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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Universita' degli Studi di ROMA
INNOVAZIONE E SOCIETA' (DIES)
ROMA(RM) - Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
SOCIOLOGIA
NAPOLI(NA) - Università degli Studi di MILANO-BICOCCA
SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE
MILANO(MI) - Universita' degli Studi di CATANIA
ANALISI DEI PROCESSI POLITICI SOCIALI ED ISTITUZIONALI
CATANIA(CT) - Università degli Studi di TORINO
SCIENZE SOCIALI
TORINO(TO)
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Mobilità e "transizioni" nei mercati del lavoro locali
- 2 - Lavoro autonomo, parasubordinazione e dipendenza economica: profili di diritto interno, comparato e internazionale.
- 3 - Le dimensioni del benessere organizzativo nei call center. Una ricerca sulle condizioni di lavoro degli operatori di call center in Italia in una prospettiva integrata e comparata
- 4 - Dinamiche dei corsi di vita tra contesto e legami forti
- 5 - La gestione delle risorse umane nella prospettiva della conciliazione tra vita professionale e vita familiare: il ruolo del diritto del lavoro.
- 6 - Qualità della vita organizzativa e strategie degli older workers
- 7 - Nazionalità, genere e classe nel nuovo lavoro domestico. Cambiamenti nella famiglia italiana e evoluzione dei sistemi migratori
- 8 - Il lavoro nel call center: profili giuridici
- 9 - Aging e carriera lavorativa: Un approccio psico-sociale
- 10 - Organizzazione della produzione e lavori flessibili: effettività e funzionalità delle nuove tipologie contrattuali
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze politiche e sociali
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Bibliografia
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Parole Chiave
COPPIE; FLESSIBILITA'; VITA QUOTIDIANAIl lavoro flessibile oggi : come cambia la vita delle coppie.
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"Abstract
La ricerca proposta intende esaminare in che modo in Italia il mercato del lavoro atipico e l’occupazione sempre più flessibile delle persone interagisca con la formazione e lo sviluppo della vita di coppia. Nella percezione comune l’evoluzione della vita delle persone è basata sulla realizzazione attraverso il lavoro, la coppia, la costituzione di una famiglia e i figli. Le trasformazioni sociali ed economiche cui assistiamo da almeno un decennio inducono a rimettere in discussione queste premesse, soprattutto alterano le modalità ed i percorsi attraverso i quali la realizzazione di sé, l’identificazione professionale, l’organizzazione della vita a due, eventualmente l’esperienza della genitorialità si sviluppano. La società del rischio e dell’incertezza alimenta nuove ed inesplorate forme di adattamento degli individui alle dinamiche, ai vincoli e alle opportunità della flessibilità lavorativa e quindi delle strutturali condizioni di vita.Flessibilità del lavoro, vita quotidiana, formazione e consolidamento della coppia nella quotidianità e nella prospettiva di lungo periodo costituiscono i temi e gli interrogativi del programma di ricerca. Ci si propone di delineare un quadro dei processi culturali, economici e sociali che vengono vissuti dalle giovani coppie “flessibili” a Torino, Milano, Roma, Napoli e Catania.
Per ciascuna delle 5 aree, un gruppo locale conduce una ricerca sulle tematiche di interesse comune e su alcuni focus prescelti dal gruppo stesso. Per l’area torinese si punta allo studio della vulnerabilità delle coppie con profili professionali e risorse sociali ristrette, osservando le loro reazioni di fronte ad eventi significativi ed inattesi del ciclo di vita (coping). Nell’ambito milanese si intende far luce, viceversa, sulle coppie che possono trasformare la flessibilità lavorativa in risorsa strategica per una possibile rapida carriera, e che seguono modelli innovativi di vita a due. La ricerca locale di Roma privilegerà l’analisi dei modelli di comportamento delle giovani coppie che vivono con i propri figli, individuando il modus operandi dei genitori di fronte ai problemi di crescita e di educazione. La ricerca dell’unità di Napoli curerà lo studio dei legami tra la flessibilità lavorativa intesa come mobilità territoriale ed i percorsi di neolocalità abitativa delle giovani coppie. L’unità dell’area catanese presterà particolare attenzione all’esame delle propensioni e delle strategie procreative di coppie che vivono in regime di flessibilità.
Il programma prevede confronti quantitativi e qualitativi tra le 5 unità locali secondo metodi concordati. La ricerca pianifica 6 fasi di attività ideate al fine di integrare le 5 indagini locali: nella prima i materiali offerti dall’esplorazione dei temi scientifici di interesse nazionale ed internazionale vengono raccolti e condivisi. In seguito, metodologie e strumenti di indagine sono definiti in modo tale da aggregare i dati e risultati ottenuti. Nella terza fase, le procedure di costruzione dei campioni locali, nonché di verifica degli strumenti di indagine sono sviluppate tenendo fede all’obiettivo di restituire dati omogenei, nell’intento di cogliere i focus specifici (strategie di coping, stili relazionali, rapporto genitori-figli, mobilità professionale-neolocalità, scelte procreative). Trattamento e analisi dei dati, nella quarta fase, sono uniformati con l’impiego di software e con metodologie statistiche comuni alle 5 unità. Durante la quinta fase, uno scambio serrato di pareri e riflessioni è programmato al fine di sviluppare un quadro organico dei risultati emersi. Nell’ultima fase viene organizzato un convegno per la presentazione della ricerca, prevista una pubblicazione collettanea e proposto alle rispettive sedi universitarie il progetto per un Osservatorio italiano di analisi sociologica della vita delle coppie. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Simonetta PICCONE STELLA Universita' degli Studi di ROMAObiettivo del Programma di Ricerca
Il mercato del lavoro postfordista è da tempo oggetto di analisi, ricerche e ipotesi di studio sistematiche nel campo delle scienze economiche e sociali. L'incertezza e il rischio che esso implica per un numero crescente di persone giovani, uomini e donne, sono stati incorporati nelle metafore più in uso per descrivere la nostra vita sociale contemporanea.Appena sfiorati dall'indagine sociologica appaiono invece i fenomeni che la ricaduta di un mutamento strutturale così profondo ha fatto emergere nella vita privata dei soggetti. Le giovani coppie, è la nostra ipotesi, rappresentano bene, per età e per sesso, i soggetti direttamente alle prese con le sfide e le opportunità proposte dalle mutate condizioni occupazionali; e che si misurano, in aggiunta, con le aspettative di reciprocità e di condivisione che sorgono quando due vite si intrecciano in un rapporto di convivenza.
A livello nazionale non si dispone al momento di alcuna visione d'insieme riguardo al tema.
Tale lacuna deriva sia dall'abitudine a legare i fenomeni di vulnerabilità sociale ai fenomeni di povertà e alla disoccupazione e non anche all'instabilità lavorativa, sia dalla tendenza ad enfatizzare le dinamiche di sostegno economico e quindi di protezione messe in atto dalle famiglie. Ma si sottovaluta il fatto che il ruolo di protezione esercitato dalla famiglia svela la debolezza dei giovani atipici e quindi la difficoltà ad intraprendere con decisione un percorso di emancipazione e autonomia. Se appare difficile raccogliere energie, compiere sforzi finanziari e organizzare l'indipendenza abitativa dalla famiglia di origine, ancor più complesso è l'investimento nei progetti di coppia.
Le nuove coppie nel "nuovo mercato del lavoro" costituiscono dunque gli interlocutori privilegiati della ricerca qui proposta. Il primo obiettivo è tracciare una radiografia delle difficoltà che in situazioni diverse (sociali, territoriali, lavorative) le coppie devono fronteggiare nella vita di tutti i giorni e nella pianificazione dell'esistenza: in rapporto sia ai bisogni che l'evoluzione del loro legame affettivo esprime e alle inclinazioni personali che ciascun partner persegue per proprio conto, sia ai ritmi e alle incognite che le condizioni instabili del mercato del lavoro impongono. Un secondo obiettivo è quello di esplorare le soluzioni pratiche e organizzative che i partner della coppia, pur con esigenze, risorse e temperamenti diversi, mettono in atto per gestire la vita a due con maggiore o minore successo, ricercando vie d'uscita pratiche da un lato - azioni, decisioni, espedienti - e vie d'uscita relazionali dall'altro - accordi, trattative, compromessi.
Il lavoro si articola in cinque diversi contesti territoriali, Torino, Milano, Roma, Catania, Napoli. Ciascun gruppo locale sceglie un'angolazione particolare dalla quale osservare la dinamica tra vita di coppia e mercato del lavoro, in vista della ricomposizione di un mosaico complessivo che mostri le diverse sfaccettature del fenomeno. L'obiettivo del progetto di ricerca dell'unità di Torino è quello di esplorare i mutamenti e le trasformazioni nelle relazioni di coppia di giovani con bassi livelli di scolarità e di competenze professionali che vivono esperienze di lavoro flessibile e instabile in una realtà territoriale - il Canavese - che sta vivendo una lunga transizione tra un passato industriale e un futuro centrato sullo sviluppo di nuovi settori industriali ad alta tecnologia, di terziario avanzato, di turismo legato alla valorizzazione del territorio. L'intenzione del gruppo è di osservare le risposte che le coppie elaborano sotto l'influsso di un evento imprevisto (strategie del coping), di ricostruire le strategie decisionali in presenza di eventi importanti nel corso di vita individuale e familiare relativi alla sfera lavorativa, alla sfera economica, alla sfera familiare e personale.
L'unità milanese si propone di indagare il tema delle interazioni tra trasformazioni del mercato del lavoro e stili relazionali delle coppie in cui almeno uno dei partner svolge lavori caratterizzati dalla coniugazione di elevata flessibilità e collocazione professionale medio-alta, per credenziali educative, status professionale, reddito e prospettive di carriera. L'elevata flessibilità professionale può talvolta giocare un ruolo favorevole al miglioramento della gestione degli impegni sociali, culturali e relazionali ritenuti importanti per la crescita personale e di coppia. Ciò soprattutto per i livelli più elevati delle giovani generazioni di lavoratori dell'area metropolitana milanese, per i quali la situazione di flessibilità potrebbe risultare meno subita e più utilizzata a proprio vantaggio. In questo quadro, la crescente somiglianza dei percorsi di formazione e professionali che caratterizza i membri delle coppie giovani rappresenta un elemento di straordinario interesse.
L'unità di ricerca di Roma intende esplorare le conseguenze del lavoro flessibile sulla vita delle coppie che abbiano almeno già un figlio. La ricerca si concentra su alcuni focus specifici per esplorare come il lavoro flessibile delle giovani coppie interagisca con la gestione della quotidianità, le scelte educative ed il futuro dei figli. La propensione al risparmio, ad esempio, si colloca al centro dei progetti di breve e lungo periodo delle giovani coppie. Ci si chiede quali forme di risparmio vengano avviate a beneficio del futuro dei propri figli e fino a che punto l'occupazione flessibile costituisca un fattore di insicurezza e di ansietà proprio a questo riguardo. Infine, l'orientamento ad ampliare o a contenere la dimensione della famiglia - uno degli interrogativi più importanti dell'indagine - viene esplorato con riguardo alla pianificazione di una seconda o di una terza nascita.
Con intenzioni analoghe, il gruppo di ricerca catanese analizza le fasi e le modalità delle decisioni procreative. L'oggetto principale della ricerca riguarda le scelte di genitorialità, in un contesto urbano meridionale, rappresentato da Catania e dal suo hinterland. La crescente propensione al lavoro delle giovani donne meridionali in condizioni di forte incertezza e competitività può produrre effetti ambivalenti: da una parte, può alimentare forme di regressione antropologica verso modelli tradizionali di divisione sociale del lavoro tra i sessi; dall'altra, al contrario, può suscitare reazioni difensive, di demotivazione nei confronti della vita a due e soprattutto delle scelte procreative e della maternità, con il rischio di privare le donne di una fonte sicura di riconoscimento, identità e potere, e assai deboli compensazioni in termini di identità professionale.
Nell'area napoletana l'ipotesi specifica è che alla difficile collocazione lavorativa e alla frequente mobilità territoriale conseguano nuove e più articolate soluzioni da parte delle coppie, sia nella fase di distacco dalla famiglia d'origine che nell'organizzazione della vita a due. L'entrata nella vita adulta oggi appare più indeterminata, caratterizzata da strategie diverse e da percorsi molto individuali. Il processo di allontanamento dall'abitazione dei genitori e del mettere su casa in modo autonomo può assumere un andamento lento e tortuoso quando i redditi dell'uno o dell'altro partner non sono sufficienti a rendere la coppia economicamente indipendente. L'allontanamento fisico dalla casa/famiglia d'origine non sempre coincide infatti con una definitiva indipendenza economica dalla famiglia.
Come si intravede da questo quadro il ventaglio dei cambiamenti, a livello nazionale e locale, è ampio e frastagliato. Aree di fragilità e di tensione si creano e si riproducono continuamente a fronte di una pluralità di variabili in gioco così elevata da inspirare l'obiettivo di condurre una ricerca in più contesti territoriali, tentando di cogliere sia le specificità che gli aspetti ricorrenti nella vita delle coppie flessibili. <<<
Risultati parziali attesi
-Condivisione dei dati e dei risultati di ricerche nazionali e internazionali sulle tematiche di interesse del programma;- Creazione di una banca dati bibliografica (archivio informatico);
- Individuazione delle modalità di accesso alle coppie d <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
In Italia si delinea un processo di rapida crescita del lavoro flessibile, soprattutto in riferimento ai contratti atipici, al punto tale da rappresentare ormai per il senso comune una normalità della vita di molte persone.La normalizzazione non è tanto legata al peso della quota dei lavori atipici sul totale, che resta ancora al di sotto di quella di molti paesi europei (CENSIS, 2002), ma al suo tasso di crescita, che ne segna l'aumento repentino in tutti i settori dell'economia e in particolare in quello dei servizi. Dal 1997 al 2000 oltre l'82% della nuova occupazione è atipica (Istat, 2001), nello stesso periodo l'occupazione complessiva è aumentata del 4,3%, quella standard è cresciuta in modo lineare con un saldo positivo di appena un punto percentuale, mentre quella temporanea è aumentata di oltre un terzo (35,5%), incidendo per quasi metà dello sviluppo occupazionale (46%) del triennio (Altieri e Oteri, 2003).
Nel 2002 e nel 2003 si è consolidato il ricorso a forme contrattuali atipiche rispetto a quelle tradizionali: dall'ottobre 2002 al gennaio 2003 l'occupazione atipica, escludendo le missioni di lavoro interinale e il lavoro parasubordinato, è cresciuta del 2,4% contro l'0,8 dell'occupazione standard (Istat, 2003b). Senza contare il lavoro interinale e le collaborazioni, il peso del lavoro atipico sul totale degli occupati è passato dal 5,6% del 1997 al 7,2 del 2002. Dal 1999 al 2002 il lavoro interinale è triplicato. I collaboratori sono passati progressivamente da circa un milione di iscritti al fondo Inps del 1996, agli attuali 2.400.000: una crescita del 13% tra il 1997 e il 2001 e dell'11,5% tra il 2001 e il 2002 (Altieri e Oteri, 2003). L'aumento ha interessato soprattutto le donne, che sono diventate il 46,2% degli iscritti al fondo. Infine, più del 60% dei lavoratori a termine si concentra nella fascia di età compresa tra i 15 ed i 34 anni (Isfol, 2002a).
Nel nostro paese, i numerosi studi disponibili, concentrati specialmente sugli aspetti "lavoristici", occupazionali, professionali (Adam e Canziani, 1997; Isfol, 1998, 1999a, 1999b, 1999c, 2001, 2002, 2003; Accornero, 2000; Altieri e Carrieri, 2000; Altieri e Oteri, 2002, 2003; Cortese, 2002; Magatti e Fullin, 2002) e strettamente economici (Pacelli, Rapiti e Revelli, 1997; Schivardi, 1999) oppure sul discorso dei diritti (Carcano, 1998; Barbieri, 2002; Biagi, 2002) non hanno rivolto l'attenzione alle implicazioni che le nuove forme di lavoro possono avere per l'organizzazione della vita quotidiana, la formazione della famiglia, il tempo libero e le altre sfere di interesse. Pochissime volte si è riflettuto a fondo sulle ricadute nella vita quotidiana delle persone, e comunque lo si è fatto solo in riferimento ai livelli di vulnerabilità sociale (Ranci, 1997; Rizza, 2000; Fullin, 2002).
In altri paesi europei, segnatamente Francia, Germania e Gran Bretagna, la riflessione si è invece focalizzata anche sul rapporto tra la vita delle persone ed il lavoro che cambia, rivolgendo lo sguardo alla vita delle coppie e quindi delle famiglie (Anderson, O.Connell Davidson, 1994; Beck e Beck-Gernsheim, 1996; Crompton, 1999; Hochschild, 1997; Hicks, 1998; Smart e Neale, 1998; Lewis, 2001). A questo riguardo diverse hanno, per esempio, segnalato il venir meno della netta distinzione tra tempo lavorativo e tempo non lavorativo, riscontrando una commistione ed un sovrapporsi tra tempi dedicati alla prestazione professionale e altri tempi di vita (Esping-Andersen, 1990; Sennett, 1999; Smart e Neale, 1999; Paugam e Russel, 2000; Blossfeld e Drobnic, 2001). Negli ultimi anni si è assistito all'espansione di forme di organizzazione dell'orario di lavoro che mettono in discussione la normale alternanza tra lavoro e tempo libero. Riconducibile alla crescita del settore dei servizi ed ad una generale riorganizzazione dei modi di produzione, il fenomeno altera la normale scansione dei tempi della vita sociale e familiare, chiamando quote crescenti di lavoratori ad un ripensamento del rapporto tra tempo di lavoro e tempo libero.
Se lo spazio cessa di essere un vincolo per le prestazioni lavorative, anche il tempo ha perso di significato, mescolandosi con il tempo di vita e non configurandosi più come alternativo al tempo libero. In Italia, l'influenza specifica che può esercitare lo svolgimento di un lavoro non standard (in termini contrattuali, orari o di polivalenza di mansioni) sulla vita quotidiana di una coppia, sul timing esistenziale di breve e lungo periodo, sulle capacità e modalità progettuali, sono state assai poco indagate, soprattutto in un'ottica comparativa che tenga conto dei differenti contesti, per quanto riguarda gli aspetti culturali (la rilevanza attribuita alla famiglia e ai figli, i ruoli familiari) e quelli socio-economici (redditi, livelli occupazionali, servizi).
Se l'erosione del confine tra tempi luoghi di lavoro e di non lavoro attiene al livello quotidiano della vita delle persone, le difficoltà di pianificazione, l'instabilità e l'imprevedibilità della carriera professionale stravolgono le vita e ne distorcono la percezione secondo un continuo ricorrere all'analisi di rischi ed opportunità. La difficoltà di intraprendere scelte di vita importanti, quali il matrimonio, la maternità e la paternità, il luogo in cui vivere, la strutturazione di reti sociali e l'integrazione negli spazi sociali, appesantisce e dilata i tempi di realizzazione dei progetti personali. Tali difficoltà riguardano in prima istanza le giovani coppie che pertanto possono costituire un oggetto di analisi da privilegiare per comprendere appieno le trasformazioni in corso a livello sociale. Un tempo istituzione monolitica nella quale si entrava per tutta la vita, la coppia è divenuta oggi anch'essa, per forza di cose, un sistema flessibile, fatto di continui aggiustamenti. Non più scontata nella sua struttura interna, nei suoi rapporti interni ed esterni, la convivenza a due richiede una costante "manutenzione" e ricostruzione degli equilibri che appaiono sempre più legati al divenire irregolare della vita quotidiana dei singoli e all'importanza dei progetti e delle scelte di fondo (Kaufmann, 1996).
La gestione quotidiana della "vita a due" pone alcuni interrogativi cruciali che in ambito europeo cominciano ad essere esplorati con una crescente attenzione ai vincoli e alle opzioni della flessibilità lavorativa. La letteratura sociologica normalmente si concentra sulle modalità attraverso cui le coppie tendono a formarsi e a consolidarsi, come queste strutturano e vivono gli spazi e tempi dello stare insieme, se, come e quando effettuano le scelte di procreazione e quelle educative, come organizzano il tempo libero, affrontano spese, consumi, progetti importanti ed eventi inattesi. Diviene quindi interessante porre l'attenzione sulla variabile del lavoro flessibile, che genera senz'altro rotture e discontinuità rispetto a tali modalità. Infatti, le barriere che separavano i luoghi del lavoro dai contesti di non lavoro si sgretolano (si pensi all'influenza esercitata da internet, dalla telefonia mobile e dal lavoro a distanza) e lo spazio relazionale si confonde con quello produttivo, viene meno la tipica distinzione fordista tra spazio di produzione (la fabbrica), spazio di riproduzione (il nucleo familiare) e tempo libero (i luoghi dell'entertainment). L'era del post-fordismo poggia sull'osmosi tra questi spazi. Tale osmosi è resa possibile dall'economia della conoscenza, che ha disintegrato la fabbrica, frammentandola nel territorio, e dalla comunicazione a distanza, che ha trasformato la casa in ufficio, grazie all'impiego degli strumenti tipici dell'ufficio, e l'ufficio in abitazione, grazie alla presenza dei comfort tipici dell'abitazione (Gershuny, 1978; Hochschild, 1997; Esping-Andersen, 2000; Castells, 2002).
I partner giovani e flessibili scelgono e/o subiscono una ricorrente migrazione da una prestazione lavorativa all'altra; sono utilizzati e si offrono per ruoli e figure professionali che presuppongono un notevole spirito di adattamento e una spiccata versatilità; esibiscono e viene loro richiesta una maggiore disponibilità agli spostamenti territoriali a seguito di variazione di lavoro o di "missioni" previste da una stessa prestazione. Il concetto di strategie familiari che è stato tanto utile per le scienze economiche e sociali nello studio dei mercati del lavoro degli anni '70 e '80, a metà tra fordismo ed economia diffusa, ha perso gran parte della sua funzione euristica. Oltre all'influenza delle diffusione del lavoro flessibile, il declino della figura del male breadwinner ha favorito l'abbandono del modello "fusionale" e la sua progressiva sostituzione con il modello "duale" (Thery, 1999) in cui la negoziazione di ruoli e scelte tra i partner diviene centrale. La vita di coppia è oggi più che in passato caratterizzata da un processo costante di verifica e negoziazione - "deistituzionalizzazione" del corso della vita (Saraceno, 2001) - che ne accentua il carattere potenziale di reversibilità, oltre che di instabilità, al di là del divorzio e della separazione (Kaufmann, 1996). Ciò è vero quanto più giovane è la coppia, e quanto più profonde sono le trasformazioni di genere nelle relazioni familiari e lavorative, ovvero quanto più le donne rivendicano protagonismo e autonomia nelle scelte familiari e professionali. Non è un caso del resto che il lavoro flessibile sembra avere un carattere prevalentemente giovanile e femminile. Inoltre, non tutte le coppie flessibili sono uguali rispetto alle dinamiche del mercato del lavoro: l'instabilità lavorativa e i livelli di vulnerabilità socioeconomica variano in base a fattori complessi tra cui il genere, l'età ed il grado di istruzione che influenzano, a seconda dei profili, anche le modalità di conciliazione dei tempi di lavoro e non lavoro e le possibilità nel realizzare i progetti di vita.
Da un lato, l'intreccio di imprevedibilità di eventi esterni, di negoziazioni difficili e di fragilità individuali può avere ricadute di tipo psichico e sociale molto forti (Sennett, 2002). E il rischio di non riuscire, come singoli e come coppie, a costruirsi dei percorsi coerenti e di successo è più elevato, evidentemente, per le categorie più deboli, come i giovani meno istruiti, per i quali la precarietà lavorativa si può facilmente trasformare in disordine lavorativo e in una alternanza tra disoccupazione e mansioni povere e incoerenti. Per loro le decisioni importanti possono diventare più difficili e più conflittuali, e le crisi di identità e le crisi di coppia più frequenti e più gravi (Cortese, 2002).
Dall'altro, la velocizzazione delle carriere, il fatto che, specie nei nuovi settori, venga premiata non solo la fedeltà all'azienda ma anche la capacità di cambiare, la considerazione che la crescita professionale da un certo livello in poi si configuri sempre più come combinazione tra la dimensione classica dello spostamento in verticale (la promozione) e quella più innovativa dello spostamento orizzontale (il cambio di azienda), tutti questi elementi fanno sì che i tempi della carriera, se per un verso si allontanano da quelli della vita (si veda la flessibilità, l'aumento dei carichi di lavoro...), per l'altro vi si avvicinano (Martin, Meyerson 1997; Zajczyk 2003).
Importanti sono anche le differenze territoriali: sembra che nel Centro Nord il lavoro temporaneo si presenti come occupazione aggiuntiva flessibile, ma nel Mezzogiorno è più diffuso perché contiene i residui di una precarietà tradizionale. Autorevoli commentatori (tra gli altri, Saraceno, 2003) hanno messo in evidenza che la minore diffusione delle forme regolate di lavoro flessibile utilizzate dalle donne, come il part-time, diventa una forma ulteriore di segregazione. E, in realtà, questo si coniuga con la disoccupazione e la precarietà del lavoro femminile nel Sud d'Italia. Insomma così come l'Italia del lavoro a tempo indeterminato caratterizzava molto diversamente i diversi contesti socio-economici del paese, allo stesso modo oggi anche l'Italia flessibile è variegata e diversa, come diversi sono i significati che si danno alla parola flessibile. In altri termini la diffusione della flessibilità - che dovrebbe essere analizzata a partire dalle molte accezioni del termine e dai molti aspetti cui essa fa riferimento - è anche aumento delle disuguaglianze: <<tra chi ha un'occupazione e chi la perde o non la trova; fra chi ha un'occupazione stabile e chi ha un'occupazione precaria; tra chi vede il proprio salario restare fisso mentre gli altri salari prendono il volo>> (Accornero, 1997, p.29). Fra chi ottiene una serie di lavori qualificati e chi può accedere solo ad una serie di lavori dequalificati.
Infine, gli ambiti della vita sociale, monetizzati dalle rivoluzioni economiche del Novecento come funzione economica dello stato sociale per essere sottratti al particolarismo del mondo privato, sono attualmente erosi dalla stessa flessibilità dei servizi di welfare - sempre più decentralizzati e diversificati per modalità e tipologia di prestazioni. Gli stessi soggetti su cui ricade di nuovo il peso delle prestazioni sociali - flessibili sul e nel mondo del lavoro - sono colpiti dalla scarsità di tempo e dalla dequalificazione dei tempi da dedicare agli altri. In questa prospettiva, nell'ambito degli studi sociologici, aumenta l'interesse ad indagare e riflettere sulle difficoltà che gli individui affrontano nel conciliare le dinamiche di vita personale con le istanze e le aspettative dei nuovi sistemi del lavoro in costante trasformazione (Beck e Beck-Gernsheim, 1996; Beck, 2000; Gershuny, 2000; Saraceno, 2003).
Alla luce delle diverse prospettive di ricerca europee sui cicli di vita, sui modelli di formazione e organizzazione della vita di coppia e familiare, in una parola sulla vita prima, dopo e oltre il lavoro, il progetto di ricerca qui presentato intende offrire un contributo per lo sviluppo di analisi che nel contesto italiano approfondiscano i legami tra le diverse forme del lavoro flessibile ed i percorsi della vita di coppia. <<<



