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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
E.Boaga, La soppressione innocenziana dei piccoli conventi in Italia, Roma 1971
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Parole Chiave
INCHIESTE; CLERO REGOLARE; PATRIMONI; RENDITE; STATI ITALIANI; SECOLI XVI-XIX

Le inchieste sui patrimoni e le rendite del Clero Regolare negli stati italiani (secc.XVI-XIX)

Università degli Studi di Bologna
Abstract
Il programma di ricerca prevede
1) Il completamento della microfilmatura della inchiesta sui beni del clero in Italia nel 1649 . Oltre ai 3900 dossier dell'archivio segreto vaticano finora microfilmati si tratta di aggiungere altri 2000 dossier relativi a ordini religiosi che non hanno depositato il materiale presso l'A.S.Vaticano.
2) La microfilmatura delle inchieste della repubblica di Venezia e di singoli ordini relativi ai secoli XVI-XVII-XVIII.
3) Lo spoglio dei dati e la creazione di un data base contenente in primo luogo la localizzazione, il numero dei religiosi , l'ammontare della rendita , i debiti , i crediti dei singoli monasteri e conventi.
4) Il trasferimento computerizzato dei dati sulle carte geografiche dei singoli stati regionali con il sistema GIS (Geografical Information System).
5) L'inserimento dei dati statistici sul sito WWW.Regularclergyeconomichistory.it del nostro gruppo internazionale di ricerca .
6) L'allargamento del data base in due direzioni: a) inserendo i dati di altre inchieste e in particolare di quelle venete relative a periodi diversi e a realtà istituzionali più particolari; b)allargando il ventaglio delle informazioni tratte dall'inchiesta innocenziana per realizzare, ad esempio, il monitoraggio della proprietà terriera, della sua utilizzazione , dei regimi colturali , dei livelli di produzione e produttività oppure per censire gli immobili rurali e urbani , i capitali dati a censo , i relativi rendimenti, etc..
7) Presentazione di risultati e delle metodologie applicate in un convegno internazionale a Bologna nel 2005 da servire come colloquio preparatorio per la partecipazione del gruppo di ricerca al XIV congresso internazionale di storia economica di Helsinki. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Fiorenzo LANDI Università degli Studi di BOLOGNA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il programma di ricerca si pone come completamento di un progetto già in parte realizzato e finalizzato a definire in termini globali il ruolo e il peso dei patrimoni e delle rendite degli ordini religiosi negli stati italiani dagli inizi del cinquecento alle confische sette e ottocentesche . Esso si caratterizza per il tipo di fonte che si intende utilizzare, che, nel caso specifico, è costituita in generale dalle inchieste pontificie e degli stati regionali e in particolare dall'inchiesta innocenziana del 1650 che interessa tutta la penisola e la Sicilia .
Per quanto riguarda l'inchiesta innocenziana abbiamo già provveduto a microfilmare i fascicoli dopositati presso l'archivio segreto vaticano e presso la sede dei Gesuiti relativi a 3900 conventi .
Di ognuno di questi conventi abbiamo costituito un data base con alcuni dati di sintesi : la localizzazione esatta (città e provincia , stato, diocesi , provincia ecclesiastica) il volume delle entrate e delle uscite, dei debiti e dei crediti, il numero dei religiosi ) e siamo già in grado di procedere a una rappresentazione relativa agli ordini e alle congregazioni presenti nel primo screening. I dati, infatti , sono stati predisposti secondo un programma di trattamento GIS (Geographical Information System ) che funziona grazie alla collocazione di ogni item sulla località di un data base di località individuate in ordine alla nomenclatura attuale
Mancano ancora più di duemila fascicoli custoditi negli archivi centrali di alcuni ordini . Attraverso la collaborazione del prof. Giancarlo Rocca , editor del monumentale DIP (Dizionario degli istituti di perfezione ) che costituisce lo strumento fondamentale per la ricostruzione della storia del clero regolare a livello nazionale e internazionale, abbiamo individuato i fondi archivistici e concordato con gli interessati un programma di microfilmatura .
Una volta completato il lavoro saranno disponibili i dati relativi all'intero patrimonio dei regolari a metà seicento con la possibilità di implementare i data base dei singoli conventi con una quantità straordinaria di informazioni da utilizzare in maniera flessibile a seconda delle singole esigenze, orientate di volta in volta alla definizione :
della quantità e qualità degli immobili rurali e urbani,
del paesaggio agrario,
dei rapporti sociali con la manodopera ,
della natura e dimensione della proprietà terriera ,
della sua utilizzazione , della sua produzione e produttività, etc.
Date queste premesse, sarà possibile ricoprire la carta del territorio nazionale con tutti i tipi di ideogrammi più utili ad evidenziare i fenomeni che interessano.
In questo caso abbiamo già raccolto il materiale cartografico realizzato manualmente in passato dai due centri che hanno fornito i contributi più significativi nel campo specifico: l'Ecole des Hautes Etudes en Science Sociale di Parigi e il centro di elaborazione cartografica dell'università di Lublino . Grazie agli studi di François de Dainville, Jacques Bertin, Serge e Madeleine Bonin e all'attività del laboratorio dell'EHHSS, che è stato operativo fino all'affermazione delle tecniche GIS di elaborazione elettronica , la semiologia grafica applicata alla storia, e in particolare alla storia religiosa ,ha fornito un contributo di grande qualità che, anche grazie alla collaborazione con François Vergneault-Belmont , che ha raccolto all' EHHSS la loro eredità , cercheremo di sfruttare nel migliore dei modi.
In ambito polacco un contributo cartografico specifico nel settore degli ordini religiosi è stato fornito negli anni 70 con l'atlante religioso,fornito di legende in polacco e in latino. L'opera in sette volumi è stata pubblicata a Lublino nel 1972 e poi ripubblicata a cura di G.Flaga nel 1991 e costituisce non solo uno strumento eccezionale di approfondimento della presenza del clero regolare in Polonia fino ai primi decenni dell'Ottocento , ma anche un modello di riferimento per la predisposizione della simbologia più adeguata a rappresentare fenomeni resi estremamente complessi dal numero così alto di informazioni da rappresentare cartograficamente .
Man mano che saranno predisposti i data base da utilizzare per la versione cartografica e per il loro utilizzo come "linguaggio di riflessione , provvederemo a riversarli nel sito del nostro gruppo di lavoro www.regularclergyeconomichistory.it, come abbiamo già iniziato a fare per i primi 3900 conventi , al fine di consentire uno sfruttamento della fonte anche per altri ricercatori .
Intendiamo, infatti , dare al sito, sia il carattere di uno strumento di servizio nel settore bibliografico e delle fonti, sia la funzione di un mezzo di promozione e di informazione della nostra attività. <<<
Risultati parziali attesi
Risultati parziali attesi
Per quanto riguarda la prima fase della ricerca ci aspettiamo di poter finalmente riunificare in un unico data base immediatamente accessibile tutte le informazioni contenute nella inchiesta del 1649: nomi e collocazione di tutti i 6200 conventi, con tutti i dati relativi alla loro situazione economica (patrimoni, rendite,debiti,crediti) alla loro situazione istituzionale e organizzativa ( staff dirigenziale numero e provenienza geografica dei religiosi) etc.Saranno così riunificate e rese disponibili milioni di informazioni catalogate all'interno di uno schema di rilevazione sempre uguale per tutti i monasteri e conventi il che rende, non solo agevole, ma anche particolarmente produttiva per la sua omogeneità, ogni rilevazione anche parziale.
In questa fase ci aspettiamo di conseguire soprattutto questi risultati:
a) selezionare subito le informazione di estrema sintesi (nome, luogo,entrate,uscite,debiti, crediti, numero dei religiosi);
b) trasferire a livello cartografico questi dati e "fotografare" sul territorio i livelli di concentrazione del personale religioso e delle risorse per individuare i temi più significativi da approfondire.
e) rendere disponibili le informazioni di base a chiunque ne sia interessato attraverso il loro trasferimento sul sito web.La seconda fase sarà dedicata ai confronti: confronteremo fra di loro le situazioni regionali, così come verranno configurandosi attraverso i dati del 1650. Per singole aree, come la Repubblica di Venezia, metteremo in parallelo i dati locali provenienti dall'inchiesta innocenziana, con quelli prodotti in altre inchieste dello stato veneto in epoche anteriori e posteriori al 1650. Stessa operazione sarà effettuata mettendo a confronto i dati di singoli ordini, così come sono descritti nell'inchiesta innocenziana del 1650 , con quelli di inchieste interne agli stessi ordini in altri periodi.
In questo modo avremo almeno due possibilità di monitorare anche a livello diacronico la dinamica di espansione o di contrazione degli ordini religiosi
Questa possibilità sarà resa operativa da una straordinaria disponibilità e flessibilità di dati . Basterà infatti di volta in volta estrapolare le serie di informazioni più adatte,selezionando nel materiale microfilmato le voci più significative
Siccome questa è la fase nella quale sono attesi i risultati più significativi della ricerca è qui che concentreremo le nostre iniziative pubbliche di illustrazione e di promozione dei risultati.
In particolar da quando saranno disponibili i primi risultati generali inizieremo anche il confronto tra i dati dell'inchiesta innocenziana e quelli delle altre inchieste nazionali europee (il valor ecclesiasticus inglese, le inchieste spagnole, quelle dei territori imperiali quelle polacche). <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Dal VI secolo in avanti il clero regolare, dapprima con i monasteri benedettini, e, poi, dal XIII secolo, anche con gli ordini mendicanti , ha accumulato un patrimonio di straordinaria ampiezza in tutta l'europa dall'Atlantico agli Urali. Agli inizi dell'età moderna , solo nell'ambito della proprietà terriera diretta, le abbazie, i monasteri e i conventi d'Europa possedevano 40-50 milioni di ettari a cui vanno aggiunti gli immobili rurali e urbani , le disponibilità finanziarie impiegate nel prestito a istituzioni e privati e i diritti feudali e signorili goduti direttamente o venduti e/o trasferiti ad altri soggetti. La rendita conseguente faceva del clero regolare uno dei protagonisti assoluti della società d'antico regime anche dal punto di vista economico.
Tutta l'Europa fu accomunata da questo processo di accumulazione progressiva e inarrestabile, ma fu accomunata anche nella forma di dissoluzione di questi patrimoni: la confisca. Tutti i patrimoni maggiori ebbero origine da donazioni imperiali o regali e si conclusero con confische che procedettero in quattro ondate : la prima con la riforma protestante , la seconda, con gli interventi dei sovrani illuminati, la terza con la rivoluzione francese e le invasioni napoleoniche, la quarta con i governi liberali ottocenteschi.
La vicenda economica del clero regolare è un fenomeno straordinariamente unitario e unificante nella genesi, nell'epilogo e nelle sue linee di sviluppo ma non lo è affatto, paradossalmente, a livello storiografico dove manca ancora una qualsiasi sintesi generale a livello europeo. Esistono al riguardo solo due tentativi molto parziali realizzati in Spagna e in Francia . Il primo, realizzato nel 1991 in occasione di un convegno internazionale , si proponeva di confrontare il caso spagnolo con quello francese e italiano e il secondo , più recente è stato dedicato all'analisi dello smantellamento dei beni degli ordini religiosi da Napoleone in Francia e nei territori imperiali (Italia, Germania, Belgio). Ma si tratta di un lavoro di qualità molto disomogenea. E' documentatissimo per quanto riguardo la Francia, relativamente alla quale esamina circa 850 monografie soprattutto regionali e il Belgio, ma del tutto superficiale per quanto riguarda l'Italia per la quale esamina appena 8 monografie e per la Germania che prende in esame solo fuggevolmente.
Dalla metà degli anni novanta è stato costituito un gruppo internazionale di ricerca sul tema Accumulation e dissolution of large estates of the regular clergy in Europe and in the american continent, che io coordino e al quale hanno partecipato e partecipano Katerina Aroni-Tsichli (Panteion University of Athens), Maximiliano Barrio Gozalo (Universidad Valladolid), Régis Bertrand (Université de Aix-en-Provence), Marcella Campanelli (Università di Napoli), Elena Catalàn Martinez (Univer-sidad del Paìs Vasco), Eduardo Cavieres (lnstituto de Historia, Universidad Catòlica de VaI-paraiso), Francesco Dandolo (Università di Napoli), Aurelio de Oliveira (Universidade do Oporto), Dominique Dinet (Université de Paris Sorbonne, Paris IV), Maria Angeles Faya Diaz (Universidad de Oviedo), Alfeo Giacomelli (Università di Bologna), Massimo Giannini (Uni-versità di Teramo), Daniel-Odon Hurel (Université de Rouen), Enrique Llopis Agelàn (Univer-sidad de Madrid), Germano Maifreda (Università di Verona), Antonio Luis Lòpez Martinez (Universidad de Sevilla), Alberto Marcos Martin (Universidad de Valladolid), Gérard Michaux (Université de Metz), Oronzo Mazzotta (Università di Lecce), Marco Moroni (Università di Ancona), Maurizio Pegrari (Università di Verona), Ofelia Rey Castelao (Universidad de Santiago de Compostela), Germàn Rueda (Universidad de Cantabria), José Rodriguez Molina (Universidad de Granada), Gaetano Sabatini (Università degli Studi dell'Aquila), Mario Spedicato (Universi-tà di Lecce), Alberto Tanturri (Università di Chieti), Carmen Triguero (Universidad de Madrid), Jorge Troisi Meleàn (Universidad Nacional de Mar del Plata), Karl Otmar Von Aretin (Darmstadt Universitàt), Zbyszko Gorczak (Università di Poznan).
Il compito che si è dato questo gruppo è quello di esaminare gli aspetti socioeconomici del fenomeno in un contesto europeo e americano per stabilire un confronto tra realtà in parte diverse e in parte assimilabili che superino la tendenza a circoscrivere le indagini storiografiche a singoli monasteri e conventi, a singoli ordini o, nella migliore delle ipotesi , a singoli paesi .
Una sintesi dei risultati ottenuti, frutto anche della discussione e della partecipazione al XII e al XIII congresso internazionale di storia economica di Madrid e di Buenos Aires, è contenuta nei due volumi collettanei, contenenti 40 studi originali ( F.Landi,Ed., Accummulation and Dissolution of large estates of the Regular Clergy in early modern Europe, Rimini 1999 e ID, Confische e sviluppo capitalistico. I grandi patrimoni del clero regolare in età moderna in Europa e nel Continente americano, Milano 2004) e in una mia monografia in corso di stampa presso l'editore Laterza dedicata alla storia economica del clero regolare in Europa dagli inizi del ‘500 alle soppressioni ottocentesche .
Negli atti del convegno di Buenos Aires è stato introdotta anche un'altra prospettiva di confronto tra il caso europeo e quello delle missioni del continente americano caratterizzate dalla mancanza di nuclei consistenti di patrimoni iniziali simili a quelli delle donazioni imperiali europee . In questo caso le confische ottocentesche dei governi liberali che cercavano di imitare i modelli di intervento europeo sono clamorosamente fallite , come nel caso argentino sia per una sovrastima dei patrimoni degli ordini religiosi locali , sia perché l'assunzione in carico allo stato del mantenimento dei religiosi privati dei loro beni , comportava costi del tutto superiori all'utile realizzato.
In un panorama internazionale di studi più o meno sviluppati che vede in prima fila soprattutto la Spagna, l'Inghilterra e la Polonia e, in parte, la Francia, l'Italia, si trova in una situazione particolare soprattutto per due motivi : in primo luogo perché politicamente frammentata in una mezza dozzina di stati regionali e in secondo luogo perché sottoposta a un controllo diretto da parte del papa .La frammentazione politico istituzionale della penisola si è tradotta in una frammentazione regionale degli studi nei quali solo dagli anni settanta , accanto al filone imperniato sull'attività dei ricercatori appartenenti ai singoli ordini, si è affiancata una storiografia laica decisa ad esaminare il tema della proprietà ecclesiastica con le stesse categorie usate per i patrimoni e le rendite degli altri proprietari. I lavori di sintesi di Mario Rosa (1986, 1992), Enrico Stumpo (1986), Gigliola Fragnito (1992) , Roberto Rusconi (1992) , Fiorenzo Landi (1996), Gabriella Zarri (2000) , solo per citare alcuni dei lavori più recenti , hanno dato un contributo di rilievo alla definizione di alcune delle peculiarità del fenomeno italiano .
In Europa una delle fonti più importanti utilizzate è quella delle inchieste generali sui beni degli ordini religiosi redatte in epoche diverse e generalmente in funzione di interventi legislativi di contenimento e/o soppressione parziale o totale dei loro beni. Dal prototipo inglese , il Valor ecclesiasticus, deciso da Enrico VIII in funzione del sequestro delle proprietà di abbazie, monasteri e conventi delle isole britanniche , alle numerose inchieste spagnole cinque, sei e settecentesche , all'indagine della commissione dei regolari del 1766 in Francia, alle inchieste sui regolari dell'impero austroungarico e del regno polacco, la proprietà degli ordini religiosi è stata monitorata con un interesse giustificato dal rilevante ruolo giocato nell'economia d'antico regime ,
L'Italia, pur essendo tra i paesi europeo più caratterizzati da questa presenza , è fra quelli meno interessati da questo tipo di informazione. L'unica indagine conoscitiva globale è la inchiesta del 1649 del papa Innocenzo X relativa ai circa 6200 conventi degli stati italiani. Sono inoltre disponili inchieste relative a singoli stati e a singoli ordini. Ma l'inchiesta innocenziana e le altre indagini locali o regionali sono state sfruttate solo in parte e , soprattutto non sono state messe in relazione le une con le altre per fornire elementi sistematici di confronto e di valutazione statistica .

L'inchiesta innocenziana è stata oggetto di vari tentativi di utilizzazione sistematica , il più significativo dei quali è stato quello avviato da Maurice Aymard e Aldo de Maddalena a metà degli anni settanta .In quell'occasione un gruppo di lavoro da loro coordinato mise a punto anche una scheda che doveva essere compilata a mano e che comprendeva in una decina di pagine praticamente tutte le informazioni statistiche utilizzabili:architettoniche, economiche , monetarie,sociali, religiose etc. Sei mila dossiers redatti a mano costituirono un ostacolo che portò al fallimento dell'iniziativa, tanto più che si tratta di un periodo nel quale si stavano diffondendo i primi personal computers e si intravedeva la possibilità di lavorare con altri e più efficaci strumenti.
Per un uso statistico sistematico dell'inchiesta a monte andava inoltre approfondita criticamente la natura delle fonti della inchiesta innocenziana .Le denunce furono redatte dai contabili dei singoli monasteri utilizzando i libri mastri , ma secondo una logica contabile completamente differente .Questo comporta una conoscenza preliminare sia delle tecniche contabili utilizzate dal clero regolare nelle contabilità ordinarie sia degli obiettivi di conoscenza che si prefiggevano i promotori dell'inchiesta. A questi problemi abbiamo dedicato alcuni studi preliminari( landi,1989,1996) che servono ad evitare le gravi distorsioni che si possono-ad esempio- riscontrare negli ultimi contributi.
Presso l'università di Napoli, sotto la direzione del prof. Giuseppe Galasso, ha preso avvio un altro tentativo che si proponeva di pubblicare integralmente le denunce di tutti gli ordini. Ma in un ventennio sono stati pubblicati solo tre volumi e un saggio relativi ai Minimi, ai Teatini, ai Somaschi e agli Agostiniani scalzi. In effetti l'impresa, se impostata in questi termini, è gestibile solo con enormi sforzi umani e finanziari.
La scelta che è stata fatta dal nostro gruppo di ricerca è stata diversa . Abbiamo filmato tutti i circa 4000 dossiers presenti all'archivio segreto vaticano, poi abbiamo individuato per ognuno dei casi l'esatta dislocazione geografica del monastero o convento. Infine abbiamo collocato i dati di prima sintesi (convento, entrate, uscite, debiti, crediti,numero dei religiosi) in un data base che stiamo trasferendo anche sul nostro sito www.regularclergyecomichistory.it. Attraverso una convenzione con uno specialista in Geographical information system(Gis) siamo già in grado di visualizzare cartograficamente questa prima massa di dati , così da poter ottenere una quadro della concentrazione geografica e patrimoniale delle istituzioni e del numero dei religiosi.
Una volta realizzata questa prima fase ,possiamo estendere il data base a innumerevoli altre informazioni relative, ad esempio, all'estensione dei terreni o degli immobili posseduti, al tipo di rapporti sociali esistenti con i lavoratori, alla produttività per ettaro dei terreni e ad ogni altro tema che apparirà di particolare interesse. In questo modo potremo adottare una strategia graduale e tale da potere essere progressivamente adattata ai risultati ottenuti. e al tipo di raffronto nazionale o internazionale che sembrerà di volta in volta più interessante.
Il deposito sul data base del sito delle informazioni che saranno selezionate fornirà, inoltre, uno strumento di verifica sul risultato del nostro lavoro e costituirà anche un patrimonio utilizzabile anche da altri studiosi interessati. <<<