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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
RIQUALIFICAZIONE URBANA E SOSTENIBILITÀ
Caravaggi L. (2002), Paesaggi di paesaggi, Meltemi, Roma.
Clementi A. (a cura di) (2002), Interpretazioni di paesaggio, Meltemi, Roma.
Clementi A., Dematteis G., Palermo P.C. (a cura di) (1996), Le forme del territorio italiano, 2 voll., Laterza, Roma-Bari.
Consiglio d'Europa (2000), Convenzione europea del paesaggio, Firenze.
Iclei (1994), La Carta di Aalborg. Carta delle città europee per uno sviluppo durevole e sostenibile, mimeo.
Iclei (1996), Il Piano d'Azione di Lisbona: dalla Carta all'Azione, mimeo.
Koolhaas R. et alii (2001), Mutations, Editions Actar, Bordeaux.
Lanzani A. (2003), I paesaggi italiani, Meltemi, Roma.
Madeddu M., Cavaliere A. (2003), “I principi di sostenibilità e gli indicatori di sostenibilità ambientale urbana”, in Ave G. (a cura di), Sostenibilità ambientale e rigenerazione urbana, Alinea, Firenze.
Mattogno C. (2003), “Peculiarità e convergenze nei sistemi di pianificazione europei”, Urbanistica Dossier, giugno 2003.
Mela A. (1996), Sociologia della città, NIS, Roma.
Multiplicity (2003), Uncertain States of Europe, Skira, Milano.
Paba G. (2003), Movimenti urbani, Franco Angeli, Milano.
Paba G.(a cura di) (2002), Insurgent City, Mediaprint, Livorno.
Ricci M. (a cura di) (2003), Rischiopaesaggio, Meltemi, Roma.
Socco C. et alii (2002), Città sostenibili, Celid, Torino.

LA CITTA' PUBBLICA COME LABORATORIO PER NUOVE PROGETTUALITÀ: ESPERIENZE ITALIANE ED EUROPEE
AA.VV. (2002a), Le regioni italiane e la bioedilizia, EdicomEdizioni, Monfalcone.
Bellicini L., Ingersoll R. (2001), Periferia italiana, Meltemi, Roma.
CEDNB (1998), Estudi per el pla de desenvolupament integral de Nous Barris, Barcelona.
Di Angelo Antonio C., Di Michele A., Giandelli V. (a cura di) (2001), Contratti di quartiere, Edizioni Edilizia Popolare, Roma.
Di Biagi (a cura di) (2001), La grande ricostruzione. Il piano Ina-Casa e l'Italia degli anni '50, Donzelli, Roma.
Di Biagi P. (1990), “La periferia pubblica”, in Clementi A., Perego F. (a cura di), Eupolis. La riqualificazione delle città in Europa, Laterza, Roma-Bari.
Di Biagi P. (2003), “La città pubblica: un laboratorio della modernità da riqualificare e tutelare”, in Stenti S. (a cura di), Riprogettare la periferia. Scritti e progetti sul recupero dei quartieri di edilizia pubblica, Clean, Napoli.
Garnier J. (1996), “Grand Lyon la politique de Développement social urbain”, Le Moniteur Architecture-AMC, n. 71.
Marangoni B. (2000), “I processi di risignificazione dei distretti post-industriali. IBA Emscher Park”, UrbanisticaInformazioni, n. 174.
Marchigiani E. (2002), “Lyon 1992-2010. Strategie e progetti per la città contemporanea”, Planum (www.planum.net).
Marchigiani E. (2004), “Riqualificare l'ambiente urbano. Guide e manuali di “better practice” come ausilio alla pianificazione in Gran Bretagna”, Planum (www.planum.net).
Marchigiani E., Potz P. (2000), “Parchi per il paesaggio post-industriale. L'esperienza dell'IBA Emscher Park”, Paesaggio Urbano, n. 5/6.
Marin A. (2000), “Patrimonio e modernità. Alcuni spunti bibliografici”, UrbanisticaInformazioni, n.169.
Mattogno C. (1998), “Uso e riuso della città in Francia. Dal recupero edilizio agli interventi di riqualificazione urbana”, Edilizia Popolare n. 257-258.
Mattogno C. (1999), “Tra demolizione e protezione: politiche urbane in Francia”, Urbanistica Informazioni n. 168.
Ombuen S., Ricci M., Segnalini O. (2000), I programmi complessi, Il Sole 24 ore, Milano.
Palermo P.C. et alii (a cura di) (2002), Il programma Urban e l'innovazione delle politiche urbane, 3 voll., Franco Angeli, Milano.

1. L'INTEGRAZIONE TRA POLITICHE DI RIQUALIFICAZIONE URBANA E PROGETTO URBANO

AA.VV. (2002b), Quartieri Milano. Un progetto A12 + Stephen Waddell, Comune di Milano, Milano.
Balducci A. (2000), “Le nuove politiche della governance urbana”, Territorio, n. 13.
Balducci A. (a cura di) (2001), “Senza quartiere”, Territorio, 19.
Balducci A. (a cura di) (2004), "La produzione dal basso di beni pubblici urbani", Urbanistica, n. 123.
Fareri P. (2003), "Sperimentare, consolidare. Milano (Città Sane) vista da Torino (Settore Periferie)", Territorio, n. 24.
Fareri P. (2004), "Innovazione urbana a Milano: politiche, società ed esperti", Urbanistica, n.123.


2. PROGETTO URBANO, PRATICHE PARTECIPATIVE, DOMANDE DI QUALITÀ
Amendola G.(1997), La città postmoderna. Magie e paure della metropoli contemporanea, Laterza, Roma-Bari.
Bellaviti P. (a cura di) (1995), “La costruzione sociale del piano", Urbanistica, n. 103.
Cardia C. (2000), “La sicurezza nella progettazione urbanistica ed edilizia”, in La sicurezza nella progettazione urbana, Atti del convegno, Bologna 13 novembre 2000.
Carta M. (2004), Next city: culture city, Meltemi, Roma.
Council of Europe (1996), In from the margins: a contribution to the debate on culture and development in Europe, Council of Europe, Strasbourg.
de Eccher A., Marchigiani E., Marin A. (a cura di) (2005), Riqualificare la città con gli abitanti, EdicomEdizioni, Monfalcone (GO).
Farinella R. (2003), “I criteri d'intervento: le guide e i manuali di progettazione nell'esperienza britannica”, in Pini D. (a cura di), La riqualificazione come strumento..., cit.
Geddes M. (1997), Partnerships against poverty and exclusion? Local regeneration strategies and excluded communities in the UK, Policy Press, Bristol.
Pini D. (a cura di) (2003), La riqualificazione come strumento per la promozione della sicurezza urbana, Alinea Editrice, Firenze.
Pitch T., Ventimiglia C. (2001), Che genere di sicurezza. Donne e uomini in città, Franco Angeli, Milano.
Sclavi M. (a cura di) (2002), Avventure urbane, Elèuthera, Milano.


3. UNA MAGGIORE FLESSIBILITÀ PER GLI SPAZI DELL'ABITARE
Concko T. (2000), “Nous Concepts d'habitat”, Quaderns d'arquitectura y urbanisme, n. 227.
Gausa M. (1997), Housing: new alternatives, new systems, Editions Actar, Bordeaux.
Gausa M. (2003), “Da un habitat 'dignitoso' a un habitat 'stimolante'”, Casa, new motion PPC, n. 20-21.


4. LA VALORIZZAZIONE AMBIENTALE DEL PAESAGGIO URBANO
Breheny M. J. (a cura di), (1992), Sustainable Development and Urban Form, Pion, London.
Dimaggio C., Ghiringhelli R. (1999), Reti ecologiche in aree urbanizzate, Franco Angeli, Milano.
OECD (1996), Innovative policies for sustainable urban development. The ecological city, Oecd, Paris.
Ferrara G., Campioni G. (1997), Tutela della naturalità diffusa, pianificazione degli spazi aperti e crescita metropolitana, Il Verde Editoriale, Milano.
Macchi S. (1999) “La costruzione della qualità ambientale nella dimensione medio-piccola dello spazio urbano”, in Pallottini R. (a cura di), I nuovi luoghi della città. Riqualificazione urbana e sviluppo locale a Roma, Palombi, Roma.
Macchi S. (1998) “Strumenti di diagnosi ambientale per le metropoli europee”, in Di Rosa M. et alii (a cura di), Come se ci fossero le stelle. Trasformazioni delle città e del territorio: percorsi meridiani tra sviluppo locale e processi globali, Cuen, Napoli.
Parole Chiave
CITTA' PUBBLICA; RIQUALIFICAZIONE SOSTENIBILE; PAESAGGIO URBANO; ECOLOGIA URBANA; PROGETTAZIONE PARTECIPATA; PROGETTO INTEGRATO; ESPLORAZIONI PROGETTUALI; WORKSHOP LOCALI; LINEE GUIDA

La "città pubblica" come laboratorio di progettualità. La produzione di Linee guida per la riqualificazione sostenibile delle periferie urbane

Università degli Studi di Trieste
Abstract
Da alcuni anni la riqualificazione dei quartieri di edilizia pubblica riveste in ambito nazionale e internazionale un ruolo centrale nel prefigurare approcci innovativi al progetto urbano. Molti dei quartieri pubblici realizzati nel secondo '900 per dare risposta a consistenti bisogni abitativi sono oggi caratterizzati da gravi problemi sia di marginalizzazione sociale, sia di degrado urbanistico ed edilizio; problemi legati alla loro posizione periferica, alla carenza e scarsa qualità di spazi aperti e attrezzature collettive, all'insufficiente integrazione tra i servizi agli abitanti. Tali condizioni assegnano alla "città pubblica" il ruolo di fertile laboratorio per la sperimentazione di strategie capaci di disegnare nuovi equilibri territoriali e sociali e nuove geografie di relazioni tra attori ed operatori locali, a partire dall'elevato grado di modificabilità spaziale e dalla frequente presenza di risorse sociali, già espresse o potenziali.
Assumere un concetto pluridisciplinare quale quello di sostenibilità come motore per la sperimentazione di procedure innovative per il ridisegno della città pubblica risponde alla volontà sia di costruire un dialogo tra diversi approcci al tema della riqualificazione urbana, sia di prefigurare possibili percorsi di cooperazione tra i soggetti che governano e abitano i quartieri di edilizia pubblica.
Lo studio intende sviluppare un percorso che, a partire dalla costruzione di una definizione operativa di "progetto di riqualificazione sostenibile" e dalla valutazione delle esperienze internazionali e nazionali, giunga a elaborare concrete sperimentazioni di progetto nei contesti analizzati dalle unità di ricerca: workshop locali ed esplorazioni progettuali finalizzati a prefigurare un repertorio di metodi, regole e tecniche di intervento per la riqualificazione di questo patrimonio.
L'assunzione dell'approccio integrato proprio del "progetto per la sostenibilità" porterà a sviluppare molteplici temi relativi all'intervento sugli spazi (il progetto del paesaggio urbano, la riconfigurazione morfologica degli spazi aperti dei quartieri, l'uso di strumenti progettuali improntati al risparmio energetico e alla riduzione dell'impatto ecologico), alla promozione di percorsi di empowerment delle comunità locali (la partecipazione dei cittadini al ridisegno dei propri spazi di vita, la definizione di risposte operative alla crescente domanda di sicurezza), all'integrazione dei processi di riqualificazione delle periferie urbane nel quadro più ampio delle politiche pubbliche (preposte sia al governo delle trasformazioni urbane e territoriali, sia allo sviluppo di sistemi di welfare locale).
Esito ultimo della ricerca sarà la pubblicazione di un testo di carattere manualistico, le Linee guida per la riqualificazione sostenibile dei quartieri di edilizia pubblica, contenente un repertorio di regole, principi, esempi e indirizzi procedurali, la cui divulgazione e implementazione nel tempo sarà affidata anche alla diffusione su un sito web.
All'interno di un quadro di obiettivi e fasi di ricerca comuni - orientato a permettere una migliore confrontabilità dei risultati e un dialogo continuo tra tutti i ricercatori coinvolti - il lavoro svolto da ciascuna delle cinque unità locali articolerà il percorso proposto dal coordinamento al fine di sviluppare specifici ambiti di riflessione relazionati alle situazioni insediative e alle problematiche emergenti dal territorio indagato. Le unità forniscono una significativa base nazionale per lo sviluppo del programma sia per la loro dislocazione geografica, sia per la loro composizione multidisciplinare, che consentiranno di sperimentare filoni integrati di ricerca. Inoltre, il coinvolgimento da parte delle unità di istituzioni già attive nello studio, gestione e riqualificazione dell'edilizia pubblica è mirato alla promozione di reti di cooperazione tra strutture istituzionali e di ricerca, per conferire maggiore operatività allo studio. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Paola DI BIAGI Università degli Studi di TRIESTE
Obiettivo del Programma di Ricerca
Molti dei quartieri pubblici realizzati nel secondo '900 per dare risposta a consistenti bisogni abitativi sono oggi interessati da gravi problemi di marginalizzazione sociale e di degrado urbanistico ed edilizio; problemi legati alla loro posizione periferica, alla carenza e scarsa qualità di spazi aperti e attrezzature collettive, all'insufficiente integrazione tra i servizi agli abitanti. Per questi motivi la "città pubblica" rappresenta un fertile laboratorio per la sperimentazione di strategie atte a disegnare nuovi equilibri territoriali e sociali e nuove relazioni tra attori ed operatori locali, a partire dal riconoscimento dei valori patrimoniali, dell'elevato grado di modificabilità spaziale e della presenza di risorse sociali che connotano queste parti delle periferie urbane.
Dalle esperienze di rigenerazione della periferia pubblica condotte in ambito nazionale e internazionale emerge d'altra parte la necessità di sperimentare nuovi approcci basati su un'attenta lettura delle situazioni locali e della natura multidimensionale dei problemi relativi alla qualità dell'abitare in questi contesti. Alla crescente attenzione per le valenze ambientali e sociali del progetto si affianca così l'esigenza di avviare nuovi percorsi improntati all'integrazione di differenti metodi di lettura e alla costruzione di processi in grado di attivare o potenziare reti di cooperazione tra tecnici, abitanti e istituzioni locali.
Alla luce di tali considerazioni, la ricerca propone di assumere il concetto di sostenibilità come motore per la sperimentazione di procedure innovative per la riqualificazione della città pubblica, fondate sulla costruzione di un dialogo tra diversi apporti disciplinari e che affrontino un insieme articolato di temi relativi:
- al progetto del paesaggio urbano, alla riconfigurazione morfologica degli spazi aperti interni ed esterni ai quartieri, alla prefigurazione di collegamenti ecologici a scala territoriale;
- alla costruzione di nuove connessioni spaziali e funzionali tra differenti parti di città;
- all'utilizzo di metodi e criteri progettuali improntati al risparmio energetico e alla riduzione dell'impatto ecologico degli insediamenti residenziali;
- alla costruzione di processi di partecipazione dei cittadini al ridisegno dei propri spazi di vita;
- all'integrazione nel quadro più ampio delle politiche e degli strumenti preposti al governo della città e del territorio e allo sviluppo di sistemi di welfare locale.

Il lavoro previsto si articola secondo quattro assi principali, inseguendo altrettanti obiettivi generali:

1) INDAGINE SUL CONTESTO LOCALE E SELEZIONE DEI CASI STUDIO
Questa sezione è rivolta a costruire una prima mappa di casi studio significativi su cui concentrare le fasi successive della ricerca, delle loro problematiche e potenzialità di riqualificazione. Parte dalla lettura, basata anche sulla consultazione degli attori istituzionali locali, dei processi di sviluppo dei quartieri pubblici individuati dalle unità di ricerca, della loro consistenza e delle condizioni di degrado ambientale, fisico e sociale che li connotano.
L'intento è quello di delineare, attraverso un lavoro coordinato tra le singole unità, un repertorio di contesti spaziali e sociali, capace di restituire caratteri e problemi che accomunano quartieri appartenenti alle diverse "stagioni" della città pubblica e di tratteggiare un quadro articolato di situazioni insediative, per esemplificare le differenze riscontrabili nei modi di vita, nelle relazioni tra gli abitanti, nella struttura degli spazi, nelle connessioni urbane, nell'incidenza del degrado (edilizio, urbano, ambientale, sociale), nelle politiche pubbliche rivolte alla riqualificazione delle periferie urbane attivate nei diversi contesti.

2) UNA DEFINIZIONE OPERATIVA DI RIQUALIFICAZIONE SOSTENIBILE
Sulla base del lavoro svolto nella prima fase, questa sezione intende rideclinare una locuzione tanto ampia quale quella di "progetto sostenibile" in rapporto sia ai temi più generali della riqualificazione della città pubblica, sia ai peculiari assetti urbanistici, edilizi e sociali caratterizzanti i contesti locali selezionati come significativi. L'intento è delineare un quadro di riferimento relativo ai temi-guida da assumere per lo svolgimento delle fasi successive, ai requisiti prestazionali a cui un progetto di riqualificazione è chiamato a dare risposta e ai limiti con cui un approccio sostenibile si deve confrontare in simili contesti.

3) BETTER PRACTICES, WORKSHOP LOCALI, ESPLORAZIONI PROGETTUALI
Finalità della terza sezione del programma è costruire un repertorio ragionato di esperienze significative di riqualificazione sostenibile dei quartieri di edilizia pubblica condotte in ambito nazionale e internazionale, con particolare attenzione al contesto europeo.
Essa sarà rivolta a evidenziare le problematiche affrontate e a ricostruire:
- lo sfondo più ampio di direttive e di riferimenti legislativi a cui tali esperienze hanno attinto;
- un repertorio significativo di progetti e di realizzazioni, analizzati alla scala urbana e territoriale;
- i rapporti tra casi studiati, politiche pubbliche e strumenti urbanistici.
Tale istruttoria costituirà un valido supporto per il parallelo svolgimento di concrete esplorazioni progettuali relative ai casi studio individuati dalle unità di ricerca. Nel loro insieme le esplorazioni saranno orientate a:
- delineare processi finalizzati al coinvolgimento degli abitanti nella definizione, realizzazione e gestione del progetto (workshop locali);
- sviluppare le differenti dimensioni del progetto sostenibile, dalle relazioni con il contesto urbano e territoriale più ampio, alla riorganizzazione degli spazi aperti del quartiere, all'intervento sui manufatti edilizi;
- prefigurare possibili percorsi di integrazione con le politiche pubbliche e gli strumenti urbanistici.

4) LINEE GUIDA PER LA RIQUALIFICAZIONE SOSTENIBILE DEI QUARTIERI PUBBLICI
Gli studi condotti confluiranno in un testo, elaborato nella forma di Linee guida, contenente principi, regole, esempi e criteri procedurali per la costruzione di progetti e processi di riqualificazione sostenibile dei quartieri di edilizia pubblica.
Le Linee guida restituiranno gli esiti del lavoro svolto in chiave teorica e tecnico-operativa, adottando un linguaggio prestazionale per garantirne un più ampio utilizzo nei progetti e processi di rigenerazione della città pubblica.
Gli argomenti trattati potranno articolarsi in:
- un quadro delle disposizioni normative e legislative vigenti in ambito nazionale e internazionale in materia di riqualificazione sostenibile e di edilizia pubblica;
- un repertorio di esperienze, con esemplificazioni di approcci positivi e/o negativi;
- un sistema di regole, requisiti e criteri prestazionali per la riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico.
Alle Linee guida si affiancheranno la redazione di rapporti monografici di sede e la costruzione di un sito web della ricerca nazionale, utile all'implementazione nel tempo e alla divulgazione dei risultati parziali e finali coseguiti.

In relazione ai quattro assi di riferimento, gli obiettivi e le operazioni di ricerca possono essere così sintetizzati:
- messa a punto di una definizione multidisciplinare di riqualificazione sostenibile e delle sue possibili articolazioni, in relazione ai caratteri connotanti i diversi periodi di realizzazione della città pubblica;
- ricostruzione di un quadro significativo di esperienze di riqualificazione sostenibile condotte in ambito nazionale e internazionale e rilettura critica dei loro esiti;
- prefigurazione di metodi, regole e tecniche per la riqualificazione sostenibile, sulla base dello svolgimento di esplorazioni progettuali riguardanti specifici contesti individuati come significativi dalle unità di ricerca;
- restituzione dei risultati della ricerca nella forma di Linee guida rivolte a studiosi e progettisti, tecnici e amministratori, cittadini. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
RIQUALIFICAZIONE URBANA E SOSTENIBILITÀ
L'emergere nelle città e nei territori europei di gravi forme di esclusione economica e sociale ha sollecitato la necessità di prefigurare nuove strategie interpretative e progettuali. Il ritorno all'osservazione degli spazi materiali e immateriali, per ricostruire una geografia delle pratiche di vita contemporanee (Clementi, Dematteis, Palermo, a cura di 1996; Koolhaas et alii 2001; Multiplicity 2003) o per dare voce a inediti processi di appropriazione spaziale (Lanzani 2003; Paba, a cura di, 2002; Paba 2003), e l'accresciuto interesse per i rischi del consumo delle risorse naturali, sostenuto dall'ampliarsi del concetto di paesaggio agli spazi della vita quotidiana (Caravaggi 2002; Clementi, a cura di, 2002; Consiglio d'Europa 2000; Ricci, a cura di, 2003), hanno fatto da sfondo a una rinnovata attenzione per la domanda espressa dalle popolazioni locali di una nuova qualità dell'abitare. Locuzione sempre più ampia e articolata, che ha assunto un peso crescente nel quadro delle politiche recentemente avviate da molte città e regioni metropolitane d'Europa, dove ai problemi derivanti dalle mutate condizioni economiche, sociali e demografiche e dal crescente consumo di suolo si è tentato di rispondere con strategie di riqualificazione mirate a uno sviluppo improntato sui principi dell'equilibrio economico e territoriale, della qualità ambientale e della coesione sociale (Mattogno 2003).
Tale processo è stato sostenuto dalla campagna di sensibilizzazione avviata nell'ultimo decennio dagli organismi internazionali, in particolare dall'Onu (Conferenze di Rio de Janeiro 1992 e di Istanbul 1996) e dall'UE. I numerosi simposi sulle Città sostenibili promossi dalla Commissione europea (Aalborg 1994, Lisbona 1996, Hannover 2000), il riconoscimento di differenze territoriali economiche e sociali (Turku 1998, Sofia 1998, Siviglia 1999, Den Haag 1999) e la parallela costruzione di una visione condivisa per lo spazio europeo (Schéma de développement de l'espace communautaire 2000), la promozione di politiche rivolte al miglioramento delle condizioni economiche, spaziali e sociali di ampie parti della città (dal Rapporto sulle città europee sostenibili del 1996, al Quadro d'azione per uno sviluppo sostenibile nell'Unione Europea del 1998), hanno delineato percorsi inediti di intervento, che vedono i concetti di qualità e di sostenibilità urbana come strettamente interrelati (Iclei 1994, 1996; Socco et alii 2002).
Se il termine sostenibilità interpreta la città e il territorio come ecosistemi complessi e auto-organizzati che si sviluppano utilizzando un insieme limitato di risorse non sempre rinnovabili (Mela 1996), il concetto di riqualificazione urbana sostenibile rinvia all'assunzione di concetti chiave quali equità sociale (equo accesso alle risorse e alle opportunità offerte agli abitanti dal loro ambiente di vita), tutela e valorizzazione delle risorse ambientali (minimizzazione degli impatti e del prelievo delle risorse naturali non rinnovabili), efficienza economica (uso efficiente delle risorse e internalizzazione dei costi ambientali e sociali) (Madeddu, Cavaliere 2003).

LA CITTA' PUBBLICA COME LABORATORIO PER NUOVE PROGETTUALITA': ESPERIENZE ITALIANE ED EUROPEE
Tali priorità sono state tradotte nei programmi supportati dall'UE per il ridisegno di politiche di coesione e competitività urbana (Urban I e II), finalizzati non solo alla riqualificazione fisica, ma anche all'occupazione e allo sviluppo economico delle aree degradate (Palermo et alii, a cura di 2002) attraverso la mobilitazione sociale e la ricostruzione delle identità locali.
La declinazione italiana di questi approcci innovativi ha in alcuni casi posto l'attenzione sui centri storici degradati, ma più spesso è intervenuta nelle periferie urbane e nei quartieri di edilizia pubblica: il principale intervento di livello nazionale in materia di sviluppo di approcci integrati di rigenerazione urbana, i Contratti di quartiere, riguarda in modo esclusivo il patrimonio residenziale pubblico (Di AngeloAntonio, Di Michele, Giandelli, a cura di 2001).
La consistenza quantitativa delle periferie pubbliche realizzate in Italia e in Europa nel secondo Novecento, un disegno spaziale e un assetto funzionale spesso incompiuti, la frequenza di forme di emarginazione economica e sociale fanno di questi ambiti un laboratorio necessario per la sperimentazione di strategie integrate di riqualificazione sociale e spaziale. A ciò si accompagna il più recente riconoscimento alla città pubblica del valore di patrimonio culturale da salvaguardare e reinterpretare (Di Biagi 2003; Marin, 2000), connotato da un elevato grado di modificabilità, in cui alla grande disponibilità di spazi aperti si associano le domande di trasformazione edilizia e urbanistica espresse dagli abitanti e la necessità di restituire alle loro pratiche quotidiane spazi dequalificati (Bellicini, Ingersoll 2001; Di Biagi 1990; Di Biagi, a cura di, 2001).
L'assunzione degli spazi aperti e delle loro relazioni con un patrimonio edilizio spesso molto degradato come opportunità per la riqualificazione sostenibile ha guidato nell'ultimo decennio numerose esperienze di programmazione e progettazione. In Inghilterra, il General Improvement Area, l'Housing Action Area e l'Inner Urban Area Programme, che hanno dato un contributo fondamentale alla definizione di una visione integrata socio-ambientale degli spazi urbani (Marchigiani 2004); in Francia, il Programma nazionale Habitat et Vie Sociale, associato a politiche locali di riqualificazione spaziale e sociale (Garnier 1996; Marchigiani 2002; Mattogno 1998, 1999); in Germania i Sozialplan e le esperienze di progettazione eco-compatibile e rinaturalizzazione territoriale come l'Iba Emscher Park (Marangoni 2000; Marchigiani, Potz 2000); in Spagna varie esperienze di riprogettazione della residenza e recupero degli spazi aperti (CEDNB 1998)
In ambito italiano, è importante rilevare la vivacità del quadro programmatorio che prende il via nel corso degli anni '90. Nel '94 partono i Programmi di recupero urbano (Pru) e i Programmi di riqualificazione urbana (Priu), cui si accostano altre esperienze di innovazione delle politiche per la città: la partecipazione, la coesione sociale, il recupero edilizio integrato alla bioarchitettura vengono promossi dai Contratti di Quartiere (CdQ), nati nel 1998 e giunti alla seconda generazione, che coniugano politiche abitative e lotta al disagio urbano. Tali programmi declinano la riqualificazione in una dimensione di area vasta e di promozione dello sviluppo locale, in sintonia con quanto previsto anche dai Programmi di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio (Prusst), introdotti nel 1998-1999 (Ombuen, Ricci, Segnalini 2000).
La normativa in materia di bioedilizia ancora non può invece contare su un chiaro riferimento a livello nazionale. A fronte dell'elaborazione da parte della Commissione europea (Direttiva 85/337/Cee e succ. revisioni) di procedure codificate per la valutazione dell'impatto ambientale e del ricorso in alcuni paesi a strumenti preposti a misurare le prestazioni "ecologiche" delle opere edilizie, le esperienze a oggi attuate in varie regioni italiane delineano un quadro disomogeneo e lacunoso (AA.VV. 2002a).
Se il completamento della prima fase di sperimentazione e l'avvio di percorsi di valutazione consentono di trarre un primo bilancio sull'efficacia degli approcci adottati, appare però evidente la necessità di prefigurare nuovi percorsi di ricerca a partire dalle peculiari condizioni ambientali, urbanistiche ed edilizie della città pubblica, che integrando vari approcci disciplinari individuino nuovi campi di operatività.

1. L'INTEGRAZIONE TRA POLITICHE DI RIQUALIFICAZIONE URBANA E PROGETTO URBANO
Le peculiari condizioni della città pubblica evidenziano i limiti di approcci settoriali al problema abitativo, che sta divenendo indicatore di problemi sempre più ampi e complessi.
La necessità di prefigurare processi di riconnessione e integrazione della periferia pubblica agli ambiti periurbani limitrofi e alla città nel suo complesso, oltre alla domanda di riqualificazione urbana e sociale emergente da questi contesti, richiedono la costruzione di nuove sinergie tra scale, processi e strumenti di governo della città e del territorio.
Ciò significa, in particolare, assumere una prospettiva secondo la quale i problemi inerenti alla riqualificazione della città pubblica non possano essere trattati esclusivamente entro i perimetri dei singoli quartieri; riconoscere che si possa lavorare per i quartieri facendo leva su risorse che sono al di fuori dei loro confini e, al contempo, immaginare che dentro ai quartieri stessi possano essere presenti opportunità per la riqualificazione e riorganizzazione di un contesto più ampio. Si tratta dunque di assumere un approccio progettuale che allarghi il proprio campo di indagine per quanto riguarda sia gli spazi osservati, sia la rete di attori da mobilitare, osservando i quartieri non come isole, ma come parti di un contesto più ampio e ipotizzando che i progetti che li coinvolgono possano giocare un ruolo strategico nella costruzione di un'immagine complessiva della città. Uscire da una logica circoscritta implica un ripensamento del loro ruolo alla scala urbana (AA.VV. 2002B; Fareri 2004).
Un passaggio chiave nel processo di revisione degli strumenti di intervento sulla città pubblica sta quindi nell'integrazione tra politiche di riqualificazione urbana e progetto urbano (Fareri 2003): il campo d'azione sulle periferie e sulla città pubblica non può più essere uno specifico settore, bensì uno specifico territorio. I problemi devono infatti essere letti rispettandone la complessità, così come le soluzioni vanno elaborate chiamando in causa tutti i settori che di volta in volta si rivelano maggiormente efficaci. Ne consegue la rilevanza del coinvolgimento di un ampio spettro di attori locali (istituzionali, sociali, economici) nel disegno e nella messa in atto dei progetti e delle politiche come condizione del loro successo (Balducci 2000, 2001; Balducci, a cura di, 2004).

2. PROGETTO URBANO, PRATICHE PARTECIPATIVE, DOMANDE DI QUALITÀ
All'integrazione tra gli attori si affianca la necessità di avviare processi di ascolto delle esigenze degli abitanti e di promozione della loro partecipazione alla riqualificazione dei loro ambienti di vita. Un'esigenza dettata dall'emergere di nuovi bisogni, espressi da specifici gruppi di abitanti (donne e bambini, anziani e popolazioni immigrate), che non trovano risposta né nella configurazione di spazi e attrezzature collettive, né nella distribuzione interna degli alloggi. L'attivazione di processi di progettazione partecipati, che coinvolgano attivamente gli abitanti nella costruzione e gestione dei loro spazi di vita acquista un ruolo centrale nella riscoperta e valorizzazione delle risorse locali (Bellaviti, a cura di, 1995; Sclavi et alii 2002; de Eccher, Marchigiani, Marin, a cura di, 2005).
Particolarmente sentito, specie negli strati più "deboli" della popolazione (Pitch e Ventimiglia 2001), tra i temi che influenzano la qualità degli spazi di vita è quello della sicurezza urbana, spesso riconducibile a una percezione di pericolo legata ai profondi mutamenti in atto nella struttura sociale e fisica delle nostre città (Amendola 1997). Tale domanda rimette in discussione alcuni tipi di spazio, a lungo considerati capaci di assicurare una migliore qualità urbana (come i grandi spazi verdi che spesso fungono da tessuto connettivo dei quartieri pubblici), ponendo in primo piano le esigenze di "controllo" del territorio e la promozione di forme di appropriazione da parte delle comunità locali. Esigenze a cui si può dare risposta attraverso un progetto orientato a sostenere una fruizione continua e differenziata degli spazi collettivi, la compresenza di attività, la riprogettazione degli spazi pubblici come "rete" capace di ricomporre una struttura urbana frammentata (Cardia 1999; Farinella 2003; Pini, a cura di 2003).
Al pari, è rilevante la domanda di rilancio economico e di riappropriazione delle valenze culturali degli spazi della città pubblica e delle periferie, che richiedono la definizione di strategie fondate sulla messa in valore delle identità locali. Strategie supportate dal potenziamento del processo di responsabilizzazione culturale (Carta 2004), attraverso l'assunzione dell'equità sociale come elemento fondamentale della sostenibilità culturale e l'ampliamento delle opportunità economiche mediante azioni condivise dagli abitanti, che possano costituire occasioni concrete di sviluppo locale (Council of Europe 1996; Geddes 1997).

3. UNA MAGGIORE FLESSIBILITA' PER GLI SPAZI DELL'ABITARE
Le tipologie dell'edilizia residenziale pubblica spesso presentano carenze sia nell'assetto interno degli alloggi sia in quello esterno, dovute al loro essere ancora legati a una concezione dell'abitare ormai superata. Gli alloggi del secondo Novecento vedono infatti una generale applicazione di tipologie razionaliste, di cui è stata spesso recepita solo la schematizzazione funzionale. Gli standard abitativi si sono così tramutati in schemi distributivi e volumi da giustapporre per creare l'organismo edilizio e l'impianto urbanistico: un processo di produzione degli spazi abitativi che ha irrigidito la progettazione e che impedisce oggi una reale flessibilità d'uso. Se numerosi studi sull'edilizia sociale hanno utilizzato categorie inefficaci a descrivere l'odierna spazialità "indeterminata" o l'uso anonimo dello spazio collettivo, ricerche più recenti hanno sviluppato interessanti proposte di riuso e recupero degli spazi aperti e della residenza tese ad ampliare la flessibilità dello spazio abitativo (Concko, 2000; Gausa, 1997, 2003).

4. LA VALORIZZAZIONE AMBIENTALE DEL PAESAGGIO URBANO
Il dibattito su sviluppo sostenibile e morfologia urbana è esteso (Breheny, 1992) ed appare occasione per offrire un contributo al tema della sostenibilità, ad oggi pressoché dominato dalle scienze ambientali.
Si prenda ad esempio la proposta della città compatta che da più parti viene avanzata come possibile soluzione alla ricerca di una maggiore sostenibilità urbana. Quanto asserito nel Libro Verde sull'ambiente urbano (CCE, 1990) ha una sua validità ma tuttavia manca un reale tentativo di dimostrarlo; prima di assumere decisioni radicali sul futuro della struttura e del funzionamento delle nostre città, è opportuno sottoporre tale proposta a verifiche. Alcuni autori individuano numerose contraddizioni nell'idea di città compatta: forse non è così efficiente sul piano energetico; forse gli stili di vita che prefigura non sono così desiderabili; forse è una direzione di cambiamento che compromette per sempre un plausibile desiderio di maggiore "inverdimento" dell'ambiente urbano e/o di compresenza tra usi urbani e usi agricoli; o forse ancora compromette lo sviluppo di fonti energetiche locali e di sistemi fito-depurativi delle acque. Queste ed altre questioni necessitano di approfondite indagini (OECD 1996; Ferrara, Campioni 1997; Dimaggio, Ghiringhelli 1999).
L'attenzione per le valenze ambientali del progetto di riqualificazione può infatti supportare l'attribuzione di una crescente rilevanza del disegno del paesaggio e degli spazi aperti, che nella città pubblica spesso rappresentano gli ambiti connotati da una maggiore precarietà nelle forme e nei modi d'uso. Al riguardo, la Conferenza Nazionale Energia e Ambiente (1998) ha presentato il "Codice Concordato di raccomandazioni per la qualità energetico ambientale di edifici e spazi aperti", il cui obiettivo è favorire l'impegno delle Pubbliche Amministrazioni in azioni che possano elevare la qualità energetica e ambientale e ridurre i consumi delle risorse, promuovendo la partecipazione della comunità locale alla gestione del territorio. <<<