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PROGRAMMA DI RICERCA
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Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
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- 10 - Lavoro, trans-nazionalizzazione della attività di impresa e tecniche giuridiche di riequilibrio negoziale
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze mediche
- Area scientifico disciplinare: Ingegneria industriale e dell'informazione
Classificazione geografica
- Regione: Sicilia
Bibliografia
- Rodotà S., Elaboratori elettronici, strutture amministrative e garanzie della collettività, Rivista trimestrale di Diritto Pubblico, 1971, p. 1842 s.- Nivarra L. – Ricciuto V. (a cura di), Internet e diritto dei privati, Persona e proprietà intellettuale nelle reti telematiche, Torino, 2002;
- R. Pardolesi (a cura di), Diritto alla riservatezza e circolazione dei dati personali, Milano, 2003;
- Cirillo G.P.(a cura di), Il codice sulla protezione dei dati personali, Milano, 2004;
- Cuffaro V. – Ricciuto V- Zeno Zencovich V.(a cura di) – Trattamento dei dati e tutela della persona, Milano 1998;
- Rodotà S. Tecnologie e diritti, Bologna, 1985.
- Pizzoferrato A., La nuova forma digitale nell’esperienza italiana, Contratto e Impresa, 2002, p. 77 ss.
- Direttiva UE sul commercio elettronico 8 giugno 2000, in G.U.C.E. L 17 luglio 2000, n. 178 (2000/31/CE).
- Castronovo C., La responsabilità del prestatore di servizi nella proposta di direttiva comunitaria, Foro it., 1994, V, p. 273 ss.
- Nivarra L., La responsabilità degli intermediari, Aida, 2002, p. 307 ss.
- Sica S. Stanzione P (a cura), Commercio elettronico e categorie civilistiche, Milano, 2002.
- Scognamiglio C., Prospettive europee della responsabilità civile e disciplina del mercato, Europa e diritto privato, 2000, p. 333 ss.
- Busnelli F.D. Giardina F. Ponzanelli G, La responsabilità de prestatore di servizi nella proposta di direttiva comunitaria del 9/11/90 e nel diritto italiano, Quadrimestre, 1992, p. 426 ss.
- Alpa G., La responsabilità per il danno derivato dai “servizi” nel progetto di direttiva comunitaria, Giur. it., 1990, IV, p. 177 ss.
- Alessi A., Il difficile percorso della responsabilità civile europea, Danno e responsabilità, 1999, p. 377 ss.
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- Ciani M., Brevi note sulla responsabilità degli Internet provedres, Riv. della cooperazione giur. int., 2001, p. 41 ss.
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- Pallaro P., Prime note sulla responsabilità dei servizi internet in diritto comunitario, Dir. comm. int., 2001, p. 137 ss.
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- De Nova G., Un contratto di consumo via Internet, I contratti, 1999, p. 113 ss.
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P. Dew, A. Galata, J. Maxfield, D. Romano, Virtual Artefacts to Support Negotiation within an Augmented Collaborative
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P. L. Sherfey, The Road to a Paperless Court, Washington State Bar Association, May 2000
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R. Hill, On-line Arbitration: Issues and Solutions, Arbitration International, April 1999
R. Hill, E-Arbitration Security: A Practical Approach, Annual Meeting of the Swiss Arbitration Association, September 2003
Parole Chiave
INFORMATICA DEL DIRITTO; DIRITTO DELL'INFORMATICAAmbienti collaborativi per l'attività giuridica
Università degli Studi di PalermoAbstract
La ricerca si propone di analizzare gli ambiti dell'informatica del diritto e del diritto dell'informatica.L'analisi delle potenzialità dell'informatica in atto e di quelle allo stato di progettazione, che tendono alla configurazione della intelligenza artificiale, conduce a rivelare, in ambito squisitamente giuridico, orizzonti di ricerca nuovi che vanno al di là della tradizionale contrapposizione tra informatica del diritto e diritto dell'informatica. Invero, se il diritto dell'informatica richiama l'idea di una norma volta a realizzare un bilanciamento tra la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone e gli interessi connessi allo sviluppo dei sistemi di comunicazione elettronica e, in genere, di ogni forma di comunicazione in tutto o in parte automatizzata, il concetto di informatica del diritto rimanda all'applicazione degli strumenti informatici in funzione ausiliare rispetto ad una "attività" giuridica in senso proprio.
Nell'ambito proprio del diritto dell'informatica si collocano, tra gli altri, gli studi in materia di tutela del diritto d'autore in ambiente internet, di commercio elettronico, contrattazione on-line, firma digitale e le molteplici e rilevanti applicazioni degli strumenti informatici nel diritto sportivo. Queste materie rivestono un particolare interesse per l'attualità delle problematiche connesse e per l'estensione dell'ambito di riferimento, oltre i confini nazionali, al panorama del diritto europeo.
La nostra ricerca si situa in questo ambito, ma non è limitata ad esso. Prospettive nuove di indagine si schiudono, infatti, sol che si estende l'oggetto della ricerca all'ambito proprio dell'informatica del diritto, che abbiamo più sopra delineato. In questa diversa e nuova prospettiva, oggetto di riflessione saranno, tra l'altro, le possibili applicazioni dell'informatica al settore della produzione e/o dell'interpretazione normativa. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giuseppe LIOTTA Università degli Studi di PALERMOObiettivo del Programma di Ricerca
Il programma di ricerca si propone di indagare le potenzialità ed i risultati della applicazione dell'informatica in ambito giuridico.Oggetto di studio sono tematiche attinenti all'informatica del diritto ed al diritto dell'informatica.
De iure condito, la ricerca si propone di rilevare i dati allo stato già acquisiti, in entrambi i settori. Nel campo dell'informatica del diritto, il riferimento va operato, tra l'altro, all'utilizzo delle banche dati in ausilio dell'attività di ricerca. Nel campo del diritto dell'informatica, il riferimento va operato ai temi, di rilevante interesse attuale, del commercio elettronico, della contrattazione on line, della firma digitale, delle risoluzioni stragiudiziali via internet, ecc.
De iure condendo, la ricerca si indirizza, da un lato, allo studio dei sistemi pervasivi basati sugli agenti intelligenti con le istanze più sentite nel settore giuridico, dall'altro, all'esplorazione dei settori, in campo giuridico, che meglio si prestano alle applicazioni suddette dell'informatica, quali, tra l'altro, quelli attinenti alla produzione normativa ed all'attività di risoluzione delle controversie sia in via giudiziale che stragiudiziale. <<<
Risultati parziali attesi
Gli obiettivi del nostro progetto sono:1)La modellazione degli attori giuridici coinvolti in un modello istituzionalistico mediante agenti conformi allo standard FIPA, con ruoli di volta in volta definiti in modo tale da descrivere nella maniera più accurata possibile il reale comportamento degli attori giuridici.
2)L'effettiva programmazione di tali agenti mediante sfruttamento delle tecnologie messe a disposizione dall'intelligenza artificiale (ad esempio logica fuzzy, reti neurali, reti bayesiane) su piattaforma FIPA-compliant (ad esempio JADE)
3)L'immissione di tali agenti in un ambiente collaborativo in cui avranno luogo le interazioni tra gli agenti che daranno luogo alla simulazione dello scenario complesso che rappresenta il momento dell'attività giuridica che si sta modellando.
In particolare, è possibile ipotizzare almeno un duplice impiego delle tecnologie informatiche al diritto: a) nella fase della produzione normativa; b) nella fase interpretativo-applicativa delle norme.
Quanto al primo degli aspetti considerati, basti valutare gli indubbi vantaggi connessi ad un sistema di produzione normativa che - disponendo di software adeguati - sia in condizione di conoscere con esattezza il panorama legislativo vigente nel settore di intervento di volta in volta considerato, ridimensionando il rischio di pericolose sovrapposizioni normative. L'utilizzo delle tecnologie informatiche, in questo senso, potrebbe essere di ausilio all'esigenza di ridimensionare il conflitto tra norme, riflettendosi positivamente in uno snellimento dell'attività dei giudici costituzionali. Questa esigenza è, particolarmente, avvertita nei settori normativi di competenza esclusiva o concorrente della Comunità europea. Invero, i sistemi informatici se correttamente utilizzati, potranno coadiuvare le competenti istituzioni comunitarie nella individuazione della legislazione vigente nei singoli Stati e quindi nella ricerca delle soluzioni normative che più si prestano alla realizzazione degli obiettivi di integrazione proclamati dal Trattato istitutivo.
Inoltre, un altri importante ambito di applicazione è quello connesso alla attività di risoluzione delle controversie. Si allude, oltre che all'attività propria dell'apparato giudiziario, con l'ausilio delle strumentazioni necessarie per una risoluzione efficiente ed efficace delle controversie poste alla loro attenzione, anche al nuovo settore dell'attività di risoluzione delle controversie in via stragiudiziale, attraverso l'impiego degli strumenti informatici.Gli obiettivi individuati nella fase 1, saranno oggetto di verifica nella fase due del progetto, e successiva pianificazione e programmazione.
Il risultato atteso in questa fase è la verifica della conformità delle potenzialità applicative dei sistemi informatici, individuate nella fase 1, alle attività di produzione normativa e giurisprudenziale, nonchè agli altri ambiti giuridici oggetto di indagine. Quindi, la elaborazione di modelli operativi e programmi idonei a soddisfare i risultati verificati. <<<
Durata
12 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il crescente sviluppo dell'informatica distribuita ha incrementato notevolmente il numero di ambiti applicativi nei quali è sentita l'esigenza di strumenti pervasivi per la formulazione e la gestione di modelli ad alta complessità. Uno degli ambiti meno esplorati da questo punto di vista è quello delle applicazioni dell'informatica distribuita all'ambito dell'attività giuridica. L'informatica giuridica ha avuto il suo principale sviluppo nella cosiddetta informatica giuridica documentale, che studia la classificazione, l'immagazzinamento ed il reperimento, mediante strumenti informatici, di documenti propri dei campi di interesse del giurista. Tali campi sono segnatamente quello normativo, quello giurisprudenziale, quello dottrinale e quello bibliografico. L'altro settore di sviluppo dell'informatica giuridica è quello dell'informatica giuridica metadocumentale, la quale, superando il momento puramente informativo, intende spingersi verso la riproduzione automatica delle attività del giurista, ivi compresa da un lato la produzione legislativa, dall'altro la produzione di pareri, consulenze e decisioni. L'informatica giuridica metadocumentale si caratterizza rispetto a quella documentale perché coinvolge in maniera essenziale le tecnologie proprie dell'intelligenza artificiale, essendo parte integrante della disciplina la necessità di risolvere problemi per via automatica in presenza di regole e fatti noti. Mentre i cardini dell'informatica giuridica documentale sono già stabiliti e fanno ormai parte della cultura di base di tutti i giuristi, l'informatica giuridica metadocumentale si presta a sviluppi ben più interessanti, aprendosi a soluzioni sempre nuove il cui concepimento è innescato dal progresso della ricerca nell'ambito dell'intelligenza artificiale."Il commercio elettronico possiede tutti i requisiti per divenire la ‘chiave di volta' dello sviluppo dell'economia nel prossimo secolo. Ma la sicurezza nelle transazioni è necessaria, se si vuole che questo strumento venga utilizzato in Europa" (M. Bangemann).
Questa affermazione condensa gli elementi caratterizzanti il fenomeno della applicazione degli strumenti informatici all'attività giuridica.
Il riconoscimento dell'importanza dei sistemi informatici in campi sempre più estesi, e, per quel che qui specificamente interessa, in ambito giuridico, da un lato, in uno con l'attenzione alle situazioni soggettive potenzialmente esposte a rischi di lesione, dall'altro, ha indirizzato l'operato del legislatore, ed in specie di quello comunitario.
Al riguardo con la Direttiva 2000/31/CE "relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno" (Direttiva sul commercio elettronico) il legislatore comunitario ha provveduto a regolamentare la circolazione dei servizi delle società cosiddette di informazione mirando a contribuire al buon funzionamento del mercato.
Come è noto, la disciplina dei contratti di consumo stipulati mediante forme diverse da quelle tradizionali risale alla Direttiva n. 85/577 del 20 dicembre 1985 che ha fissato le regole dei contratti negoziati all'esterno dei locali commerciali, ed è stata recepita in Italia con il D.lgs. 15 gennaio 1992, n. 50. La disciplina comunitaria antecedente l'attuale sviluppo delle tecniche di vendita cosiddetta a distanza si è progressivamente rivelata inadeguata rispetto ai traguardi di volta in volta raggiunti mediante l'uso dei sistemi informatici ed, in specie, della rete Internet.
Il legislatore comunitario è pertanto di nuovo intervenuto a regolamentare la materia dei contratti stipulati a distanza con la Direttiva n. 97/7 del 20 maggio 1997, "relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza", volta a creare un sistema di tutela uniforme in relazione ai traffici commerciali realizzati tramite Internet o altri sistemi equivalenti. Gli ambiti di riferimento della Direttiva 97/7/CE concernono i reclami transfrontalieri, l'acceso dei consumatori alla giustizia e la risoluzione delle controversie in materia di consumo nell'ambito del mercato interno, attraverso piani di azione che valorizzano, accanto alle vie tradizionali di ricorso all'autorità giudiziaria ordinaria, i procedimenti di risoluzione stragiudiziale. Finalità in parte analoghe ricorrono nella dichiarazione congiunta sottoscritta il 5 dicembre 1997 fra l'Unione Europea e gli Stati Uniti (Joint EU-US Statement on Electronic Commerce), ove si legge (par. 3), tra l'altro, che ai fini dello sviluppo di un mercato globale nel quale "competition and consumer choice drive economic activity" è indispensabile che sia assicurata (par. 4, comma quarto) "the effctive protction of privacy with regard to processing of personal data on global information networks … preferably on a global basis, of selfregulatory codes of conduct and technologies to gain consumer confidence in electronic commerce, and in doing so, to involve all market players, including those representing consumer interests".
In questa prospettiva si inserisce anche la recente Direttiva volta alla regolamentazione uniforme della firma digitale.
In ambito nazionale, il legislatore ha recepito l'indirizzo espresso a livello comunitario ed ha provveduto a dettare una regolamentazione della materia del commercio elettronico con una serie di provvedimenti, purtroppo non sempre tra loro adeguatamente coordinati (v. D.lgs. 15 gennaio 1992, n. 50 in attuazione della dir. n. 85/577/CEE in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali; D. lgs. 31 marzo 1998, n. 114 (art. 18) recante la riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'art. 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997; D. lgs. 22 maggio 1999, n. 185 in attuazione della dir. n. 97/7/CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza; D.lgs. 9 aprile 2003, n. 70 in attuazione della direttiva n. 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società di informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno).
Da ultimo, l'attenzione dei giuristi si è incentrata sul fenomeno delle alternative dispute resolutions (ADR), di derivazione dal sistema nord-americano, e diffuso in tutta l'area di common law.
Le forme più diffuse di ADR nei sistemi di common law sono essenzialmente quattro e cioè l'arbitrato, la conciliazione, la mediazione e il ricorso al'ombudsman. Ad esse si affiancano le nuove forme di risoluzione alternativa delle controversie che si attuano attraverso gli strumenti informatici, quali le online dispute resolutions (ODR), di diverse specie a seconda che la decisione abbia portata vincolante o non vincolante. <<<



