. 27-39; A. Agnelli, A. Andreatta, G.M. Bravo, A. Colombo, L. Russi, Storici italiani del pensiero politico. Itinerari fra le due guerre, Milano 2002; M.S., Corciulo, Alle origini del dibattito metodologico sulla storia delle istituzioni parlamentari. Il contributo della International Commission for the History of Representative and Parliamentary Institutions (ICHRPI)1) in Rappresentanza e territori. Parlamento friulano e istituzioni rappresentative territoriali nell' Europa moderna. Rappresentanza e territori. Parlamento friulano e istituzioni rappresentative, Udine, 2003. La ricerca si inserisce altresì nel contesto problematico offerto dalle seguenti opere: G. Miccoli, Delio Cantimori, La ricerca di una nuova critica storiografica, Torino, Einaudi, 1970; M. Ciliberto, Intellettuali e fascismo. Saggio su Delio Cantimori, Bari, De Donato, 1977; Storia e storiografia. Studi su Delio Cantimori. Atti del Convegno tenuto a Russi (Ravenna), 7-8 ottobre 1978, Roma, Editori Riuniti, 1979; U. M. Miozzi, La scuola storica romana (1926-1943), Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1982, 2 voll.; Federico Chabod e la “nuova storiografia” italiana dal primo al secondo dopoguerra (1919-1950), a cura di B. Vigezzi, Milano, Jaca Book, 1984; G. Belardelli, Il mito della “Nuova Italia”. Gioacchino Volpe tra guerra e fascismo, Roma, Edizioni Lavoro, 1988; A. Casali, Storici italiani fra le due guerre. La “Nuova Rivista Storica”, 1917-1943, Napoli, Guida, 1989; G. Sasso, Le due Italie di Giovanni Gentile, Bologna, Il Mulino, 1988; Il rinnovamento della storiografia italiana. Studi in memoria di Rosario Romeo, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 1995; R. Pertici, Mazzinianesimo, fascismo, comunismo. L’itinerario di Delio Cantimori (1919-1943), numero monografico di «Storia della storiografia», 31, 1997; R. Bracco, Storici italiani e politica estera. Tra Salvemini e Volpe, 1917-1925, Milano, Angeli, 1998; Ernesto Sestan, 1898-1998. Atti delle giornate di studio nel centenario della nascita (Firenze, 13-14 novembre 1998), a cura di E. Cristiani e G. Pinto, Firenze, Olschki, 2000; Ernesto Sestan, 1898-1998. Atti delle giornate di studio nel centenario della nascita (Firenze, 13-14 novembre 1998), a cura di E. Cristiani e G. Pinto, Firenze, Olschki, 2000; R. Pertici, Appunti sulla storiografia italiana del Novecento, Pisa-Roma, Istituti editoriali e poligrafici internazionali, 2000; S. Berger, M. Donovan, K. Passmore (edd.), Writing national histories: Western Europe since 1800, London-New York, Routledge, 1999; R. De Felice, La crisi delle “Annales” e la ripresa della storia politica, «Nuova Storia Contemporanea», 2000, 3; Renzo De Felice: la storia come ricerca. Presentazione di F. Perfetti, Roma, Fondazione Ugo Spirito, 2001; Nazione, nazionalismi ed Europa nell’opera di Federico Chabod. Atti del convegno di Aosta, 5-6 maggio 2000. A cura di M. Herling e P. G. Zunino, Firenze, Olschki, 2002; G. Galasso, Croce e lo spirito del suo tempo, Roma-Bari, Laterza, 20022; Id., G. Galasso, L’Italia s’è desta. Tradizione storica e identità nazionale dal Risorgimento alla Repubblica, Firenze, Le Monnier, 2002; Renzo De Felice: studi e testimonianze, a cura di L. Goglia e R. Moro con una bibliografia di e su Renzo De Felice a cura di F. Fiorentino, Roma : Edizioni di storia e letteratura, 2002; Rosario Romeo e «il Risorgimento in Sicilia». Bilancio storiografico e prospettive di ricerca, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2002; Interpretazioni del Novecento. Storiografia, cultura e politica, a cura di G. Dessì e G. Parlato, Roma. Fondazione Ugo Spirito, 2003; G. Imbruglia, Illuminismo e storicismo nella storiografia italiana, Napoli, Bibliopolis, 2003;S. Testoni, La storia delle dottrine politiche in un dibattito ancora attuale, in "Il pensiero politico", IV, 1971, pp. 305-376; A. M. Battista, Rodolfo De Mattei, in "Trimestre", XVII, 1984, pp. 121-126; V. I. Comparato, Vent'anni di storia del pensiero politico in Italia, in "Il pensiero politico", XX, 1987, pp. 3-55; A. D'Orsi, Guida alla storia del pensiero politico, Firenze 1995. <<<