Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
[Una selezione, principalmente dai lavori dei partecipanti al progetto: / A selection, mostly from the output of the scholars involved in this very project:]

Storia dell'opera italiana, IV-VI, a c. di L. Bianconi e G. Pestelli, Torino 1987-1988

The History of Italian Opera, IV-VI, a c. di L. Bianconi e G. Pestelli, Chicago-London, 1998-2003

La drammaturgia musicale, a c. di L. Bianconi, Bologna, 1986

L. Bianconi, Perché la storia dell'opera italiana?, "Musica/realtà", n. 17, agosto 1985

L. Bianconi, Il teatro d'opera in Itaia, Bologna 1993 (= voce Italy in: The New Grove Dictionary of Opera, London, 1992)

G. Pestelli, Opera in musica e teatro nell'Ottocento, in Storia del teatro moderno e contemporaneo, II, Torino 2000

P. Fabbri, Il secolo cantante. Per una storia del libretto d'opera in Italia nel Seicento, Roma 2003

Libretti d'opera italiani dal Seicento al Novecento, a c. di P. Fabbri e G. Gronda, Milano 1997

A.L. Bellina, La collezione Rolandi dei libretti d'opera, in: La fondazione Giorgio Cini, Milano 2001

A.L. Bellina, Intrecci, generi e stili, "Musica e storia", XII, 2004

A.L. Bellina, Il teatro dei due mondi. L'opera italiana nei paesi di lingua iberica, Treviso 2000

L. Bianconi - G. Pagannone - A. Pompilio - F. Regazzi, RADAMES - repertorio e archivio di documenti attinenti al melodramma e allo spettacolo, "Il Saggiatore musicale", XI, 2004, n. 2 (in corso di stampa)

L. Bianconi - Th. Walker, Production, consumption and political function of seventeenth-century opera, "Early music History", IV, 1984 (trad. it. parz. in La musica e il mondo, a c. di C. Annibaldi, Bologna 1993)

M. Beghelli, La retorica del rituale nel melodramma ottocentesco, Parma 2003

M. Beghelli, Morfologia dell'opera italiana da Rossinia Puccini, in Enciclopedia della musica, IV, a c. di J.-J. Nattiez, Torino 2004

C. Dahlhaus, Drammaturgia dell'opera italiana, Torino 2005

G. de Van, L'opéra italien, Paris 2000, ed. it. Roma 2002

Analyzing Opera: Verdi and Wagner, a c. di C. Abbate e R. Parker, Berkeley 1989

A. Roccatagliati, Felice Romani librettista, Lucca 1996

Il teatro di Donizetti, I, a c. di P. Fabbri e F. Bellotto, Bergamo 2001

A. Roccatagliati, The Italian Theatre of Verdi's Day, in The Cambridge Companion to Verdi, a c. di S.L. Balthazar, Cambridge 2004

F. Degrada, Nuove acquisizioni pergolesiane, in "Studi pergolesiani" IV, Iesi 2000

F. Degrada, "Studi pergolesiani", V, Iesi (in stampa)

P. Metastasio, Drammi per musica, I-III, a c. di A.L. Bellina, Venezia 2002-04
Parole Chiave
MELODRAMMA; LIBRETTO D'OPERA; STORIA DELL'OPERA; STORIA DELLA VOCALITÀ; STORIA DELLA MESSINSCENA; MORFOLOGIA MUSICALE; CRONOLOGIA; BIBLIOGRAFIA

Storia dell'opera italiana

Università degli Studi di Bologna
Abstract
Il progetto "Storia dell'opera italiana" persegue una finalità specifica e prioritaria, ed una finalità generica ad essa coordinata.

La finalità specifica consiste nel completamento della "Storia dell'opera italiana", a cura di Lorenzo Bianconi (UniBologna) e Giorgio Pestelli (UniTorino), di cui sono apparsi i tre volumi 4, 5 e 6 nel 1987-1988 (Torino, EDT; con edizioni in francese, tedesco e inglese). Quest'opera collettiva, cui partecipano autori italiani e stranieri di spicco, è rimasta incompiuta per una serie di ragioni oggettive, sia interne alla casa editrice, sia connesse con i programmi di lavoro dello staff scientifico ad essa adibito. Ma in seguito al notevole successo di critica registrato dall'edizione angloamericana (University of Chicago Press, 1998 sgg.), i lavori a suo tempo avviati per i volumi 1, 2 e 3 vengono ora ripresi, aggiornati, completati sul doppio fronte dell'edizione italiana e dell'edizione in lingua inglese. Troverà così compimento una rinnovata visione d'insieme d'uno dei fenomeni portanti nella storia della musica, del teatro e, in senso lato, della cultura italiana in età moderna e contemporanea: appunto il teatro d'opera. Nel contempo, si completa una delle "vetrine" più significative della nuova musicologia italiana, che proprio nel ripensamento metodologico delle ricerche sul campo del melodramma ha segnato alcuni dei suoi traguardi più ragguardevoli degli ultimi decenni.

Il progetto ha anche una finalità più ampia, organicamente connessa con la precedente: le unità di ricerca coinvolte intendono potenziare la ricerca di carattere repertoriale, documentario, editoriale ed analitico sul fenomeno 'storia dell'opera italiana', mediante l'allestimento di banche dati, edizioni e studi che, direttamente o indirettamente, alimentino il progetto primario. Se il teatro d'opera è una forma di produzione artistica eminentemente "in serie", la considerazione quantitativa del fenomeno è essenziale alla sua comprensione storico-critica. Per questa ragione, l'elaborazione storiografica deve andare di pari passo col progressivo perfezionamento degli strumenti d'indagine, e con lo sviluppo delle edizioni di testi nonché delle ricerche analitico-morfologiche, <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Lorenzo Gennaro BIANCONI Università degli Studi di BOLOGNA
Obiettivo del Programma di Ricerca
1. L'obiettivo primario del progetto di ricerca qui presentato è il completamento della «Storia dell'opera italiana» a cura di Lorenzo Bianconi e Giorgio Pestelli. La concezione dell'opera si basa su una prospettiva multidisciplinare, ampiamente documentata nei tre volumi apparsi nel 1987-1988 presso le Edizioni di Torino: vol. 4 ("Il sistema produttivo e le sue competenze", saggi di F. Piperno, J. Rosselli, F. Nicolodi, F. Della Seta, E. Surian, S. Durante); vol. 5 ("La spettacolarità", saggi di M. Viale Ferrero, G. Guccini, K. Kuzmick Hansell); e vol. 6 ("Teorie e tecniche, immagini e fantasmi", saggi di R. Di Benedetto, C. Dahlhaus, P. Fabbri, M. Pieri, R. Leydi, G. Morelli). I tre volumi hanno incontrato un notevole successo critico e hanno avuto un'edizione tedesca (Laaber, Laaber, 1990-92), un'edizione francese (Liège, Mardaga, 1992) e infine un'acclamata edizione angloamericana (Chicago-London, University of Chicago Press, 1998, 2002, 2003).
Il successo editoriale dell'edizione angloamericana della "Storia dell'opera italiana" promossa da University of Chicago Press e il perdurante interesse del mondo musicologico europeo per lo studio dell'opera italiana vengono ora a dare nuovo impulso all'impresa editoriale, rimasta interrotta negli anni '90 sia per difficoltà interne alla casa editrice, sia per la precedenza data dai curatori (L. Bianconi e G. Pestelli) ad altri importanti progetti di ricerca, sia infine perché non tutti i nodi concettuali e storiografici legati all'ambiziosa impresa si potevano allora dire davvero risolti (cfr. F. Della Seta, "Some Difficulties in the Historiography of Italian Opera", «Cambridge Opera Journal», X, 1998, pp. 3-13).
Rispetto al ventaglio multidisciplinare dei volumi 4-6, i volumi 1 ("Profilo storico") e 2 ("Lo spazio europeo") sono stati concepiti con un forte accento sulla storia e l'estetica della recezione: la vicenda dell'opera italiana viene considerata non tanto in rapporto ai paralleli sviluppi della storia musicale, bensì nella prospettiva dei destinatari dello spettacolo globalmente inteso, ossia degli spettatori. Il che comporta anche, man mano che - a partire dal "Barbiere di Siviglia" di Rossini - ci si inoltra nell'Otto e nel Novecento, la considerazione del graduale accumularsi di un repertorio, dunque il costituirsi di una prospettiva storica concretamente depositata nella struttura del cartellone operistico (cfr. L. Bianconi, "Perché la storia dell'opera italiana?", «Musica/Realtà», 17, agosto 1985). Gli autori dei singoli capitoli dei volumi 1 e 2 sono stati selezionati tra i musicologi che hanno attivamente contribuito alla rinascita degli studi sull'opera italiana negli ultimi trent'anni: nel volume 1 ("Il profilo storico") sono A. L. Bellina (Il Seicento), P. Weiss (Il Settecento), A. Roccatagliati (L'Ottocento) e A. Guarnieri (Dall'Unità d'Italia al Novecento); nel volume 2 ("Lo spazio europeo") sono, per il Sei-Settecento, R. Strohm (l'opera italiana nel nord d'Europa), R. Hume e J. Milhous (Londra), M. Noiray e A. Fabiano (Parigi), J. J. Carreras e M. C. Brito (I paesi iberici); per l'Ottocento, J. Budden (Parigi, Londra, Vienna, Dresda, Monaco di Baviera, Berlino) e R. Taruskin (Pietroburgo, Mosca).
Il volume 3 ("Cronologia"), infine, riassumerà in forma sintetica e tabellare l'intera materia dell'opera e fungerà nel contempo da registro che dà accesso ai restanti volumi 1, 2, 4, 5 e 6.
Nella realizzazione della «Storia dell'opera italiana» sono direttamente coinvolti, in veste di autori e di curatori, i seguenti partecipanti al progetto: Anna Laura Bellina (Padova), Marco Beghelli (Bologna), Lorenzo Bianconi (Bologna), Giorgio Pestelli (Torino), Alessandro Roccatagliati (Ferrara).

2. Il substrato scientifico e concettuale di un'impresa come la «Storia dell'opera italiana» sta in primis nella concezione seriale che presiede alla storia stessa del fenomeno indagato: l'opera in musica rappresenta infatti, fin dagli esordi, una forma di produzione artistica in serie, dal punto di vista sia degli autori e produttori sia dei destinatari. Non è dunque un caso che le unità di ricerca coinvolte nel progetto comune abbiano sviluppato negli anni vari progetti di carattere repertoriale, che, se per un verso alimentano le ricerche d'impianto più squisitamente storiografico, dall'altro verso traggono giustificazione dalla considerazione del fenomeno nella sua portata quantitativa oltreché qualitativa.
Perciò il progetto di ricerca persegue, in parallelo con il completamento della "Storia dell'opera italiana", obiettivi di carattere repertoriale che si fondano sull'applicazione delle risorse informatiche.
Si segnalano in particolare le iniziative avviate nell'unità di ricerca di Padova (descrizione delle feste teatrali con musica a Venezia nel periodo 1571-1637; continuazione della catalogazione del fondo Ulderico Rolandi di libretti d'opera nella Fondazione Cini di Venezia; partecipazione al repertorio Herla, con sede a Mantova); nell'unità di ricerca di Milano (drammaturgia musicale veneziana 1637-1799); e nell'unità di ricerca di Ferrara (drammaturgia musicale italiana dal 1800 al 1861). Questi lavori, direttamente o indirettamente, alimenteranno la realizzazione della «Storia dell'opera italiana» e il suo background scientifico e intellettuale.
A sua volta, l'unità di ricerca di Bologna ha elaborato un sistema di repertoriazione e archiviazione del materiale documentario attinente al melodramma (RADAMES) che si fonda non solo sull'applicazione delle tecniche digitali ma anche sul perfezionamento degli strumenti dell'analisi morfologica del melodramma (segmentazione). RADAMES applica alla gestione e allo studio dell'opera in musica le risorse offerte dalla multimedialità. Per la prima volta nella storia, le tecniche digitali consentono di convogliare su un unico mezzo (il PC) la totalità della documentazione dello spettacolo operistico: testi letterari (libretti), testi musicali (partiture), manifesti, bozzetti, figurini, scene, costumi, foto di scena, note di regìa, recensioni, saggi, registrazioni audio e video. RADAMES è appunto un sistema di consultazione coordinata, che applica da un lato le nuove tecnologie, dall'altro il principio della segmentazione del "testo" operistico (secondo criteri morfologici criticamente verificati e collaudati) come chiave d'accesso coordinata alla documentazione.
E' coerente gli intenti di RADAMES lo studio analitico delle forme poetiche e musicali nella librettistica italiana dell'Ottocento, avviato da tempo da due specialisti come Paolo Fabbri e Alessandro Roccatagliati nell'unità di Ferrara, e da Lorenzo Bianconi nell'unità di Bologna.

3. Il terzo aspetto rilevante connesso con il renouveau delle ricerche sull'opera italiana riguarda la problematica, invero intricata, dell'edizione critica dei testi melodrammatici, vuoi verbali vuoi musicali. Il progetto prevede dunque anche in questo campo alcune iniziative di rilievo.
Al di là del contributo dato alla curatela e redazione della «Storia dell'opera italiana», l'unità di ricerca di Torino è direttamente impegnata nell'impresa dell'edizione delle opere di Giuseppe Verdi, con la «Giovanna d'Arco»; dal canto suo, l'unità di ricerca di Padova punta a realizzare un'edizione metodologicamente aggiornata delle recite veneziane con musica del 1571-1637, che soppianti quella, vetusta, del Solerti. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
1. La storia dell'opera italiana rappresenta da sempre un capitolo importante nella storia della musica globalmente intesa. Ma solo dagli anni 1970 si è sviluppata (dapprima in Italia, indi gradatamente in tutt'Europa e nell'America del nord) una storiografia specifica del melodramma italiano, ossia di un fenomeno che non si lascia ridurre alla sua dimensione meramente musicale, che dunque interessa, oltre ai musicologi, anche gli studiosi di teatro, della letteratura e della lingua italiana, della scenografia, dell'architettura teatrale, della storia sociale ed economica, del costume e delle mentalità. Vari fattori hanno alimentato il rigoglio degli studi sul melodramma italiano: l'indebolirsi del paradigma storiografico tedesco, che teleologicamente vedeva nel Musikdrama di R. Wagner il culmine del genere 'opera'; la riscoperta della cosiddetta musica 'antica', e delle prassi esecutive storicamente documentate; l'eclettismo del gusto nel teatro di regìa; la rinnovata considerazione della morfologia musicale; le prospettive storico-critiche aperte dall'estetica della recezione (H. R. Jauss). E ancora: i convegni interdisciplinari della Fondazione Cini di Venezia (1972 sgg.); l'elaborazione (a partire dal riesame dei presupposti drammaturgici dell'arte di Wagner) di una drammaturgia specifica del teatro d'opera da parte di Carl Dahlhaus; l'interesse degli storici della lingua italiana (p.es. G. Folena) e della letteratura greca e latina (p.es. G. Paduano, C. Questa) per la librettistica, intesa sia come genere letterario di consumo, sia come vettore di miti e topoi classici; la prospettiva della storia sociale ed economica della musica, che è venuta a rigenerare la tradizione (copiosa ma angusta) degli studi di storia locale, in primis attraverso le ricerche di storia dell'impresariato operistico svolte da John Rosselli e, prima ancora, da L. Bianconi e Th. Walker; il lavorio sulle edizioni critiche delle opere di Rossini, Verdi, Donizetti, Bellini, Puccini; le ricerche sulla messinscena originale come corollario della rivalutazione della dimensione teatrale del melodramma.
Nel solco di questo rinnovamento è stata concepita, negli anni 1980, la "Storia dell'opera italiana" a cura di Lorenzo Bianconi e Giorgio Pestelli, che ha programmaticamente adottato una prospettiva multidisciplinare, ampiamente documentata nei tre volumi apparsi nel 1987-1988 presso le Edizioni di Torino (vedi sopra il dettaglio del contenuto dei tre volumi).
In parallelo con questi sviluppi della storiografia, hanno assunto grande slancio sia i progetti di repertoriazione delle fonti dell'opera italiana, che forniscono il presupposto strumentale indispensabile per la conoscenza documentata degli eventi che costituiscono la storia stessa del fenomeno; sia le indagini analitiche sul sistema morfologico dell'opera italiana, che solo negli ultimi decenni è stato affrontato con scientifica sistematicità.
Per le ricerche di carattere repertoriale, basterà menzionare iniziative pilota come le catalogazioni di libretti intraprese da Claudio Sartori, dal RISM, dall'équipe della Fondazione Levi di Venezia (F. Rossi), da Irene Alm sul fondo di libretti veneziani conservato a Los Angeles, o la pubblicazione dell'"Indice de' Teatrali Spettacoli" a cura di Roberto Verti; e il proliferare delle cronologie teatrali dedicate a singoli teatri o a singole città, italiane e straniere.
Tra le ricerche di carattere analitico e morfologico meritano particolare segnalazione, per il ruolo fondativo e fertilizzatore che hanno svolto, gli studi di Reinhard Strohm sull'opera seria del sec. XVIII e di Philip Gossett, Harold Powers e Scott L. Balthazar sul melodramma del XIX: in particolare Powers ha innescato un vero e proprio filone di studi sulle forme dell'opera in età postrossiniana e verdiana, e poi pucciniana, da cui la critica e la storia del fenomeno hanno tratto nuova linfa.
La bibliografia succintamente registrata di seguito dà un quadro orientativo sintetico ma eloquente di questi sviluppi, nella scia dei quali il progetto qui presentato si inserisce tanto più armoniosamente in quanto i proponenti e i partecipanti (in particolare A. L. Bellina, L. Bianconi, F. Degrada, P. Fabbri, G. Pestelli, A. Roccatagliati, e tra i collaboratori M. Beghelli e G. Pagannone) vi hanno avuto direttamente parte. <<<