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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
DIRITTO; CONFLITTI; ALTERNATIVE

Diritto e trattamento dei conflitti. Alternative al processo e nel processo.

Università degli Studi di Pavia
Abstract
Lo scopo fondamentale del programma di ricerca è di svolgere un'analisi ampia, di carattere interdisciplinare e comparatistico, e supportata da un'adeguata elaborazione teorica e metodologica, dei metodi alternativi di risoluzione delle controversie (ADR). La ricerca terrà conto dell'evoluzione di questi metodi nell'ordinamento italiano, nei principali ordinamenti stranieri e a livello transnazionale, anche in connessione con la situazione e l'evoluzione dei metodi giurisdizionali di risoluzione dei conflitti. Essa prenderà in considerazione sia le tecniche in senso proprio stragiudiziali, sia quelle che si collocano all'interno dei procedimenti giudiziari o in connessione con questi procedimenti. Essa mira anche a proporre modelli di metodi alternativi su scala nazionale, su scala europea e su scala internazionale. Saranno prese in considerazione sia le varie forme di mediazione e conciliazione, sia le forme più interessanti di arbitrato domestico e internazionale. Il metodo consisterà nella raccolta di dati e di materiale bibliografico, nell'organizzazione e partecipazione a convegni e seminari in Italia e all'estero, nella redazione e pubblicazione di saggi e volumi sulla ricerca e sui suoi risultati. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Michelino TARUFFO Università degli Studi di PAVIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo fondamentale del programma di ricerca è costituito dalla realizzazione di uno studio sistematico, organico, per il possibile completo, e a carattere marcatamente interdisciplinare, dei c.d. metodi alternativi di risoluzione della controversie (o ADR). I caratteri distintivi di questo obiettivo possono essere definiti indicando da un lato le premesse teoriche da cui muove il programma, e dall'altro lato le finalità specifiche che esso si propone di conseguire. Altre indicazioni verranno date nella "Descrizione del Programma di Ricerca" (punto 2.4).
Le premesse teoriche vanno ravvisate in alcune acquisizioni della sociologia del diritto relative al trattamento e alla risoluzione dei conflitti. In particolare, va presa in considerazione l'intersezione tra due dimensioni, dalla quale può derivare uno schema concettuale utile a "sistematizzare" e a interpretare l'estrema complessità delle esperienze che da qualche tempo vanno emergendo nei principali ordinamenti giuridici, nell'ambito delle tecniche di risoluzione dei conflitti, e in particolare nell'ampio e articolato campo dell'ADR. La prima di queste dimensioni riguarda le principali modalità di trattamento dei conflitti, e include: a) la trattativa; b) la mediazione o conciliazione; c) l'arbitrato; d) i processi giurisdizionali. La seconda dimensione attiene ai gradi di integrazione o atomizzazione dei contesti sociali nei quali i conflitti sorgono e debbono essere risolti. L'incrocio di queste due dimensioni consente di costruire una griglia sistematica di lettura nella quale possono trovare collocazione coerente fenomeni all'apparenza diversi, che vanno dalla soluzione dei conflitti e la composizione delle liti sulle risorse naturali in Sardegna alla mediazione famigliare e penale e dall'arbitrato domestico e internazionale alle attività di composizione delle liti poste in essere presso le autorità indipendenti al dispute settlement presso la WTO. Questa griglia di lettura consente anche di dar conto della molteplicità e varietà degli interessi che sono alla base dei conflitti: interessi che possono essere patrimoniali o non patrimoniali, individuali o collettivi, tutelati da norme civili o penali, nazionali o transnazionali, e che possono far capo ai soggetti più diversi.
Questo orientamento teorico consente di definire, sia pure in termini generali, i principali aspetti dell'obiettivo del programma di ricerca. Uno di questi aspetti consiste nella ricognizione sistematica delle più interessanti esperienze relative al trattamento e alla risoluzione dei conflitti, con l'identificazione delle analogie e delle differenze, e l'analisi dei fattori sociali, economici, psicologici, istituzionali e giuridici, che condizionano gli orientamenti individuali e collettivi verso i conflitti e le scelte delle tecniche adottate per la loro soluzione. Un ulteriore aspetto rilevante è costituito dall'analisi comparatistica degli orientamenti esistenti nei principali ordinamenti giuridici. Questa analisi potrà portare all'individuazione di vari modelli nell'ambito di ognuna delle grandi categorie di ADR, verificando anche la loro funzionalità nei diversi contesti sociali e istituzionali. Si potranno così affrontare adeguatamente le diverse forme di mediazione e di conciliazione, distinguendone modalità, funzioni, finalità ed effetti, così come si potranno analizzare le più recenti linee evolutive che vanno emergendo in materia di arbitrato, sia interno che internazionale. Anche le altre forme-base di soluzione dei conflitti, come le trattative e, all'altro estremo dell'asse teorico, i procedimenti giudiziari, vanno studiate nelle loro varie manifestazioni, ed anche nelle loro connessioni reciproche. In questa direzione si potrà pervenire alla proposta di modelli europei uniformi di ADR, sulla linea di tendenze che in più modi vanno emergendo a livello europeo. Su scala più generale, sarà possibile individuare modelli di ADR che possano essere seguiti sia all'interno di singoli ordinamenti, sia per la risoluzione di conflitti transnazionali. Oltre all'elaborazione di modelli, si potranno analizzare le implicazioni che le tecniche di trattamento e risoluzione dei conflitti producono su una serie di fenomeni, come il funzionamento dei procedimenti giurisdizionali, gli orientamenti delle professioni legali, le riforme processuali e degli ordinamenti giudiziari, i livelli di protezione e di attuazione di diritti e interessi individuali e sovraindividuali. <<<
Risultati parziali attesi
Rccolta di dati e materiali bibliografici. Organizzazione di seminari e convegni sui metodi alternativi di risoluzione delle controversie. Organizzazione di incontri con studiosi stranieri. Preparazione di saggi per la pubblicazione. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La base da cui muove il programma di ricerca è rappresentata per un verso da un'elevata quantità di esperienze in vario modo riconducibili all'ambito dell'ADR, che sono presenti in molti ordinamenti, e che sono in rapida e spesso confusa evoluzione. Per altro verso, va rilevato che queste esperienze hanno dato luogo, in vari paesi, ad un'ampia letteratura, che però è di solito caotica, frammentaria, spesso ripetitiva, non di rado o troppo generica e astratta o troppo legata a situazioni molto specifiche. Si ha quindi l'impressione di trovarsi di fronte ad una sorta di universo in espansione, le cui principali linee evolutive sono molteplici, disarticolate e spesso difficili da interpretare e da ricondurre a schemi concettuali e normativi abbastanza chiari. Basta guardare, ad es., alla situazione dell'ADR negli Stati Uniti a partire dagli anni '80 per rendersi conto di una pluralità di modelli e di esperimenti assai interessanti, ma anche di contrasti valutativi e di forti differenze nell'elaborazione teorica delle molte tecniche alternative create dalla prassi, giudiziaria ed extragiudiziaria. D'altra parte, ordinamenti che per secoli sono stati incardinati sul ricorso alla mediazione come metodo privilegiato di risoluzione delle controversie, come ad es. la Cina e il Giappone, si muovono a stadi diversi di trasformazione, verso un uso più frequente degli strumenti giudiziali di tutela, man mano che avanza la loro "occidentalizzazione" dovuta essenzialmente alla loro apertura verso la globalizzazione economica. In Europa e in America Latina, poi, la spinta verso la massima utilizzazione delle tecniche di ADR proviene spesso dai legislatori processuali, che - come in Italia - cercano di fronteggiare la crisi della giustizia civile introducendo varie forme - talvolta obbligatorie - di conciliazione, stragiudiziale o giudiziale, ed anche consentendo al giudice di spingere le parti a risolvere la controversia in modi che evitino l'intero svolgimento del processo. Parallelamente, vi sono numerosi interventi legislativi miranti a regolare meglio l'arbitrato domestico e internazionale, ad hoc e amministrato, nel tentativo di far sì che le parti vi ricorrano più spesso.
Come già accennato, queste numerose e diversificate esperienze non sono ancora state oggetto di studio comparato sistematico e completo sulla base di adeguate premesse teoriche e con tutte le necessarie informazioni. <<<