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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di SASSARI
TEORIE E RICERCHE DEI SISTEMI CULTURALI
SASSARI(SS) - Università degli Studi di BARI
ITALIANISTICA
BARI(BA) - Università degli Studi di NAPOLI "L'Orientale"
STUDI COMPARATI
NAPOLI(NA) - Università degli Studi di PALERMO
SCIENZE FILOLOGICHE E LINGUISTICHE
PALERMO(PA) - Università di PISA
STUDI ITALIANISTICI
PISA(PI)
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- 6 - Indagine sulle metodologie della ricerca scientifico-sociologica nella storia della sociologia italiana
- 7 - Repertorio delle fonti inventariali librarie dell’Occidente latino (sec. VIII – 1520)
- 8 - La ricerca qualitativa: teorie, metodi ed applicazioni
- 9 - Web Ram: web retrieval and mining
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Sardegna
Bibliografia
Per il Settecento: G. NATALI, «Il Settecento» [1928], II, Milano, Vallardi, 19363, 1082-86), i contributi specifici si restringono a due soltanto: D. CONRIERI, «Introduzione a Novelle italiane. Il Seicento. Il Settecento», a cura di id., Milano, Garzanti, 1982, XL-LVII; e F. FIDO, «La novella nel Settecento», in «La novella italiana» (atti del convegno di Caprarola, 19-24 settembre 1988), I, Roma, Salerno, 1989, 513-41. A. M. MORACE, «Il prisma dell’apparenza», Napoli, Liguori, 2002, 249-306.Per l’Ottocento una accurata sintesi sulle novelle in versi è stata tracciata da G. IZZI in «Dizionario critico della letteratura italiana», III, s. v., Torino, Utet, 1986 (2° ed.), 275-80, da integrare con V. SPINAZZOLA, «La poesia romantica risorgimentale» («Storia della letteratura italiana», VIII, Milano, Garzanti, 1969, 869-968) e con i profili critici contenuti nei due tomi di «I poeti minori dell’Ottocento», a cura di L. Baldacci e G. Innamorati, Milano, Napoli-Ricciardi, 1963. L’endogenesi del genere in rapporto alla tradizione italiana è stata sostenuta da L. M. MARCHETTI, «La novella in versi nell’età romantica: un’approssimazione teorica», in AA.VV., «Metamorfosi della novella», a cura di G. Barberi Squarotti, Foggia, Bastogi, 1985, 213-29. Nello stesso volume: F. SPERA, «Il racconto come frammento» (231-45), incentrato soprattutto sulla produzione del secondo Ottocento. Rimane ancor oggi basilare l’«Ottocento» di G. MAZZONI, soprattutto nella sua prima edizione (Milano, Vallardi, 1910), ben più ampia e capillare rispetto alla redazione scorciata del 1934 (la nona ristampa, del 1973, contiene un supplemento bibliografico [1938-1972] di A. Vallone) e al quadro disegnato da S. ROMAGNOLI in «Narratori e prosatori del romanticismo» per la storia letteraria della Garzanti (VIII, 5-192), che privilegia il romanzo. Un primo inquadramento storicizzante del genere in A.M. MORACE, «La novella romantica», in «La novella italiana» (atti del convegno di Caprarola, 19-24 settembre 1988), I, Roma, Salerno, 1989, 543-70 (poi in «Il raggio rifranto. Percorsi della letteratura romantica», Messina, Sicania, 1990); e G. BALDISSONE, «Le voci della novella. Storia di una scrittura in ascolto», Firenze, Olschki, 1992, 135-58; R. BIGAZZI, «I colori del vero. Vent'anni di narrativa (1860-1880)», Pisa, Nistri-Lischi, 19782; A. GAULIS, «La forma e il caso: la novella tedesca dell’Ottocento», in AA.VV., «Il romanzo, 2 – Le forme», a cura di Franco Moretti, Torino, Einaudi, 2002. Altri contributi: M. GUGLIELMINETTI, «La novella tra Ottocento e Novecento», in «Sulla novella. Genesi e generi», Lecce, Milella, 1990; F. TANCINI, «Novellieri settentrionali tra sensismo e romanticismo (Soave, Carrer, Carcano)», Modena, Mucchi, 1993; C. BORRELLI, «Ottocento romantico. La novella in versi», Napoli, Ist. Orientale, 1998; P. POZZOBON, «Letteratura e società nei personaggi della novella romantica in versi», «Otto/Novecento», IX, 1985; P. DE TOMMASO, «Il racconto campagnolo nell’Ottocento italiano», Ravenna 1973; «Novelle italiane. L'Ottocento», a c. di G. Finzi, Garzanti, Milano 1985.
Per il Novecento G. BÀRBERI SQUAROTTI, «La narrativa italiana del dopoguerra», Cappelli, Bologna 1967; G. LUTI, «Narratori e prosatori del primo Novecento», in «Storia Letteraria d'Italia», a c. di A. Balduino, vol. XI, tomo I, Piccin-Vallardi, Padova 1989; P. DE MEIJER, «La prosa narrativa moderna», in «Letteratura italiana, 3 – Le forme del testo», II, a cura di A. Asor Rosa, Torino, Einaudi, 1984; G. GUGLIELMI, «Le forme del racconto», in «La prosa italiana del Novecento», II, Torino, Einaudi, 1998; I. Calvino, «Lezioni americane», Milano, Garzanti, 1988.
Altra bibliografia sull’argomento di carattere più generale: AA.VV., «L’analyse structurale du recit. Recherches semiologiques», Paris, Seuil, 1966 («L’analisi del racconto», Milano, Bompiani, 1969); G. CERINA e G. MULAS, «Modi e strutture della comunicazione narrativa. Il racconto breve da Dossi a Pirandello», Torino, Paravia, 1978; AA.VV., «Dalla novella rusticane al racconto neorealista», nota introd. di S. Maxia e G. Pirodda Roma, Bulzoni, 1979; S. GHIAZZA, «La donna nella novella sentimentale», in AA.VV., «La parabola della donna», Bari, Laterza, 1983; P. Pugliatti, «Lo sguardo nel racconto. Teoria e prassi del punto di vista», Bologna, Zanichelli, 1985; G. FALASCHI, «Racconti fantastici dell’Otto e Novecento», Firenze, Paradigma, 1988; E. AUERBACH, «La tecnica di composizione della novella», Roma, Teoria, 1987; «La fine del racconto», a cura di M. Streiff Moretti, Napoli, ESI, 1991; «Novella e racconto nella letteratura italiana», premessa di G. Samueli Weinberg, Pretoria, A.P.I., 1992; J. CORTÁZAR, «Alcuni aspetti del racconto» e «Del racconto breve e dintorni», in «I racconti», Torino, Einaudi-Gallimard, 1994, 1311-337; L. DÄLLENBACH, «Il racconto speculare. Saggio sulla mise en abyme», Parma, Pratiche, 1994; «Novelle d’autrice tra Otto e Novecento», cur. P. Zambon, Roma Bulzoni, 1998; «“Leggiadre donne...”. Novella e racconto breve in Italia», cur. F. Bruni. Venezia, Marsilio, 2000; S. PRONE, «La dimensione letteraria del racconto fiabesco», «Testo», 2000, 39, 35-46; F. BRUNI, «L’italiano letterario nella storia», Bologna, il Mulino, 2002; F. O’ CONNOR, «Natura e scopo della narrativa» e «Scrivere racconti», in «Nel territorio del diavolo. Sul mistero di scrivere», Roma, minimum fax, 2002, 41-76; «La tentazione del fantastico. Narrativa italiana fra il 1860 e 1920», cur. P. Ihring e F. Wolfzettel, Perugia, Guerra, 2003; B. EICHENBAUM, «Teoria della prosa», in «I formalisti russi», a cura di T. Todorov, Einaudi, 1968; «The italian novella: a book of essays», ed. by G. Allaire, New York-London, Routledge, 2003; AA.VV., V. SKLOVSKIJ, «La struttura della novella e del romanzo», in «I formalisti russi», a cura di T. TODOROV, Torino, Einaudi, 1968; M. PETROVSIKIJ, «Morfologia della novella»,in R. Risaliti, «Ricerche sulla letteratura e formalismo russo», Pisa, Editrice Libreria goliardica, 1977, pp. 149-183; V. SKLOVSKIJ, «Una teoria della prosa. La costruzione del racconto e del romanzo», Bari, De Donato, 1966; M. BOULTON, «The anatomy of the novel», London e Boston, Routledge & Kegan, 1975; «La tentazione del fantastico. Narrativa italiana fra il 1860 e 1920», a c. di Ihring, Peter, Wolfzettel, Friedrich, Perugia, Guerra, 2003; «The italian novella: a book of essays», edited by G. Allaire, New York - London, Routledge, 2003. Ultimamente sono stati pubblicati gli atti di un convegno di studio sulla «Tipologia della narrazione breve” (a cura di N. Merola e G. Rosa, Roma, Vecchiarelli, 2004), metodologicamente proficuo (in particolare per i contributi di V. Spinazzola, R. Luperini e G. Rosa).
Sul rapporto antropologia-letteratura: S. THOMPSON, «The Types of the Folk-Tale. A Classification and Bibliography», Helsinki 1961 (1° ed. 1928); ID., «Motif-index of folk literature. A Classification of Narrative Elements in Folk-Tales, Ballads, Myths, Fables, Medieval Romances, Exempla», revised and enlarged edition, I-VI, Bloomington, London 1955 (1° ed. 1932-35); ID., «La fiaba nella tradizione popolare», Milano, Il Saggiatore, 1967 [1946]; J.V. PROPP, «Morfologia della fiaba», Torino, Einaudi, 196; ID., «La trasformazione delle favole di magia», in «I formalisti russi», a cura di T. Todorov, Torino, Einaudi, 1968; A.J. GREIMAS, «Sémantique structurale. Recherche de methode» , Paris, Larousse, 1966 («Semantica strutturale», Milano, Rizzoli, 1968); A. BUTTITTA, «Semiotica e antropologia», Palermo, Sellerio, 1979; F. LORIGGIO, «Anthropology, literary theory, and the traditions of modernism», in, «Modernist Anthropology: from Fieldwork to Text», cur. M. Manganaro, Princeton, Princeton University Press, 1990; V. MATERA, «Raccontare gli Altri. Lo sguardo e la scrittura nei libri di viaggio e nella letteratura etnografica», Lecce, Argo, 1996; D. SCAFOGLIO, «Antropologia e letteratura. Saggi 1977-1995», I, Salerno, Gentile Editore, 1996.
Parole Chiave
NOVELLA; RACCONTO; SETTECENTO; OTTOCENTO; NOVECENTO; VERSI; PROSA; NARRAZIONE BREVE; REGIONALISMOLA NARRAZIONE BREVE DAL SECONDO SETTECENTO ALLA FINE DEL MILLENNIO. Mappatura regionalizzata, banca dati e portale telematico.
Università degli Studi di SassariAbstract
La ricerca ha l'obiettivo primario di censire, catalogare e creare una banca-dati (in Cd-Rom e in rete) delle forme della narrazione breve in Italia, nel periodo che va dal secondo Settecento alla fine del millennio, nonché di studiarne l'articolazione secondo un'ottica policentrica che rispecchi la varietà dei contesti regionali e delle aree geografiche e la loro differenziazione in termini di produzione letteraria. L'intento è di pervenire ad un accertamento scientifico, bibliograficamente completo (per quanto riguarda la produzione in volume) della narrativa breve che è stata pubblicata in Italia, tracciandone l'evoluzione diacronica secondo le tipologie che essa concretamente assunse nell'arco di due secoli e mezzo. L'indagine permetterà, inoltre, di portare alla luce tutta una serie di documenti narrativi rimasti sinora sconosciuti o dispersi, ma di fondamentale importanza per studiare le varietà regionali della lingua letteraria, nonché tutta una serie di elementi riguardanti il dibattito teorico sulle forme della narrativa breve e sulla sociologia della produzione e della ricezione dei moduli e dei contenuti letterari.Le UdR daranno vita ad un catalogo quanto più possibile completo dei testi, con un intenso lavoro di spoglio nelle biblioteche italiane, che perverrà alla costituzione di una serie di archivi in cui conglobare i dati raccolti, al fine di ovviare alla sconoscenza ed alla dispersione di questo patrimonio letterario. La banca bibliografica sarà fondata su una griglia di campi applicativi che consenta di ordinare il materiale raccolto sulla base di categorie funzionali anche all'indagine storico-critica. Lo spoglio riguarderà, per campionatura significativa, anche i principali periodici, le strenne, gli almanacchi e le antologie narrative per studiare il modificarsi del gusto attraverso le inclusioni degli autori e dei brani prescelti; e si cercherà, in termini di sociologia della letteratura, di pervenire all'accertamento di una serie di dati che riguardano la produzione e la fruizione dei testi, il numero delle edizioni e di tirature, la circolazione in ambito locale, regionale e nazionale.
Sebbene le UdR incentrino in prima istanza l'area di studio sulle rispettive regioni di appartenenza o su quelle limitrofe o su altre trascelte per vettori d'influenza, in realtà svilupperanno l'indagine secondo un piano già concordato e predisposto sino a coprire organicamente l'intera nazione. L'archivio centrale sarà gestito dall'unità di Sassari: in esso confluiranno e saranno informatizzati i dati raccolti dalle cinque unità nelle biblioteche e nelle banche dati, nazionali e internazionali, mentre le singole unità cureranno l'organizzazione dell'archivio regionalizzato (o macroregionalizzato) di loro competenza, da riversare in Cd-Rom ed in rete al pari di quello centralizzato. Ogni unità di ricerca, inoltre, sceglierà i testi maggiormente significativi da immettere con curatela filologica nel portale telematico. Oltre che per tale via, i testi potranno essere dati anche in versione cartacea, filologicamente curata e corredata da introduzione storico-critica. In casi particolare, ove la rilevanza del testo lo richieda, si darà vita a vere e proprie edizioni critiche. Verrà costituita, in tal modo, anche una biblioteca telematica regionalizzata della narrazione breve in Italia, ed una omologa (ma non necessariamente speculare) a stampa, supportate da una ampia serie di studi critici e di volumi monografici sul tema della ricerca. In volume miscellaneo, infine, verranno delineate le coordinate storico-critiche, le articolazioni ed il tracciato evolutivo della narrativa breve in Italia durante il periodo in esame, stampando l'archivio bibliografico in apposito tomo, nel quale saranno riversati, in apposita sezione, anche i dati bibliografici relativi agli interventi teorici sulla narrazione breve. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Aldo Maria MORACE Università degli Studi di SASSARIObiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto ha l'obiettivo di censire, catalogare e creare un archivio informatizzato (su modello appositamente costruito) della narrativa breve in Italia a partire dalla metà del sec. XVIII (è dalla novellistica di Gasparo e Carlo Gozzi e da quella di Antonio Piazza che ha inizio la novella italiana moderna) sino alla fine del sec. XX, nonché di studiarne l'articolazione secondo un'ottica policentrica che rispecchi la varietà dei contesti regionali e la loro differenziazione in termini di produzione letteraria. L'intento è quello di pervenire ad un accertamento rigoroso, bibliograficamente completo della narrativa breve italiana che è stata raccolta in volume (mentre per quella stampata nei periodici si procederà per campionatura significativa), tracciandone l'evoluzione diacronica secondo le tipologie (novella in versi, novella in prosa, racconto, leggenda, narrazione storica etc.) che essa concretamente assunse nell'arco di due secoli e mezzo ed intercorrelandola con l'affermarsi ed il divenire del romanzo. Se espletata, essa consentirà di illuminare linee rimaste sinora quasi inesplorate (e di cui, al momento, non si conosce neppure il dato quantitativo) dagli storici della letteratura, con la parziale eccezione di alcuni segmenti ed aspetti novecenteschi. L'indagine consentirà, inoltre, di portare alla luce una seria amplissima di documenti narrativi rimasti sinora inediti o dispersi, di fondamentale importanza per studiare le varietà regionali della lingua letteraria, nonché tutta una serie di elementi riguardanti il dibattito teorico sulle forme e sulle poetiche della narrativa breve e sulla sociologia della produzione e della ricezione, imprescindibili per ricostruire il profilo di una società antropologicamente variegata prima e dopo il compimento unitario.La ricerca sarà condotta con metodologia bibliografica, testuale, storico-critica, filologica e variantistica (quando testi particolarmente significativi sono stati riscritti e ripubblicati). I compiti delle UdR saranno di censire accuratamente le iniziative tipografiche ed editoriali e di pervenire ad una tipologia e ad una morfologia della narrativa breve. Verrà studiato e repertato, in tal modo, anche il patrimonio di scritture narrative che, per la contaminazione di forme orali e letterarie, compongono un particolare segmento del più ampio orizzonte di forme narrative. Ci si occuperà anche dell'individuazione e della raccolta organica dei testi (anche manoscritti) in cui si rivela il fecondo e originale e complesso rapporto fra dati storici ed aspetti testuali, con riferimento alle problematiche dell'emigrazione. Lo studio e l'esame dei reperti testuali metteranno in evidenza le implicazioni linguistico-letterarie (incluse eventuali componenti dialettali e popolari), socio-demo-antropologiche e storico-ideologiche, prendendo in considerazione rappresentazioni narrative che, pur non avendo conosciuto una rilevante fortuna critico-letteraria, si rivelano significative espressioni di decisivi momenti storici (si pensi alla crisi dello stato liberale ed alla ‘disfatta' dell'Ottocento) e di essenziali istanze etnico-culturali. La ricerca di testi sconosciuti o poco noti consentirà di assumerli non solo come opere letterarie, ma anche come documenti di ambiente e di costume, sia relativamente al genere medioalto sia a quello di consumo, e come sistema di comunicazione articolato a livello ricreativo e divulgativo.
Mediante la creazione di una banca bibliografica e testuale (aperta comunque, anche al di là del periodo di svolgimento del progetto, all'afflusso di nuove segnalazioni) si risolverà la frantumazione e la sconoscenza di questo genere narrativo, attraverso la confluenza nell'archivio informatizzato di tutti i testi che editorialmente si sono inscritti nel genere. Si potranno così acquisire i dati necessari per studiare la produzione della narrativa breve nelle singole aree regionali (circa settemila reperti), nonché rispetto all'ambientazione topografica e cronologica, e dunque per indagare l'evoluzione della novella e del racconto in termini di struttura e di tecnica narrative. Inoltre, sempre partendo dal dato statistico ed intercorrelandolo con il vettore diacronico e con la regionalizzazione della tematica, potranno poi essere delineate in modo probatorio la fortuna e l'incidenza delle varie tematiche nell'ambito del genere stesso. Attraverso l'apporto coadiuvante di una équipe di antropologi e di comparatisti della letteratura verranno a prospettarsi acquisizioni del tutto nuove in termini di antropologia narrativa, di sociologia letteraria (mediante l'analisi dei dati riguardanti la produzione e la fruizione, il numero delle edizioni e delle tirature, la circolazione in ambito locale, regionale e nazionale) e di interazione con la similare morfologia europea della narrazione breve. Sarà possibile, pertanto, distinguere e classificare la narrativa breve in base ai contesti socio-culturali in cui si colloca e che sono descritti in essa, nonché alle relative tradizioni orali o a stampa. Ne conseguirà, come ulteriore sviluppo dell'indagine, l'individuazione delle costanti formali degli intrecci, dei ruoli dei personaggi, delle diverse formule e forme stilistiche delle strutture narrative; e, in proposito, una UdR avrà il compito di rapportare la tipologia moderna della narrativa breve con le ascendenze del genere nelle sue forme più conosciute e studiate (dal «Novellino» alla novella secentesca). La ricerca, così strutturata, permetterà inoltre di studiare l'influenza della narrativa breve sulla formazione dell'identità nazionale in rapporto alle identità regionali. Si analizzeranno, a tal fine, con strumenti interdisciplinari e comparatistici, i legami tra la lettura della realtà sociale e la nascita della stessa nazionalità italiana da composite realtà regionali, essendo la narrativa breve la produzione letteraria che ha avuto la maggiore diffusione, anche popolare, nella prima metà dell'Ottocento. Si vuole, dunque, disegnare una mappa e censire modalità del narrar breve, caratterizzate dal loro rapporto con la storia, rapportandole alle variegate forme (novelle in versi, racconti etc.) che il genere ha conosciuto nei suoi graduali spostamenti tematico-ideologici, mantenendo però caratteri strutturali comuni.
Sebbene le unità di ricerca incentrino in prima istanza l'area di studio sulle rispettive regioni di appartenenza o su quelle limitrofe o su altre trascelte per vettori d'influenza, in realtà svilupperanno l'indagine secondo un piano già concordato e predisposto sino a coprire organicamente l'intera nazione. L'archivio centralizzato (un'apposita banca dati, fondata su una griglia di campi applicativi che consentano di ordinare il materiale raccolto sulla base di categorie funzionali e dei criteri internazionali di marcatura) sarà gestito dall'unità di Sassari: in esso confluiranno e saranno informatizzati i dati scaturiti dalle ricerche esperite dalle cinque unità nelle biblioteche e nelle banche dati, nazionali e internazionali. Ogni unità di ricerca, inoltre, sceglierà i testi maggiormente significativi, da immettere con curatela filologica nel portale telematico. I testi saranno dati anche in versione cartacea, filologicamente curata e corredata da introduzione storico-critica; in casi particolari, si darà vita a vere e proprie edizioni critiche, supportate da una ampia serie di studi critici e di volumi monografici sul tema della ricerca. In volume miscellaneo, infine, verranno delineate le coordinate storico-critiche, le articolazioni ed il tracciato evolutivo della narrativa breve in Italia durante il periodo in esame, stampando l'archivio bibliografico in apposito tomo, riversando in specifica sezione anche i dati bibliografici relativi agli interventi teorici sulla narrazione breve. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La catalogazione dei dati bibliografici relativi alla novella italiana, in verso e in prosa, è ancorata al censimento (oggi puramente indicativo, date le vistose lacune di reperimento dei dati e di metodologia) compiuto nel secolo scorso da Giambattista Passano: «I novellieri italiani in verso indicati e descritti da G. P.», Bologna, Romagnoli, 1868; e «I novellieri italiani in prosa indicati e descritti da G.P.», 2a ed. migl. ed accr., Torino 1878 (rist. anast., Bologna, Forni, 1965).Se negli ultimi anni si è creato un certo interesse per la narrativa pre-manzoniana che ha portato ad una rivalutazione del romanzo settecentesco, colmando in questo modo una grave lacuna della storiografia letteraria, non altrettanto si può dire per il genere, cosiddetto minore, delle novella. Sarebbe più che mai opportuno che l'attenzione della critica si appuntasse su questa produzione narrativa, fin adesso trascurata, che rappresenta un singolare ibrido nel suo collocarsi per certi aspetti nel solco della tradizione boccacciana e cinquecentesca mentre per altri rientrare pienamente in due fenomeni socio-letterari dell'epoca che sono di estrema importanza. Un primo fenomeno è quello della forte influenza esercitata dalla narrativa francese e inglese, che produsse rifacimenti quando non veri e propri plagi, i quali, seppur di non eccelsa fattura, ebbero il pregio, al pari delle numerosissime traduzioni di autori stranieri che circolavano in Italia, di veicolare in forme più facilmente accessibili il dibattito filosofico europeo. L'altro fenomeno si ricollega allo sviluppo di una piccola e media editoria nelle principali città italiane ed al definirsi di una nuova letteratura "popolare".
Se da quella settecentesca si passa alla novella primottocentesca, è da constatare anche in questo caso la mancanza di una trattazione organica e storicizzante di essa, dopo il profilo che per linee segmentate ne aveva dato il De Sanctis («La letteratura italiana del sec. XIX», introd. e note di B. Croce, Napoli, Morano, 1897), mentre sono numerosi i contributi parcellizzati su singoli autori o su aspetti specifici della fenomenologia novellistica, dai quali si possono enucleare utili annotazioni sulle linee evolutive del genere. La sconoscenza dei dati bibliografici e la improba reperibilità del materiale testuale, pertanto, hanno sinora impedito un anche approssimato accertamento quantitativo di questo genere letterario, rendendone impossibile la storicizzazione. Rimangono pertanto non studiate la sua evoluzione e l'interrelazione – sincronica e diacronica – fra la novella, il racconto e il romanzo (al punto tale che appaiono non focalizzate persino le etichettature dei sottogeneri: leggenda, cantica, poemetto etc.); e similmente devono essere ancora indagati per la prima volta l'interscambio di temi, di strutture e di forme tra il verso e la prosa, la tangenza tra narrazione e iconografia, gli aspetti antropologici (anche attraverso la formalizzazione proppiana), i registri linguistici ed i problemi variantistici che emergono dal lavoro di riscrittura nel corpo dei testi o all'interno delle raccolte novellistiche, con modificazioni del tessuto stilistico e compositivo che riflettono il profilo cangiante di una società e di una storia culturale.
Solo in parte diverso, ma comunque lacunoso, è lo stato degli studi sulla narrazione breve tra la fine dell'Ottocento e il Novecento. La repertazione bibliografica, sebbene comporti minori difficoltà nella fase di censimento e reperimento dei materiali, quantomeno per quanto concerne la produzione in volume, è stata spesso marginalizzata negli studi critico-letterari; ed il genere è stato relegato in una posizione di supposta inferiorità rispetto alla produzione romanzesca. Negli ultimi anni si è registrato, tuttavia, un nuovo interesse per la narrazione breve novecentesca, soprattutto per quanto concerne le questioni teoriche, sulla scia degli studi di ambito angloamericano dedicati alla short story. Questo interesse di studi trova poi una valida giustificazione in quella ipotesi interpretativa, incentrata sulla narrazione breve, che fa di questa tipologia narrativa – in evidente contrapposizione alle forme più o meno canonizzate della narrazione lunga – un paradigma dell'esperienza sociale e letteraria del secondo Novecento: il corrispettivo formale (ovvero narrativo) di quella crisi di valori e di identità che si suole ascrivere a questo periodo storico. Seguendo una tale prospettiva antropologico-sociale si troverebbero spunti (e sostegni) teorici nell'ambito del dibattito critico internazionale di non trascurabile importanza; si pensi, ad esempio, agli studi postcoloniali (la cui applicabilità al contesto sociale e culturale meridionale è ormai ampiamente assodata dalla critica nostrana) e alla proposta del suo più autorevole rappresentante Edward Said sulla non-narrazione. Un altro evidente punto di contatto con le formulazioni critiche e teoriche degli ultimi anni è quello con il poststrutturalismo e con le varie suggestioni che ci derivano dalla critica decostruzionista. L'indagine sulla narrazione breve necessariamente si dovrà spingere in avanti fino ad indagare la letteratura dei nostri giorni e il peso che la narrazione breve viene assumendo nella letteratura all'epoca della globalizzazione; un'epoca nella quale si registra un nettissimo prevalere di codici comportamentali e comunicativi improntati alla velocità che stanno col tempo trasformando l'idea stessa di linguaggio.
La ricerca, tenendo conto oltre che della dimensione diacronica anche di quella topologica, vuole situarsi nell'ambito della linea proposta da Dionisotti nel celebre saggio del '51 (e poi divenuta asse portante della letteratura einaudiana di Asor Rosa, nella quale è articolata per centri di irradiazione), nella convinzione e nella consapevolezza storiografica che ogni innovazione nel disegno storico della letteratura italiana non possa che scaturire da un'indagine rigorosa, metodologicamente complessa, storicamente orientata secondo la tipologia e la morfologia della produzione letteraria regionale o macroregionale. Se globalizzazione significa, secondo Carlos Fuentes, che le periferie sono divenute altrettanti centri, non esiste più un asse unico, ma ne esistono tanti, che si intersecano tra di loro; e tutti sono interessati alla condizione umana nella sua pluralità di storie, di geografie, di condizioni materiali e spirituali, facendo della letteratura una polifonia, un concerto di voci e di tradizioni (Bachtin), una sorta di totalità aperta, di universalismo contestuale in cui sarebbe impossibile pensare a una storia letteraria italiana non integrata nel più ampio contesto europeo ma, al tempo stesso, non scaturente dal policentrismo della sua entità.
Vi è infine l'aspetto che concerne la reperibilità dei testi. Le molte antologie di novelle e racconti pubblicate sono documenti interessanti in una prospettiva storicizzante per poter analizzare le questioni concernenti il gusto letterario dell'epoca, ma dal punto di vista quantitativo si rivelano inadeguate a darci notizia di un genere letterario che ha goduto, nei secoli, di un costante successo di pubblico. Moltissimi racconti e novelle, spesso anche di autori di notevole interesse, dopo aver visto una prima edizione in volume non sono stati mai più pubblicati o sono stati ripubblicate le singole prove narrative separate dal contesto originario e organico della raccolta predisposta dall'autore. Un campo di ricerca sterminato (e pertanto pochissimo esplorato) è quello che riguarda il caso frequentissimo della pubblicazione di testi narrativi su almanacchi, strenne etc., o su periodici dei quali non disponiamo di indici: una dimensione iceberg, se dobbiamo rapportare i dati a nostra disposizione con ciò che rimane sconosciuto e sommerso nelle annate delle effemeridi. <<<



