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PROGRAMMA DI RICERCA

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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
UNIONE EUROPEA ALLARGATA; DIRITTO TRIBUTARIO; TASSAZIONE DEI CONSUMI; IMPOSIZIONE INDIRETTA; TASSAZIONE D'IMPRESA; IMPOSIZIONE DIRETTA; SISTEMI FISCALI COMPARATI; ARMONIZZAZIONE FISCALE COMUNITARIA; CONCORRENZA FISCALE

Armonizzazione comunitaria e concorrenza fiscale nell'Europa allargata

Università degli Studi di Bologna
Abstract
La presente ricerca si propone un duplice quanto attuale obiettivo, nell'anno in cui 10 nuovi Stati entrano a far parte dell'Unione europea.
Il primo e' quello di comparare i settori degli ordinamenti tributari degli Stati che gia' da quest'anno entrano a far parte dell'Unione europea. L'intento e' di verificare come le attuali scelte fiscali da un lato siano coerenti con i modelli di armonizzazione comunitaria nel settore dell'imposizione indiretta e dall'altro rispettino le libertà' economiche e il divieto di aiuti di Stato nell'imposizione diretta.
Il secondo e' quello di verificare come le eventuali divergenze di tali ordinamenti tributari possano influire sulla evoluzione dell'ordinamento comunitario in campo tributario: se si possano generalizzare, rendendoli piu' vincolanti, i modelli comunitari d'imposizione, o si possano accettare, anche per le imposte dirette, regimi fiscali differenti tra gli Stati europei, fissando però principi generali applicabili a tutti gli Stati e valorizzando le forme di collaborazione tra Amministrazioni e lo scambio di informazioni. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Adriano DI PIETRO Università degli Studi di BOLOGNA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Scopo della ricerca e' di valutare la reciproca incidenza, anche sotto il profilo dell'attuazione, dei sistemi fiscali degli Stati dell'allargamento per i settori che possono riguardare il Trattato UE e l'ordinamento comunitario.
Particolare attenzione verrà riservata ai modelli di armonizzazione fiscale per l'imposizione indiretta, alle liberta' economiche per l'imposizione diretta e al divieto di aiuti di Stato per le agevolazioni fiscali.
Preliminarmente si prevede di mettere a confronto le scelte impositive degli Stati che entreranno a far parte dell'Unione, in riferimento alla produzione, ai consumi e ai servizi, agli scambi internazionali, alle forme d'impresa, alla loro localizzazione, alle integrazioni transnazionali di societa', alle agevolazioni alle imprese.
Le soluzioni impositive nel settore indiretto verranno a loro volta messe a confronto con i modelli di armonizzazione comunitaria. Delle soluzioni impositive nel settore diretto verra' verificata la compatibilita'; con le liberta' economiche, con il divieto di discriminazione e di aiuti di Stato previsti dal Trattato.
Da tale duplice confronto emergeranno gli elementi di giudizio necessari per valutare sia le conseguenze delle norme e dei principi comunitari sull'evoluzione degli ordinamenti tributari degli Stati dell'allargamento, sia gli effetti della divergenza che la comparazione porterà in evidenza nell'ordinamento comunitario.
Di qui la diretta influenza sulle relative scelte di politica fiscale dell'Unione allargata che potra' o accentuare l'armonizzazione fiscale o accettare forme di concorrenza fiscale compatibile con le liberta' economiche del mercato.
In ogni caso determinante risultera' la piena efficacia delle forme di collaborazione tra amministrazioni finanziarie e la completa applicazione dei modelli di scambio di informazioni. <<<
Risultati parziali attesi
- Completezza dell'informazione e della documentazione, relativamente ai diversi settori della ricerca, rese pienamente disponibili ed utilizzabili con la traduzione. Sulla base di tale risultato, si potra' procedere alla seconda fase della ricerca.- Otte <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Profonde sono le divergenze che per ragioni economiche, politiche e sociali caratterizzano gli ordinamenti tributari degli Stati che entreranno a far parte dell'Unione europea.
Le soluzioni fiscali sono, al momento, eterogenee.
Pesano le differenze che riguardano tutti i settori dell'imposizione: quelle sulla produzione, sui consumi e sui servizi, sugli scambi internazionali, sulle forme d'impresa, sulla loro localizzazione, sulle integrazioni transnazionali di societa', sulle agevolazioni alle imprese e la relativa attuazione. In molti Stati si giunge pero' anche a mettere in discussione l'incidenza stessa del prelievo fiscale o perche' manca una imposta sulle societa'; o perche' sono previste molte esenzioni ed agevolazioni fiscali funzionali ad incentivare soprattutto investimenti e capitali esteri.
Tali eterogeneita', gia'; rilevate nei rapporti nazionali elaborati dalla Commissione europea in vista dell'allargamento, sono accentuate dall'oggettiva difficolta'; di utilizzare comuni criteri di comparazione e di confronto dei sistemi tributari degli Stati che partecipanno all'UE. Fanno eccezione i casi in cui la possibilita' di confronto risulta agevole per un'antica integrazione giuridica e politica come accade per le Repubbliche baltiche o per la Repubblica Ceca e quella Slovacca.
D'altra parte la piena realizzazione dell'Unione economica e monetaria non e' stata al momento accompagnata da adeguate modifiche all'ordinamento comunitario che coinvolgessero anche le forme d'intervento fiscale dell'Unione Europea.
Tale mancanza, accentuata dal prevedibile disinteresse della futura Costituzione europea per gli aspetti fiscali, non consente all'Unione europea di vincolare ulteriormente, piu' di quanto non preveda l'attuale grado di armonizzazione, le scelte tributarie degli Stati membri.
Questi, infatti, pongono ostacoli ad un'ulteriore e piu' stringente armonizzazione nell'ambito dell'imposizione indiretta o non trovano un accordo, necessariamente unanime, per applicare in maniera generale modelli di armonizzazione per l'imposizione diretta.
L'attuale difficile ricerca di un equilibrio tra modelli comunitari di armonizzazione e forme di competizione fiscale leale potrebbe, in mancanza di una scelta precisa nella futura politica fiscale, essere rafforzata con la sua estensione ampia agli ordinamenti tributari degli Stati membri o indebolita a causa della insostenibile differenza degli ordinamenti dei Paesi che partecipano all'Unione. <<<