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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
- 1 - L'INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE E DEI CONTRATTI NEL DIRITTO CIVILE EUROPEO
- 2 - Pratiche commerciali scorrette fra tutela del consumatore e tutela del mercato
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Trentino Alto Adige
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Parole Chiave
CONTRATTO; PROFESSIONISTA; CONSUMATORE; ANTITRUST; MERCATO; CONTRAENTE DEBOLE; STRUMENTI DI TUTELA; ANALISI ECONOMICA; SQUILIBRIO CONTRATTUALELa tutela del contraente debole nel diritto comunitario e nazionale, con particolare riguardo agli strumenti di riequilibrio delle posizioni contrattuali nei rapporti tra professionisti.
Università degli Studi di TrentoAbstract
Preso atto che nel mondo del commercio è frequente ravvisare un sostanziale squilibrio giuridico e/o economico tra i contraenti, la presente ricerca si pone l'obiettivo di esplicitare un insieme coerente di regole volte al raggiungimento di un'effettiva giustizia contrattuale in grado di restituire efficienza al sistema degli scambi.Per addivenire a tale risultato sarà necessario verificare se e in quale misura esistano prassi commerciali e contrattuali, consuetudini, decisioni giurisprudenziali o regole più o meno esplicitate volte a correggere o a porre rimedio all'asimmetria contrattuale volgendo attenzione soprattutto ai contratti tra imprenditori. Oggetto d'analisi saranno in particolare l'ordinamento italiano e quello comunitario, ma si estenderà pure all'ordinamento statunitense tradizionalmente attento alle esigenze di tutela del professionista- contraente debole.
In una prima fase si procederà, dunque, alla raccolta delle fonti formali e vincolanti, nonché al reperimento di ogni ulteriore documento che presenti una specifica rilevanza nelle prassi commerciali, quali ad esempio i Principi Unidroit, i Codici di autoregolamentazione del commercio, i Codici deontologici.
In una seconda fase i dati e materiali raccolti saranno elaborati seguendo le finalità della ricerca, attraverso il metodo
giuseconomico, ma soprattutto procedendo ad un'analisi comparatistica delle soluzioni adottate dai diversi ordinamento presi a riferimento.
L'identificazione e l'esplicitazione di tali regole ne permetterà una compiuta sistematizzazione al fine di giungere al prefissato scopo di proporre un corpus coerente di regole immediatamente fruibile e coerente a cui potranno fare riferimento anche gli operatori del settore commercio nei diversi momenti del rapporto contrattuale. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Gian Antonio BENACCHIO Università degli Studi di TRENTOObiettivo del Programma di Ricerca
In una prima fase, la ricerca svolta presso l’Università di Trento sarà volta a verificare, anche sulla base di valutazioni di carattere giuseconomico, la necessità di approntare strumenti di tutela del professionista contraente debole e se gli stessi rispondano o meno ad esigenze di buona politica del diritto, sia per quanto attiene all’interesse delle stesse imprese, sia per quanto attiene all’interesse dei consumatori.Successivamente verranno analizzati – sia a livello comunitario sia a livello nazionale – i dati normativi e giurisprudenziali in tema di tutela dei consumatori e di tutela della concorrenza e del mercato, onde verificare se da essi possano essere desunte norme idonee ad integrare in modo innovativo il diritto dei contratti commerciali.
Si cercherà, infine, di delineare una disciplina di protezione del professionista contraente debole che sia quanto più omogenea e coerente. Lo scopo è di individuare, se possibile, un’autonoma categoria di contratti che, inserendosi nella tradizionale bipartizione tra contratti del consumatore e contratti tra professionisti, sia in grado di regolare in maniera più soddisfacente il complesso mondo degli affari commerciali.
Sotto il profilo metodologico, l’Unità di Ricerca svolgerà un accurato lavoro di ricerca delle norme comunitarie e delle rispettive norme di attuazione nazionali in tema di contratti commerciali e del consumatore, attraverso l’impiego di banche dati on-line (celex, eur-lex, parlamento.it, CED Cassazione, ecc.) e in CD-Rom, la consultazione di opere dottrinali presenti in sede e reperibili attraverso il Sistema Bibliotecario Nazionale, nonché attraverso la raccolta di altro materiale documentale reperibile presso istituzioni od enti nazionali, europei e comunitari.
Il lavoro si svilupperà nel tempo attraverso diverse fasi di realizzazione:
1) In primo luogo si procederà alla raccolta degli atti normativi della Comunità Europea, non limitandosi alle fonti formali e vincolanti, ma estendendola anche ai documenti correlati, quali ad esempio comunicazioni, raccomandazioni, pareri, libri bianchi, libri verdi, ecc.
2) In secondo luogo, poiché il diritto comunitario vincolante per gli Stati membri non è costituito soltanto dalle direttive e dai regolamenti ma anche dall’interpretazione che la Corte di giustizia effettua delle norme medesime, saranno utilizzate anche le sentenze interpretative di quest’ultima emanate sulla base dell’art. 234 del Trattato, nonché le sentenze di condanna dello Stato per inadempimento, emanate sulla base dell’art. 226 del Trattato.
3) Successivamente si compirà analogo lavoro di raccolta dei dati anche a livello di legislazione e di giurisprudenza nazionale.
4) Si analizzerà, quindi, ogni ulteriore documento che presenti una specifica e particolare rilevanza nelle prassi commerciali, quali ad esempio i principi Unidroit o i codici di autoregolamentazione del commercio.
5) Raccolti tali dati e materiali inizierà l’attività di elaborazione degli stessi secondo le finalità della ricerca, attraverso il già citato metodo giuseconomico, ma soprattutto procedendo ad un’analisi comparatistica delle soluzioni adottate dall’ordinamento comunitario e da quello nazionale. Per il raggiungimento degli scopi prefissati un utile apporto potrà inoltre giungere dalla comparazione di ulteriori sistemi (da individuarsi nel corso della ricerca) appartenenti alla western legal tradition, più attenti alla protezione del professionista contraente debole.
6) Una volta identificate, esplicitate e precisate nei loro caratteri essenziali, tali regole saranno sistematizzate e formeranno la base per la successiva proposizione di un corpus coerente di regole contrattuali. <<<
Risultati parziali attesi
L'intenzione è quella di raccogliere e sistematizzare una grande quantità di dati e di documenti di varia natura. Mediante tali attività, inizialmente ripartite tra i membri del progetto avuto riguardo delle rispettive competenze di settore, ci si attende di giungere alla rappresentazione di un quadro d'insieme completo e aggiornato, pronto per essere vagliato e analizzato nella successiva fase del progetto di ricerca.Al termine di tale fase ci si attende di poter configurare un quadro di regole sistematizzato e completo che formerà la base per l'elaborazione, nella terza fase del programma, di un nucleo omogeneo di norme a tutela del contraente debole.Al termine del biennio e a conclusione dell'ultima fase di ricerca si mira ad ottenere un corpus di regole immediatamente fruibile, coerente ed esplicitato in tutti i suoi aspetti, al quale potranno fare riferimento anche agli operatori del settore del commercio nei diversi momenti del rapporto contrattuale. <<<Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nel mondo degli affari e del commercio è endemico un sostanziale disequilibrio tra le parti contraenti. La crescente attenzione mostrata a livello comunitario e, più in generale, nei sistemi della western legal tradition verso il raggiungimento di una giustizia contrattuale sostanziale, in grado di restituire efficienza al sistema degli scambi, induce a riflettere sulla possibilità di estendere progressivamente la tutela che gli ordinamenti comunitario e nazionale riservano ai soggetti reputati contrattualmente più deboli (in primis il consumatore) a tutti coloro che, nei rapporti di mercato, si trovano a dover subire gli effetti negativi di un’asimmetria di potere contrattuale.All’interno del mondo dei contratti la figura del contraente debole è stata tradizionalmente identificata con quella del consumatore, con la tendenza a trascurare, almeno a livello legislativo, i rapporti di forza tra le parti nei c.d. contratti commerciali, laddove cioè entrambi i contraenti operano nella loro qualità di imprenditori – professionisti. Tuttavia, di recente, l’idea di predisporre forme di tutela anche nell’ambito dei contratti tra professionisti si sta progressivamente affermando, se non ancora attraverso legislazioni ad hoc, quantomeno a livello di dibattito dottrinale.
I primi tentativi di analisi della figura del contraente debole nei contratti commerciali risalgono alla metà degli anni ottanta, in particolare al celebre studio di VIRASSAMY (Les contrats de dépendence. Essai sur les activités professionelles exercées dans une dépendance économique, Paris, 1986), nel quale l’Autore sottolinea come nella prassi contrattuale del mondo degli affari, dalla produzione e distribuzione di beni all’erogazione di servizi, esistano situazioni di profondo squilibrio proprio nei rapporti tra professionisti.
La presente ricerca parte dalla considerazione che l’esistenza di una dipendenza economica tra contraenti è fenomeno caratterizzante, in generale, le relationals contracting e può pertanto riguardare non solo le pattuizioni tra professionista e consumatore ma anche i rapporti contrattuali tra imprenditori, in particolar modo laddove ad un piccolo imprenditore si contrapponga una grande impresa.
Allo stato attuale il diritto comunitario si preoccupa di fornire una tutela del professionista - contraente debole solo in via mediata ed assai frammentaria, ponendosi quale obiettivo primario la tutela della concorrenza e del mercato (si vedano, tra gli altri, i regolamenti 1983/83 e 1984/83 relativi rispettivamente agli accordi di distribuzione esclusiva e di acquisto esclusivo; regolamento CE 4087/88, in materia di franchising; regolamento 1475/95, concernente la distribuzione di automobili, da ultimo modificato dal regolamento 400/2002; regolamento 2790/99, concernente l’applicazione dell’art. 81 par. 3 del Trattato a categorie di accordi verticali e di pratiche di concentrazione).
Da queste considerazioni, nonché dall’assenza – anche a livello nazionale – di una specifica disciplina volta a tutelare il professionista debole, nasce l’idea di verificare se e in quale misura nell’ordinamento nazionale e comunitario esistano prassi commerciali e contrattuali, consuetudini, decisioni giurisprudenziali o regole più o meno esplicitate volte a correggere o a porre rimedio all’asimmetria contrattuale tra imprenditori.
Una volta individuati tali correttivi si tratterà di analizzarli e catalogarli sistematicamente al fine di esplicitare un insieme coerente di regole, premessa fondamentale per una successiva analisi comparatistica con le soluzioni adottate sia in altri ordinamenti comunitari sia negli Stati Uniti. <<<



