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PROGRAMMA DI RICERCA

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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
MERCATO; ETICA; BENI; AUTODETERMINAZIONE; AUTONOMIA; CONTRATTO; SVILUPPO; RESPONSABILITÀ; SOSTENIBILITÀ

MERCATO ED ETICA

Università degli Studi di Salerno
Abstract
La ricerca si propone l'obiettivo di analizzare le relazioni tra mercato ed etica, con particolare riguardo all'incidenza di scelte ispirate a valori solidaristici e personalistici nell'ambito dell'attività di impresa. La moderna scienza economica e giuridica, nonostante si sia sviluppata senza un costante riferimento formale al ruolo dell'etica e della morale nell'organizzazione dell'impresa, non ha, altresì, rinunciato a richiamare concetti metaeconomici, quali principi e valori sociali, nella ricostruzione dei meccanismi che dovrebbero incidere sul governo della stessa. In questa direzione il destinatario dei servizi e prodotti, ossia il consumatore, non è più definito dalla prevalente letteratura come colui che massimizza la sua utilità, ma come chi è in grado di scegliere il "paniere preferito" (consumatore razionale), in una dimensione ove il termine "utilità" è sostituito con il termine "preferenza". Ciò impone di superare i tradizionali strumenti di misura e previsione delle performances aziendali incentrati su parametri meramente economici. L'impresa allarga il suo raggio di azione e sotto certi aspetti deve farsi carico dei problemi sociali della comunità in cui svolge la sua attività. In questa prospettiva la responsabilità di impresa coinvolge ed attiene anche alla responsabilità sociale, la quale diviene obiettivo rilevante nel sistema-impresa e modo d'essere dell'azione gestionale. La responsabilità sociale dell'impresa coinvolge non soltanto la comunità locale, ma un ampio ventaglio di soggetti: parteners commerciali, fornitori, clienti, azionisti, lavoratori dipendenti, cioè il mercato complessivamente inteso quale "statuto normativo". Ne consegue che una indagine attenta, da un lato, ai rapporti tra autonomia negoziale, attività di controllo e responsabilità nella contrattazione d'impresa e, dall'altro, al rapporto tra impresa e ambiente, e allo sviluppo della ricerca biotecnologica e farmaceutica, consentirà di valutare l'attitudine di scelte etiche non soltanto a produrre vantaggi economici ma anche utilità sociale. Il tutto in una prospettiva nella quale la regolamentazione del mercato non si pone in conflitto con l'iniziativa privata, bensì contribuisce al pieno sviluppo di questa. Invero alla luce di una metodologia assiologicamente orientata ciò che può costituire un pericolo è la deregulation, anche e soprattutto, per coloro che svolgono attività mercantile. Ove c'è egoismo e sopraffazione l'autonomia del singolo operatore di mercato (anche forte) è rimessa a fattori incontrollabili ed ingestibili, ben al di là del tradizionale rischio d'impresa. La tutela del mercato è in primo luogo tutela di valori non economici. Sì che l'indagine si pone l'obiettivo di accertare se una "visione etica" dei rapporti di mercato sul piano negoziale assicuri il pieno sviluppo della iniziativa economica e della persona. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Paola D'ADDINO Università degli Studi di SALERNO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo del presente progetto è, sulla base di un esame teorico-applicativo delle relazioni tra i concetti di mercato ed etica, la verifica della compatibilità con il sistema giuridico di una visione etica dei rapporti di mercato, muovendo dalle basi culturali della non facile distinzione tra uomo e cittadino da un lato e produttore e consumatore dall'altro, tra solidarietà anche umana e civile e solidarietà soltanto economica e corporativa. In altri termini, la ricerca si propone di indagare sulla possibilità che il successo dell'impresa sia valutato non soltanto in una dimensione economica ma alla luce di valori solidaristici e personalistici. La storia conferma che l'istituzionalizzazione del mercato non può prescindere dall'assunzione di un garante esterno, sia esso la morale o il diritto. La crescente attenzione del legislatore per la contrattazione d'impresa e per gli squilibri di "forza contrattuale" è indice di una sempre maggiore giuridicizzazione del mercato. Sanzionare l'iniquità, normativa o economica, di taluni regolamenti negoziali ha delle ricadute non soltanto sul singolo rapporto, ma inevitabilmente sull'intero contesto economico-giuridico nel quale si è svolta l'operazione. La presente ricerca si propone di valutare in maniera più adeguata e completa la concreta inferenza di simili scelte sul sistema economico nel suo complesso. Ciò in considerazione del fatto che potrebbe essere fuorviante individuare nella razionalità degli scambi e nell'efficienza del sistema economico, astrattamente considerati, lo scopo della regolamentazione dei fenomeni negoziali. L'intento è quello di rifondare le basi di una disciplina del mercato sensibile ai profili etici, quale risultante non già di una eteroimposizione bensì di una opzione autonoma e consapevole del ruolo dell'etica quale fattore di sviluppo. Funzionale al raggiungimento dell'obiettivo finale è la verifica delle attitudini concrete di una scelta etica la quale accresca la reputazione, la fiducia nel consumatore con conseguenti vantaggi anche di tipo economico e, nel contempo, produca utilità sociale, soddisfazione di interessi collettivi. In tale contesto si prospetta un sistema nel quale la regolamentazione del mercato non si pone in conflitto con l'iniziativa economica, ma contribuisce alla piena realizzazione di questa. Nella prospettiva delineata si mira a riconoscere nell'etica una valore dell'impresa. Nel programma di ricerca e di formazione cosí articolato, diretto a coniugare ed a coordinare le esigenze diversificate e i molteplici profili emergenti nell'area tematica Mercato ed etica, le unità si propongono, quali temi prioritari di ricerca, oggetto di approfondimento individuale e collettivo, anche con la guida e con il supporto dei diversi settori scientifico-disciplinari coinvolti: a)la valutazione dei profili di interferenza e di compatibilità tra regole dei rapporti e regole del mercato; b)l'analisi degli aspetti e dei problemi emergenti dal binomio controllo e responsabilità nella disciplina dei rapporti contrattuali; c)l'individuazione della natura e della funzione del principio di trasparenza quale strumento di protezione del contraente e di tutela del mercato; d) l'analisi delle possibili connessioni ed interferenze tra libertà di autodeterminazione e rispetto, attuazione e promozione dei valori ambientali, quali limiti conformativi dell'autonomia in funzione di uno sviluppo sostenibile; e) la verifica della possibile applicazione delle "regole di mercato" ai nuovi beni e strumenti appropriativi connessi allo sviluppo biotecnologico e alla ricerca scientifica; f) la rivalutazione, in una prospettiva etica, dell'utilità sociale dell'impresa farmaceutica, quale attività economica funzionale alla salvaguardia di valori fondamentali.
Sullo sfondo delle questioni affrontate, lo scopo perseguito consiste nel tentativo di chiarire se, rispetto alla complessità dei modelli offerti dalla pratica degli affari, i paradigmi delineati dalla disciplina delle attività negoziali possano continuare a fungere da strumenti di qualificazione o se, in alternativa, debba ricorrersi a modelli ulteriori. <<<
Risultati parziali attesi
I risultati attesi all'esito della prima fase di ricerca sono differenti per ogni unità. In particolare, l'obiettivo è quello della composizione da parte della singola unità di un quadro organico della specifica materia oggetto di indagine, sì da rappresentare una base di partenza certa per l'elaborazione della seconda fase. Tale quadro, peraltro, sarà oggetto di convegni e seminari di studio da organizzarsi singolarmente presso le sedi delle unità di ricerca per esporre i risultati raggiunti e verificarne l'esattezza attraverso il confronto con altri studiosi della materia. Segnatamente l'obiettivo che si propone di raggiungere l'Unità 5 è quello di prospettare un sistema nel quale regole dei rapporti e regole di mercato siano valutate nella loro interconnessione, sia pure tenendo conto delle diversità, per verificare se l'attuale scenario normativo accordi una adeguata tutela a tutti i soggetti operanti nel mercato. Lo sforzo sarà rivolto ad accertare se l'utilizzo crescente dei rimedi tradizionali, in special modo della nullità, possa considerarsi davvero adeguato a realizzare gli scopi che le normative di settore dichiarano di perseguire, consistenti nel riequilibrio delle dinamiche di mercato distorte dall'evidente disparità di forza fra gli operatori di mercato. I risultati raggiunti per tale via riceveranno ampia valorizzazione e sviluppo anche nella direzione dell'ampliamento e della specializzazione dell'offerta formativa del Dottorato di ricerca in I problemi civilistici della persona, giunto al XIX ciclo al quale la sede leccese è consorziata ed afferiscono il responsabile ed alcuni componenti dell'Unità di ricerca locale. A tal fine sarà impegnato un borsista di dottorato.
L'Unità 6 vuole dimostrare, per un verso, che l'ordinamento non svolge una mera funzione di mimesi del mercato (contrariamente a quanto asserito dai seguaci della analisi economica del diritto) e, per altro verso, che il mercato, quale sede di un vastissimo bargaining, non può prescindere dall'apprezzamento della norma giuridica, rimanendo ancorato ad un criterio meramente imprenditoriale in virtù del quale potrebbe essere economicamente conveniente persino risultare inadempienti. Il contratto chiaro e trasparente, suscettibile di modifiche conservative, diventa lo strumento di corretto funzionamento del mercato, rendendo agevole il compito della controparte di autocontrollare i termini dell'affare, espungendo dall'ambito delle vicende le conseguenze sanzionatorie connesse ad eventuali patologie (responsabilità).
L'unità 3, muovendo dalla analisi della normativa in vigore, intende verificare i limiti di operatività del principio di trasparenza come supporto diretto di doveri non espressamente disciplinati.
A livello internazionale, ove manca una disciplina sulla trasparenza, si potrebbe ipotizzare quale estrinsecazione del principio di trasparenza, il principio di affidamento, valore fondamentale del traffico mercantile. Nell'affrontare il problema si dovrà tener sempre in considerazione che la trasparenza presenta due profili, formale e sostanziale, che insieme contribuiscono a individuare il contenuto del principio. L'obiettivo in questo ambito è offrire al soggetto tutelato una garanzia di certezza quanto alla sua posizione giuridica così come risulta dal contratto.
L'unità n. 4, all'esito della prima fase dell'attività di ricerca, prevede di realizzare una banca dati organizzata per aree tematiche ed accessibile mediante parole chiave. L'intento perseguito è quello di creare un osservatorio qualificato e competenze tecniche specifiche in grado di concorrere alla realizzazione di finalità e risultati concreti riconducibili tutti all'interno di un programma unitario, diretto a coordinare le innovazioni di processo - quali espressioni di autonoma iniziativa, a garanzia di una competitività su basi sicure e qualitativamente concorrenziali - e la tutela ambientale. Tra i risultati attesi si segnala la creazione di un supporto a disposizione degli organismi pubblici o privati, per fornire gli strumenti necessari al fine di correggere le asimmetrie che scaturiscono dalla concorrenza con le grandi imprese e di indirizzare la crescita della realtà socio-economica territoriale nella direzione del miglior sviluppo possibile e sostenibile.
L'idea di formare nuove professionalità altamente qualificate, che conoscano e comprendano la situazione dell'area di riferimento, si sposa perfettamente con le iniziative promosse nella direzione dell'ampliamento e della specializzazione dell'offerta formativa del Dottorato di ricerca in I problemi civilistici della persona, giunto al XIX ciclo ed operante in stretta sinergia con la struttura dipartimentale alla quale afferiscono il responsabile ed il personale confluito nell'Unità di ricerca locale: il Dipartimento di Studi giuridici, politici e sociali Persona, Mercato e Istituzioni, Pe.Me.Is.
A tal fine si intende impegnare almeno due borsisti di dottorato.
L'unità n. 2 tende a rivisitare la soluzione della privativa per le cosiddette invenzioni biotecnologiche attraverso l'analisi degli interessi che confluiscono nel rapporto di ricerca.
Infine, obiettivo specifico dell'unità n. 1 è ricercare un'area in cui i percorsi medico-scientifici e quelli della politica, dell'aiuto e della solidarietà possano trovare un corretto punto di saldatura.Il risultato atteso dal compimento della seconda ed ultima fase della ricerca consiste nella definizione di un sistema nel quale le differenti regole dettate per la tutela di interessi, spesso contrapposti, siano ricondotte in un quadro italo-comunitario di principi. In tale prospettiva, il lavoro di ricerca si propone di valutare se, rispetto alla complessità dei modelli offerti dalla pratica degli affari, veicolo di importazione di schemi estranei alla nostra tradizione giuridica, il paradigma contrattuale delineato dal codice civile possa continuare a fungere da strumento di qualificazione o se, in alternativa, debba ricorrersi a categorie ulteriori, come quella di operazione economica. In questa ultima ipotesi, nella consapevolezza che la tutela dei consumatori, nonostante la centralità della categoria di riferimento, non può esaurire l'attenzione degli studiosi, l'obiettivo che si prefigge la ricerca è quello di ricercare strade ulteriori, anche nei suddetti contesti, per realizzare le condizioni di un mercato funzionale e conformato alle ragioni dell'etica e della giustizia.
I risultati conseguiti nel corso dell'indagine saranno discussi ed approfonditi nell'ambito di seminari, tavole rotonde, incontri di studio e convegni e confluiranno in pubblicazioni intermedie e finali. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
L'analisi degli aspetti e dei problemi collegati ai rapporti tra mercato ed etica si presenta molto complessa. La dimensione privilegiata degli studi attinenti al mercato sembra attualmente riservata prevalentemente alle scienze economiche o guidata da criteri meramente economici. Secondo una prospettiva, i valori che ispirano le regole del mercato si collocano in posizione antitetica rispetto a quelli etici, sì che l'adozione di scelte moralmente fondate nel governo dell'impresa è considerata svantaggiosa in quanto antieconomica. In altra direzione, nel tentativo di superare l'assoluta incompatibilità tra categorie morali ed economiche, si propone un nesso di strumentalità tra scelte etiche e profitti d'impresa. Mercato e iniziativa economica privata, tuttavia, collocati nel sistema socio-normativo quale si è storicamente determinato, sono nozioni non soltanto di forte valenza giuridica, ma anche ideologicamente emblematiche. È innegabile che lo sviluppo storico del mercato, nella grande varietà delle sue forme, ha messo in luce il progressivo bisogno di direzione etica, e anche giuridica, della vita economica. Se il mercato correttamente inteso è "statuto normativo" ed ogni discorso giuridico è necessariamente un discorso morale, appare arduo escludere i valori etici dall'attività mercantile o prospettarne la subordinazione a quelli meramente economici. Multiformi sono le prospettive: il mercato come garanzia e come negazione della libertà, come luogo dei meriti personali e come occasione di fortuna e di rischio, come fattore di soggettività e di omologazione, come rete di cooperazione e come arena conflittuale. Molteplici e complessi sono gli ambiti di indagine e le implicazioni di una ricerca volta ad individuare i punti di raccordo e le reciproche interconnessioni tra regole negoziali e regolamentazione del mercato, in un'ottica generale e settoriale. Nell'indagine sui rapporti contrattuali si è finora puntata l'attenzione sulle regole dettate per i singoli scambi, ritenendo che la loro equità possa garantire la giustizia dei rapporti di mercato. Viceversa, chi studia l'attività d'impresa muove dall'opposta concezione che il rispetto delle regole concorrenziali assicuri l'equità dello scambio. Unico punto comune è il riconoscimento della necessità di addivenire ad una regolamentazione "giusta". La costatazione dell'insufficienza della prospettiva macroeconomica rinvigorisce l'interesse verso il tema del controllo, aspetto immanente al potere di autonomia privata, al quale sono strettamente connesse le tematiche della responsabilità e del contratto, entrambe oggetto di una vastissima trattazione scientifica e giurisprudenziale. È d'obbligo menzionare l'ampia produzione che tuttora si interroga sulla permanente validità e vitalità della categoria del contratto dinanzi alle sempre più complesse esigenze della pratica degli affari. Quest'ultima si va peraltro arricchendo di strumenti e tecniche strutturalmente e funzionalmente complessi, talvolta rinnovati rispetto ai modelli della nostra tradizione giuridica. Dall'analisi dell'assetto normativo vigente in Italia e ancor piú nella Comunità Europea, emerge l'importanza sempre crescente che il legislatore dedica alla trasparenza, strumento di tutela del contraente che si trova in condizioni di inferiorità e caratteristica tipica di un mercato efficiente e corretto. Nella medesima prospettiva si profila la necessità di approfondire il legame tra forme di manifestazione dell'autonomia negoziale e modelli di sviluppo sostenibile, in un quadro di legalità costituzionale e comunitaria nel quale le risorse ambientali ed i valori costituzionalmente protetti ad esse correlati, in quanto oggetto diretto o riflesso di attività dispositive, costituiscono fattori di convergenza di molteplici interessi meritevoli di tutela. Accanto al tentativo di affiancare l'ecologia all'economia, di integrare le politiche economiche con quelle ambientali, nello studio dei modelli decisionali e delle scelte strategiche, emerge il rilievo - anzi la centralità, negli studi civilistici - del profilo, tuttora trascurato, della sostenibilità ambientale di ogni forma di manifestazione dell'autonomia pubblica e privata, individuale e collettiva, a contenuto patrimoniale e non patrimoniale. L'attenzione del giurista si rivolge, altresì, all'individuazione di nuovi beni, forme di appartenenza e modalità di circolazione e alla ricerca di soluzioni congrue rispetto all'assetto degli interessi meritevoli di tutela a fronte dell'emergenza di fenomeni quali la brevettazione della materia vivente e l'attività di disposizione di organi, tessuti ed informazioni genetiche. Le resistenze a lungo opposte in Europa alla brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche spingono a ripensare le tecniche apprestate dall'ordinamento giuridico e a verificare la compatibilità con il sistema di soluzioni quali la costruzione di un tipo di mercato strutturato a similitudine del mercato di "futures", soluzione peraltro esclusa in Europa per ragioni etiche e giuridiche. La stretta connessione con il tema dei diritti fondamentali alla salute e alla qualità della vita induce, inoltre, ad indirizzare l'indagine verso un ambito di rilevante interesse ai fini dell'analisi complessiva: la revisione delle ragioni imprenditoriali e delle esigenze produttivistiche nella definizione delle regole applicabili al mercato farmaceutico, là dove, in presenza di farmaci di difficile commercializzazione in quanto destinati alla terapia di malattie rare, la logica mercantile pare scontrarsi con l'eticità del sistema. <<<