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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Universita' degli Studi di ROMA
DIRITTO DELL'ECONOMIA
ROMA(RM) - Università degli Studi di SALERNO
DIRITTO IMPRESA E LAVORO
FISCIANO - SALERNO(SA) - Università degli Studi di CASSINO
IMPRESA E LAVORO
CASSINO(FR) - Universita' degli Studi di ROMA
DIRITTO PRIVATO E COMUNITARIO
ROMA(RM) - Universita' degli Studi di ROMA
Diritto privato
ROMA(RM)
Programmi di ricerca simili:
- 1 - La tutela dei diritti fondamentali tra ordinamenti nazionali e sovranazionali, nella prospettiva della Costituzione europea
- 2 - Il diritto privato europeo: dal mercato interno alla cittadinanza europea
- 3 - Cultura giuridica, democrazia, e costituzionalismo in Europa
- 4 - Tutela dei diritti e sicurezza. Profili storici, filosofico-giuridici, politici e bioetici.
- 5 - Cosmopolitismo costituzionale e dimensione giuridico-politica delle libertà nell'area euro-mediterranea.
- 6 - Livelli di governo e integrazione multiculturale nell’esperienza europea: dalle istituzioni ai diritti
- 7 - I principi del diritto amministrativo dell’ambiente
- 8 - I rapporti tra diritto amministrativo europeo e diritto amministrativo globale
- 9 - L'evoluzione del diritto penale nei settori d'interesse europeo alla luce del nuovo progetto di riforma dei Trattati
- 10 - Istituzioni nazionali e Costituzione europea. Analisi comparata delle istituzioni dei Paesi membri nel quadro costituzionale europeo: potenzialità operative e problemi di adeguatezza e di adattamento reciproco.
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Bibliografia
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Parole Chiave
COSTITUZIONALISMO EUROPEO; LIBERTÀ DI IMPRESA; DIRITTI FONDAMENTALI; PLURALISMO; LIBERTÀ D'INFORMAZIONE; CONTRATTI DI IMPRESA; TEORIA GIURIDICA DEL MERCATO; CIRCOLAZIONE DEI DIRITTI; TUTELA DELL'AMBIENTEIl Progetto di Costituzione per l'Europa, i diritti fondamentali e l'autonomia privata nell'Unione Europea
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"Abstract
La presente ricerca si propone di analizzare il processo costituzionale europeo culminato con l'approvazione da parte della "Convenzione di Bruxelles" del Progetto di "Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa". L'esame verterà non solo sulla consistenza del Progetto come testo costituzionale di base dell'Unione, ma anche sui suoi effetti per la tutela di alcuni principi e diritti fondamentali specifici. Una prima fase del lavoro, corrispondente al primo anno, sarà volta a fornire il quadro teorico-costituzionale di riferimento, in una con la organizzazione/sistemazione del materiale normativo, bibliografico e giurisprudenziale, con specifica attenzione alle intersezioni disciplinari tra diritto pubblico/privato, economia e geografia economica nei contesto della "multilevel governance europea". Nell'attuale momento storico, la riflessione giuridica non può prescindere dall'analisi dei processi evolutivi di carattere normativo e politico-istituzionale che coinvolgono il futuro dell'Unione Europea, trovando in ciò un fertile terreno di incontro con altre discipline. Il Progetto di Trattato costituzionale, licenziato dalla Convenzione ed esaminato dalla Conferenza Intergovernativa, da un lato, attraversa con tecniche ricognitivo-innovative le parti più delicate della tradizione del costituzionalismo europeo, dall'altro segna, per certi versi, una "rottura" rispetto ai tradizionali percorsi evolutivi del costituzionalismo moderno. Dal punto di vista dello studioso di diritto costituzionale, si deve osservare che mentre gli elementi "positivi" di questa "narrazione costituzionale" prendono forma sotto i nostri occhi, ancora faticosa appare l'opera di individuazione e rimeditazione delle categorie che possono servire a rappresentare con nomi adeguati la realtà di cose nuove. Conseguentemente, l'analisi preliminare troverà fondamento nello studio selettivo delle categorie "utili" del "costituzionalismo europeo" e nella configurazione di un "costituzionalismo comune europeo". Un particolare risalto verrà dato al c.d. "metodo della Convenzione", inaugurato dalla Convenzione incaricata di redigere la Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE e ripreso dalla Convenzione incaricata di redigere il progetto di Trattato costituzionale. La ricerca procederà quindi ad un approfondimento del "nucleo" della Carta dei diritti di Nizza, quale anticipazione e premessa della "costituzione europea", articolato a sua volta in diversi "segmenti applicativi", curati da ciascuna delle cinque unità operative. Il primo segmento "applicativo" avrà ad oggetto, oltre alla attenta valutazione della reale portata innovativa del "metodo Convenzione", i profili specifici del Trattato costituzionale, dai principi e valori all'assetto istituzionale, dalla delimitazione delle competenze al sistema delle fonti, dalle procedure di revisione al diritto di recesso dall'Unione. Il secondo "segmento" affronterà la problematica della tutela dei diritti, con particolare riferimento diritto di impresa tra diritto interno e diritto comunitario,in particolare tra norme costituzionali interne e disposizioni della Carta. La terza unità si occuperà dei temi relativi all'autonomia contrattuale, sempre tra diritto interno e comunitario. La quarta unità incentrerà l'attenzione sulla tutela del diritto d'informazione a partire dall'art. 11 della Carta. La quinta, dedicherà uno specifico approfondimento alla tutela dell'ambiente di cui all'art.37 della Carta, analizzata anche secondo una prospettiva di analisi interdisciplinare. I risultati delle ricerche saranno discussi in Seminari interdisciplinari e pubblicati. <<<Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Vincenzo ATRIPALDI Universita' degli Studi di ROMAObiettivo del Programma di Ricerca
E' noto come in occasione del Consiglio europeo di Laeken del 15 dicembre è stato dato avvio ad un processo di rifondazione istituzionale dell'Unione Europea, che in vista di una maggiore integrazione politica, economica e sociale, è stata chiamata ad affrontare nuove sfide, riguardanti l'accrescimento della democrazia, della trasparenza e dell'efficienza nel sistema decisionale comunitario. E' stata posta la finalità di una riforma ampia ed incisiva delle istituzioni comunitarie e delle procedure di voto, anche in vista dell'adesione di nuovi Stati, che ha dato impulso ad un vero e proprio processo costituzionale a livello europeo che a sua volta ha posto i fondamenti del nascente costituzionalismo europeo. Principale finalità della ricerca svolta in questa seconda fase è quella di indagare e mettere in evidenza le peculiarità dell'esperienza costituzionale in corso in Europa, sia sul piano dell'evoluzione del diritto positivo, in altri termini dell'elaborazione e del contenuto della Bozza di Trattato costituzionale presentata, sia sul piano delle elaborazioni teoriche della dottrina costituzionalistica.A partire da questo "nucleo portante" della ricerca, l’attività delle singole unità di ricerca approfondirà singole disposizioni della Carta dei diritti fondamentali, secondo la prospettiva di indagine fin qui delineata del costituzionalismo europeo. In particolare saranno oggetto di studi: la libertà di espressione e di informazione, con particolare riferimento al pluralismo e alla regolamentazione del settore radiotelevisivo e delle telecomunicazioni; contenuto, limiti e prospettive della libertà di impresa anche in relazione alle regole del commercio internazionale; principi e regole della contrattazione di impresa; la tutela dei diritti fondamentali della persona, la libera circolazione delle persone, merci e capitali in relazione ai diversi regimi di pubblicità degli atti e delle situazioni giuridiche soggettive; e in ultimo, in una prospettiva di analisi economica, la tutela dell’ambiente e il principio dello sviluppo sostenibile (art. 37) <<<
Risultati parziali attesi
Questa prima fase dovrebbe consentire ai docenti e ai ricercatori interessati di acquisire familiarità con i principali problemi applicativi sollevati dal processo di codificazione europea relativamente agli specifici temi oggetto di studio per ciascuna unità, sia attraverso la consultazione del materiale normativo, bibliografico e giurisprudenziale raccolto, sia mediante il contatto diretto con la pratica, oltre che con lo studio dei progetti da un lato di codificazione e dall'altro di Convenzione europea.In tal modo si disegneranno in primo luogo l'opzione di fondo della politica economica comunitaria, il contenuto della libertà di impresa e contrattuale in relazione sia al divieto di discriminazione che alla clausola di buona fede che alla disciplina delle eccezioni dilatorie e si porranno le basi dell'approfondimento più prettamente teorico, cui è dedicata la seconda parte della ricerca. Già nel corso della prima parte dell'attività si prevede comunque l'elaborazione di articoli e saggi sul tema della ricerca o su temi affini, con il preciso scopo di fissare il quadro normativo di riferimento e i problemi di inquadramento. Ove necessario il lavoro di indagine potrà costituire occasione anche per l'organizzazione di convegni e conferenze di approfondimento.La seconda e ultima fase della ricerca dovrebbe consentire di pervenire ad un inquadramento sistematico coerente, anche se ovviamente non definitivo, delle principali problematiche teoriche e applicative prospettate dal fenomeno della codificazione di un diritto europeo dei contratti. I lavori parziali svolti dalle singole unità di ricerca sui temi dalle stesse prescelti dovranno, in questa fase essere raccolti e coordinati in vista della chiarificazione dei risultati raggiunti e, quindi, della realizzazione degli obiettivi comuni della ricerca. Si può pensare, in particolare, ad un'opera di collaborazione che raccolga gli scritti elaborati da docenti e ricercatori delle singole unità di ricerca, allo scopo di illustrare i principali risultati realizzati. Allo stesso scopo, si potrà prendere in considerazione la possibilità di organizzare un convegno specificamente dedicato alla presentazione delle conclusioni della ricerca e degli eventuali scritti pubblicati sul tema. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nell'attuale momento storico, la riflessione giuridica non può prescindere dall'analisi dei processi evolutivi di carattere normativo e politico-istituzionale che coinvolgono il futuro dell'Unione Europea, trovando in ciò un fertile terreno di incontro con altre discipline. Il Progetto di Trattato costituzionale, licenziato dalla Convenzione ed esaminato dalla Conferenza Intergovernativa, da un lato, attraversa con tecniche ricognitivo-innovative le parti più delicate della tradizione del costituzionalismo europeo, dall'altro segna, per certi versi, una "rottura" rispetto ai tradizionali percorsi evolutivi del costituzionalismo moderno. Dal punto di vista dello studioso di diritto costituzionale, si deve osservare che mentre gli elementi "positivi" di questa "narrazione costituzionale" prendono forma sotto i nostri occhi, ancora faticosa appare l'opera di individuazione e rimeditazione delle categorie che possono servire a rappresentare con nomi adeguati la realtà di cose nuove. Troppo spesso, infatti, al riconoscimento dell'Unione come organizzazione politica sui generis si accompagna una sorta di impotenza classificatoria, una assoluta tabula rasa dei concetti e delle categorie tramandate dalla tradizione etatistica dello jus publicum europaeum, trascurandosi di verificare in concreto quali categorie hanno ancora una qualche ragione di resistere all'avvento del "phénomène nouveau".Conseguentemente, l'analisi preliminare troverà fondamento nello studio selettivo delle categorie "utili" del "costituzionalismo europeo" e nella configurazione di un "costituzionalismo comune europeo". Essa sarà quindi incentrata sull'attuale "processo costituente europeo" ove particolare risalto verrà dato al c.d. "metodo della Convenzione", inaugurato dalla Convenzione incaricata di redigere la Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE e ripreso dalla Convenzione incaricata di redigere il progetto di Trattato costituzionale. Le sue maggiori peculiarità sono da rinvenire nella composizione della Convenzione, che prevedeva oltre ai rappresentanti dei Governi degli Stati, per la prima volta nella esperienza del processo di integrazione europea, anche membri rappresentanti delle assemblee parlamentari nazionali ed europea, nonché nel processo decisionale basato non su procedure di voto, bensì sul consenso. La ricerca procederà quindi ad un approfondimento del "nucleo" della Carta dei diritti di Nizza, quale anticipazione e premessa della "costituzione europea", articolato a sua volta in diversi "segmenti applicativi", curati da ciascuna delle cinque unità operative. Il primo segmento "applicativo" avrà ad oggetto, oltre alla attenta valutazione della reale portata innovativa del "metodo Convenzione", i profili specifici del Trattato costituzionale, dai principi e valori all'assetto istituzionale, dalla delimitazione delle competenze al sistema delle fonti, dalle procedure di revisione al diritto di recesso dall'Unione.
Il secondo "segmento" affronterà la problematica della tutela dei diritti, con particolare riferimento diritto di impresa tra diritto interno e diritto comunitario,in particolare tra norme costituzionali interne e disposizioni della Carta. La terza unità si occuperà dei temi relativi all'autonomia contrattuale, sempre tra diritto interno e comunitario. La quarta unità incentrerà l'attenzione sulla tutela del diritto d'informazione a partire dall'art. 11 della Carta. La quinta, dedicherà uno specifico approfondimento alla tutela dell'ambiente di cui all'art.37 della Carta, analizzata anche secondo una prospettiva di analisi economica.
In ordine al diritto di informazione, la ricerca in primo luogo studierà nei diversi stati membri la disciplina del diritto all'informazione e il rispetto del pluralismo e, in secondo luogo il contenuto del diritto di informazione, così come disciplinato dalla normativa europea, al fine di delineare i limiti al suo esercizio, attraverso un'operazione che tende a delineare il quadro di un corretto bilanciamento tra esercizio del diritto di informazione e tutela di altri valori fondamentali della persona. Il tema della libertà di impresa in relazione alla tutela dei diritti fondamentali della persona è studiato sia nella cornice dello statuto comunitario del mercato ma anche con riferimento ai problemi di tutela dei diritti fondamentali nella prassi del commercio internazionale. In questa prospettiva si muove anche l'unità di ricerca che si occupa direttamente della disciplina dei contratti tra imprese. La Comunità Europea persegue la realizzazione di un'economia di mercato che tenda il più possibile verso la concorrenza perfetta secondo tale modello economico ideale né le istituzioni, né gli operatori economici, sia dal lato della domanda (consumatori) che da quello dell'offerta (imprese) sono in grado di incidere in modo significativo sul mercato, determinandone le condizioni di equilibrio. In questo contesto la legislazione comunitaria si propone l'obiettivo della libera circolazione delle persone, delle merci, dei capitali, adottando provvedimenti che si snodano secondo due percorsi principali .
Da una parte le regole volte a delineare la struttura del mercato (o dei mercati); in questa cornice si inseriscono sia le direttive che liberalizzano interi settori di attività economica (per esempio, le direttive in materia creditizia, o quelle relative al mercato delle assicurazioni), sia la disciplina della concorrenza nelle sue molteplici articolazioni(che vietano sia le concentrazioni, che gli aiuti di Stato, che l'abuso di posizioni dominanti sul mercato).
Dall'altra le direttive aventi ad oggetto i rapporti tra privati (per così dire microeconomici), che regolano il corretto funzionamento delle contrattazioni, la trasparenza delle condizioni contrattuali, il riequilibrio delle posizioni contrattuali (clausole vessatorie, nullità cd. di protezione, obblighi di informazione, diritto di recesso in favore del consumatore.). Tali norme svolgono una duplice funzione. In primo luogo quella di fissare regole chiare e precise che tutte le imprese - indipendentemente dalla posizione di forza che hanno sul mercato - devono rispettare, affinché la competizione si svolga su un piano di parità; in secondo luogo tutelano la parte contraente debole (consumatore, cliente, operatore non qualificato) da eventuali abusi.
Per quanto attiene all'art. 37 che riconosce un livello elevato di tutela dell'ambiente e della sua qualità in conformità al principio dello sviluppo sostenibile,viene studiato nella prospettiva dello sviluppo sostenibile appunto, principio ispiratore di tutta la disciplina comunitaria secondaria in materia e, della valorizzazione e tutela dell'ambiente attraverso una specifica disciplina riguardante l'esercizio dell'attività turistica in zone determinate. L'analisi è connotata da un significativo grado di interdisciplinarietà. Infatti proprio da un lato l'esigenza di "integrare" la tutela dell'ambiente con le politiche comunitarie, dall'altro il nuovo criterio di ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni (art. 117 Cost. che lascia il turismo tra le materie di competenza esclusiva delle regioni) impongono di muovere, per ricostruire il contenuto normativo della disposizione, proprio dalla conoscenza del fenomeno concreto e delle diverse strutture territoriali di valorizzazione e sviluppo delle risorse ambientali e turistiche. Ciò al fine di descrivere, sotto il profilo economico, i diversi sistemi possibili di governo del territorio e di politiche ambientali e, sotto il profilo giuridico, suggerire possibili modelli di legislazione regionale che, nel rispetto dei valori costituzionali, favoriscano un livello elevato di tutela dell'ambiente ma anche dei beni paesaggistici e culturali.
In ordine alle regole di pubblicità, l'analisi muoverà dall'indagine delle regole relative alla costituzione di un soggetto di diritto e alle vicende del soggetto medesimo; si volgerà poi ad individuare il profilo della regole di pubblicità che presiedono al regime della circolazione dei diritti. Due sono i principali piani di indagine: il soggetto di diritto e le sue vicende; la certezza dei traffici giuridici e il regime di circolazione dei diritti.
Per quanto attiene al primo profilo la pubblicità delle vicende della vita delle persone fisiche (registri dello stato civile), delle persone giuridiche e degli enti di fatto (registro delle persone giuridiche, registro delle imprese, elenco delle onlus, albi delle cooperative sociali, etc). In ordine al regime di circolazione dei diritti e alla sicurezza del traffico giuridico, il nostro sistema conosce diversi regimi di pubblicità: la trascrizione immobiliare, la iscrizione delle ipoteche, il registro delle imprese, le regole di pubblicità della cessione dei crediti, diverse a seconda che si tratti di cessione di un solo credito (1264 c.c.), di cessione in massa di crediti di impresa (l. 52/91), di cessione di crediti oggetto di operazioni di cartolarizzazione (art. 58 T.U.B.) <<<



