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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di BARI
GIURIDICO DELLE ISTITUZIONI, AMMINISTRAZIONE E LIBERTA
BARI(BA) - Università degli Studi di TRENTO
SCIENZE GIURIDICHE
TRENTO(TN) - Libera Università degli Studi "Maria SS.Assunta" Roma
FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA
ROMA(RM) - Università degli Studi di SIENA
DIRITTO DELL'ECONOMIA
SIENA(SI) - Libera Univ. Inter.le Studi Sociali "Guido Carli" LUISS-ROMA
Studi economici
ROMA(RM) - Università degli Studi di SASSARI
SCIENZE GIURIDICHE
SASSARI(SS) - Università degli Studi di FIRENZE
DIRITTO PUBBLICO
FIRENZE(FI) - Università degli Studi di LECCE
STUDI GIURIDICI
LECCE(LE)
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Puglia
Bibliografia
Allo stato dei lavori, la bibliografia in materia è copiosa, come dimotra la selezione di testi di seguito riportata, cui vanno unite le bibliografie riportate nei progetti presentati dalle otto unità di ricerca.A.A. V.V.,Your Region Your Choise. Revitalising the English Region, London, The Stationery Office, Cm 5511, 2002.
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CALAMO SPECCHIA M., Le variabili istituzionali del multilevel governemnt: tendenze devolutive in alcune esperienze dell’Europa occidentale, Atti del Convegno: Regioni ed enti locali dopo la riforma del titolo V della costituzione fra attuazione e ipotesi di ulteriore revisione, Seconda Università di Napoli, Facoltà di Giurisprudenza, Caserta, 10 e 11 aprile 2003, in corso di pubblicazione, (attualmente sul sito Internet www.associazionedeicostituzionalisti.it)
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VANDELLI L., Devolution e altre storie, Paradossi, ambiguità e rischi di un progetto politico, Bologna, il Mulino, 2002.
VEDASCHI A., La devolution of powers in Scozia e in Galles, in Diritto pubblico comparato ed europeo, 1999, p. 83-104.
VOLPE L., Local Option e Referendum nel Regno Unito, in Diritto e Società, 1992, 582 ss.
Parole Chiave
DEVOLUZIONE; COSTITUZIONE; BRITANNICA; ITALIANA; UNIONE EUROPEAStruttura dello Stato, decentramento territoriale dei poteri e trasformazioni costituzionali: dalla devolution britannica ai processi di regionalizzazione in Italia e in alcuni Stati unitari europei
Università degli Studi di BariAbstract
Il progetto prenderà in esame alcuni aspetti particolari della devoluzione britannica (impatto sulle istituzioni parlamentari; mezzi di risoluzione dei conflitti istituzionali; asimmetrie strutturali; ripartizioni funzionali; risvolti finanziari e fiscali; effetti sui diritti dei cittadini; ecc.) considerandoli da un punto di vista italiano, e ne svilupperà una analisi comparativa, tenendo conto dello sviluppo del processo di devoluzione in Italia e in altri stati unitari dell'Unione europea. <<<Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Luigi VOLPE Università degli Studi di BARIObiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo principale del Programma è lo sviluppo, in via di comparazione, di una analisi multidimensionale e per alcuni versi anche pluriculturale (si faccia riferimento, per esempio, al contributo della tradizione costituzionale e giuridica scozzese alla concezione e realizzazione del processo devolutivo in atto nel Regno Unito, al confronto tra le diverse culture costituzionali degli stati unitari in cui si stanno realizzando politiche di devolution, di regionalizzazione o di federalizzazione, all'apporto di culture costituzionali minoritarie o subnazionali) del complesso scenario della devoluzione e delle attuali trasformazioni costituzionali che si stanno realizzando nel Regno Unito, in Italia e negli altri paesi considerati.La visuale italiana può offrire agli interlocutori britannici alcuni inconsueti punti di vista in tema di devoluzione, espressi da una cultura di costituzione scritta e da uno stato unitario che si avvale di una democrazia a base parlamentare e di una struttura decentrata di governo regionale: si veda, per esempio, l'emendamento del Titolo V della Costituzione italiana, le nuove forme del regionalismo nell’intero territorio nazionale, e il dibattito in corso sulle relazioni tra il sistema regionale italiano riformato e l'Unione Europea). D'altra parte l'osservazione della "devolution" del Regno Unito può risultare di grande utilità per quanti in Italia si stanno occupando della "devolution" sui versanti della dottrina e della concreta attuazione politica, giacché quanto si sta realizzando nell'area britannica configura, se non un modello, un processo che si basa su un'esperienza concreta.
La ricerca raccoglierà le ipotesi italiane e gli elementi di comparazione italo-britannica sui seguenti aspetti:
1) i principali caratteri degli schemi di asimmetria devolutiva, e una valutazione dei loro effetti sul versante costituzionale ;
2) le nuove relazioni tra livelli di governo entro il quadro della devolution, e i loro effetti sui tradizionali equilibri costituzionali ;
3) il problema dei conflitti devolutivi e della loro risoluzione attraverso una nuova forma di giustizia costituzionale ;
4) i diritti e i doveri fondamentali nel quadro della devolution, e le nuove garanzie delle libertà degli individui e delle aggregazioni sociali ;
5) i rapporti tra devoluzione e amministrazioni locali, e la questione della regionalizzazione ;
6) le proiezioni europee della devoluzione, e le sue connessioni con le istituzioni e il processo di costituzionalizzazione in Europa;
7) la questione-chiave della devoluzione fiscale, i caratteri strutturali della spesa pubblica nel quadro delle politiche di devoluzione, e le relazioni finanziarie fra istituzioni devolute e governo centrale ;
8) il contributo del pensiero nazionalista-regionalista alla devoluzione, e la ricerca di nuove dottrine costituzionali (ad esempio, l’apporto del nazionalismo scozzese al dibattito sulla sovranità, il pensiero "devolutivo" della Lega, il problema della sovranità ripartita nelle aree della devoluzione).
Ove possibile, uno sguardo al dibattito sui diversi processi di devoluzione che sono in corso in altri paesi dell'Unione Europea (es. Francia, Spagna) potrà essere di grande utilità. <<<
Risultati parziali attesi
Documentazione e approfondimento problematico delle questioni inerenti alle aree di ricerca affidate alle singole unità (cfr. modelli B) e loro circolazione nell'ambito del Programma, con obiettivi di verifica incrociata e di individuazione di collegamenti.Costruzione comune di una prima nozione complessiva di "devolution" nelle sue valenze costituzionali alte, ovvero in relazione alle transizioni costituzionali in corso negli stati considerati.Elaborazione di linee di previsione delle future tendenze dei processi devolutivi osservati nel Regno Unito, in Italia e negli altri stati unitari considerati.
Verifica delle ipotesi di base che si formula sulla scorta delle questioni evidenziate nel Programma, ovvero l'ipotesi secondo cui dopo lo stato liberale e lo stato sociale, lo "stato devoluto" può essere configurato oggi come una nuova forma di stato determinata da una vasta transizione costituzionale che interessa le maggiori democrazie dell'area europea.
Costruzione teorica del relativo modello.Sottoposizione del "rapporto sulla devolution" al giudizio della comunità scientifica italiana e britannica.
Su tale base, individuazione di possibili orientamenti futuri di ulterore ricerca coordinata. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il Programma di ricerca si coordina dall'Italia con il programma "Devolution and Constitutional Change" attualmente in corso nel Regno Unito sotto l'egida dell'ESRC (Economic and Social Research Council; Direttore del Programma: Prof. Charlie Jeffery - Università di Birmingham; devolution@bham.ac.uk), avviato nel 2000 con un finanziamento di 4.7 milioni di sterline e articolato in 35 progetti di ricerca interuniversitari.Tale Programma britannico sviluppa una accurata riflessione sulle tematiche devolutive e sui loro diversi risvolti, principalmente costituzionali, ma anche finanziari, amministrativi, politici, europeo-comunitari, che rivolge il suo appello anche a molti centri ricerca dell'Unione Europea, e del quale, per il tramite dell'italiano "Devolution Club", il Programma per cui si richiedono fondi può costituire una accreditata branca italiana.
Per svolgere questa attività il Programma si avvarrà di una serie di collegamenti già in corso per iniziativa di singoli componenti delle unità di ricerca o da attivare mediante intese di collaborazione in corso di elaborazione, come segue:
1. Università britanniche (London School of Economics, Metropolitan University of London, Glasgow, Edimburgo, Carfiff, Manchester, Birmingham, Durham, Reading, etc.) e europee (Pari I, Paris II, Montpellier, Barcellona, Santiago di Compostela, Brema, Innsbruck, etc.) presso le quali operano nuclei di ricerca attivi sulle tematiche che sono oggetto del Programma e dei singoli progetti locali ;
2. "Devolution Club", gruppo di ricerca interuniversitario attivo dal 2002, formato da docenti e ricercatori provenienti da numerose Università italiane e da Università britanniche ;
3. centri di ricerca pubblici e privati operanti nel Regno Unito (es. Federal Trust, Constitution Unit, Hansard Society, Assciazione di Diritto Pubblico Comparato ed Europeo), in Italia (es. Istituto CNR per le Regioni, Osservatorio sul Federalismo, SPISA) e in in altri paesi europei (es. Institut fur Foederalism-Innsbruck, Institut de Etudes Politiques-Paris)e su scala comunitaria (es. Standing Group on Regionalism afferente all'European Consortium for Political Research, Consiglio d'Europa, ecc.).
Con queste organizzazioni si intende costruire una rete di connessioni volte allo scambio di documentazione, al confronto scientifico e all'organizzazione di iniziative comuni, che potranno prevedere seminari tenuti localmente dalle singole unità e convegni e altri eventi di studio organizzati dal Programma, ivi incluso il convegno conclusivo dell'intera attività e la partecipazione attiva al "Rapporto sulla devolution" che emergerà dalla verifica finale del lavoro del già menzionato Programma ESRC attivo nel Regno Unito.
Va inoltre segnalato, come "valore di base" che costituisce una promettente piattaforma scientifica del Programma e un investimento per il futuro che trascende l'arco cronologico-scientifico dell'iniziativa, il vasto coinvolgimento di giovani studiosi attivi nei corsi di Dottorato di Ricerca tenuti nelle Università coinvolte nel Programma, ai quali la partecipazione al Programma intende a sua volta fornire solide basi metodologiche e tematiche per l'attività futura.
Su tali basi, il progetto prenderà in esame alcuni aspetti particolari della devoluzione britannica considerandoli da un punto di vista italiano, e si propone di porre in evidenza questioni e ipotesi critiche che possano derivare dalla diversa cultura costituzionale di uno stato unitario nel quale il regionalismo è il prodotto di un dibattito di lungo periodo e di un'esperienza concreta il cui avvio si colloca nella fine degli anni Quaranta per quanto riguarda un numero ristretto di regioni "speciali"; e all'inizio degli anni Settanta con un numero più elevato di regioni "ordinarie". Recenti evoluzioni nelle strutture regionali in Italia, del genere dell'emendamento globalmente "federale" del Titolo V della Costituzione, possono inoltre rivelarsi altamente significative in una prospettiva comparata. <<<



